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Burkina Faso ospite d’onore al ‘Rebranding Africa Forum’

AFRICA / BURKINA FASO - Sarò il presidente del Burkina Faso, Roch Kabore, uno degli ospiti d’onore della terza edizione di ‘Rebranding Africa Forum’, appuntamento dedicato all’Africa e ospitato a partire da oggi e fino a sabato a Bruxelles, in Belgio. Piattaforma di incontri e scambi, il Forum riunirà per tre giorni investitori, dirigenti d’impresa e rappresentanti politici attorno a temi molto sentiti nel continente, con una iniziativa speciale dedicata nel corso della seconda giornata al Burkina Faso. Dopo la tappa belga, il presidente del Burkina Faso è atteso nei prossimi giorni in Italia dove terrà incontri sia a Roma che a Milano. Informazioni sul forum di Bruxelles sono disponibili nel seguente sito: www.rebranding-africa.com/© Riproduzione riservata

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    Gigante del gioco d’azzardo online sbarca in Africa

    AFRICA - Uno dei più importanti gruppi internazionali attivi nel gioco e nelle scommesse online, 888 Holdings, ha annunciato il lancio della sua joint-venture strategica 888 Africa, che si è assicurata le licenze locali per i mercati di Kenya, Tanzania, Mozambico e Zambia. Lo riferisce la stampa scpecializzata, precisando che dietro 888Africa c’è l’ex Cmo di PokerStars Christopher Coyne. Il lancio in alcuni dei principali Paesi dell’Africa orientale di 888Africa è stato accompagnato da accordi che assicurano alla nuova azienda una copertura dell’85% dei pagamenti degli operatori di rete mobile nei suoi mercati di debutto. 888Africa intende diventare l’operatore di scommesse sportive e casinò più armonizzato a livello locale e più efficace per i mercati africani. “In quanto regione con un potenziale significativo, siamo entusiasti di vedere 888Africa continuare a sviluppare la sua offerta e lanciare nuovi ed entusiasmanti prodotti per i giocatori nei prossimi anni e mesi, presentando i consumatori al fantastico marchio 888” hanno detto dal gruppo inglese 888Holdings, azienda con un fatturato che sfiora il miliardo di dollari e quotata sulla borsa di Londra. [ES]
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    Unione Africana, useremo tutte le risorse energetiche

    AFRICA - L’Africa deve utilizzare tutte le sue risorse energetiche, senza troppe distinzioni, poiché ha bisogno di raggiungere il proprio sviluppo sociale ed economico: lo ha affermato la Commissaria per le Infrastrutture e l’Energia dell’Unione Africana (AU) Amani Abou-Zeid nel suo intervento alla conferenza dell’Africa Oil Week che si chiude oggi a Città del Capo, in Sudafrica. La Commissaria ha evidenziato che circa il 50% degli africani non ha ancora accesso all’energia moderna. Inoltre, ha sottolineato, come per la prima volta, il processo di accesso degli africani a reti o fonti di energia moderna ha fatto registrare un rallentamento.” L’Africa dovrà utilizzare tutte le forme delle sue fonti di energia per soddisfare tutte le sue esigenze”, ha detto, ribadendo che “non è certo questo il momento di fare gli schizzinosi”. Il continente, ha proseguito la Commissaria, potrebbe aver bisogno di triplicare o addirittura quadruplicare la sua produzione di elettricità, per soddisfare tutte le sue esigenze. E utilizzare tutte le fonti energetiche dell’Africa per ottenere l’accesso universale all’elettricità significherebbe che il contributo del continente alle emissioni globali di gas serra non supererebbe comunque il 3,5%. L’ Africa possiede il 65% della restante terra arabile non sfruttata del mondo, ha sottolineato. Eppure molti africani continuano a versare in uno stato di insicurezza alimentare. La mancanza di energia moderna paralizza lo sviluppo dell’agricoltura africana. L’attuale guerra in Europa, ha osservato, ha solo confermato ciò che l’UA ha sempre affermato sulla centralità e la criticità dell’energia per l’ Africa , oltre a mettere in evidenza l’importanza della sicurezza e della resilienza. Ma le crisi hanno anche creato opportunità. Proprio come la pandemia di Covid-19 aveva guidato la digitalizzazione , così il conflitto in Ucraina ha creato l’opportunità per l’ Africa di esportare gas in Europa, nella stessa Unione Europea che aveva dichiarato il gas naturale come un’energia di transizione da utilizzare durante il processo di decarbonizzazione. “Questa è una finestra di opportunità per noi per utilizzare le nostre risorse”. Abou-Zeid, egiziana, ha sottolineato l’importanza che i paesi africani partecipino all’imminente Conferenza sul clima COP27 (in Egitto) con la posizione continentale comune che già concordata all’UA. Ciò include il miglioramento dei loro mix energetici per renderli più puliti e sostenibili . L’Africa non è un “negazionista del clima”, ha detto la Commissaria, ma l’ Africa non può essere vincolata a scadenze applicabili ad altre regioni. “Le nostre risorse devono funzionare per noi e lavorare per noi dal nostro punto di vista”. [ES]
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    Prima conferenza africana su Intelligenza Artificiale

