Etiopia

Azienda dolciaria keniana investe in fabbrica in Etiopia

ETIOPIA – L’azienda dolciaria keniana Kenafric, specializzata nella produzione di biscotti e succhi di frutta, ha annunciato un investimento pari a cinque milioni di dollari in Etiopia per realizzare un impianto produttivo nei pressi di Addis Abeba.

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    ETIOPIA – La creazione di valore aggiunto è uno dei punti nevralgici delle politiche economiche dell'Etiopia. Avviare una serie di lavorazioni sul posto ha infatti importanti ricadute sia sul fronte economico che su quello occupazionale. E se la concorrenza parla lingue asiatiche, è indubbio che il Made in Italy resta sinonimo di qualità. E non è un caso che diverse delle aziende italiane presentatesi a Addis Abeba per la 22ma edizione della Addis Chamber International Trade Fair (Acitf) all'interno di una missione guidata da ICE, abbiano quote anche del 90%% del loro fatturato legate all'export. La Itib Machinery International ad Addis ha portato le sue macchine per la fabbricazione di corrugati. “Siamo già presenti in diversi Paesi africani – sottolinea Fabrizio Trementini, responsabile commerciale di area – e siamo qui per conoscere il mercato, in particolare aziende dedicate alla realizzazione di tubi”. E se della realizzazione di impianti completi e della fornitura di macchinari per l'industria si occupa la Endeco di Prato della Valle (Padova), presente con un'agente locale, Fitsum Meraf, c'è la Faspar di Robecco sul Naviglio (Milano) che ha scelto di partecipare alla fiera come punto di incontro con una clienterla etippica che già ha a disposizione. “Realizziamo impianti per la lavorazione dei coil metallici – spiega Alessandro Bianchi, area manager – e ci rivolgiamo alla nascente imprenditoria locale. Pensiamo che l'Etiopia sia un mercato promettente, che possa crescere in maniera progressiva”. La lavorazione del metallo è anche il core business di Olimpia 80 che produce macchine per la realizzazione di tubi saldati. “Il 99% del nostro fatturato è legato all'export - sottolinea Cesare Vernocchi, responsabile dell'ufficio commerciale di questa azienda di Borgonovo (Piacenza) - qualche anno fa abbiamo deciso di puntare sull'Africa e i numeri ci stanno dando ragione”. A rappresentare un settore importante per l'Etiopia come è quello tessile è infine la Marzoli di Palazzolo sull'Oglio (Brescia): “Eravamo già stati in Etiopia tra gli anni '80 e 90' fornendo tre impianti di filatura dalla balla al filo - ricorda Rosino Varinelli, area manager - e siamo adesso ritornati perché riteniamo che l'Etiopia, nonostante i problemi relativi alla valuta, sia un Paese interessante. D'altra parte, il 95% del nostro fatturato viene dall'export”.
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    Acitf, la grande speranza dell'agroindustria

    ETIOPIA – Uno dei temi di maggiore attualità in Africa riguarda la creazione di valore aggiunto nel settore agricolo. Un valore aggiunto che passa necessariamente anche dalla possibilità di trasformare i prodotti agricoli e di conservarli. Ad Addis Abeba, la presenza di aziende italiane attive in questo settore è simbolica di quello che l'Italia può effettivamente offrire. Pietribiasi, azienda di Marano Vicentino (Vicenza), da questo punto di vista ad Acitf ha portato la propria esperienza nei macchinari per la lavorazione dei prodotti caesari. “Il mercato è in crescita – spiega Michale Gizuchew, agente locale della stessa società – nonostante la presenza di aziende asiatiche, le nostre macchine sono apprezzate e da quelle per i prodotti caesari siamo passati anche a alle macchine per i gelati, i succhi di frutta e la birra”. Una potenzialità di crescita che ha spinto a partecipare alla fiera promossa anche da ICE, la Mulmix di Padova. “Ci occupiamo di stoccaggio di sementi e cereali – racconta Marco Cortella, del Sales department – in Etiopia non siamo finora presenti, stiamo anche valutando la possibilità di entrare in questo mercato attraverso alcune organizzazioni internazionali. Tra le problematiche più significative c'è l'assenza di grandi imprenditori, almeno nel nostro ambito, con la conseguenza di trovarci fronte a piccoli agricoltori che non possono permettersi tutti i nostri prodotti”.
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    Acitf, forniture e arredamento nel segno dello stile...

