Repubblica Congo

Progetto di “smart villages” per frenare l’esodo rurale con partner sudafricano

REP CONGO – Vorrebbe concretizzare l’idea di “smart villages” in Congo-Brazzaville la società sudafricana Bvutiselo, specializzata nello sviluppo di soluzioni con nuove tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (Ict).

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    RD CONGO - Il Congo e le sue ferite e contraddizioni saranno protagoniste oggi alla Casa del Cinema di Roma per la terza giornata del RomAfrica Film Festival. In programmazione c’è infatti il documentario pluripremiato ‘This is Congo’, realizzato dallo statunitense Daniel McCabe. Sarà una finestra senza filtri sulla Repubblica Democratica del Congo, seguendo le storie parallele di quattro persone e mostrando la resistenza unica di un popolo che vissuto conflitti e brutalità. Ieri al Festival - che è co-organizzato da Internationalia - casa editrice di InfoAfrica e Africa e Affari - è stata invece protagonista Giuliana De Sio. L’attrice italiana ha presentata ‘Il Console italiano - un film frutto di una collaborazione tra Italia e Sudafrica, girato nel paese africano. “Quella in Sudafrica - ha detto la De Sio - è stata una esperienza umana, sentimentale e professionale molto intensa. Girare questo film mi ha fatto conoscere una realtà che benché abbia compiuto importanti passi avanti è un paese che ha ancora molte questioni da dover risolvere”.
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    CAMERUN - “Atrocità vengono commesse da una parte e dall’altra, anche se i civili soffrono soprattutto le azioni dell’esercito”. “I ribelli - organizzati in due o tre sigle - sono nel frattempo cresciuti e superata una prima fase di spontaneità sono riusciti a organizzarsi e armarsi, forse anche con qualche aiuto venuto dalla Nigeria e con sostegni economici garantiti dalla diaspora. Il problema non è tanto Paul Biya, capo di Stato ormai anziano, quanto il suo entourage che intende mantenere il potere: un entourage compatto verso l’esterno ma all’interno diviso in fazioni che si sfidano per la successione”. Questa una fotografia della situazione in Camerun alla luce del movimento di ribellione in corso nelle regioni anglofone, fatta da una fonte locale e ben informata di InfoAfrica. “Ovviamente - aggiunge - sui telefonini circolano immagini e video di quanto sta avvenendo. Circolano gli effetti delle azioni di rappresaglia condotte dai militari, dei civili che fuggono nelle foreste ma anche della capacità da parte dei ribelli di colpire. Un quadro difficile che si sta facendo più complesso e che non sembra promettere soluzioni a breve termine”. Tra le possibili soluzioni ventilate timidamente in alcuni contesti politici camerunesi c’è la trasformazione del Paese in uno stato federale sul modello nigeriano. Tuttavia si tratta di soluzioni che finora non hanno guadagnato consensi tra chi alla fine è in grado di prendere decisioni. “La divisione tra regioni anglofone e parte francofona è reale - continua la fonte di InfoAfrica - così come è reale la contrapposizione con l’etnia Beti di cui fa parte lo stesso Biya. Tutti i vertici dello Stato fanno soprattutto capo a esponenti di questa etnia e la decisione sistematica di inviare nelle regioni anglofone funzionari di Stato francofoni ha alla fine portato a una rottura”. Così, i ribelli hanno cominciato a cacciare via prefetti, giudici e a prendere d’assalto commissariati. Sullo sfondo ci sono motivazioni economiche precise: “Gli abitanti delle regioni anglofone sostengono di ospitare le ricchezze più promettenti del Paese, ma allo stesso tempo accusano il governo centrale di agire in maniera predatoria senza ricadute positive per i contesti locali”. Sul terreno, i ribelli stanno prendendo progressivamente terreno e per le elezioni di ottobre non dovrebbero prendere posizione. Secondo l’interlocutore di InfoAfrica, il punto non è boicottare il voto ma far passare il messaggio che le regioni anglofone aspirano molto più direttamente all’indipendenza anche sulla base di vecchie risoluzioni Onu: “Non è un caso che il nome di uno dei gruppi armati abbia fatto proprio nel nome il tema della Riabilitazione della repubblica ovvero della ricostituzione di uno Stato indipendente all’interno dei confini di quello che un tempo faceva parte del dominio coloniale britannico”. Di certo, conclude la fonte, “restano da valutare le posizioni della Francia. Parigi ha da sempre sostenuto Biya e almeno formalmente lo sta continuando a fare, a difesa dei grandi interessi che ha in Camerun, ma sta anche sottilmente prendendo le parti di chi, all’interno dell’entourage presidenziale, potrebbe aspirare alla successione”.
