Kenya

Per le dogane, da luglio nuovo sistema elettronico unico

Sarà operativo da luglio 2013 il nuovo sistema elettronico della dogana, che dovrebbe consentire di facilitare in Kenya le operazioni di commercio con l’estero.

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Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • Kenya Free

    Google sospende progetto per Internet via mongolfiera

    KENYA - Google ha annunciato l'intenzione di chiudere Loon, l'iniziativa lanciata lo scorso luglio per fornire tramite palloni aerostatici l'accesso a Internet alle comunità rurali attualmente scoperte dal segnale di rete.

    A riportarlo sono i media specializzati, citando una nota diffusa da Eric Astro Teller, il responsabile dei laboratori di Google X, consociata del gruppo statunitense.

    "Purtroppo, nonostante i risultati tecnici rivoluzionari del team negli ultimi 9 anni - ha scritto Teller - la strada verso la redditività commerciale si è dimostrata molto più lunga e rischiosa di quanto sperato. Quindi abbiamo preso la difficile decisione di chiudere Loon".

    Alastair Westgarth, amministratore delegato di Loon, ha offerto una valutazione simile in una dichiarazione separata: "Anche se abbiamo trovato un numero di partner disponibili lungo la strada, non abbiamo trovato un modo per ridurre i costi abbastanza da costruire un'attività sostenibile a lungo termine".

    Loon è stato per molti anni un progetto sperimentale, ma nell'ultimo anno ha iniziato a passare a operazioni più regolari cominciando lo scorso luglio a fornire servizi commerciali in alcune parti del Kenya, dove utilizza circa 35 palloni per fornire servizi su una regione di quasi 50.000 chilometri quadrati. Loon ha definito il suo dispiegamento in Kenya il "primo utilizzo non di emergenza di Loon per fornire connettività su larga scala". [MV]

  • Sudan Free

    Società dell'esercito annuncia investimenti in...

    SUDAN - La Military industry corporation, gruppo di società di proprietà dell'esercito sudanese, ha annunciato l'intenzione di espandere i propri investimenti in progetti agricoli e zootecnici. Ci sono circa 200 aziende di proprietà dell'esercito in Sudan, molte delle quali lavorano in settori economici vitali come la molitura del grano, l'agricoltura, l'esportazione di colture di sesamo e gomma arabica, nonché l'importazione di elettrodomestici. La Sudan News Agency ha riferito che la sezione civile del Mic prevede di trasferire il surplus delle industrie militari a progetti di agricoltura e allevamento. L'agenzia di stampa ha aggiunto che le compagnie militari intendono aumentare la produzione nei settori agricolo, zootecnico e dell'allevamento. [GT]
  • EgittoEtiopiaSudan Free

    Gerd, ministro Irrigazione egiziano accusa Addis Abeba

    EGITTO / ETIOPIA / SUDAN - Il ministro dell'Irrigazione e delle risorse idriche dell’Egitto Mohamed Abdel-Ati ha detto domenica ai parlamentari che i negoziati sulla Grand Ethiopian Renaissance Dam (Gerd), la diga costruita dall’Etiopia lungo il corso del Nilo, non sono finora arrivati a una conclusione a causa “dell’intrasigenza” di Addis Abeba.  "È l'intransigenza dell'Etiopia che finora ha portato i negoziati sulla Gerd a non raggiungere un accordo equo tra i tre Paesi interessati: Egitto, Etiopia e Sudan”, ha detto Abdel-Ati. Il ministro ha sostenuto che sia con la mediazione degli Stati Uniti che con quella dell’Unione Africana l’Etiopia ha preso tempo e mostrato una intransigenza che ne avrebbe di fatto determinato “il fallimento”. Abdel-Ati ha affermato che i ministeri egiziani dell'Irrigazione e degli Affari esteri stanno attualmente facendo del loro meglio per gestire la crisi e prevenire il fallimento dei negoziati. Il ministro ha poi aggiunto che il fabbisogno idrico dell’Egitto ammonta a 114 miliardi di metri cubi d’acqua all’anno: di questi 80 miliardi vengono dal Nilo e dalle stazioni di desalinizzazione e 20 miliardi da progetti di riciclaggio dell’acque. All’appello mancano 14 miliardi per i quali il governo prevede di fare investimenti nei prossimi cinque anni per implementare progetti di gestione dell’acqua. [EC]
  • Kenya Free

    Arriva in tribunale la protesta per la nuova legge sul...