    ETIOPIA – Forniture e arredamento sono un altro campo in cui l'Italia di fatto eccelle. Ad Addis Abeba, in occasione della 22ma edizione della Addis Chamber International Trade Fair (Acitf), con ICE si è aperta una finestra su questo particolare settore. “E' la prima volta che veniamo in Etiopia - racconta Fabiola Carrino, responsabile commerciale della Lefada Home, società di Manduria (Taranto) – ma abbiamo avuto buone esperienze in Afria, in Mali e Mauritania. Forniamo porte interne e contract alberghiero, il nostro obiettivo è ovviamnete quello di aprire nuove piste commerciali alla nostra produzione”. Di sedie si occupa invece la Linea Fabbrica, ad Addis con il suo presidente Massimiliano Zamò. “Il 90% del nostro fatturato viene dall'export – sottolinea Zamò che è a capo di questa società che ha sede a Manzano (Udine) – ci interessano in particolare le forniture per le università, la pubblica amministrazione, le banche. Siamo già stati qui lo scorso anno, l'Etiopia ci sembvra un mercato da approfondire e non tralasciare”. Nuovo al Paese è infine la Mr Brush di Maurizio Schillaci che ad Addis Abeba ha portato i suoi prodotti per la pulizia della casa. In questo caso lo scopo, dice Schillaci, è trovare distributori locali. [GB]
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    Acitf, esperienza e voglia di crescere a confronto nel...

    ETIOPIA – Le costruzioni sono uno dei settori in cui l'Italia eccelle e in cui probabilmente l'Etiopia risponde meglio: tra la trentina di aziende del Belpaese presenti alla 22ma edizione di Acitf , la Addis Chamber International Trade Fair diverse sono le aziende che hanno risposto all'appello di ICE-Agenzia, e molte di queste con un'esperienza importante nell'export stanno i potenziali punti di accesso al mercato etiope. È questo il caso della Gastaldello Sistemi, società di Povegliano Veronese (Verona) che lavora su due fronti: l'estrusione dell'alluminio (25% del fatturato circa) e la realizzazione di serramenti e facciate continue. “Finora abbiamo lavorato in Africa in maniera sporadica – dice Riccardo Gasparella, responsabile marketing – qui stiamo vedendo tanta carne al fuoco, certo siamo nelle fasi iniziali in cui occorre individuare partner interessati a un prodotto come il nostro che è di qualità”. Sulla qualità punta anche la Feb Elettrica di Bologna, che sta valutando - come sottolinea il suo amministratore Gilberto Allievi – la possibilità di operare in Etiopia attraverso distributori contando anche sull'appeal che un marchio Made in Italy può avere in un settore dove operano anche aziende asiatiche in grado di proporre prezzi competitivi. Icaro e Tiger operano invece nel campo della produzione di macchine che piegano e tagliano i tondini di ferro. Società che fanno capo entrambi alla IGG Fin di Lodi, Icaro destina quasi il 100 per cento della produzione all'estero con prodotti pensati per grandi opere come dighe e grattacieli. Alla stessa holding fa capo il marchio Mysunwind: “In questo caso – dice il presidente di IHG Fin, Fulvio Paolo Grignani – l'obiettivo è portare energia rinnovabile, solare o eolica, nelle aree remote e scollegate dalle dorsali nazionali. Crediamo nell'Africa, lavoriamo soprattutto in Africa e Medio oriente, e l'Etiopia ci interessa molto perché presenta caratteristiche che rispondono al lavoro che facciamo”. E di Africa si intendono anche i rappresentanti di Mirage, gruppo modenese che realizza ceramiche di livello e che ha un presente già adesso importante in diversi Paesi africani. “Abbiamo deciso di partecipare ad Acitf – racconta Maximiliano De Luca, agente commerciale per l'Africa subsahariana – perché pensiamo l'Etiopia sia matura per i nostri prodotti. Eravamo già stati qui sei anni fa, adesso riteniamo ci siano le condizioni per fare passi avanti”. Al settore delle costruzioni è legata l'attività di altre due imprese presenti ad Addis Abeba. C'è la Villalta che vende ponteggi e casseforme e che in Etiopia lavora fin dagli anni 90' come spiega Silvio Amadio, marketing manager di questa azienda del padovano; e c'è la Aco, rappresentata dall'export manager Stefano Pisanu, che si occupa di drenaggio interno per gli edifici, pozzetti e canalette per il drenaggio industriale. “Un altro settore importante per le nostre attività – aggiunge Pisanu – è quello del trattamento delle acque, ambito in cui stiamo lavorando in varie zone d'Africa oltre che in Etiopia”. [GB]
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    Acitf, vice ministro Industria: in Etiopia c'è ancora...

