Malawi

Presidenziali, Joyce Banda ritira la propria candidatura e appoggia il leader dell’opposizione

MALAWI – Ha ritirato la propria candidatura alle elezioni presidenziali Joyce Banda, prima donna alla guida del Malawi dal 2012 al 2014.

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  • Sudafrica Free

    Il giuramento e le promesse di Ramaphosa

    SUDAFRICA - “È iniziata una nuova era per il nostro Paese”: è quanto ha detto il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa prestando giuramento a Pretoria dopo le elezioni dell’8 maggio scorso, vinte nuovamente dall’African National Congress (Anc). “Con l’indiscutibile potere del voto dell’8 maggio, i sudafricani hanno dichiarato l’alba di una nuova era. Hanno scelto la speranza contro la disperazione, hanno optato per l’unità rispetto a conflitto e divisioni”, ha rimarcato Ramaphosa davanti a circa 32000 persone e ospiti tra cui figuravano i presidenti dello Zimbabwe, del Congo e del Mozambico. Cyril Ramaphosa ha giurato come sesto capo di Stato democraticamente eletto del Sudafrica, promettendo di creare posti di lavoro (nel paese la disoccupazione si attesta al 27%) e combattere la corruzione.

    “Nonostante i nostri importanti sforzi, molti sudafricani vanno ancora a letto affamati, molti soccombono a malattie curabili, molti vivono con carenze intollerabili. Troppi non lavorano, soprattutto i giovani. Di recente, la nostra gente ha visto che alcune persone in cui avevano riposto la loro fiducia avevano ceduto alla tentazione del potere e della ricchezza”, ha infatti affermato il Capo di Stato.

    “Oggi la nostra nazione entra in una nuova era di speranza e rinnovamento”, ha detto Ramaphosa. “Creiamo un patto per la crescita e le opportunità economiche. Un patto di uno stato efficiente, capace ed etico. Uno stato che è libero dalla corruzione”, ha poi continuato.

    “Vi prometto che vi servirò, lavorerò con voi, fianco a fianco, per costruire il Sudafrica che tutti noi vogliamo e meritiamo. Una nuova era è nata nel nostro Paese”, ha concluso Ramaphosa, rimarcando nella Giornata dell’Africa che “il nostro progresso dipende e non può essere separato da quello del nostro amato continente”.

    La cerimonia di ieri è stato l’ultimo atto del processo elettorale iniziato con le elezioni generali di inizio mese e proseguito con il giuramento e l’insediamento dei due rami del parlamento (l’Assemblea nazionale e il Consiglio nazionale delle province), avvenuto mercoledì. A differenza di quanto avviene in altre ex colonie e dominazioni britanniche che hanno adottato un sistema di governo parlamentare, il presidente del Sudafrica ricopre contemporaneamente sia i poteri di capo dello Stato sia quelli di capo del governo, oltre che di comandante in capo delle forze armate. Contrariamente ai sistemi presidenziali classici, inoltre, l’elezione del presidente in Sudafrica avviene in parlamento e non per via popolare, il che rende il capo dello Stato sudafricano una figura capace di influenzare la legislatura nella sua veste di leader del partito di maggioranza.

    Alle elezioni dell’8 maggio il Congresso nazionale africano (Anc), il partito al potere dal 1984, ha conquistato il 57,5% dei voti e la maggioranza assoluta dei seggi (230), facendo tuttavia registrare il suo peggior risultato dalla fine dell’apartheid, perdendone ben 19 rispetto alle elezioni del 2014. Al secondo posto si è classificata l’Alleanza democratica (Da), che si è confermata il secondo partito del paese con il 20,8% (84 seggi, cinque in meno rispetto al 2014), seguita dai Combattenti per la libertà economica (Eff) che hanno ottenuto il 10,8% (44 seggi, ben 19 in più delle precedenti elezioni). Il tasso di affluenza alle urne è stato invece pari al 66% (17,6 milioni).

