Burundi

Referendum sotto alta sorveglianza

BURUNDI – Si è svolto ieri sotto l’alta sorveglianza delle forze di sicurezza governative e degli ‘Imbonerakure’, il gruppo giovanile affiliato al potere    – la milizia del partito di governo, come viene spesso descritta – il referendum voluto dal presidente Pierre Nkurunziza per cambiare la Costituzione.

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    Kit solari per abitazioni, progetto ottiene...

    MAURITIUS - Un progetto alimentazione ad energia solare di abitazioni alle Mauritius ha ottenuto un finanziamento dal Fondo di Abu Dhabi per lo sviluppo. E’ stato il Central Electricity Board ad aver presentato il progetto e ad ottenere il fondo del valore di 10 milioni di dollari, dopo un processo di selezione effettuata da un panel internazionale di esperti.     Grazie al fondo, 10.000 kit solari saranno installati su abitazioni di famiglia a reddito basso, nella fascia dei più vulnerabili. I kit saranno allacciati alla rete nazionale e daranno la possibilità ai beneficiati di avere 50 kwh di elettricità gratuita al mese per 20 anni.   Ci vorranno circa cinque anni per completare il progetto. La prima fase, che riguarda 2mila kit, è già in corso.   Il progetto rientra nella politica del governo che mira a fornire il 35% di elettricità da fonti rinnovabili entro il 2025. [CC]                
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    Kenya sotto attacco jihadista, i perché in una...

    KENYA - L’attacco a Nairobi dei miliziani al Shabaab dimostra che il Kenya è uno degli obiettivi privilegiati di questa formazione Jihadista che ha reso insicura una buona parte della costa orientale africana, a partire ovviamente dalla Somalia e scendendo lungo tutta la costa del Kenya, soprattutto nelle regioni del nord, nella zona di Malindi, dove è stata rapita la giovane italiana Silvia Romano. Di fatto la parte di costa insicura si estende fino al confine tra Tanzania e Mozambico dato che in quest’ultimo paese opera una formazione che probabilmente non ha nulla a che fare con al Shabaab, ma porta lo stesso nome. I miliziani al Shabaab sono nati in Somalia quando in questo paese comandavano le Corti Islamiche. Erano la loro emanazione. Infatti la parola Shabaab significa i “giovani”, i “ragazzi” che avrebbero dovuto controllare la popolazione e la vita sociale in modo che tutti osservassero i precetti dell’Islam. I miliziani al Shabaab hanno il Kenya tra i loro obiettivi primari perchè quando, alla fine del primo decennio del terzo millennio, la missione internazionale dell’Onu sconfisse le Corti Islamiche il Kenya ebbe una parte preponderante negli attacchi e nello schieramento di forze in termini di carri armati, uomini, aerei. Quello di Nairobi non è il primo attacco al Kenya. Nel 2013 ci fu il clamoroso attentato al centro commerciale Westgate di Nairobi. Un commando di miliziani lo tenne a ferro e fuoco per ore usando granate, armi automatiche, esplosivo e kamikaze. Alla fine i morti furono ben 63 e decine i feriti. Nel 2015 al Shabaab attacco con un nutrito commando di guerriglieri l’Università di Garissa, nel nord. Lo fece al mattino presto quando le lezioni stavano per cominciare. Furono uccise 150 persone, una strage compiuta con efferatezza: furono scelti gli studenti cristiani e la selezione venne fatta sulla base della conoscenza del Corano. Chi non era in grado di pregare e di recitare alcune “sure” del Libro Sacro fu massacrato. Molti furono decapitati e trascinati lungo i corridoi della università. Ovviamente questi sono gli attacchi più clamorosi, ma ce ne sono stati molti altri con meno morti, oltre ad operazioni per procurarsi finanziamenti. Una delle principali basi dei miliziani è il campo profughi di Dadab, al confine con la Somalia. Di fatto la terza “città” del Kenya per numero di “abitanti” dato che vi trovano rifugio tra le trecentomila e i cinquecentomila rifugiati somali. Per sottolineare il fatto che il Kenya è un paese odiato dagli Shabaab bisogna tenere presente che la scelta della data del 15 gennaio per l’attacco a Nairobi può non essere casuale. Il 15 gennaio è una specie di anniversario per i miliziani al Shabaab. Nello stesso giorno del 2016 ci fu una battaglia campale tra Somalia e Kenya nella quale i miliziani sconfissero un intero battaglione keniano facendo oltre cento morti. Infine bisogna tenere presente che al Shabaab è una formazione jihadista che è rimasta fedele al cartello di Al Qaeda e non ha mai voluto seguire quello invece dello Stato Islamico, anche quando quest’ultimo cartello andava per la maggiore e sembrava avere oscurato quello di Al Qaeda e del suo fondatore Bin Laden. [Africa Rivista / Raffaele Masto]
  • Kenya Free

    Attacco a Nairobi (2), presidente Kenyatta annuncia...