    KENYA - È davanti all’Alta Corte del Kenya che l’East African Tea Trade Association (Eatta) ha rivolto la richiesta di sospendere l’applicazione di diversi articoli del Tea Act recentemente promulgato, invocando motivi discriminatori e incostituzionali che distabilizzeranno la produzione e le esportazioni di tè nel paese. Tra le altre clausole della norma prese di mira dai produttori di tè, l’articolo 34, che limita le commissioni di intermediazione nella vendita delle foglie della famosa bevanda, senza però indicare la ripartizione delle percentuali da sostenere tra l’acquirente e il produttore. Allo stesso modo, l’articolo 53 della nuova legge, entrata in vigore lo scorso 11 gennaio, stabilisce una quota di tè sulle esportazioni della quale il ministero dell'Agricoltura è autorizzato a imporre tasse aggiuntive, mentre l’articolo 36 sancisce che la totalità del tè trasformato e prodotto in Kenya per il mercato dell’esportazione deve essere messo in vendita esclusivamente attraverso l'asta del tè, ponendo fine a qualunque vendita diretta tra produttore e acquirente. Qualche giorno fa, i produttori di tè hanno già vinto una prima battaglia, dopo che l’Alta Corte ha sospeso l’applicazione degli articoli della legge che vietano la vendita diretta e attuano un prelievo sul tè prodotto, a seguito di una petizione firmata da 15 aziende della filiera, quali James Finlay, Kapchorua Tea Plc ltd, Nandi Tea Estates, Williamson Tea Plc e Sotik Highlands Tea Estates Ltd. La prossima udienza in tribunale si terrà il 22 febbraio. L’Eatta, secondo la quale il tè rappresenta il 22% delle entrate in valuta estera del Kenya, è l’ente che conduce l'asta settimanale del tè di Mombasa e gestisce gli interessi dei produttori, acquirenti, esportatori, broker, magazzinieri e confezionatori di tè in provenienza da 10 paesi: Kenya, Uganda, Tanzania, Burundi, Rwanda, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Madagascar, Mozambico e Malawi. [CN]
  • R. CentrafricanaRwanda Free

    RwandAir annuncia nuova rotta verso Bangui

    RWANDA / REP CENTRAFRICANA - Si stanno preparando per volare da febbraio tra Kigali e Bangui gli aerei della compagnia di bandiera ruandese, RwandAir. 

    “Stiamo in fase di preparativi per iniziare i voli il mese prossimo se tutto andrà bene. Non abbiamo ancora identificato la data di inizio perché stiamo ancora cercando di ottenere tutti i permessi", ha detto l’amministratrice di RwandAir, Yvonne Makolo. Da Kigali, capitale del Rwanda, due voli a settimana  voli faranno scalo a Douala, in Camerun, prima di raggiungere la capitale della Repubblica Centrafricana.

    Il Rwanda e la Repubblica Centrafricana intrattengono da tempo relazioni cordiali. Il questo momento, in particolare, Kigali sta aiutando attivamente il governo di Bangui sul fronte della sicurezza, mentre il Paese è alle prese con una nuova ribellione, in pieno periodo elettorale. Le truppe ruandesi sono state dispiegate nella missione di mantenimento della pace dell’Onu della Repubblica centrafricana dal 2014. Il 20 dicembre scorso, il Ruanda ha dispiegato forze speciali aggiuntive nell'ambito della cooperazione bilaterale. [CC]

  • Sudan Free

    Colloqui con AfDB per gestione degli arretrati

    SUDAN - Il ministro facente funzione delle Finanze e della pianificazione economica Hiba Mohamed Ali ha incontrato il Country Manager della Banca Africana di Sviluppo (AfDB) per il Sudan Raubil Durowoju. I due hanno discusso di possibili strategie per rientrare degli arretrati che il Sudan deve alla banca e che ammontano a più di 400 milioni di dollari. Hiba, riferisce l’agenzia di stampa Suna, ha elogiato l'importante ruolo della banca nel finanziamento di progetti di sviluppo in Sudan che valgono più di 500 milioni di dollari, oltre alla iniziativa per alleviare i debiti del Sudan e aiutare così il governo a rilanciare le riforme economiche. Durowoju, da parte sua, ha affermato la volontà di AfDB di facilitare la cancellazione del debito oltre a fornire finanziamenti per i progetti di sviluppo nel Paese. [MS]