Africa

Il più antico colore del mondo viene dal Sahara

AFRICA – E’ nel deserto del Sahara che è stato scoperto il più antico colore biologico mai rinvenuto fino ad ora.

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  • Africa Free

    Chiude l’Africa Investment Forum (2), l’Africa...

    AFRICA - (segue) Gli accordi raggiunti riguardano progetti infrastrutturali importanti: l’estensione del Gautrain in Sudafrica o la realizzazione di una metropolitana sopraelevata ‘Skytrain’ ad Accra o ancora generazione di energia da fonti rinnovabili in Camerun, Angola e Ghana, o il ponte sul fiume Congo che unirà Kinshasa e Brazzaville passando anche per progetti più piccoli relativi ad agricoltura, gestione delle acque, sanità etc… E se il motto della tre giorni appena chiusa a Johannesburg è sempre stato “transactions, transactions, transactions”, va registrata anche la  presenza di sette capi di stato e di governo africani, che in alcuni casi (come accaduto per il presidente del Ghana con lo Skytrain di Accra) hanno partecipato alle discussioni delle Sessioni di Consiglio con gli investitori portando la garanzia dei vertici politici nazionali in dote agli investitori presenti. “Johannesburg ha anche inviato un forte segnale agli investitori globali che la leadership africana si è impegnata a creare un ambiente favorevole alla conduzione di investimenti in grado di atterrare su una pista liscia” ha detto Adesina, ringraziando il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, la nuova Presidente etiopica  Sahle-Work Zewde, il Presidente guineano Alpha Conde; Il presidente senegalese Macky Sall e Il presidente Nana Dankwa Akufo-Addo. Altri funzionari includevano il vicepresidente della Nigeria, Demi Osinbajo; i primi ministri del Ruanda, Edouard Ngirente e Camerun, Philémon Yang, nonché i ministri che rappresentano il regno del Marocco, Costa d'Avorio, Tanzania, Niger e Gabon. Una delle principali novità a cui si è assistito durante il Forum è quella relativa agli investimenti Africa-Africa, con fondi pensione, fondi sovrani e privati di ogni parte del Continente che si sono impegnati in progetti in altri paesi africani. “Il resto del mondo non investirà mai in Africa se gli africani non investiranno  per primi” ha detto Admassu Tadesse, presidente della Trade and Development Bank (TDB), la Banca di Sviluppo dell’Africa Orientale. "In realtà è abbastanza commovente vedere ciò che abbiamo visto qui negli ultimi due giorni ... Se iniziamo con l'80%, immaginiamo cosa faremo nei prossimi cinque anni. Con questo tipo di partenza, gli africani hanno tutte le ragioni per essere fiduciosi ", ha detto Patrick Dlamini, CEO della Banca di sviluppo dell’africa Australe. “Sentiamo una forte responsabilità e abbiamo solo iniziato. Questa è una maratona, non sono i 100 metri. Potremmo essere soddisfatti solo alla fine. Oggi qui a Johannesburg abbiamo solo iniziato la nostra corsa” ha detto in conclusione il presidente dell’AfDB Adesina, invitando tutti alla seconda edizione del Forum che si terrà nel Novembre 2019.
  • Africa Free

    Chiude l’Africa Investment Forum, accordi per...