    KENYA – Il presidente della Repubblica si è rivolto stamani alla nazione, poche ore dopo l’attacco condotto da un gruppo di uomini armati contro un edificio di Nairobi in cui ha sede l’albergo Dusit D2, nel quartiere di Westland. Agli abitanti di una capitale sotto shock, Uhuru Kenyatta ha voluto assicurare che la situazione è sotto controllo e che l’assalto è terminato. “Tutti i terroristi sono stati eliminati” ha annunciato il presidente, senza tuttavia precisare di quanti uomini era composto il comando responsabile dell’attacco, rivendicato dal gruppo somalo islamista Shebab. “Abbiamo anche la conferma che 14 vite innocenti sono state strappate da questi assassini terroristi, e che ci sono dei feriti” ha aggiunto Kenyatta. Durante le ore dell’assedio, in cui sono state mobilitate diverse unità delle forze dell’ordine e militari, circa 700 persone sono state evacuate dai dintorni del sito, ubicato al 14 Riverside Drive. Immagini delle telecamere di sorveglianza fanno vedere 4 uomini armati nel complesso, mentre un quinto assalitore si è fatto esplodere all’avvio dell’attacco. Tra le vittime figura un cittadino statunitense. Nelle ultime ore stanno arrivando condanne internazionali, tra cui quella del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. Il presidente della Commissione dell’Unione Africana (UA) Moussa Faki Mahamat, ha dal canto suo affermato che l’UA proseguirà l’impegno per la stabilizzazione della Somalia e la lotta agli Shebab. Le truppe dell’UA, tra cui truppe keniane, sono impegnate sul fronte somalo ed è proprio questo impegno militare contro le milizie somale che sarebbe all’origine dell’atto di vendetta da parte degli Shebab a Nairobi. Secondo un giornale keniano, l’emittente somala Radio Dalsan, avrebbe riferito che il presidente dello Stato federale somalo di Galmudug, Duale Gelle Haaf, era presente al Dusit2 al momento dell’attacco, ma sarebbe stato tratto in salvo. La strage di ieri ricorda quella del centro commerciale Westage Mall di Nairobi, perpetrata nel 2013 dagli Shebab, conclusa con un bilancio di 67 vittime. Nel 2015, a Garissa, il gruppo jihadisa somali aveva attaccato l’università di Garissa, a 200 km dal confine, dando luogo al più sanguinoso episodio terroristico concluso con 152 vittime. [CC]
  • Kenya Free

    Accantonati fondi per migliorare forniture idriche

    KENYA - Il governo di Nairobi ha deciso di accantonare per il bilancio previsto per l'anno fiscale 2019/2020 una cifra pari a poco più di 490 milioni di dollari per migliorare le forniture idriche nel Paese. A dirlo è stato il ministro dell'Acqua e delle strutture igienico-sanitarie, Simon Chelugui, ricordando che attualmente solo il 60% della popolazione nazionale ha accesso direto all'acqua potabile: obiettivo del governo è portare questa percentuale all'80% entro la fine del 2020. "Sono necessari investimenti annuali per 980 milioni di dollari per raggiungere la copertura idrica universale nei prossimi cinque anni", ha detto Chelugui aggiungendo di aver contattato la Banca Mondiale e donatori bilaterali per colmare il deficit di finanziamento. Secondo Chelugui, il Kenya sta dando priorità agli investimenti per aumentare l'accesso all'acqua a causa del suo impatto sulla salute e su altri indicatori sociali.
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    Rinnovabili, al via a Nairobi la quinta sessione della...

    KENYA - E' in corso a Nairobi la quinta sessione di formazione della Micro-Grid Academy, il progetto di RES4Africa per fornire una formazione teorica e pratica sull'accesso alle energie rinnovabili, con un occhio di riguardo alle soluzioni decentralizzate. A segnalarlo è la stessa associazione precisando che i seminari di formazione sono rivolti a giovani tecnici, imprenditori e ingegneri dei Paesi dell'Africa orientale. L'iniziativa - promossa in collaborazione con Kenya Power Lighting Company (KPLC), Fondazione AVSI, Strathmore University e il centro di formazione tecnica St. Kizito VTI e grazie al supporto di Fondazione Enel - mira a promuovere l'imprenditoria locale e la creazione di posti di lavoro, con ricadute positive sullo sviluppo sostenibile delle comunità rurali locali favorendo l'accesso all'energia nelle comunità rurali. “La Micro-Grid Academy è un progetto che abbiamo lanciato un anno fa - ha detto Marco Aresti, project manager di RES4Africa - Nel corso di questo primo anno ha già formato 150 persone, che potranno continuare la loro formazione grazie alla piattaforma di e-learning che abbiamo recentemente attivato. Dopo questo anno di prova l’obiettivo è di mettere a sistema le sessioni di formazione, dandole una cadenza regolare e arrivando a formare 300 persone all’anno”.
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    Governo pensa a potenziare mercato locale tè e...

    TANZANIA - Creare un mercato locale del tè per sostenere la produzione di un settore considerato strategico. Con questo scopo, Innocent Bashungwa, viceministro dell'Agricoltura della Tanzania, ha presentato un piano nel corso di una visita al distretto sud-occidentale di Mufindi, nella regione di Iringa. "Come governo, siamo determinati a garantire che i nostri agricoltori ottengano mercati affidabili per il raccolto", ha detto Bashungwa annunciando iniziative per creare delle aste a Dar es Salaam che prendano il posto di quelle che attualmente si svolgono nella città keniana di Mombasa. "Supervisioneremo per garantire che i nostri agricoltori traggano beneficio dal raccolto", ha affermato il ministro parlando in quello che è uno dei distretti più legati alla coltura del tè. Bashungwa ha detto che il piano mira anche a incrementare la produzione di tè a 40.000 tonnellate dalle attuali 34.000 tonnellate, fornendo agli agricoltori le competenze e le conoscenze preliminari su metodi di coltivazione migliori per aumentare la produzione e il reddito. [MS]