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AFDB (7): AEO 2018, bene Africa Occidentale ferma quella Centrale

AFRICA OCCIDENTALE e CENTRALE – Sostenuta dall’aumento della produzione di petrolio e dalle prestazioni positive del settore agricolo, la Nigeria dovrebbe riuscire a consolidare i guadagni fatti nel 2017.

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  • R.D. Congo Free

    Previsioni settore minerario, nel 2018 il Paese leader...

    RD CONGO – La Repubblica Democratica del Congo dovrebbe essere nel 2018 il mercato minerario caratterizzato dalla più forte crescita al mondo, con una media del 17,7% verso l’alto.   Lo affermano analisti del BMI Research, filiale della nota  agenzia di consulenza e rating Fitch, riferendosi al settore che per l’immenso Paese è sempre stato la maggiore fonte di ricchezza, ma anche fonte di crisi, conflitti ed ingiustizie.   “L’aumento dei prezzi di alcuni beni chiave sarà il motore della crescita della produzione domestica, che vedrà anche riaprire la miniera di rame-cobalto della Glencore in Katanga e un’espansione della miniera d’oro della società Randgold a Kibali” scrive il BMI Resarch, citato dalla pubblicazione specializzata Mining Review. Il sito estrattivo della Glencore potrebbe diventare il primo sito di produzione di cobalto al mondo.   Le previsioni di crescita record – sottolineano gli stessi analisti – rischiano tuttavia di non essere reali se continuerà l’instabilità politica legata alle future elezioni e alla permanenza al potere del presidente Joseph Kabila.   Un altro punto che potrebbe far rallentare la crescita è la nuova Carta mineraria che prevede l’aumento delle royalties per lo Stato da parte dei minatori.  Il provvedimento potrebbe tuttavia non essere dei più influenti, in quanto riporta il livello di royalities più in linea con il resto della regione. [CC]  
  • Repubblica Congo Free

    Brazzaville aderisce all’OPEC

    REP CONGO - La Repubblica del Congo ha deciso di aderire all’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC). A renderlo noto è stato l’ufficio della presidenza della Repubblica del Congo, evidenziando il ruolo strategico che il settore petrolifero rappresenta per l’economia nazionale. In base a quel che viene reso noto, la decisione di aderire all’organizzazione che riunisce i Paesi esportatori di petrolio è legata alla volontà di aumentare la produzione petrolifera dai circa 280.000 barili al giorno registrati lo scorso anno ai 350.000 previsti in media ogni giorno nel 2018. Secondo i dati a disposizione, l’aumento della produzione petrolifera in Repubblica del Congo contribuirà a far aumentare il tasso di crescita dell’economia nazionale di almeno un punto percentuale. La Repubblica del Congo è già parte dell’Organizzazione dei Paesi africani produttori di petrolio (APO), che ha la sua sede proprio a Brazzaville. [MV]
  • R.D. CongoRwanda Free

    Nord Kivu: pesanti scontri tra eserciti di Congo e...

    RD CONGO/RWANDA - Pesanti combattimenti hanno contrapposto martedì 13 febbraio truppe degli eserciti regolari di Repubblica Democratica del Congo e Rwanda in Nord Kivu, turbolenta regione nell’est del Congo. Lo riferisce Radio Okapi, emittente radiofonica della missione delle Nazioni Unite in Congo (MOnusco),  che, citando un portavoce dell’esercito di Kinshasa precisa che gli scontri hanno avuto luogo a ridosso del confine tra i due paesi. "Le nostre truppe hanno combattuto sul suolo congolese al confine con il Rwanda, ai piedi del Monte Nikeno", nel territorio di Rutshuru, nella provincia del Nord Kivu, scrive Radio Okapi citando il maggiore Guillaume Djike, portavoce dell'operazione militare Sokola II, l’operazione di sorveglianza condotta dall’esercito congolese in un’area dove sono presenti molti gruppi armati. Secondo la ricostruzione del militare congolese, i soldati di Kinshasa si sono scontrati con l'esercito ruandese che era penetrato circa 100 metri all'interno della RDC. L’esercito congolese inizialmente pensava di essersi scontrato con un gruppo di ribelli. Al momento non si hanno ancora notizie di bilanci ufficiali, ma secondo quanto riferito da una fonte anonima dell’esercito congolese  all’agenzia di stampa francese Afp "ci sono stati morti da entrambe le parti".
  • Ciad Free

    Proseguono proteste contro misure austerità,...