    Se, da un lato, il risultato ottenuto dall’Anc e’ sufficiente ad assicurare un mandato per i prossimi cinque anni al presidente Ramaphosa, dall’altro la percentuale non consente al capo dello Stato di dormire sonni tranquilli, soprattutto a causa delle lacerazioni interne che attraversano il partito, già scosso dagli scandali che hanno segnato la presidenza di Jacob Zuma.

    Benche’ abbia promesso di introdurre importanti riforme economiche e di rafforzare la lotta alla corruzione, diversi analisti e addetti ai lavori hanno molti dubbi che riuscirà a farlo realmente vista la sua tenue presa sugli organi decisionali del partito, dove i conflitti intestini fra ex compagni di lotta contro il regime dell’apartheid si moltiplicano di giorno in giorno.

    La principale sfida per Ramaphosa sara’ quindi rappresentata dall’opposizione interna al partito, composta da molti esponenti intransigenti che si oppongono all’agenda riformista del capo dello Stato. Finora il presidente è stato costretto a scendere a compromessi in settori politici chiave come la riforma agraria e il salvataggio della compagnia statale di distribuzione dell’energia elettrica Eskom, a rischio fallimento. [Africa Rivista]

  • Angola Free

    BNA, “troppa valuta pregiata usata per importazione...

    ANGOLA - L’Angola spende una quota eccessiva di valuta pregiata internazionale per importare beni e prodotti alimentari. A denunciarlo è Pedro Castro e Silva, presidente della Banca Nazionale d’Angola (BNA), precisando che nel primo trimestre del 2019 BNA ha messo a disposizione 583 milioni di dollari USA per importare cibo e 198,1 milioni di dollari USA per importare beni e servizi. L’amministratore, citato dall’agenzia di stampa angolana Angop, ha affermato che tali importi spesi in soli tre mesi esercitano un peso significativo sulle riserve internazionali nette, in particolare in considerazione della tendenza al declino delle scorte che si prevede. Pedro Castro e Silva, intervenendo ad una conferenza organizzata dalla banca centrale sul tema "La sostenibilità delle riserve internazionali", ha affermato che l'uso di valuta estera potrebbe essere ridotto se il paese scommettesse sulla produzione interna e sulla diversificazione dell'economia. Il peso dell'agricoltura nel prodotto interno lordo dell'Angola è del 6,2%, molto meno rispetto a quello di altri paesi africani, come il SudAfrica con il 16%, la Nigeria con il 21% e il Mozambico con il 22%. L'amministratore ha approfittato di quest'ultimo paese come esempio, dicendo che l'Angola ha importato nel 2005 generi alimentari del valore di tre miliardi di dollari mentre il conto del Mozambico era di soli 200 mila dollari. Le riserve esterne lorde dell'Angola sono stimate in 16 miliardi di dollari, mentre le riserve nette si aggirano intorno ai 10 miliardi, la maggior parte delle quali sono denominate in titoli del Tesoro degli Stati Uniti e depositi a termine e ordine.
  • Malawi Free

    Elezioni, il presidente Mutharika verso la riconferma

    MALAWI - Nelle elezioni del 21 maggio scorso in Malawi, il presidente Peter Mutharika è davanti ai suoi rivali dopo lo scrutinio del 75% delle schede. Il 78enne Mutharika ha ottenuto finora il 40% dei voti rispetto al 35% del principale leader dell’opposizione, Lazarus Chakwera, e al 18% del vicepresidente Saulos Chilima.     «È eccellente, i risultati rispondono alle nostre attese e alle nostre previsioni, ma certamente non siamo così ingenui da festeggiare prima che l’ultima scheda sia stata scrutinata», ha detto, all’agenzia di stampa Afp, Ben Phiri, responsabile della campagna del Partito democratico progressista di Mutharika (Dpp).     Mercoledì, Chakwera aveva avvertito che non avrebbe accettato risultati falsati e aveva affermato che, secondo il conteggio del suo Partito del Congresso del Malawi (Mcp), era lui al comando.     Il Malawi ha un sistema in cui chiunque ottenga anche solo la maggioranza relativa viene eletto, senza quindi che si tenga un ballottaggio.     Il presidente Mutharika è in lizza per un secondo mandato contro Lazarus Chakwera e Saulos Chilima.     La corruzione è un grosso problema e la polemica sui politici corrotti ha dominato tutta  la campagna elettorale, con l’opposizione che sosteneva che è peggiorata da quando Mutharika è diventato presidente cinque anni fa. Lo stesso Mutharika è stato coinvolto in un presunto scandalo di corruzione, ma è stato autorizzato a ricandidarsi dall’organismo anti-corruzione del Paese. Secondo l’accusa, il capo dello Stato avrebbe ricevuto quasi 4 milioni di dollari da un uomo d’affari coinvolto in una controversia con la polizia del Malawi. Il denaro sarebbe stato trovato in un conto bancario intestato al solo presidente. Mutharika ha sempre negato qualsiasi illecito e ha restituito i soldi. [Rivista Africa]
  • Angola Free