    
ETIOPIA – Un ricevimento nella splendida cornice di Villa Italia, la residenza dell'Ambasciatore italiano ad Addis Abeba è stata l'occasione per sottolinea la presenza delle aziende italiane alla 22ma edizione della Addis Chamber International Trade Fair. “Una presenza importante quella dell'Italia” ha sottolineato l'ambasciatore Arturo Luzzi, parlando davanti ai delegati italiani venuti nell'ambito di una missione promossa da ICE-Agenzia, che rimarca l'ottima collaborazione esistente tra i due Paesi e le possibilità di sviluppo ulteriore in un'ottica di reciproca convenienza. “Questo tipo di eventi aiuta a rafforzare la cooperazione tra Italia ed Etiopia – ha detto a sua volta parlando con InfoAfrica il vice ministro dell'industria Mebrahtu Meles mentre risuonavano le note del pianista Girma Yifrashewa - l'Italia è per noi un partner strategico e con cui abbiamo un'ottima collaborazione in vari campi. Sappiamo che l'Italia è sinonimo di qualità, che le sue industrie sono sinonimo di qualità; inoltre i nostri due Paesi hanno molto in comune sia da un punto di vista culturale che storico”. Secondo il vice ministro, sul fronte economico è un fatto che sono state avviate proficue forme di collaborazione a partire dal comparto energetico e dalla costruzione di dighe. Ma c'è ancora spazio per crescere. “L'Etiopia è un Paese dalla grandi potenzialità - ha sottolineato Mebrahtu - è cresciuto a una media del 10% all'anno, ha una popolazione di circa 100 milioni di abitanti, seconda solo alla Nigeria in Africa, ed è un Paese che consente anche di connettersi al più grande mercato africano. Ha inoltre ricche risorse che consentono di sviluppare un'agricoltura di tipo industriale e sta seguendo un percorso di sviluppo economico per diventare un Paese a medio reddito entro pochi anni. Ciò renderà possibile la creazione di una classe media con l'apertura di nuove opportunità”. L'industria e le costruzioni, il settore minerario e quello energetico, infrastrutture in genere: questi sono i campi in cui le opportunità possono essere più significative. “Ovviamente – ha concluso il vice ministro - se guardiamo poi alle aree rurali, anche lì le prospettive di sviluppo possono risultare importanti: ci sarà una crescente richiesta di abitazioni, di macchinari, di infrastrutture e ci può essere quindi spazio per le imprese italiane. E poi abbiamo una serie di progetti di interconnessione regionale con Kenya, Sudan, Gibuti”. [GB]
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    Gibuti manda via DP World dal porto di Doraleh

    GIBUTI – Il governo di Gibuti ha estromesso la società Dubai Port World (DP World), importante operatore della logistica portuale, dalla gestione del terminal container del porto di Doraleh. Con una decisione unilaterale, il governo gibutino ha messo fine al contratto di concessione che lo legava alla società.

    Ufficialmente, le autorità hanno dichiarato di voler proteggere la sovranità nazionale e l’indipendenza del Paese, ma la mossa potrebbe essere legata a un vecchio litigio che aveva già opposto le due parti nel 2012.

    DP World, con sede negli Emirati Arabi Uniti, a denunciato un comportamento illegale e ha annunciato che farà ricorso presso la Corte d’arbitraggio internazionale di Londra.

    Il contratto di concessione era stato firmato nel 2006 e le attività erano iniziate nel 2008. [CC]