Africa Nord

Nasce camera di commercio Svezia Nord-Africa

Vuole essere un “ponte commerciale tra la Svezia e il Nord-Africa la "La Swedish North African Chamber of Commerce" (Swenacc), o Camera di commercio Svezia Nord-africa, inaugurata mercoledì scorso a Stoccolma. I suoi promotori intendono creare una “nuova dinamica negli scambi commerciali e rafforzare la cooperazione tra le due regioni”, secondo il presidente della Camera, Mathias Mossberg. L'istituto rappresenta “una tappa importante nel partenariato e risponde alle esigenze di forte crescita delle esportazioni e degli investimenti, sia nel Nord-africa che in Svezia” si legge in un comunicato. La creazione della Swenacc è stata sostenuta dall'ambasciata dell'Algeria in Svezia, dall'International council of swedish industry, dal ministero svedese degli Esteri, dalle ambasciate nord-africane in Svezia, dalla Camera di commercio svedese e da altri istituti svedesi. “L'Algeria è un mercato sempre più attraente per la Svezia” hanno sottolineato i promotori dell'iniziativa. [CC]  © Riproduzione riservata

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    Energia nucleare, ministro svela interesse del governo

    ALGERIA - Il ministro dell’Energia e delle Miniere Mohamed Arkab presente a Vienna al 66esimo congresso dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ha elogiato “l’energia nucleare come alternativa ai combustibili fossili in grado di soddisfare la crescente domanda di elettricità del Paese”. Durante il suo intervento all’apertura del congresso, il ministro ha parlato delle ambizioni dell’Algeria verso l’energia nucleare “per soddisfare la crescente domanda interna di elettricità”. Questi annunci confermano l’interesse dell’Algeria a realizzare centrali nucleari per la produzione di elettricità. Al riguardo, Arkab ha annunciato nel corso dello stesso intervento che l’Algeria ha avviato lo sviluppo di una strategia nazionale coerente volta a integrare l’energia nucleare nel proprio mix energetico, adoperandosi “per aggiornare il proprio sistema legislativo e il quadro normativo per adeguarlo alle questioni legate alla tecnologia nucleare e ai relativi obblighi internazionali”. Concretamente, ha spiegato il ministro, l’Algeria ha adottato nel 2019 una legge relativa alle attività nucleari e ha istituito l’Autorità nazionale per la sicurezza e la protezione nucleare che ha iniziato i suoi lavori quest’anno. [GT]
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    Eni e Fmi nei saluti tra capo governo e ambasciatore...

    TUNISIA - Si è parlato di Eni e Fmi nell’incontro di ieri del capo del governo tunisino, Najla Bouden, con l'Ambasciatore d'Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara, in occasione della fine della sua missione. Bouden ha sottolineato la solidità delle relazioni storiche instaurate tra la Tunisia e l'Italia nei vari settori economici e commerciali, evidenziando la volontà comune di rafforzarle ulteriormente. "I due Paesi costituiscono un legame tra le due sponde del Mediterraneo e tra il continente africano e quello europeo", ha dichiarato. Citato in un comunicato della Presidenza del Governo, Bouden ha anche elogiato il sostegno dell'Italia alla Tunisia durante la crisi sanitaria del coronavirus, lodando gli sforzi dell'ambasciatore italiano per rafforzare le relazioni di cooperazione bilaterale in diversi settori di interesse comune. Il capo del governo ha anche esaminato il calendario delle prossime elezioni, comprese quelle legislative previste per il 17 dicembre. Da parte sua, secondo la stampa tunisina, l'ambasciatore italiano ha sottolineato la volontà dell’Italia di sostenere la Tunisia nei negoziati con il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e di fare il possibile per superare le difficoltà incontrate da Eni in Tunisia. [MS]
  • Marocco Free

    Verso ripresa sfruttamento miniere di ferro di Nador

    MAROCCO - Dopo quasi quattro decenni di chiusura, il Marocco si prepara a riattivare lo sfruttamento delle miniere di ferro situate vicino a Nador, nel nord-est del Paese. A tal fine, la Société d’exploitation des mines du Rif, una controllata dell’Ufficio nazionale degli idrocarburi e delle miniere (Onyhm), ha appena lanciato una gara internazionale per l’acquisizione totale di giacimenti di ferro. Lo riferisce il sito di notizie Yabiladi. Il termine per la ricezione delle offerte è fissato per il 1 novembre 2022. L’apertura delle proposte in seduta pubblica è prevista per il 3 novembre, presso la sede dell’Onhym a Rabat, la capitale amministrativa del Marocco. Per gli investitori interessati, sarà organizzata una visita in loco durante la settimana del 10 ottobre. Dal 1908 al 1984, i giacimenti di ferro sono stati sfruttati dalla Compagnia spagnola di Rif Mines. La riattivazione della miniera di ferro di Nador dovrebbe consentire la creazione di posti di lavoro in una regione in cui l’attività economica ruota attorno al contrabbando di prodotti provenienti dall’enclave spagnola di Melilla, secondo Yabiladi. Questa gara internazionale arriva due mesi dopo l’annuncio ufficiale da parte del governo algerino dell’avvio della produzione di ferro dalla miniera di Gara Djebilet, situata a ovest di Tindouf, nel sud del Paese. Il progetto è stato affidato a un’azienda cinese, ma storicamente era stata assegnata, nel 1972, a una società mista marocchina-algerina. I giacimenti di ferro di Nador si trovano a soli 25 chilometri dal porto di Beni Nsar. Le miniere di ferro di Ouiksane, Sotolazar e Aksara sono state sfruttate negli anni ’70 ma sno state chiuse negli anni ’80. Erano gestite dalla compagnia pubblica Seferif, filiale dell’Onhym. La regione di Nador contiene le principali riserve ferrose del Paese. Il potenziale sfruttabile sarebbe di circa 26 milioni di tonnellate. L’idea di rilanciare lo sfruttamento giace già da diversi anni, Strategiche per il Marocco in questo momento sono anche le sue riserve di cobalto, richiesto per la fabbricazione di veicoli elettrici, e di fosfati. [CC]
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    Positiva la bilancia commerciale