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    RD CONGO / UGANDA - Per dirimere recenti controversi sul Lago Edoardo, una delegazione congolese si è recata in Uganda per chiedere la liberazione di 102 pescatori, arrestati dalle forze navali ugandesi, sul lago Edoardo, e detenuti in Uganda. Secondo testimonianze raccolte da Rfi, oltre ai 102 pescatori congolesi detenuti, negli scontri sono morti 13 congolesi e 5 ugandesi. La liberazione dei prigionieri non è stata ancora ottenuta per il momento, ma la delegazione congolese ha commentato favorevolmente l’accoglienza da parte ugandese. Un prossimo incontro tra emissari di Kinshasa e di Kampala è previsto per il 18 luglio. A breve dovrebbe tenersi anche un incontro tra i capi di stato maggiore dei due Paesi per garantire che tali incidenti non si verifichino più. La Rd Congo ha il 75% delle acque del Lago Edoardo, mentre l’Uganda ne ha il 25%. Il problema che sorge oggi è la delimitazione di queste acque. [Africa Rivista]
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    GUINEA EQUATORIALE – Si è aperto oggi in Guinea Equatoriale un tavolo di dialogo nazionale su iniziativa del controverso presidente Teodoro Obiang Nguema, che lo scorso 4 luglio aveva annunciato un’amnistia totale nei confronti di tutti i prigionieri e gli oppositori politici condannati per reati di opinione. Ad oggi tuttavia, nessun prigioniero sarebbe stato liberato. Al dialogo nazionale, che dovrebbe durare due settimane, non sono presenti i leader dell’opposizione in esilio, che avevano posto delle condizioni: la liberazione dei prigionieri politici e la presenza di osservatori internazionali. Il secondo punto non è stato rispettato e il primo, sebbene annunciato, non è ancora stato messo in pratica. Alcuni leader dell’opposizione in esilio hanno persino detto di temere l’arresto all’arrivo in patria. Il seminario dovrebbe toccare diversi argomenti, come la legalizzazione di alcuni partiti, ma la questione rimane in sospeso considerato che solo i rappresentanti dei 17 partiti già legalmente registrati hanno confermato la propria adesione. Altre tematiche in programma riguardano la democrazia e i diritti umani, temi delicati in un Paese guidato dal 1979 dallo stesso regime. [CC]
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    RD CONGO – Il presidente della Repubblica Joseph Kabila ha ritoccato i vertici delle Forze armate e fatto salire di grado diversi generali, tra cui il controverso John Numbi, già capo della polizia nazionale, accusato di coinvolgimento dell’assassinio di un difensore dei diritti umani e del suo autista nel 2010, e per questo allora destituito e sanzionato anche a livello internazionale.   Alla carica di capo di stato-maggiore, al posto di Didier Etumba che diventa consigliere militare del presidente dopo 10 anni di carriera ai vertici, va il generale Célestin Mbala, membro della cerchia ristretta dal presidente.   Sale di rango anche l’ex capo ribelle del “Rcd Goma” Gabriel Amisi, alias “Tango Four”, che dopo aver combattuto nei ranghi della ribellione alleata del Rwanda  e guidato l’area di Kisangani, ha guidato per l’esercito regolare l’area di difesa della capitale Kinshasa. A questo incarico, è stato anche accusato di una feroce repressione di manifestazioni antigovernative, che gli sono valse sanzioni da parte degli USA.   Il generale François Olenga, anche lui nel mirino di Washington, passa dalla Guardia Repubblicana alla responsabilità delle missioni militari del presidente Kabila.   Quanto al famigerato Numbi, dopo essere stato allontanato dalla carriera militare per il suo presunto coinvolgimento nell’assassinio di Floribert Chebeya e Fidèle Banzana nel 2010, torna ad operare ad un incarico importante, quello di ispettore delle forze armate. [CC]