Uganda

Contratti edili e nei trasporti per consorzio cinese

UGANDA – Il governo di Kampala ha siglato tre diversi memorandum d’intesa per altrettanti progetti di sviluppo con un consorzio di aziende cinesi guidato dalla East Africa International Trade Company.

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Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • Etiopia Free

    Dangote minaccia di chiudere cementificio

    ETIOPIA - La società Dangote Cement, di proprietà del magnate nigeriano ALiko Dangote, ha reso noto di essere pronta a sospendere le proprie attività in Etiopia, dov'è presente con un cementificio a Mugher nella regione di Oromia, qualora le autorità locali non ritirino un provvedimento in cui si ordina ai produttori di cemento di cedere parte delle proprie partecipazioni azionarie a investitori locali per contrastare la disoccupazione giovanile.

    A darne notizia è l'agenzia di stampa specializzata Bloomberg, rivelando che le autorità locali della regione di Oromia hanno intimato alla Dangote Cement di cedere a gruppi di giovani imprenditori locali la proprietà dei siti estrattivi di pomice, sabbia e argilla o di ritenersi responsabile per "qualsiasi problema" che potrebbe emergere.

    In base a quel che viene reso noto, il provvedimento è pensato per incrementare il contenuto locale nella produzione dei materiali necessari al cementificio come tentativo per ridurre la disoccupazione giovanile ed evitare disordini.

    Dangote Cement ha tuttavia fatto sapere che qualsiasi episodio di cattiva gestione delle attività nei siti estrattivi rischia di minacciare l'intera produzione in Etiopia e ha pertanto chiesto l'intervento del governo federale di Addis Abeba per ritirare il provvedimento, aggiungendo che la chiusura del cementificio di Mugher resta l'ultima opzione. [MV]
  • Rwanda Free

    Accordo con federazione del settore privato, il Rwanda...

    RWANDA - Un accordo di collaborazione tra Confindustria Assafrica & Mediterraneo e la Federazione del settore privato del Rwanda, per instaurare un rapporto stabile e strutturato fra l’Italia e il Rwanda, in modo da favorire e supportare lo sviluppo di partnership, con un scambio reciproco di formazione, know how e, dove possibile, investimenti congiunti: la firma al protocollo è stata posta ieri durante una country presentation sul Rwanda, organizzata da Confindustria Assafrica & Mediterraneo in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia competente per il Rwanda ed il Consolato del Rwanda a Milano.

    Pier Luigi d’Agata, direttore generale di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, spiega a InfoAfrica a margine dell'evento che l’accordo vuole essere un “punto di riferimento per le imprese italiane che vogliono investire in Rwanda”.

    Una delle strade da percorrere, insomma, se si decide di sviluppare un business in quel Paese. Quali potrebbero essere i vantaggi?

    “Il Rwanda è un paese ordinato e stabile, che può essere considerato anche come hub per i Paesi vicini - dice d’Agata - È importante considerarlo come base di partenza e non solo come punto d’arrivo, se si ha intenzione di avviare un business con tanti potenziali clienti”.

    Il discorso cambia, invece, se si punta a investimenti regionali, come per esempio per lo sviluppo di software o per la costruzione di strade. In quel caso potrebbe essere anche il punto d’arrivo.

    Che sia un Paese piccolo è fuori di dubbio, appena 11 milioni gli abitanti, ma è la nazione che sta crescendo di più fra quelle dell’Africa centrale. Resta però anche una di quelle meno conosciute, dice Enrico Lalia Morra, Console onorario della Repubblica del Rwanda a Milano.

    “Il Rwanda è stata un po’ tenuto da parte dalla politica estera italiana - dice Lalia Morra - Ci siamo concentrati sulle nazioni africane che hanno dato soddisfazione per quanto riguarda l’ambito petrolifero”.

    Eppure, aggiunge il console, “il suo sviluppo, le sue potenzialità, ma anche la sua modernità, non sono caratteristiche che hanno tutti i paesi africani e già offre la possibilità di business”.

    Le sue dimensioni, che potrebbero essere considerate uno svantaggio per gli imprenditori che vogliono fare impresa in Africa, in realtà devono essere viste come un vantaggio.

    “Forse è più facile in un Paese con 11 milioni di abitanti impiantare un’azienda o rischiare capitali, anche perché è un territorio sicuro”, spiega il console Lalia Morra.

