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Marriott annuncia costruzione nuovi alberghi in Ghana, Liberia e Marocco

AFRICA – Il gruppo alberghiero Marriott International ha annunciato tre nuovi accordi per espandere la propria presenza in Africa occidentale e settentrionale.

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    AFRICA - Un nuovo corridoio digitale attraversa l’Africa da Est a Ovest, ed è Liquid Telecom, una delle aziende leader in Africa nel settore delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni, ad esserne l’artefice. Dalla conferenza AfricaCom tenutasi a Città del Capo dal 12 al 14 novembre, Liquid Telecom - filiale del gruppo Econet Global di Johannesburg - ha detto di aver terminato il collegamento lungo 2600 km attraverso la Repubblica Democratica del Congo con collegamenti alle reti in Tanzania e in Zambia, e di conseguenza anche al resto della rete già predisposta. Liquid Telecom vanta già una rete in fibra ottica dal Cairo a Città del Capo e con questo nuovo asse est-ovest, il CEO dell’azienda, Nic Rudnick, vanta “una svolta nella visione di creare un’Africa più connessa”. Da AfricaCom è arrivata un’altra notizia che aumenterà la connettività intra-africana e internazionale in materia di Tic: il gruppo francese Orange intende investire in una nuova rete in fibra ottica attraverso l’Africa Occidentale. La rete sarà composta da cavi sottomarini e terrestri per collegare capitali come Lagos, Bamako, Dakat, Abidjan ed Accra al resto della rete globale. “Si tratta di un investimento maggiore che garantirà la disponibilità della connettività internazionale e consentirà ad Orange di rispondere alla domanda di banda necessaria allo sviluppo digitale dei territori dell’area” ha precisato Alioune Ndiaye, numero  di Orange Africa e Medio-Oriente. [CC]
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    Segretario Generale Onu richiama l’attenzione sul...

    AFRICA – Oltre 1500 civili sono stati uccisi dall’inizio del 2019 solo in Mali e in Burkina Faso, mentre nei cinque Paesi del Sahel, un milione di persone  - il doppio rispetto al 2018 - sono state costrette a sfollare: questo bilancio appare nell’ultimo rapporto sulla situazione nel Sahel consegnato al Consiglio di sicurezza dell’Onu da Angonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. “Sono profondamente preoccupato dalla spirale di violenza nel Sahel (…) dove i gruppi terroristici si sono affermati, causando instabilità su ampie fette di territorio e hanno esacerbato violenze etniche, in partecipare in Burkina Faso ed in Mali – scrive Guterres alla fine del rapporto che passa in rassegna gli avvenimenti degli ultimi mesi. “La responsabilità della lotta al terrorismo non può incombere ai Paesi del G5 Sahel, alla sola regione, o al solo continente africano. Il terrorismo è un problema mondiale  e l’intera comunità internazionale deve contribuire agli sforzi contro il terrorismo nel Sahel, e contro le altre attività illegali come il traffico di persone, di beni, di armi, di droga (…)” aggiunge Guterres. Seppur lodando gli sforzi intrapresi finora dai vari governi contributori, Guterres riconosce che la forza G5 Sahel non è ancora dotata del necessario per poter agire in maniera efficace. Il segretario generale invita ad accelerare l’entrata in azione della sua componente di polizia, e invita ad attuare anche il proprio fondo  finanziario. Guterres ribadisce infine un concetto fondamentale: combattere l’estremismo non può essere solo tramite la forza. Occorrono programmi di sviluppo e attività di capacity-building per i civili. Esso significa offrire ai giovani e altri prospettive, accesso ai servizi sociali e ad opportunità. [CC]
  • Africa Free

    AIF 2019 (2): un successo pieno, “se non sei in...

    AFRICA ( da Johannesburg) -“Se in questo momento storico non sei in Africa, non sei nel business” la frase di un imprenditore del settore agricolo in Mozambico pronunciata durante la cerimonia di chiusura dell’Africa Investment Forum 2019 è stata accolta da un’ovazione dai 2221 delegati riuniti nell’Africa Room del Sandton Convention Centre di Johannesburg.