    AFRICA - Un successo senza precedenti e la sensazione, forte, di aver compiuto un passo storico sul cammino del protagonismo africano nello sviluppo del Continente. Questo il bilancio tratto dagli organizzatori del primo Forum per gli investimenti africani, tenutosi dal 7 al 9 novembre a Johannesburg e fortemente voluto dalla Banca Africana di Sviluppo (AfDB) e dal suo presidente Akinwumi Adesina. Il Forum, che sin dall’inizio è stato presentato come una “piattaforma” per far incontrare progetti di investimento (soprattutto infrastrutturali ed energetici) con tutti i principali investitori africani e internazionali, ha chiuso una maratona di tre giorni fatta di incontri, presentazioni, bilaterali, commissioni esaminatrici, con un bilancio di tutto rispetto: 61 transazioni valutate a 40,4 miliardi di dollari statunitensi presentate nelle boardroom sessions (sessioni di consigli), 45 accordi per un valore di oltre 32 miliardi di dollari di investimento garantiti. I numeri finali saranno divulgati solo nei prossimi giorni, dal momento che alcuni incontri erano ancora in corso mentre si svolgevano le cerimonie ufficiali di chiusura. Tutti i direttori delle Development Finance Institutions (DFI) presenti - oltre a tutte le DFI africane erano presenti Banca Europea degli Investimenti, Banca Mondiale, Banca Islamica di Sviluppo, solo per citarne alcune - unanimemente hanno lodato un’iniziativa definita “unica”, “storica”, rivoluzionaria” e che "ha superato tutte le aspettative". Come ha detto il presidente della Banca Africana di Sviluppo, Akinwumi Adesina di fronte agli oltre 1.000 delegati che affollavano l’Africa Room del Sandtown Convention Center di Johannesburg per la cerimonia di chiusura, "l'ago si sta spostando, indicando la direzione giusta, indicando l'Africa. Sono grato agli investitori, sono grato per la fiducia che hanno verso l’Africa. L'Africa è cresciuta. L'Africa non sarà sviluppata dagli aiuti. Sarà sviluppato dagli investimenti e penso che tutti i presenti stiano cominciando a vederlo”. Il forum ha riunito per 72 ore i vertici delle principali istituzioni finanziarie di sviluppo, investitori istituzionali (fondi pensione, fondi sovrani)azionisti e amministratori delegati del settore privato di tutto il continente. Il presidente Adesina ha descritto l'esito di transazioni per un valore di 32 miliardi di dollari come un grande successo. "Non potrei essere più felice ... ma non vogliamo congratularci con noi stessi. La responsabilità che si trova sulle nostre spalle è così grande. Questo è solo l’inizio”. (continua)
  • Africa Free

    Energia, iniziativa statunitense punta su progetti di...

    AFRICA - La nuova strategia di intervento dell’iniziativa della cooperazione statunitense per l’elettrificazione del continente Power Africa mira a raddoppiare entro il 2030 l’accesso all’energia nel continente puntando in particolare sullo sviluppo di progetti di trasmissione. E’ quel che emerge approfondendo il nuovo rapporto di Power Africa intitolato ‘Transmission Roadmap to 2030: A Practical Approach to Unlocking Electricity Trade’, lanciato a margine del primo Forum per gli investimenti africani (AIF) promosso dalla Banca africana di sviluppo (AfDB) in corso a Johannesburg. In particolare, la strategia si propone di assistere i governi africani nella realizzazione di 18 progetti regionali giudicati prioritari per il loro potenziale impatto sul commercio trasnfrontaliero di energia, la tempistica e la capacità di risolvere problematiche esistenti. "La Transmission Roadmap to 2030 è un pezzo fondamentale della nuova strategia di intervento di Power Africa, che riconosce come i progetti legati alla generazione di energia che Power Africa sta supportando devono disporre di infrastrutture per la trasmissione e distribuzione adeguate per assicurare la fornitura di elettricità a milioni di persone", ha dichiarato Andrew Herscowitz, coordinatore di Power Africa. Obiettivo della roadmap è indirizzare le scelte dell’iniziativa statunitense nel sostegno a progetti specifici nel settore. Per approfondire è possibile consultare il rapporto integrale qui in allegato. [MV]
  • Africa Free

    Chiude oggi African Investment Forum, attesa per...

