Costa Avorio

Mandato Cpi contro moglie ex presidente Gbagbo

Un mandato di cattura nei confronti di Simone Gbagbo, moglie dell’ex presidente Laurent Gbagbo, è stato emesso dalla Corte penale internazionale (Cpi/Icc) per crimini contro l’umanità commessi durante la crisi post-elettorale del 2011.

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Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Ghana Free

    Lanciata roadmap finanziamento per progetti SDG

    GHANA - Il presidente Nana Addo Dankwa Akufo Addo ha lanciato una Roadmap sul finanziamento del Ghana per la realizzazione entro il 2030 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG)  delle Nazioni Unite.

    A segnalarlo sono i media locali, precisando che la tabella di marcia è frutto di una collaborazione con il Sustainable Development Investment Partnership (SDIP) del World Economic Forum e si propone di creare un impegno pubblico-privato più efficace per il finanziamento sostenibile delle iniziative previste per la corretta attuazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

    Il presidente Akufo-Addo ha indicato che la tabella di marcia sul finanziamento del Ghana, stimata in circa 520 miliardi di dollari nel prossimo decennio fino al 2030, offre al settore privato una chiara opportunità di dare un contributo significativo all'agenda nazionale per il raggiungimento degli SDG.

    La tabella di marcia delinea una strategia specifica per il Paese, valutando il suo stato attuale e offrendo azioni concrete per mobilitare nuove risorse al fine di soddisfare le priorità nazionali di sviluppo sostenibile e il finanziamento nei prossimi 10 anni. Per approfondire è possibile consultare la roadmap cliccando qui. [MV]

  • Sierra Leone Free

    Al via progetto per sostenere coltivatori di riso

    SIERRA LEONE - Il presidente sierraleonese Julius Maada Bio ha lanciato il progetto della catena del valore del riso regionale della Sierra Leone a Torma Bum, nel distretto di Bonthe. Il progetto impiega 44 milioni di dollari e si rivolge a oltre 7000 beneficiari. L’obiettivo generale del progetto della filiera del riso è sostenere i piccoli agricoltori e farli organizzare in entità produttive per aumentare il loro reddito, ridurre la povertà, affrontare l’insicurezza alimentare e migliorare i mezzi di sussistenza delle popolazioni rurali. Il progetto aiuterà anche a ridurre l’elevata importazione di riso nel paese. [SR]
  • Niger Free

    Siglato accordo per adesione a programma Scaling Solar

    NIGER - La Società finanziaria internazionale (Ifc) del gruppo della Banca mondiale ha annunciato l'adesione del Niger al programma Scaling Solar. Grazie alla partnership appena siglata il Niger svilupperà fino a 50 megawatt di energia solare, circa il 20% dell’attuale capacità elettrica installata del paese.  “L’ambizione del Niger è di aumentare la sua capacità elettrica installata per sostenere la sua crescita economica e facilitare l’accesso delle popolazioni all’elettricità. In questa prospettiva sarà decisivo il ricorso all’energia solare”, ha dichiarato Mahamane Sani Mahamadou, ministro dell’Energia del Niger. Il governo nigerino si è impegnato a produrre il 30% della sua energia da fonti sostenibili entro il 2035. [TM]
  • Senegal Free

    Conflitto in Casamance, a un passo dalla fine?

    SENEGAL - L’esercito senegalese ha annunciato di aver preso il controllo di cinque residue basi ribelli appartenenti al Movimento delle forze democratiche della Casamance (Mfdc) nel sud-ovest del Paese, lungo il confine con la Guinea-Bissau, segnando un nuovo passo avanti nella risoluzione del conflitto in Casamance. “Le operazioni in corso hanno permesso la conquista delle basi dell’Mfdc al confine sud-occidentale, principalmente ad Ahinga, Badem, Bagam, Bouniack e Djileor”, ha annunciato il colonnello Souleymane Kandé, comandante nell’area di intervento. “L’obiettivo principale di questa operazione era creare le condizioni perché la popolazione potesse tornare in sicurezza nel proprio territorio d’origine”, ha aggiunto un funzionario dell’esercito senegalese. Le sue parole sono state riportate da diversi siti di informazione senegalesi. L’operazione ha lasciato feriti due soldati, un ufficiale che ha calpestato una mina antiuomo e un soldato colpito da arma da fuoco. Kandé ha detto che nelle ultime settimane erano state intensificate le operazioni per controllare meglio il confine con la Guinea Bissau, in particolare la foresta Bayottes, utilizzata dai ribelli come base. “Diversi abusi sono stati commessi contro la popolazione in questa zona. Le bande armate, con atti di estorsione, cercano semplicemente di garantire il diritto esclusivo di sfruttare le risorse forestali”, ha aggiunto. Le azioni sistematiche e mirate contro i ribelli, da parte dell’esercito senegalese, si sono intensificate a partire da fine gennaio. A febbraio sono state prese quattro basi storiche del movimento indipendentista. Obiettivi dichiarati da Dakar: neutralizzare gli elementi armati che si stanno rifugiando nell’area, consentire il ritorno degli sfollati per insicurezza e combattere le attività illegali delle bande armate. La neutralizzazione delle bande armate procede in parallelo con le operazioni di sminamento. Il conflitto in Casamance si trascina dal 1982 tra il governo di Dakar e il Mfdc, che rivendica l’indipendenza di quella regione, separata dal resto del Paese dal vicino Gambia, e che storicamente si dichiara abbandonata dall’esecutivo centrale. A differenza del più arido nord, il sud del Senegal ha terre fertili ed è molto ricco di risorse forestali: non a caso il traffico illegale di legname, negli ultimi anni, è stato la principale fonte di reddito per i ribelli, come documentato tra l’altro da un recente rapporto dell’organizzazione inglese Environmental Investigation Agency (Eia). La Casamance è anche ricca di attrattive turistiche, grazie alle sue spiagge e foreste, e sebbene la ribellione indipendentista abbia limitato questo potenziale economico, è riuscita nei momenti di relativa calma, a trarre profitto da questa vocazione. La crisi in Casamance ha causato negli anni centinaia di morti e costretto decine di migliaia di persone a trasferirsi o a cercare rifugio nei Paesi confinanti, Guinea Bissau e Gambia. In passato il Gambia ha alimentato il conflitto, sostenendo le forze indipendentiste. Con la caduta di Yahya Jammeh e l’elezione di Adama Barrow, le dinamiche sono cambiate e Dakar ha potuto contare sull’appoggio concreto di Banjul. Un cambiamento simile si è prodotto anche in Guinea Bissau, in virtù delle buone relazioni tra il presidente Macky Sall e l’omologo guineano Umaro Sissoco Embaló. Ufficialmente Macky Sall avrebbe provato a rilanciare in varie occasioni, da quando è salito al potere nel 2012, i colloqui di pace con l’Mfdc. Ma le divisioni interne al movimento e il suo indebolimento hanno spostato a favore di Dakar gli equilibri di potere, rendendo alla fine superflua ogni trattativa. [SR]
  • Nigeria Free