    In quali campi le aziende italiane potrebbero investire, attuando magari anche una cooperazione con altre imprese ruandesi?

    “Dalle industrie conserviere alla trasformazione di alcuni prodotti, come i pomodori o i latticini”, per quanto riguarda il mondo del cibo. Ma, continua il console, anche l’ambito della trasformazione industriale è in evoluzione: “Hanno un pellame di ottima qualità, ma non ci sono ancora imprenditori italiani che hanno deciso di puntare su quel campo. E invece si potrebbe arrivare ad avere, se non il prodotto finito, almeno uno o due stadi di lavorazione di quel pellame. E poi ancora, “il settore idroelettrico”, perché è un Paese in crescita, che si sviluppa.

    Resta il problema di come far conoscere quella realtà, che è all’avanguardia per le telecomunicazioni, da un punto di vista ecologico, innovatrice anche per quanto riguarda la distribuzione medica.

    “Fino a un paio d’anni fa non c’era un’azione di promozione, che ora invece stiamo attuando – conclude il console – ma bisogna moltiplicare gli eventi per far conoscere il Rwanda, aumentando la promozione, possono aumentare i turisti e gli imprenditori che decidono di investire”. [MG]
  • Kenya Free

    Ad azienda cinese incarico per tangenziale a Mombasa

    KENYA - E' stato assegnato alla Third China Engineering Company l'incarico di realizzare una tangenziale lunga 10 chilometri con tre corsie per senso di marcia tra la città portuale di Mombasa e l'insediamento di Jomvu.

    A renderlo noto è stato il direttore generale dell'Autorità keniana per le autostrade (KeNHA), Peter Mundinia, aggiungendo che il contratto ha un valore pari a circa 56 milioni di euro.

    La nuova tangenziale sarà costruita seguendo il tracciato di una strada già esistente, a singola corsia per senso di marcia. Obiettivo del progetto è facilitare i trasporti merci dal porto di Mombasa verso Nairobi e i paesi vicini della regione privi di accesso al mare.

    I lavori dovrebbero essere completati in 30 mesi. [MV]
  • Tanzania Free

    Presidente ordina di espropriare fabbriche chiuse

    TANZANIA - Il presidente tanzaniano Jonh Magufuli ha diretto il ministro dell'Industria e del commercio Charles Mwijage di confiscare le fabbriche in precedenza di proprietà governativa e poi vendute a investitori privati ma chiuse e improduttive.

    Secondo quel che viene riportato dai media locali, Magufuli ha sostenuto che il governo tanzaniano in passato ha sbagliato a vendere gli impianti industriali a individui e società privi delle necessarie competenze e che sono almeno 197 le fabbriche abbandonate nel paese.

    Magufuli ha lanciato un appello agli investitori che non sono riusciti a sviluppare i progetti industriali a restituire gli impianti allo Stato, pena la confisca coatta e l'arresto per resistenza.

    Il piano di confisca degli impianti industriali si inserisce nel quadro di un piano economico di sviluppo quinquennale che si propone di velocizzare il processo di industrializzazione, realizzando fabbriche manifatturiere e per la trasformazione dei prodotti agricoli in ciascuna delle 26 regioni in cui è suddivisa amministrativamente la Tanzania. [MV]
  • Uganda Free

    Siglato accordo con la Russia sul nucleare

    UGANDA - I governi di Kampala e Mosca hanno firmato un patto di collaborazione per lo sviluppo dell'uranio al fine di generare energia nucleare a scopi pacifici.

    A darne notizia i media ugandesi, specificando che l'intesa è stata siglata a Mosca tra il ministro di Stato per i Minerali Simon D'Ujanga e il vice-direttore generale della società statale russa ROSATOM, Nikolai Spasskiy.

    In base a quel che è stato reso noto, il memorandum siglato è il primo a prevedere cooperazione tra i due paesi al fine di sviluppare l'energia atomica. In particolare, l'intesa riguarda lo sviluppo di infrastrutture nucleari in Uganda, la realizzazione di programmi di sensibilizzazione rivolti al pubblico sulle tecnologie nucleari e le sue applicazioni, nonché lo sviluppo dell'uso delle tecnologie nucleari in ambito industriale, agricolo e medico. [MV]