    AFRICA - Entra oggi nel suo terzo e ultimo giorno il Forum Africano per gli Investimenti (African Investment Forum, AIF) organizzato dalla Banca Africana di Sviluppo (AfDB). L’attenzione è tutta concentrata sull’annuncio, atteso per mezza mattinata, degli accordi e delle transazioni effettivamente concluse durante le riunioni a porte chiuse tenute in questi giorni. Il Forum ha il principale obiettivo di far incontrare responsabili di progetti (da grande opere infrastrutturali o energetiche a piccoli progetti agroalimentari) con tutti i principali finanziatori che si occupano di Africa.  Sono stati curati un totale di 230 progetti per un valore di oltre 208 miliardi di dollari che coprono diversi settori: energia, infrastrutture, trasporti e servizi pubblici, industria, agricoltura, TIC e telecomunicazioni, acqua e servizi igienico-sanitari, sanità e istruzione.  
 Venticinque sessioni del consiglio direttivo si sono preoccupate di controllare e vagliare  che i progetti siano bancabili e raggiungano la chiusura finanziaria. Oggi ci si aspetta un esito sui 61 accordi stimati in oltre 40 miliardi di dollari che in questi giorni sono stati presentati in Boardroom Session, mentre altre offerte per un valore di 28 miliardi di dollari sono state esposte agli investitori in una Gallery Walk.  La giornata di ieri che ha visto la partecipazione di alcuni dei principali uomini di Affari del Continente, da Aliko Dangote a Tony Elumelu, e di molti capi di Stato a cominciare dal presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, ha fatto registrare la firma di nuovi accordi. Tra i principali spicca l’accordo di sviluppo finanziario raggiunto tra la AfDB, il governo del Portogallo e i sei paesi dell'Africa portoghese - Angola, Capo Verde, Guinea Equatoriale, Guinea-Bissau, Mozambico e Sao Tomé e Principe, noti anche come PALOP. I paesi lusofoni hanno identificato una pipeline di oltre 5 miliardi di dollari con il settore privato per finanziare progetti di partenariato pubblico-privato (PPP) attraverso cui accelerare la crescita delle loro economie. Da segnalare anche l’ingresso della Banca Araba per lo Sviluppo Economico in Africa tra i soci del consiglio della Trade Development Bank (TDB, la Banca di sviluppo dell’Africa Orientale).   La limitata presenza italiana al Forum ieri ha fatto registrare gli interventi del Vice Presidente esecutivo del gruppo ENI, Lapo Pistelli, alla tavola rotonda sugli investimenti sostenibili in Energia. Degna di nota anche la presenza di una delegazione del gruppo Enel Green Power e dell’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (ANCE). Tutti e tre i soggetti italiani presenti sono stati impegnati in incontri bilaterali con istituzioni africane o organismi finanziari internazionali.
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    Seconda giornata di lavori all’Africa Investment...