    CIAD – Proseguono le proteste e le manifestazioni in Ciad, dove il governo si trova da settimane ad affrontare un malcontento generale con pochi precedenti. Lo riferiscono alcuni media locali e internazionali, precisando che negli ultimi giorni alcuni gruppi locali per la difesa dei diritti umani hanno denunciato una campagna di arresti arbitrari e ingiustificati di attivisti, sindacalisti, giornalisti, con l’intento di soffocare le proteste. Dal 25 gennaio, il governo è alle prese con uno sciopero generale illimitato indetto dai principali sindacati nazionali e da numerosi cortei di protesta organizzati soprattutto dagli studenti. Le manifestazioni si oppongono alle misure di austerità prese recentemente dal governo e denunciano anche la cattiva gestione economica del paese, nonché la repressione crescente del governo del presidente Idriss Deby. Nella città di Doba ieri si sono tenute alcune manifestazioni, conclusesi con l’intervento delle forze dell’ordine e l’arresto di almeno una decina di attivisti. In molti casi, fanno sapere i media, leader dell'opposizione ciadiana si sono dati alla clandestinità, per evitare di essere arrestati. "Al momento abbiamo conferma di 102 persone arrestate. Abbiamo ricevuto denunce anche di rapimenti, intimidazioni e alcuni dei nostri attivisti non possono più passare la notte a casa, perché le loro case sono sorvegliate giorno e notte " ha detto a Radio France International (Rfi) Maid Nour Idedou, Segretario Generale della Convenzione del Ciad per la difesa dei diritti umani. A guidare la stretta contro le proteste, secondo i gruppi della società civile, sarebbe l'Agenzia per la sicurezza nazionale (NSA). Un accusa negata dal ministro della sicurezza pubblica del Ciad, Ahmat Mahamat Bashir, che sempre ai microfoni di Rfi ha detto: "l'NSA non ha rapito o arrestato nessuno. In Ciad vige uno stato di diritto. E come tale, non possiamo arrestare nessuno senza una ragione ".
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    CAMERUN – Si chiama Programma di sviluppo del settore risicolo, quello messo a punto dal governo del Camerun per arrivare ad aumentare in maniera esponenziale la produzione di riso nel paese. Lo riferiscono i media locali, precisando che secondo il piano il Camerun prevede di produrre 1,2 milioni di tonnellate di riso all'anno nei prossimi dieci anni. Il Ministero dell'Economia, Pianificazione e Sviluppo Locale, che dirige il programma, ha fatto sapere di aver già selezionato cinque regioni del paese (Centro, Estremo Nord, Nord, Nord-Ovest e Ovest) per ospitare le diverse piantagioni di riso. Il programma, fanno sapere dal governo, riceverà supporto finanziario e competenze tecniche da partner di sviluppo, come Cina, Corea del Sud e Giappone. Secondo gli osservatori, raggiungere un simile obiettivo ridurrà sicuramente il deficit di produzione e limiterà le importazioni di riso, che in media costano 150 miliardi di franchi CFA. Il riso è uno dei prodotti più consumati in Camerun. Secondo il Ministero dell'Agricoltura, la produzione nazionale annua di riso è stimata a 100.000 tonnellate, per una domanda annuale stimata di oltre 300.000 tonnellate.
  • R.D. CongoRepubblica Congo Free

    Intesa tra Kinshasa e Brazzaville per valorizzazione...

    RD CONGO / REP CONGO - I governi di Kinshasa e Brazzaville hanno deciso di impegnarsi congiuntamente per valorizzare le torbiere recentemente scoperte nella parte centrale del bacino del fiume Congo. A darne notizia sono i media locali, specificando che l’iniziativa è stata assunta dai ministri dell’Ambiente dei due Paesi, Ambatobe Nyongolo e Arlette Soudan-Nonault, e riguarda un’area di circa 145.000 chilometri quadrati dove sono presenti più di 30 miliardi di tonnellate di torba da poter utilizzare anche come combustibile. Primo obiettivo della collaborazione tra i due Paesi è promuovere l’organizzazione della terza riunione dell’Iniziativa mondiale sulle torbiere, che avrà luogo a Brazzaville dal 21 al 23 marzo prossimi e durante la quale sarà istituito un organo per la gestione congiunto per la gestione di questo suolo umido al fine di preservarne la biodiversità e promuoverne uno sfruttamento sostenibile dal punto di vista naturalistico, turistico ed energetico. [MV]