    ALGERIA - Si prevede che l’eccedenza della bilancia commerciale dell’Algeria supererà i 17 miliardi di dollari entro la fine del 2022. Lo ha affermato il primo ministro Aymen Benabderrahmane ad Algeri. In un discorso pronunciato a conclusione della riunione dell’esecutivo con i governatori tenutasi al Palazzo delle Nazioni, nella capitale, il primo ministro ha detto che “la bilancia commerciale ha ottenuto un surplus stimato in 14 miliardi di dollari alla fine dello scorso agosto, e ci aspettiamo che supererà i 17 miliardi entro la fine del 2022”. Il valore delle esportazioni al di fuori degli idrocarburi ha raggiunto i 4,4 miliardi di dollari alla fine dello scorso agosto, e dovrebbe raggiungere i 7 miliardi di dollari entro la fine del 2022. Oltre a ciò, la riserva cambi, che ha registrato “un aumento significativo nell’ultimo periodo, superando la percentuale che era stata fissata”. Benabderrahmane ha richiamato l’attenzione sui rapporti internazionali emessi da vari organismi, che indicano un netto miglioramento del tasso di cambio della moneta nazionale. Grazie a questi indicatori positivi, “cominciano a manifestarsi i tratti di ripresa economica”. Il primo ministro ha attribuito il miglioramento della performance macroeconomica alla “saggezza del presidente della Repubblica nel gestire gli affari di Stato rivitalizzando i settori che guidano la crescita economica, e tra i suoi strumenti c’è la politica di controllo delle importazioni”. In questo contesto, il capo del governo algerino ha sottolineato che la politica commerciale estera attualmente adottata mira a “controllare e razionalizzare le importazioni, non a frenarle, come stanno cercando di far capire alcuni malintenzionati”. Ciò consente “la protezione del prodotto nazionale, al fine di stabilire un tessuto agricolo e industriale sviluppato che costituisce un pilastro per una forte economia nazionale e garantisce la sicurezza nazionale”. Il primo ministro ha inoltre ha evidenziato il ruolo centrale dei governatori locali nella promozione degli investimenti e dello sviluppo nelle wilaya (le divisioni amministrative algerine), invitandoli a monitorare i progetti di investimento sul campo con un approccio partecipativo, al fine di rimediare alle disfunzioni esistenti. [CC]
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    Il Cairo pronta a candidarsi alle Olimpiadi del 2036

    EGITTO - Il governo del Cairo ha in programma di presentare domanda per ospitare i Giochi Olimpici del 2036, ha detto il ministro dello Sport Ashraf Sobhi durante un ricevimento per il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), Thomas Bach, che si è tenuto sabato nella capitale egiziana. “Il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha dato il suo permesso all’Egitto di presentarsi come ospite per le Olimpiadi del 2036”, ha detto il ministro Sobhi, secondo quanto riportano i media locali. In caso di successo l’Egitto diventerebbe la prima nazione africana o araba ad ospitare le Olimpiadi. “L’Egitto ha solide infrastrutture sportive e se potrà ospitare i Giochi Olimpici, sarà storico”, ha detto Bach durante una conferenza stampa congiunta con Sobhi. Un funzionario egiziano ha annunciato all’inizio del mese che Egitto, Grecia e Arabia Saudita erano in trattative per ospitare congiuntamente la Coppa del mondo di calcio 2030. L’Egitto ha già ospitato la Coppa d’Africa 2019, così come il campionato mondiale di pallamano dell’anno scorso durante la pandemia di Covid-19. [TM]
  • Egitto Free

    Presto un complesso industriale per produrre protesi

    EGITTO - L’Egitto avvierà la costruzione di un complesso industriale integrato per localizzare la produzione di protesi per persone con bisogni speciali e questo in collaborazione con società straniere. Il presidente egiziano Abdel-Fattah El-Sisi ha emanato le direttive in un incontro con i ministri per dare seguito al progetto. “Ha anche ordinato al governo di aumentare la capacità delle strutture statali di servire le persone con bisogni speciali in conformità con i codici internazionali in questo settore” ha precisato il portavoce presidenziale Bassam Rady in una nota.
    “L’incontro ha affrontato la delineazione di una visione per la creazione del complesso protesico in Egitto in conformità con i più recenti standard tecnologici e medici internazionali” si legge ancora nella dichiarazione. [GT]