    AFRICA - Di fronte a oltre un migliaio di delegati provenienti da ogni angolo del mondo che hanno affollato l’Africa Room del Sandton Convention Center in rappresentanza di governi, settore privato e agenzie per la cooperazione si è aperta la seconda giornata dei lavori dell’Africa Investment Forum. Ad aprire i lavori è stato il presidente della Banca africana di sviluppo, Akinwumi Adesina, il quale dopo aver salutato i capi di Stato di Sudafrica, Senegal, Guinea, Ghana e Etiopia, nonché il vice-presidente della Nigeria e i primi ministri di Rwanda e Camerun, ha poi tributato un omaggio speciale alla nuova presidente dell’Etiopia, unica donna presidente in carica in Africa, “perché le donne meritano un posto speciale”. “L’Africa sarà la Cina del 2050 - ha detto Adesina - Questo è il posto giusto dove stare ora per investire. L’Africa e il futuro. E nessuna altra zona del mondo ha le prospettive del Continente”. “Siamo qui per una sola cosa velocizzare gli investimenti in Africa. Molti si chiedono Quale sarà la prossima Cina dopo la Cina: sarà l’Africa...e i cinesi lo hanno capito meglio degli altri” ha aggiunto Adesina, strappando un sorriso all’intera platea. Poi è stato il turno del presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa. Leader sindacale, imprenditore, padre della costituzione, Ramaphosa si è rivolto alla platea sottolineando l’importanza di una piattaforma come quella dell’AIF. “Connettere progetti, istituzioni, organi finanziari africani e internazionali è fondamentale - ha detto il presidente sudafricano - L’Africa e un continente in movimento e in crescita. Questo anche grazie alla crescita di una leadership è democrazia migliore. La classe media, aumento della spesa, nuove tecnologie, giovani: questi sono tutti punti su cui far leva per dare impulso ad una nuova stagione di sviluppo. Ma per fare questo dobbiamo migliorare il clima degli affari, dobbiamo risolvere i problemi che tengono lontani gli investitori dai nostri Paesi. Inconsistenza politica e incertezza, corruzione, debolezza finanziaria sono invece i nodi da sciogliere. Regole e normative: questo è quello che gli investitori ci chiedono”. Gli ha fatto eco Alicio Dangote, il principale uomo d’affari africano. “Non ho mai visto una cosa come questa - ha detto Dangote - vedere raccolti insieme così tanti altri rappresentanti del settore privato, della politica, della finanza e della cooperazione internazionale. Lavoriamo in 10 Paesi africani e stiamo investendo in altri 8, quindi credo che abbiamo qualcosa da dire sugli investimenti. A volte i governi sembra che non vogliano che tu faccia soldi. I governi devono capire che è importante creare un ambiente favorevole al business perché ci sono ricadute superiori a imposte e dividendi”. “A volte ci chiedono perché investiamo in Africa? - ha aggiunto ancora l’imprenditore nigeriano - Perché offre opportunità che nessun altra zona del mondo offre. Oggi i nostri paesi importano troppo, impoverendo i loro paesi e creando lavoro in altri paesi. Non è tollerabile. Per industrializzare l’Africa noi africani dobbiamo essere i primi a muoverci”.
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    Investimenti in infrastrutture in netta crescita nel...

    AFRICA - Gli impegni d’investimento destinati allo sviluppo delle infrastrutture in Africa sono cresciuti nel 2017 del 22% rispetto all’anno precedente. Ad affermarlo è stato il Consorzio per le infrastrutture per l’Africa (ICA), che ha diffuso a margine dell’Africa Investiment Forum in corso in questi giorni a Johannesburg un nuovo rapporto intitolato ‘Infrastructure Financing Trends in Africa 2017’ (qui la sua versione integrale). Dal rapporto emerge infatti che gli impegni d’investimento sono aumentati dai 66,9 miliardi di dollari del 2016 agli 81,6 miliardi dello scorso anno. Secondo i dati messi a disposizione dall’ICA, la cifra del 2017 è la più alta mai registrata nel continente dal 2010, grazie soprattutto all’aumento dell’impegno per un valore pari a 13 miliardi di dollari promesso dalla Cina e di 3,7 da parte dei governi africani. Degli 81,6 miliardi di dollari impegnati nello sviluppo delle infrastrutture in Africa nel 2017, l'Africa occidentale ha ricevuto impegni per 22 miliardi di dollari, seguita dal Nord Africa (15,9 miliardi di dollari), dall’Africa orientale (15,8 miliardi di dollari), l’Africa australe escluso il Sudafrica (12,2 miliardi di dollari), il Sudafrica (da solo 8,7 miliardi) e l’Africa centrale (6 miliardi). Il valore dei progetti con partecipazione del settore privato alla chiusura finanziaria nel 2017 è stato pari a 5,2 miliardi, di cui il 44,8% (2,3 miliardi) sono stati finanziati privatamente.  Tra i settori, quello dei trasporti ha continuato a essere il maggiore beneficiario degli impegni infrastrutturali nel 2017 con quasi il 42% di tutti i finanziamenti, seguito dal settore energetico (30%) e dal settore idrico (16%).