    E a guardare le delegazioni provenienti da 109 paesi del mondo, 48 dall’Africa e 61 dal resto del mondo, era difficile dargli torto.

    Chiusi per tre giorni all’interno del moderno centro conferenze della ‘City’ di Johannesburg, rappresentanti di governi, settore privato, istituzioni finanziarie per lo sviluppo, banche commerciali, investitori istituzionali si affrettavano per passare da una stanza all’altra da un piano all’altro. Ora per seguire una conferenza, ora per un incontro riservato, ora per partecipare a una ‘boardroom session’, i momenti a porte chiuse dove i progetti selezionati e giudicati ‘bancabili’ venivano presentati agli investitori per raccogliere impegni di finanziamento.

    In tre giorni le boardroom session hanno approvato 52 (su 56 presentati) progetti, raccogliendo 40,1 miliardi di dollari di impegni a investire. Ma questi sono i numeri preliminari, non c'è da stupirsi infatti se nei prossimi giorni il totale di investimenti raccolti potrà salire ulteriormente, perché gli incontri, i b2b, le discussioni sono proseguite anche a manifestazione formalmente conclusa.

    La zona del ‘Marketplace’ al secondo piano è stato per giorni un brulicare di uomini e donne di ogni angolo del pianeta.

    E a differenza dello scorso anno, quando si era tenuta la prima edizione e il nostro paese aveva brillato per assenza, quest’anno l’Italia era presente con una delegazione che si è fatta notare.

    C’erano i campioni dell’Energia, ENI ed ENEL, c’era Cassa Depositi e Prestiti (CDP) - i cui rappresentanti hanno firmato un programma di sostegno alle PMI africane che porteranno avanti insieme alla Banca africana di Sviluppo - c’era ANCE, l'ufficio ICE di Johannesburg, l'addetto commerciale della nostra ambasciata in Sudafrica,  lo studio legale e fiscale Andersen Tax e Legal, ma anche studi di ingegneria e architettura (Studio Martini e Archiliving), l'Associazione per il Commercio Italia-Kenya e aziende del settore dell’energia rinnovabile.

    “L’edizione di quest’anno ha dimostrato che lo scorso anno non siamo stati fortunati. Ha dimostrato chiaramente che abbiamo creato un evento, un format, un momento che è in grado di riunire il mondo interessato a investire in Africa” ha detto Admassu Tadesse, presidente e Amministratore Delegato della Trade and Development Bank dell’Africa Orientale, uno degli organizzatori della manifestazione.

    “Stiamo cambiando la narrativa sul continente. L’Africa è bancabile. L’Africa brilla. Ora inizia il lavoro duro, accelerare la chiusura finanziaria degli accordi raggiunti in questi tre giorni. Ci vediamo il prossimo anno” ha concluso il presidente dell’AfDB, nonché infaticabile mattatore della tre giorni, Akinwumi Adesina.

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    Africa Investment Forum: conclusi accordi per 41...

    AFRICA - Nel corso dei tre giorni dell’Africa Investment Forum (AIF) sono stati discussi accordi relativi a 52 progetti per un totale di 41 miliardi di dollari.

    E’ questo il numero più significativo dell’appuntamento lanciato soltanto lo scorso anno dalla Banca africana di sviluppo (AfDB) e già affermatosi come uno dei principali eventi per gli investitori interessati al continente.

    A chiudere l’evento ieri un raggiante Akinwumi Adesina, il presidente dell’AfDB, che ha sottolineato come il Forum abbia dimostrato chiaramente che l’Africa è un terreno fertile per gli investimenti.

    Secondo i dati resi noti, nel corso del Forum sono stati presentati in tutto 56 progetti per un valore complessivo pari a 67,6 miliardi di dollari: un numero in crescita del 44% rispetto all’appuntamento dell’anno scorso.

    Di questi, come detto, ben 52 hanno raccolto interessi di investimento per un totale di 41 miliardi, in crescita rispetto ai 38 miliardi discussi lo scorso anno: investimenti che riguardano progetti in 25 diversi Paesi africani.

