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“Investire in Africa significa investire per l’Africa”, con il Percorso Energia dell’E-Africa Business Lab

L’Italia è tra i leader mondiali nel mondo dell’energia ed in particolare nel settore delle risorse rinnovabili, che rappresentano la miglior forma di investimento in Africa: lo afferma Marco Aresti, esperto di energia della Faculty ICE, che dal 16 al 18 giugno scorsi ha coordinato le tre giornate del Percorso settoriale dedicato alla filiera Energia nell’ambito dell’E-Africa Business Lab. Il progetto, promosso dall’Agenzia ICE in collaborazione con Sace Simest (Gruppo CDP), Confindustria Assafrica & Mediterraneo, Assolombarda, Assindustria Venetocentro, Confindustria Emilia-Romagna e Confindustria Firenze, si rivolge alle Piccole e Medie Imprese (Pmi) italiane interessate a conoscere le crescenti opportunità offerte dai mercati africani.

Dott. Aresti, può parlarci dei due mercati africani presentati durante le tre giornate del Percorso Energia dell’E-Africa Business Lab e del valore aggiunto che possono portare in loco le aziende italiane?

Nonostante siano molto diversi per storia e percorso, Kenya e Mozambico rappresentano due paesi con enormi potenzialità dal punto di vista energetico. Entrambi sono infatti ricchissimi di risorse rinnovabili come l’energia solare, idroelettrica ed eolica, utili non solo per soddisfare la domanda interna ma strategiche anche per l’esportazione.

Esistono tuttavia alcuni elementi di grande peculiarità in ciascuno di essi. Il Kenya è attraversato dalla Rift Valley, una vasta frattura geologica lunga circa 6000 km, dovuta alla separazione delle placche tettoniche africana e araba e a quella dell’Africa dell’est dal resto del continente. La Rift Valley costituisce un’enorme risorsa per l’energia geotermica di diversi paesi dell’Africa orientale ma, al momento, il Kenya è l’unico che è stato in grado di utilizzarla: la potenza ottenibile è stimata tra i 10 e i 20GW, che equivalgono ad oltre 10-20 centrali nucleari.

Nonostante la Rift Valley si estenda a sud fino a lambire anche il Mozambico, qui l’interesse degli investitori internazionali è stato attirato principalmente dagli ancora inesplorati giacimenti di gas naturale e dalle riserve di carbone.

Si tratta di due paesi molto diversi anche dal punto di vista economico: nonostante vantino entrambi una popolazione giovane ed un’economia piuttosto dinamica, il Kenya è decisamente più avanzato e più collegato ad una rete di organismi ed investitori internazionali. Anche parlando di elettrificazione, il tasso del Kenya è di circa il 50-55%, più del doppio di quello del Mozambico, pari circa al 25%. Entrambi i governi hanno comunque annunciato piani di elettrificazione molto ambiziosi, prospettiva che apre enormi spazi per le nostre aziende per quanto riguarda sia la la generazione che la trasmissione e distribuzione.

Con l’avvio delle esplorazioni dei giacimenti di gas, il Mozambico vedrà un consistente aumento del flusso di capitali, condizione che consentirà di investire nelle infrastrutture in tutto il territorio, colmando così il gap che lo separa dal Kenya in termini di sviluppo. Come sappiamo, la popolazione dell’Africa passerà dagli attuali 1,2 miliardi di abitanti a circa 2 miliardi nel 2050. A questo aumento demografico corrisponderà un incredibile aumento del fabbisogno di energia e, soprattutto, di energia elettrica per il mercato interno. Forse per la prima volta nella storia, investire in Africa non significa più e solo estrarre ed esportare le risorse: sta nascendo un nuovo paradigma secondo cui investire in Africa significa investire per l’Africa. Le fonti rinnovabili, grazie all’enorme disponibilità di risorse e terreni e alla loro competitività economica per la loro modularità e rapidità di realizzazione, sono la miglior forma di investimento per i governi locali e per gli investitori esteri.

L’Italia è tra i leader mondiali nel mondo dell’energia ed in particolare nel settore delle risorse rinnovabili. Kenya, Mozambico e molti altri paesi del vastissimo continente africano offrono un mercato enorme verso il quale le nostre aziende si devono rivolgere per costruire relazioni commerciali di lunga durata.

L’E-Africa Business Lab in poche parole?

L’E-Africa Business Lab è uno strumento messo a disposizione da ICE per supportare le nostre imprese nel valutare rischi e opportunità ed investire in modo sicuro e duraturo nei due paesi target.

La formula è particolarmente interessante perché si avvale del contributo di professionisti ed esperti nelle differenti aree tematiche: aspetti socio-culturali, logistica e dogane, contrattualistica, strumenti finanziari, misure di protezione del rischio e così via.

Ad accompagnare le aziende in questo percorso formativo e, soprattutto, nelle fasi successive per chi procederà con le attività di business nei paesi, è la rete delle Agenzie ICE presente nei paesi nonché tutti gli strumenti messi a disposizione da SACE-Simest.

Quest’anno, nel rispetto delle misure di distanziamento sociale imposte dal Covid-19, la formazione è stata erogata tramite webinar, cercando tuttavia di mantenere viva l’interazione con i partecipanti tramite sessioni di domande e risposte. La formazione non si conclude con la parte teorica in aula ma prosegue con un percorso one to one per supportare le aziende nella parte più innovativa del processo di internazionalizzazione, ovvero quello della costruzione di un business model che permetta loro di posizionarsi in un mercato nuovo e di costruire una strategia commerciale di successo nel medio e lungo periodo.

Aiuteremo pertanto tutti i partecipanti nell’acquisire gli strumenti idonei per contribuire allo sviluppo delle infrastrutture energetiche per l’Africa, dando particolare attenzione alla sostenibilità degli interventi e alle misure che creino valore sia per l’investitore che per il contesto locale. [CN]

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