    Preoccupazione per indebitamento con la Cina

    NIGERIA - C’è grande preoccupazione in Nigeria in relazione all’indebitamento del Paese con la Cina: dai dati pubblicati ieri dall’Ufficio Gestione del Debito (Dmo) e riportati dai giornali risulta che l’amministrazione guidata da Muhammed Buhari, dal 2015, ha preso in prestito dalla Cina una somma pari a 2,02 miliardi di dollari. Al 30 giugno 2015 il debito complessivi della Nigeria dalla Cina era di 1,38 miliardi di dollari. Tuttavia, al 31 marzo 2020, il portafoglio del debito risultava salito a 3,40 miliardi di dollari. L’Ufficio Gestione del Debito (Dmo) riferisce che i prestiti dalla Cina sono agevolati con tassi di interesse del 2,50% annuo, hanno una durata di venti anni e un periodo di grazia (moratoria) di sette anni. L’ufficio riferisce anche che i termini dei prestiti risultano conformi alle disposizioni della Sezione 41 del Fiscal Responsibility Act del 2007, che definisce i criteri di conformità. Tutti i prestiti contratti con la Cina sono legati ai progetti. I progetti (undici al 31 marzo 2020) comprendono il Progetto di modernizzazione delle ferrovie nigeriane (sezione Idu-Kaduna), il progetto di metropolitana leggera di Abuja, il progetto di espansione dei quattro terminal aeroportuali nigeriani (Abuja, Kano, Lagos e Port Harcourt), il progetto di modernizzazione delle ferrovie nigeriane (sezione Lagos-Ibadan) e il progetto di riabilitazione e ammodernamento della strada Abuja-Keffi-Makurdi. Secondo l’Ufficio Gestione del Debito (Dmo) i bassi tassi di interesse sui prestiti hanno ridotto il costo degli interessi per il governo, mentre il lungo termine consente il rimborso della somma capitale dei prestiti in molti anni. Tra i nigeriani tuttavia permangono timori in particolare in relazione alla possibilità che il Paese perda alcuni dei progetti in caso di inadempienza del prestito. La paura, riferiscono i giornali locali, è cresciuta quando il ministro dei Trasporti, Rotimi Amaechi, lo socrso anno, ha confermato che il Paese ha rinunciato alla sua immunità sovrana per ottenere prestiti cinesi. Il ministro aveva successivamente aggiunto che fino a quando i debiti fossero stati ripagati, la Cina non avrebbe rivendicato alcuna infrastruttura. “Dobbiamo imparare a pagare i nostri debiti e stiamo pagando, e una volta che tu paghi, nessuno verrà a prendere i tuoi beni”, aveva detto. Nonostante l’assicurazione, persiste il timore che i prestiti cinesi contengano alcune clausole non esplicite che potrebbero violare la sovranità della nazione, soprattutto perché gli accordi di prestito non sono di dominio pubblico. Amaechi ha negato la conoscenza di qualsiasi clausola che consegni un bene nazionale alla Cina in caso di inadempienza in un’intervista rilasciata ieri ad AriseTV. Durante l’intervista Amaechi ha rivelato inoltre che l’amministrazione in carica avrebbe pagato 150 milioni di dollari dei 500 presi in prestito da quella precedente, guidata dal presidente Goodluck Jonathan, per il progetto Abuja-Kaduna Rail. [SR]
  • Nigeria Free

    Trattative con Standard Chartered per finanziare...

    NIGERIA - Il governo federale di Abuja è in trattative con la britannica Standard Chartered per organizzare il finanziamento di due progetti ferroviari, sostituendo così dei precedenti piani di finanziamento con istituti bancari cinesi.

    A renderlo noto è stato il ministro dei Trasporti nigeriano Rotimi Amaechi, precisando che le trattative rigurdano un progetto per l'ammodernamento di una linea a scartamento ridotto nelle regioni sud-orientali del Paese e la costruzione di una nuova linea a scartamento standard sulla costa atlantica.

    Secondo le informazioni rese note, entrambi i progetti sono già stati assegnati per la loro realizzazione all'unità nigeriana della China Civil Engineering Construction Corp (CCECC). [MV]