Zimbabwe

Azienda indiana Varun investe in un impianto per la Pepsi

ZIMBABWE – Sarà localizzata ad Harare, la capitale dello Zimbabwe, un’unità di imbottigliamento della ditta indiana Varun, che opera per la multinazionale Pepsi.

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Ultimi articoli della sezione Africa Australe

  • Zimbabwe Free

    Governo offre più garanzie ai produttori di cannabis

    ZIMBABWE - In Zimbabwe, a chi coltiverà cannabis sarà garantito il 100% della proprietà delle fattorie e delle licenze di produzione: è l'impegno che si è assunto il governo di Harare per attrarre investitori locali e stranieri che vorranno dar vita a piantagioni di canapa. L'offerta è la diretta conseguenza della legalizzazione, approvata nel 2018, della produzione di mbanje (come viene chiamata localmente) a scopi medicinali (l'uso personale come stupefacente è sempre vietato). Lo scorso anno una quarantina di agricoltori locali e 150 stranieri avevano mostrato interesse a entrare nel settore che potrebbe essere molto redditizio. Per favorire lo sviluppo del comparto era necessario un ulteriore passo avanti: la garanzia della proprietà dei terreni e delle licenze. Solo in questo modo i farmer potranno avere la possibilità di investire in tutta sicurezza, utilizzando come garanzia le loro proprietà. «In seguito alla decisione del Consiglio dei ministri e alla riunione di alto livello, sono state apportate modifiche politiche che consentono agli investitori di detenere il 100% della proprietà delle licenze di cannabis medica e delle tenute agricole al fine di migliorare la competitività del settore a livello sia regionale sia globale», ha affermato il ministro della sanità Obadiah Moyo. [EC]  
  • Africa Australe Free

    E-Africa Business Lab: Africa Australe, non solo...

    “E-Africa Business Lab continua”, ha esordito giovedì 28 maggio Alessandra Rainaldi, responsabile del progetto per l’Agenzia Ice, in apertura dei lavori del webinar dedicato all’Africa Australe, ultimo di quattro incontri informativi rivolti alle Pmi italiane, prima dell’inizio dei quattro percorsi settoriali, ciascuno dei quali sarà diviso in tre giornate formative e incentrato su una filiera e due mercati africani (3-4-5 giugno: Agribusiness in Etiopia e Angola; 9-10-11 giugno: Infrastrutture e Costruzioni in Nigeria e Uganda; 16-17-18: Energia in Kenya e Mozambico; 23-24-25: Moda in Ghana e Etiopia). Ma il progetto di ICE Agenzia offrirà anche ai partecipanti, a fine percorso, l'opportunità di arricchire la propria agenda  di contatti operativi da utilizzare alla volta dei mercati subsahariani e prima di tutto di carattere istituzionale: “Il sistema-Italia c’è, è a disposizione e va sfruttato”, ha dichiarato, ancora la Rainaldi a conclusione del suo intervento.

    Ribadendo la necessità di conoscere i contesti locali in un continente caratterizzato da molte realtà diverse ma anche da tante opportunità per il modello imprenditoriale italiano, Mariangela Siciliano, responsabile del programma Education to Export di Sace Simest, partner dell’E-Africa Business Lab, ha evidenziato “la sinergia ideale per affrontare i mercati africani” offerta dal progetto, attraverso la collaborazione di due attori pubblici con Confindustria Assafrica & Mediterraneo, terzo partner dell’iniziativa, allo scopo di conferire un “patrimonio di formazione e conoscenze” alle aziende italiane aderenti. Durante il suo intervento, il direttore generale di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, Pier Luigi D’Agata, ha nuovamente ringraziato Ice e Sace Simest per l’ideazione dell’E-Africa Business Lab e evocato il coinvolgimento dell’Associazione per la regione australe del continente in tre importanti progetti in Angola, Zimbabwe e Congo-Kinshasa, nei settori della formazione professionale, dell’agribusiness, della pesca e dell’industria.

