R. Centrafricana

Attaccato un corteo della missione Onu

R CENTRAFRICANA – Un corteo logistico della Missione di mantenimento della pace in Centrafrica, la Minusca, è stato attaccato da miliziani anti-balaka giovedì mattina all’altezza del villaggio di Alindao, a 500 km dalla capitale, Bangui. Un sodato dell’Onu, membro del contingente inviato dalla Mauritania, è stato ucciso e altri 8 ‘caschi blu’ sono stati feriti nell’attacco.

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    CENTRAFRICA - A Bambari la situazione è drammatica. La popolazione è in balia delle milizie. Mancano acqua, cibo, medicine. I bambini non riescono a frequentare le scuole. È questo il quadro tracciato dal team del Jesuit Refugee Service (Jrs) della situazione della seconda città della Repubblica centrafricana, a nord di Bangui, da mesi centro di scontri. “A Bambari – spiega all’Agenzia Fides, Aurora Mela operatrice del Jrs – c’è un mix di combattenti. Gli Anti Balaka sono posizionati sulla riva sinistra del fiume, gli ex Seleka su quella destra. I due gruppi generano poi bande criminali che sfruttano il caos per arricchirsi con i saccheggi”. Quando le fazioni si scontrano, la popolazione è costretta a fuggire cercando rifugio. Queste fughe causano perdite umane, stress e lasciano le case vuote (che vengono poi saccheggiate). Per gli operatori umanitari è molto complicato portare avanti programmi che abbiano una certa continuità, anche perché loro stessi e le loro strutture sono oggetto di esazioni, saccheggi, minacce. Almeno un terzo delle Ong presenti ha lasciato la città. Altre hanno ridotto il personale al minimo. La maggior parte delle Ong internazionali si sono raggruppate in un solo luogo per poter meglio organizzare la propria sicurezza. “Il Jrs – osserva Jean François Alain Ospital, direttore del JRS nella nazione – è stato pesantemente attaccato e saccheggiato nei primi giorni del conflitto. La nostra base è stata saccheggiata completamente e non abbiamo più la possibilità materiale di inviare il personale sul luogo, anche a causa della situazione di insicurezza che continua. Abbiamo quindi dovuto riorganizzare le attività attorno a una strategia di controllo a distanza, pilotata a partire de Bangui”. Anche la Chiesa cattolica lavora tra molte difficoltà. “Buona parte dei religiosi sono rimasti sul luogo, ma continuando a ricevere minacce” continua Jean François Alain Ospital. “Una comunità di suore è rimasta e continua a gestire una scuola. I responsabili della diocesi sono rimasti, continuando le attività alla scuola Michel Maitre. La Caritas diocesana continua le azioni umanitarie (distribuzione di viveri agli sfollati), servizi di acqua , igiene e latrine (sui siti e nelle scuole). Ecac (Enseignement Catholique Associé) continua le attività educative. Durante i momenti di crisi, il Vescovo è rimasto a Barbari”. Di fronte a queste tensioni, i caschi blu dell’Onu, dopo un’iniziale immobilità, sono passati all’azione, riconquistando alcuni quartieri. Una parte della città di Bambari è stata liberata, ma le pattuglie Onu sono spesso attaccate dai gruppi armati. [Agenzia Fides]
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    RD CONGO - I due grandi consorzi fino a ieri in competizione per la costruzione della diga idroelettrica INGA 3 in Repubblica Democratica del Congo, hanno ora presentato un’offerta congiunta, avvicinando la fase di avvio dei lavori. Lo riferiscono fonti ufficiali congolesi, precisando che i consorzi spagnoli e cinesi che si stavano sfidando per costruire la diga sul fiume Congo hanno ora presentato un'offerta congiunta e i lavori inizieranno quest’anno. A parlare è stato Bruno Kapandji, direttore dell'Agenzia per lo sviluppo e la promozione della Inga Progetto Grande (ADPI), il quale in una conferenza nella città congolese di Lubumbashi la settimana scorsa ha precisato che “il nostro obiettivo è quello di avviare Inga quest’anno”, come ha riportato l’agenzia Bloomberg. Con un costo stimato di $ 13,9 miliardi, il vasto progetto quasi triplicherebbe la capacità di produzione energetica della Repubblica Democratica del Congo, alimentando la sua industria mineraria e rifornendo di energia anche il Sudafrica. Nel giugno del 2017 la RDC aveva chiesto ai consorzi - uno guidato dal gigante spagnolo ACS e l'altro composto dai pesi massimi cinesi Three Gorges e Sinohydro - di fondersi per "ottimizzare" le loro offerte. "I due consorzi ci hanno fornito un documento in cui si sono impegnati a creare un singolo consorzio. Stiamo preparando, discutendo e negoziando il contratto di collaborazione esclusiva che consentirà al singolo candidato di andare al mercato per trovare il finanziamento” ha precisando Kapandji. Le due squadre sono Pro Inga, guidata da ACS ed Eurofinsa, entrambe con sede a Madrid, e Chine d'Inga, guidate dalle due maggiori compagnie idroelettriche cinesi, Three Gorges Corporation e Sinohydro. Inga 3 Basse-Chute Project sarà la terza diga della RDC nel complesso di Inga Falls. Si prevede che sarà in grado di produrre 11 GW di energia elettrica, quasi triplicando la attuale capacità produttiva installata nel Paese. Il progetto è in discussione da decenni, ma è stato ripetutamente ritardato a causa dell'instabilità politica o dalla mancanza di finanziamenti. Nel 2016 sembrava che i piani per realizzare l’opera fossero di nuovo caduti dopo l'annuncio da parte della Banca Mondiale di "sospendere le erogazioni" in seguito alla decisione del governo congolese di portare il progetto in una "diversa direzione strategica rispetto a quella concordata tra la Banca Mondiale e il governo nel 2014". Di solito, un tale ritiro del sostegno da parte della Banca Mondiale rende quasi impossibile ottenere finanziamenti per schemi di costruzione dai mercati dei capitali. Tuttavia l’impianto di Inga continua a generare interesse e curiosità, sia perché vitale per l'elettrificazione di Kinshasa, lo sviluppo del settore minerario della RDC e il guadagno di valuta estera dalla potenza esportata: nel 2013 è stato firmato un accordo con il Sud Africa per trasmettere 2.5GW. L’impianto di INga 3 farebbe parte di un più grande complesso idroelettrico di Grand Inga che copre parte del fiume Congo e che potrebbe arrivare a  produrre fino a 50GW una volta completo. Le cascate di Inga sono uniche perché consentono di costruire dighe idroelettriche vicino alla foce del fiume principale di un bacino continentale. Solitamente le dighe possono essere costruite solo in località a monte, dove la valle è più stretta. Circa 42 milioni di tonnellate di acqua fluiscono attraverso il Congo inferiore ogni secondo, si tratta del secondo più grande volume d’acqua del pianeta dopo l’Amazzonia.