    “Le sale per discutere gli accordi di investimento erano sempre piene - ha detto Adesina - E’ questo il senso dell’Africa Investment Forum, un appuntamento transazionale dove cogliere le opportunità esistenti. Quindi camminiamo insieme, investiamo insieme, vinciamo insieme. Ora il duro lavoro inizia a velocizzare questi affari fino alla chiusura finanziaria. Mentre chiudiamo, permettetemi di celebrare la vostra partecipazione, i vostri impegni e il vostro interesse. Grazie per aver reso l'Africa Investment Forum un enorme successo”. [MV]

  • AfricaNigeria Free

    Visa scommette su Interswitch e sull'Africa

    NIGERIA - Visa Inc acquisterà una partecipazione di minoranza significativa nella piattaforma di pagamenti nigeriana Interswitch, con lo scopo di creare “una rete di accettazione istantanea in tutta l’Africa” ​​che aiuterà a guidare l’espansione del continente, hanno affermato entrambe le società in una nota. Interswitch e Visa non hanno fornito dettagli finanziari, ma non meglio precisate fonti citate da Reuters hanno riferito del passaggio di mano di una quota del 20% per 200 milioni di dollari. Una valutazione di questo tipo, se confermata, assegnerebbe a Interswitch un valore complessivo di un miliardo di dollari.  Con il passaggio, Visa si unisce a Helios Investment Partners, TA Associates e IFC come principali azionisti di Interswitch. Andrew Toree, presidente regionale di Visa per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa, ha dichiarato che l’Africa, il secondo mercato bancario a più rapida crescita al mondo secondo un rapporto McKinsey del 2017, è una “regione prioritaria” per l’azienda. Fondata nel 2002 dall'imprenditore nigeriano Mitchell Elegbe, Interswitch possiede anche Verve - il più grande sistema di carte di debito domestico in Africa - e Quickteller, una piattaforma di pagamenti per i consumatori che consente trasferimenti di denaro, pagamenti di bollette e acquisti di spazio internet e mobile. Elgebe ha affermato che lo scopo principale dell’operazione è l’espansione fuori dalla Nigeria, in altre regioni dell’Africa subsahariana. L’agenzia di rating Moody a settembre ha assegnato a Interswitch il rating aziendale B2, rilevando che elabora circa il 90% delle transazioni elettroniche totali in Nigeria, dove i pagamenti elettronici sono aumentati del 32% nel 2018 e dovrebbero continuare a crescere. Moody ha affermato che Interswitch ha registrato una crescita del fatturato netto medio del 17% dal 2017-2019 e un margine EBITDA medio del 40% nello stesso periodo. [MS]
  • Africa Free

    Prestito miliardario della BEI per imprenditoria...

    AFRICA - La Banca europea degli investimenti (BEI) ha approvato un programma di prestiti del valore di un miliardo di euro da destinare all’imprenditoria femminile in Africa.

    A renderlo noto è stata la stessa BEI, precisando che l’iniziativa - denominata ‘SheInvest’ - è stata lanciata in occasione dell’Africa Investment Forum in corso a Johannesburg.

    Secondo quel che viene reso noto, l’iniziativa si propone di favorire gli investimenti in progetti, settori e mercati che hanno un effetto trasformativo sulla parità di genere e possono aumentare la capacità di donne e giovani a partecipare allo sviluppo dell’economia e del mercato del lavoro.

    E’ prevista inoltre l’assistenza tecnica per fornire tutoraggio alle donne imprenditici per incrementare l’accesso ai finanziamenti e la progettazione  di prodotti finanziari adeguati alle loro esigenze.

    “Liberare il potenziale delle donne è la chiave per incrementare la crescita economica dell’Africa subsahariana - ha detto Ambroise Fayolle, vicepresidente della BEI responsabile delle operazioni di sviluppo - In diversi paesi africani le donne non hanno ancora accesso ai servizi di base e sono escluse dai mercati finanziari e del lavoro, rendendole di fatto incapaci di contribuire pienamente allo sviluppo del continente”. [MV]