    Moderatore dell’incontro, Massimo Zaurrini, direttore di InfoAfrica/Africa e Affari, ha poi introdotto il topic dell’incontro e precisato che nonostante l’impatto del Covid, la riduzione dei prezzi del settore minerario - in una regione a forte vocazione mineraria, oil&gas, diamanti e oro in primis -, il tasso di crescita più basso del continente e le gravi ripercussioni causate dai cambiamenti climatici, l’Africa Australe si presenta come l’area più stabile, caratterizzata da un’integrazione regionale in seno alla Sadc (Comunità di sviluppo dell'Africa Australe) seconda solo all’Africa Orientale, dalla presenza di servizi finanziari avanzati (in particolar modo per il Sudafrica e Mauritius) e da ottime prospettive e potenzialità nelle filiere delle energie rinnovabili, del turismo, dell’agricoltura, della pesca e del gas naturale con la recente scoperta delle immense riserve del Mozambico.

    Durante l’outlook sui rischi e le opportunità individuati per la regione, Ivano Gioia dell’Ufficio Studi Sace ha indicato che l’export italiano in Africa Australe era ammontato a 2,5 miliardi di euro nel 2019 - di cui quasi un terzo rappresentato dalla sola meccanica strumentale - sottolineando in particolare un calo del 31,5% per i beni intermedi in Sudafrica, compensato da un eccezionale +431% registrato in Zambia per commesse concluse nel campo dell'aeronautica. Partendo dalla disamina di tre Paesi della regione, Gioia ha sottolineato il rimbalzo previsto per il Sudafrica dopo la forte recessione del prossimo anno, i 3,7 miliardi di dollari sbloccati nel 2019 dal Fmi nell’ambito di un programma per la diversificazione dell’economia dell’Angola, il cui Pil è ancora troppo correlato all’andamento dei prezzi del petrolio, e il prossimo ingresso del Mozambico nella cerchia dei maggiori produttori e esportatori di gas naturale del mondo, attraverso progetti che vedono anche il coinvolgimento di imprese italiane.

    Dall'ufficio regionale di Luanda, la direttrice di ICE,  Maria Elisabetta Merlino ha d’altra parte specificato le potenzialità offerte dall’Angola, inclusi settori proponendo un ampio margine alle aziende di piccole dimensioni. Dopo aver evocato i recenti emendamenti alla Legge sugli investimenti privati varati dal governo ma anche sui fondi pubblici stanziati in vari settori, la Merlino ha posto l’accento sull’emergenza crescente di una classe media che determina trasformazioni nei consumi interni e nuove opportunità nel turismo, nell’agroalimentare - tra cui il vino -, nella moda e nell’arredamento.

    Il direttore Ice di Maputo, Gianni Loreti, ha poi ricordato le altissime prospettive attese sul medio periodo in Mozambico per l’imminente sfruttamento delle nuove risorse di gas naturale, con previsioni di crescita all’8,6% per il 2023 e addirittura all’11% per il 2024. Loreti ha anche ricordato l’opportunità offerta dagli Accordi di Partenariato Economico (Ape) per il libero scambio tra l'Ue e la Sadc che esonerano di imposte le importazioni provenienti dall’Africa Australe e di diritti doganali il 74% dell’export europeo in quei Paesi.

    Ricchi di indicazioni utili gli interventi delle testimonianze aziendali, che hanno sollecitato le imprese interessate ai mercati africani a fare sistema, ad adeguare i propri prodotti alle esigenze e ai contesti locali, a mostrarsi flessibili, a investire in progetti di medio e lungo termini ma anche soprattutto a allestire uno showroom o aprire una sede in loco. In questo incontro sono state tre le testimonianze di aziende attive nella regione: la Sunchem, con Sergio Tommasini, la MA AG, per la quale è intervenuta Serena Ruggeri, spiegando come anche una piccola azienda italiana attiva nel settore dei macchinari per l’agricoltura possa lavorare sui mercati africani, e infine quella di Simone Santi, presidente di Leonardo Group & Ccmi, azienda attiva in Mozambico in vari settori dall’Oil & Gas all’immobiliare e all’agroalimentare, passando per le rinnovabili.

    L’ultima parte dell'incontro è stata dedicata alle domande dei partecipanti , post agli  esperti che hanno risposto in modo esauriente a molti interrogativi sulla regione, tra cui l’impennata del terrorismo islamista, i progetti per l’acquacoltura e la pesca, le prospettive per il tessile o ancora il funzionamento del sistema bancario.

