R. Centrafricana

Bangui ratifica l’adesione ad Afreximbank e annuncia partecipazione alla Fiera del commercio

R CENTRAFRICA –La Repubblica Centrafricana ha formalizzato la propria adesione alla Banca Africana per l’Import-Export, più nota con l’acronimo Afreximbank, aprendosi la via ad una gamma di prodotti finanziari focalizzati sul commercio intra ed extra africano e lo sviluppo economico.

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  • Gabon Free

    Aumentano le riserve di petrolio offshore di Dussafu...

    GABON – Sono più importanti del previsto le riserve di petrolio nell’area 2P del campo offshore di Dussafu-Tortue, nelle acque meridionali del Gabon. Lo ha annunciato la multinazionale con sede in Norvegia Panoro Energy, titolare di una parte del permesso Tortue-Dussafu, dopo uno studio condotto dalla Netherland, Sewell & Associates Inc. Rispetto ad una precedente stima del 2017, le riserve valutate sotto sei pozzi aumentano del 50% e passano a 35,1 milioni di barili. “Siamo entusiasmati dalla performance iniziale di produzione ed impazienti di continuare a dare buoni risultati su Dussafu” ha detto John Hamilton, direttore generale di Panoro. Attualmente, il campo di Tortue produce circa 11.800 milioni di barili al giorno di petrolio. Il beneficio al giorno, a barile, è di circa 23 dollari. La partecipazione diretta di Panoro nella licenza è dell’8,33%. L’operatore principale è la BW Offshore  di Singapore. [CC]
  • Gabon Free

    Firmato accordo per due centrali fotovoltaiche in Gabon

    GABON - Due centrali elettriche alimentate con energia solare saranno installate in Gabon dalla società En.It, con sede a Londra e presente in Italia con un ufficio a Roma. A renderlo noto è una nota della Farnesina, da cui si apprende che la realizzazione del progetto si farà nell’ambito di un contratto con il ministero dell’Energia del Gabon su base B.o.t. (Build-Operate-Transfer). Una delle due centrali sarà alla periferia di Libreville, della capacità di 50 Mw, la seconda a Mouila (capitale della provincia di Ngounié, a circa 400 Km dalla capitale gabonese), della capacità di 10 Mw. L'investimento sarà coperto da finanziamenti privati che la società si impegna a reperire sul mercato internazionale ed è stimato in circa 55/60 milioni di euro. La produzione di energia avverrà attraverso un sistema di pannelli fotovoltaici fissi il cui funzionamento sarà controllato per mezzo di droni dotati di un’apposita tecnologia che consentirà l'individuazione a distanza di eventuali malfunzionamenti. Al momento è ancora in corso la fase di studio sull'impatto ambientale, che dovrebbe portare all'inizio dei lavori nel settembre 2019. Si prevede che le due centrali possano essere operative già a luglio del 2020. Sotto l'egida del ministero dell'Energia, dovrebbe essere firmato nel prossimo mese di marzo un contratto con la locale Société d'Energie et d'Eau du Gabon (Seeg) per la cessione dell'energia prodotta, che, attraverso apposite sottostazioni dovrebbe arrivare all'utilizzatore finale attraverso le esistenti linee di trasmissione. [CC]
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    Annunciato progetto di formazione in tecnologie...

    CAMERUN - Il ministro camerunese della Gioventù e dell’istruzione civica ha lanciato un progetto che si pone come obiettivo la formazione di 450 giovani nell’uso delle tecnologie fotovoltaiche. A segnalarlo sono i media locali, dai quali si apprende che il corso di formazione ha una durata prevista di due settimane durante le quali ai partecipanti saranno offerti strumenti utili alla creazione di imprese per favorire l’accesso all’energia nelle zone rurali del Paese. In particolare, obiettivo del corso è di dotare i giovani partecipanti degli strumenti per trovare soluzioni ai problemi energetici nelle rispettive località. Gli organizzatori si augurano che alla fine della formazione, i partecipanti saranno in grado di creare aziende di produzione di energia solare fotovoltaica. Il corso si svolgerà a partire dal 23 febbraio in 15 località camerunesi, tra cui Yaoundé, Douala, Dschang, Bamenda, Ebolowa, Ngaoundéré, Bertoua, Garoua e Buéa. Il corso è aperto a tutti i cittadini con età compresa tra 15 e 35 anni in possesso del certificato equivalente alla licenza media e avrà un costo pari a circa 350 euro, parzialmente finanziato dal ministero della Gioventù. Secondo i dati della Banca Mondiale, in Camerun il 57% della popolazione nelle aree urbane e il 14% nelle aree rurali ha accesso all'elettricità. [MV]
  • Ciad Free