    AFRICA - Si è appena conclusa la prima conferenza annuale panafricana sull’Intelligenza Artificiale (Ia/Ai), inaugurata dal primo ministro etiopico Abiy Ahmed ad Addis Abeba. L’incontro, che si è tenuto nel nuovissimo Museo della Scienza di Addis, ha riunito ricercatori di intelligenza artificiale (Ai), scienziati computazionali, ingegneri, imprenditori, decisori e istituzioni. “Oggi ci troviamo in uno spazio progettato per liberare l’immaginazione”, ha detto Ahmed, rivolgendosi ai partecipanti e alle startup tecnologiche presenti. “Riteniamo che la trasformazione digitale sarà un catalizzatore per superare la nostra ambiziosa crescita economica e rimanere competitivi in ​​questa era globalizzata e digitale”, ha detto il premier, aggiungendo che il suo governo sta promuovendo in modo aggressivo l’Ia come fattore chiave per ridurre la povertà. Chiamata PanAfriCon Ai 2022, la prima edizione della conferenza aveva per tema “Empowering Africa Through Ai”. Per due giorni ricercatori e scienziati hanno discusso le strategie africane verso lo sviluppo sostenibile sfruttando l’Ia attraverso lo scambio di conoscenze e applicazioni all’avanguardia in diversi settori come l’agricoltura, l’assistenza sanitaria, la finanza, le industrie dei servizi, sistema informativo geografico, sicurezza informatica e produzione. [ES]
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    Povertà estrema, improbabile uscirne entro il 2030

    AFRICA - È improbabile che il mondo raggiunga l’obiettivo di porre fine alla povertà estrema entro il 2030. Lo afferma la Banca mondiale in un rapporto in cui si spiega che gli shock economici e sociali provocati dalla pandemia di Covid e dalla guerra in Ucraina rendono questo ambizioso obiettivo quasi irraggiungibile, in particolare per le economie africane più in difficoltà. La povertà estrema è ora concentrata nell’Africa subsahariana, che ha un tasso di povertà di circa il 35% e rappresenta il 60% di tutte le persone in condizioni di povertà estrema, afferma il rapporto. A causa della pandemia infatti 71 milioni di persone in più, nel mondo, vivono dal 2020 in condizioni di povertà estrema. Un dato che fa salire a 719 milioni le persone nel mondo, circa il 9,3% dell’intera popolazione del pianeta, che vivono con meno di 2,15 dollari al giorno. La Banca mondiale sostiene che questa situazione è aggravata dalla guerra in Ucraina, dalla riduzione della crescita dell’economia cinese e dall’aumento dei prezzi dei generi alimentari e dell’energia, che minacciano di rallentare oltremodo ogni sforzo per ridurre la povertà. Il presidente della Banca mondiale, David Malpass, ha detto che il nuovo rapporto sulla povertà e la prosperità condivisa mostra “prospettive cupe” che dovranno affrontare decine di milioni di persone e ha chiesto importanti cambiamenti politici per “stimolare la crescita e aiutare a rilanciare gli sforzi per sradicare la povertà”. Indermit Gill, capo economista della Banca mondiale, ha detto che la mancata riduzione della povertà nei paesi in via di sviluppo ha e avrà sempre più profonde implicazioni per la capacità del mondo di combattere il cambiamento climatico e potrebbe scatenare nuovi grandi flussi di migranti. [ASB]
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    Arbitrato come strumento di sviluppo nord-sud

    AFRICA - L’impatto dell’arbitrato istituzionale nello sviluppo dell’Africa: è stato questo il tema di una conferenza organizzata in Rwanda, in occasione del decimo anniversario del Kigali International Arbitration Centre (Kiak). “L’arbitrato è di fatto uno strumento che agevola il commercio internazionale poiché garantisce certezza del diritto e della sua applicazione in contesti complessi; un vero e proprio acceleratore di internazionalizzazione riconosciuto a livello mondiale, oramai ampiamente accettato anche nei mercati emergenti che ne comprendono i benefici e ne incentivano l’applicazione” dice a InfoAfrica Eugenio Bettella, founding partner di Bergs&More, studio di consulenza legale internazionale con sedi in Europa, Africa e Medio oriente. Speaker di uno dei panel della conferenza, Bettella sottolinea che i centri di arbitrato sono “un’autostrada” in grado di connettere più facilmente imprese e Paesi, “di favorire l’incontro tra paesi maturo ed economie emergenti del mondo e di creare un clima ideale per gli affari e di conseguenza per lo sviluppo economico e il progresso sociale”. Dalla sua fondazione nel 2012, il Kiac ha gestito 208 casi, il 40% dei quali internazionali con più di venti Paesi coinvolti. “E se l’esperienza del Rwanda è sicuramente un successo, non è l’unico caso positivo del continente africano” dice ancora Bettella. “Centri di arbitrato ormai affermati si trovano anche in altri Paesi del continente come in Sudafrica, in Marocco, in Kenya solo per fare qualche esempio” e il tempo è maturo “per ulteriori passi avanti verso una completa maturazione del continente”. [MS]
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    Nestlé vara programma a sostegno dei coltivatori caff...

    AFRICA - La multinazionale svizzera Nestlé ha lanciato il suo Piano 2030 per stimolare l’agricoltura rigenerativa in Africa, ridurre le emissioni di gas serra e migliorare i mezzi di sussistenza degli agricoltori.

    Attraverso il Nescafé Plan 2030, il marchio intende lavorare a stretto contatto con i coltivatori africani di caffè per supportarli nella loro transizione verso l’agricoltura rigenerativa.

    Il marchio investirà in questo programma oltre un miliardo di franchi svizzeri entro il 2030. Questo investimento si basa sul programma esistente, ampliando al contempo il suo lavoro sullo sviluppo sostenibile.

    Il finanziamento dell’agricoltura rigenerativa da parte di questa multinazionale beneficia dell’impegno del gruppo ad accelerare la transizione verso un sistema alimentare rigenerativo e dell’ambizione di raggiungere zero emissioni nette di gas serra. “Il cambiamento climatico sta mettendo sotto pressione le regioni di coltivazione del caffè – ha affermato David Rennie -. Con dieci anni di esperienza in questo contesto, stiamo accelerando i nostri sforzi per combattere il cambiamento climatico e affrontare le sfide sociali ed economiche nelle catene del valore”. [GT]