    In considerazione del successo riscosso dell’E-Africa Business Lab che ha raggiunto quasi 300 iscrizioni, l’ICE Agenzia ha annunciato che è in cantiere, per il prossimo anno,  una seconda edizione dell’iniziativa. [CN]

  • Angola Free

    Prorogati termini per concessione terminal portuale di...

    ANGOLA - La Commissione per valutazione delle concessioni del governo angolano ha esteso i termini per la presentazione delle proposte per ottenere in gestione il terminal multi-funzionale del porto di Luanda.

    A darne notizia sono i media locali, precisando che la proroga allunga i termini fino al prossimo 30 giugno a causa delle conseguenze causate dalla pandemia di covid-19.

    La gara pubblica internazionale era stata lanciata lo scorso dicembre, con scadenza fissata inizialmente al 30 marzo.

    La gara prevede l’affidamento della concessione per la gestione del terminal portuale per un periodo compreso tra 20 e 25 anni.

    Il terminal del porto di Luanda si estende su una superficie di 181.070 metri quadrati e ha una capacità di movimentazione di 2,6 milioni di tonnellate di merci all’anno, il 51% delle quali in container. [MV]

  • Sudafrica Free

    Governo pianifica progetti infrastrutturali per 20...

    SUDAFRICA - Il governo sudafricano sta pianificando progetti per un valore di 20,5 miliardi di dollari in diversi settori. A riferirlo è stato un alto esponente dell’African National Congress (Anc), il partito al governo.  Intervenendo a una video conferenza organizzata da Chatam House, Paul Mashatile, tesoriere generale dell’Anc ha sostenuto che i progetti infrastrutturali saranno presto approvati dal governo del presidente Cyril Ramaphosa; per l’approvazione si attendono solo alcuni incontri con il settore privato e con le banche multilaterali.  Secondo la stessa fonte, i progetti riguarderanno ferrovie, porti, energia, Ict, acqua, servizi igienico-sanitari e residenziale. Enoch Godongwana, a capo del comitato per la trasformazione economica dell’Anc, ha dichiarato alla stessa videoconferenza che il governo spera di stimolare la domanda economica attraverso il programma infrastrutturale, attingendo dalle lezioni della Coppa del mondo di calcio ospitata nel 2010 dal Paese. [MS]
  • Angola Free

    In vendita quote di partecipazione in tre aziende...

    ANGOLA - Il governo angolano ha pubblicato un avviso per la vendita di quote minoritarie di partecipazione in tre società produttrici di bevande.

    A segnalarlo è l’Istituto di gestione degli attivi e delle partecipazioni di Stato (Igape), che si occupa del processo di privatizzazione.

    Secondo quel che viene reso noto, le tre aziende oggetto del procedimento sono: la Empresa Angolana de Cervejas de Angola (EKA) di cui è stata messa in vendita una quota del 4%, la Empresa de Cervejas N’Gola (ECN) di cui sarà privatizzata una quota dell’1% e la Companhia União de Cervejas Angola (CUCA) della quale sarà venduto l’1%.

    Il procedimento è aperto a investitori nazionali e internazionali. Per presentare le offerte, il cui termine è stato fissato al 3 luglio, le parti interessate dovranno dimostrare una prova della propria capacità finanziaria.

    Dopo aver analizzato le offerte, sarà selezionata quella finanziariamente più vantaggiosa.

    Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata sul sito di IGAPE. [MV]

  • Namibia Free

    Annunciati nuovi investimenti nel settore energetico

    NAMIBIA - Sono pari a 575 milioni di dollari i fondi che la compagnia elettrica statale NamPower intende investire nei prossimi tre anni per nuovi progetti di generazione e trasmissione dell’energia in Namibia.

    A dirlo è stato il ministro delle Finanze, Ipumbu Shiimi, presentando la proposta di bilancio statale in Parlamento a Windhoek.

    Secondo Shiimi, gli investimenti annunciati consentiranno di aumentare l’offerta di produzione domestica di elettricità, riducendo la necessità di doverla importare dall’estero.

    “Nampower sta lanciando nuovi investimenti in progetti per la generazione e nella trasmissione di energia, in particolare nel solare e nell’eolico”, ha detto il ministro.

    La Namibia è un importatore netto di elettricità con oltre il 60% del suo fabbisogno domestico acquistato dal vicino Sudafrica. [MV]