    I raid a sostegno di Deby e le ammissioni francesi

    CIAD - “La Francia voleva fermare un possibile colpo di Stato”. Così, di fronte all’Assemblea nazionale, Jean-Yves Le Drian, il ministro degli Affari esteri francese, ha spiegato i bombardamenti effettuati da velivoli dell’Armée de l’air transalpina in Ciad la scorsa settimana. Interpellato dal deputato Jean-Michel Clément del gruppo Libertés et Territoires, per la prima volta un esponente del governo di Parigi parla apertamente di “un colpo di stato” sull’intervento contro una colonna dell’Ufr, il gruppo ribelle di Timane Erdimi. L’intenzione era quindi quella di proteggere il presidente Idris Deby e scongiurare uno scontro per la presa di N’Djamena. “Deby - ha spiegato Le Drian - ci ha chiesto un intervento per evitare un conflitto e proteggere il proprio Paese”. Questo intervento è avvenuto, secondo il politico francese, “in conformità con il diritto internazionale e il premier francese ha informato il presidente del Senato e l’Assemblea nazionale”. Non è la prima volta che le forze armate francesi intervengono per difendere Deby, storico alleato di Parigi nell’area saheliana, ma un’ammissione così chiara delle ragioni dell’intervento forse non c’era mai stata. Si conferma quindi l’importanza del Sahel per la politica estera transalpina. Una regione nella quale Parigi continua a mantenere una forte presenza militare che, spesso, viene impiegata. Basti pensare all’intervento in Mali che ha arrestato l’avanzata dei jihadisti, ma anche il ruolo giocato dalle forze armate francesi nella crisi ivoriana negli anni Duemila. Il deputato Jean-Michel Clément (del gruppo Libertés et Territoires) ha ribattuto al ministro: “Non capisco perché se, da un lato, c’è la forza G5 che dovrebbe coordinare le azioni di difesa in questa regione insieme ai Paesi africani, dall’altro ci sono iniziative individuali da parte di Parigi. C’è un mix di politiche che non è rassicurante per i Paesi in cui siamo presenti. Voglio quasi dire che ci ricorda un po’ del passato in cui la Francia ha avuto alcuni interventi che sono stati fatti a sostegno di cause a volte discutibili…”. [Africa Rivista]
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    Deby in visita ad Abéché dopo i raid anti-ribelli

    CIAD – A pochi giorni dai bombardamenti francesi su colonne ribelli che si stavano dirigendo verso N’Djamena, il presidente della Repubblica Idriss Deby si è recato da ieri ad Abéché, nell’Est del Paese. In base a quel che è stato reso noto da fonti militari citate dalla stampa locale, obiettivo del presidente Deby sarebbe procedere alla riorganizzazione e all’installazione di una nuova base militare per rafforzare la sicurezza nella regione. Secondo un comunicato della Presidenza, la visita mira invece a dimostrare vicinanza con la popolazione e a informarsi sulla situazione nella regione. Accolto da una folta delegazione militare, Deby non ha fatto molte dichiarazioni alla stampa, né ha approfondito lo scenario che nei giorni scorsi lo ha visto chiedere l’aiuto di Parigi per bloccare un’offensiva lanciata da miliziani condotti da Timan Erdimi, l’Unione delle forze per la resistenza. Gli osservatori collegano la visita presidenziale ad Abéché ai raid anti-ribelli. Nelle stesse ore, il ministro francese degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, si è espresso davanti al Parlamento francese per spiegare l’intervento tricolore in Ciad. “C’è stato un tentativo di destabilizzazione partito dal Sud della Libia. Il presidente Deby ci ha chiesto formalmente di intervenire per impedire questo colpo di Stato” ha detto Le Drian.  Nel 2008, gli stessi ribelli erano arrivati a N’Djamena e Deby era stato protetto e salvato dall’intervento della Francia. [CC]
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    RD CONGO – E’ stata annunciata la data precisa - il 31 marzo - delle elezioni generali nelle quattro  circoscrizioni in cui il voto non si era tenuto il 30 dicembre. Ufficialmente non aveva avuto luogo a causa dell’epidemia di ebola in corso da mesi – un’emergenza sanitaria ben nota già da tempo – ma anche di questioni di sicurezza , a "minaccia terroristica" legata ai gruppi armati e a violenze su sfondo di divisione etnica. Nell’annunciare il rinvio delle elezioni, a dicembre, la Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) aveva individuato il mese di marzo, ma non aveva fissato una data precisa. Il rinvio riguardava un numero significativo di cittadini, almeno 1,25 milioni su un totale di  40 milioni, e ora che i risultati elettorali sono già stati proclamati, sorge il  dubbio su come gestire ed integrare i risultati. I candidati, ha annunciato la Ceni, avranno una proroga di 15 giorni di tempo per condurre la propria campagna. Una folta delegazione della ceni si recherà nelle circoscrizioni in oggetto per la preparazione del voto. [CC]