    Governo annuncia maggiore sostegno a settore privato

    ANGOLA - Il governo angolano ha annunciato maggiore sostegno al settore privato, in particolare agli investimenti, attraverso lo sviluppo di un programma di credito che comprende tassi di interesse ‘alleggeriti’ grazie a sussidi. Dando anche notizia di un messaggio al riguardo dello stesso capo dello Stato, João Lourenço, i media locali hanno sottolineato come il programma sia stato pensato per rendere più competitivi e attraenti i tassi di interesse proposti dagli istituti bancari nazionali. Obiettivo dichiarato del governo è contribuire con anche con questa misura a rilanciare un’economia nazionale che risente ancora del periodo di crisi avviato con i corsi bassi del prezzo del petrolio, principale prodotto di esportazione dell’Angola.
  • MozambicoZambiaZimbabwe Free

    Proposta energia di Cahora Bassa a Zimbabwe e Zambia

    MOZAMBICO / ZIMBABWE / ZAMBIA - La società mozambicana Hydro Eléctrica de Cahora Bassa ha fatto un’offerta a Zimbabwe e Zambia per l’acquisto di energia elettrica a fronte di una riduzione di generazione della diga di Kariba gestita dai due Paesi senza sbocco al mare. A seguito delle recenti inondazioni, il Mozambico vedrebbe con favore la possibilità che Zambia e Zimbabwe potessero immagazzinare più acqua a Kariba, che si trova più a monte rispetto a Cahora Bassa lungo il corso dello Zambezi. Al contrario di quanto sta avvenendo in Mozambico, la diga Kariba sta soffrendo scarsità d’acqua di recente la Zambezi River Authority ha ordinato ai due Paesi di ridurre la produzione di energia.
  • Zambia Free

    Aumentato il tasso di interesse di riferimento

    ZAMBIA - La Banca centrale dello Zambia ha aumentato di 50 punti base il tasso d’interesse di riferimento, dal 9,75% al 10,25%, al fine di controllare le pressioni inflattive sull’economia nazionale.

    A darne notizia sono i media locali citando una nota diffusa dal Comitato per la politica monetaria della Banca centrale zambiana, in cui viene precisato che la decisione di aumentare il tasso ufficiale è giunta dopo che le indicazioni mostrano come il tasso d’inflazione sia destinato a superare il limite fissato fissato per quest’anno dal governo al 6-8%.

    “L’aumento del tasso ufficiale è quindi inteso a contrastare le pressioni inflazionistiche e sostenere la stabilità macroeconomica”, ha detto Denny Kalyalya, governatore della Banca centrale dello Zambia.

    Secondo Kalyalya, l’aumento del tasso di riferimento è ritenuto essenziale per assicurare una crescita dell’economia nazionale più sostenuta.

    Kalyalya ha inoltre dichiarato che, seppure le prospettive della crescita restino positive a medio e lungo termine, sia necessario attuare urgentemente altre misure correttive per controllare il deficit fiscale e i livelli del debito pubblico incanalandolo su un percorso di sostenibilità, riducendo i prestiti in sofferenza e rafforzando la capacità delle istituzioni finanziarie di fornire credito al settore privato. [MV]