Africa

Iabw, Succi di BonelliErede: “L’Italia diventi un hub per l’Africa»

AFRICA – L’idea che l’Italia non sia solo un partner dell’Africa, ma un vero e proprio hub per la stabilizzazione, per la formazione di soggetti professionisti e di eccellenze, nonché un collettore di investimenti stranieri destinati all’Africa, è stata il filo conduttore dell’intervento di Gianpiero Succi al webinar d’apertura dell’Italia Africa Business Week (Iabw), in corso da ieri.

Succi è intervenuto come partner dello studio legale BonelliErede, consulente di riferimento in materia di arbitrati internazionali, fiscalità internazionale e transfer pricing, diritto bancario e finanziario con focus su project finance, M&A e anticorruzione.

«C’è ancora molto da fare, ma le nostre istituzioni stanno lavorando bene per diventare un hub preferenziale per gli investimenti in Africa» ha affermato Succi, invitando a stimolare i rapporti centrati sul lato culturale ed educativo, a puntare sulla specializzazione con le università, a elaborare strategie condivise per lo sviluppo delle infrastrutture come porti o ferrovie, a valorizzare i trattati commerciali, a lavorare meglio sulle convenzioni circa le doppie imposizioni, a rafforzare la  tutela degli investimenti e infine, ad agevolare finanziamenti privati con la creazione di piattaforme locali.

«L’Italia deve giocare una partita non solo propria, ma deve essere punto di riferimento a livello comunitario europeo» ha precisato l’esperto di diritto, collocando la sua riflessione nel più ampio contesto globale: «le difficoltà di relazioni fra blocchi US e Cina hanno determinato impatti notevoli non solo fra loro due, ma anche su soggetti terzi», dando luogo a una guerra commerciale, una guerra dei dazi, che ha influenzato anche l’Europa. «La sede multilaterale di discussione ha ceduto il passo alla sede bilaterale. Dazi one-to-one che hanno fatto perdere le organizzazioni sovranazionali. Lesa, l’UE non è riuscita a guadagnare capacità di porsi come leader nelle relazioni fra Stati, e fra Stati e l’africa. Anche a causa di meccanismi interni di governance».

Quanto alla Cina in Africa, secondo Succi «continua a essere partner commerciale importante, ma comincia anche a esserci un approccio diverso: si è compreso che, sia per il debito crescente, che per la mancata integrazione dei dipendenti cinesi in Africa, sia per i latifondi che si sono creati, che per il mancato reinvestimento in Africa, gli investimenti cinesi iniziano a essere visti con sguardo negativo». Il soggetto italiano, invece, «è considerato affidabile, non depreda le risorse, è preparato, presenta un assetto stabile e di riferimento.»

Tornando a ricordare che l’Arica è un continente in piena fase di grandissimo sviluppo, lo speaker ha evidenziato le opportunità di investimenti aperte con la crescita delle megalopoli, che hanno bisogno di tecnologia, di sanità, di bellezza, di edilizia, di tecnologia bancaria, di strumenti finanziari, anche di borse di valori, necessarie per l’introduzione di capitali.

«A livello mondiale, l’Africa degli ultimi anni ha visto il maggior numero di riforme in ambito di capacity building, a favore degli investimenti stranieri, per la lotta alla corruzione, tutte riforme con l’obiettivo di creare un ambiente ‘friendly’». L’Africa sta evolvendo notevolmente, e lo sta facendo anche a livello commerciale con l’Area continentale di libero scambio (AfCfta), «occasione unica da non perdere. Non conteranno più solo le singole giurisdizioni ma un’area di libero scambio panafricano espanso». [CC]

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    Salvatore Bernabei, amministratore delegato di Enel Green Power, è stato nominato nuovo presidente della fondazione RES4Africa, che che riunisce diversi soggetti europei attivi per lo sviluppo e la diffusione delle rinnovabili in Africa.

    A renderlo noto è stata la stessa fondazione, ricordando che Bernabei sostituisce Antonio Cammissecra che ricopriva l'incarico dal 2017.

    Secondo quel che viene reso noto, il cambio di leadership avviene in un momento particolarmente delicato a causa della pandemia Covid-19; tuttavia, le dinamiche internazionali senza precedenti e le  esigenze del continente africano sono di motivazione per continuare a promuovere l'accesso all'energia e lo sviluppo sostenibile.

    Salvatore Bernabei lavora in Enel dal 1999 dove ha ricoperto diversi ruoli; attualmente è amministratore delegato di Enel Green Power e responsabile della Divisione Global Power Generation, oltre a essere anche il responsabile Africa, Asia e Oceania del gruppo.

    "Ci sono tutti gli ingredienti per consentire all'Africa di fare un salto dal non avere accesso all'energia all'accesso diretto alle rinnovabili" ha dichiarato Antonio Cammisecra, che a ottobre è stato nominato a capo delle infrastrutture e delle reti globali del gruppo Enel.

    “Gli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile continueranno a guidarci, catalizzando nuovi investimenti nelle energie rinnovabili e nelle reti attraverso partenariati multilaterali - ha aggiunto Bernabei - La capacità di generare innovazione sarà un motore fondamentale per aprire la strada a una trasformazione che vada ben oltre gli obiettivi della transizione energetica. RES4Africa rafforzerà il suo impegno a promuovere programmi di istruzione di alto livello e imprenditorialità locale facendo leva sull'innovazione. Questo aiuterà a stimolare il progresso socio-economico dall'interno e libererà la creatività delle giovani generazioni nel disegnare l'Africa di domani”.

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    AFRICA - L’Area continentale africana di libero scambio (Afcfta), che entrerà in vigore a gennaio, potrebbe dare un forte impulso all’e-commerce, creando fino a tre milioni di nuovi posti di lavoro. 

    È quanto emerso da un recente incontro sul tema "Trade Beyond Covid-19: Unpacking the Afcfta", ospitato dall’International Trade Center (Itc) – l’agenzia congiunta dell’Organizzazione mondiale del commercio e delle Nazioni Unite – a cui hanno partecipato funzionari governativi e altri partner commerciali privati provenienti da tutta l’Africa.

    Il direttore esecutivo dell’Itc, Pamela Coke-Hamilton, ha affermato che è necessario che i Paesi africani facciano delle nuove tecnologie uno dei pilastri delle loro strategie commerciali. Le potenzialità dell’e-commerce in Africa dipendono molto dalla politica e dalla sua disponibilità a creare le condizioni adeguate per uno sviluppo equilibrato. 

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    La Tunisia ospiterà la Conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo africano nel 2022, mentre quest'anno il Sudafrica è presidente dell'Unione africana.

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    AFRICA - Nel 2020, il Pil africano perderà tra i 53 e i 120 miliardi di dollari a causa del crollo del turismo dovuto alla pandemia da Covid-19. A sostenerlo è il World Travel and Tourism Council (WTTC), secondo il quale i danni economici ad alcune delle principali mete turistiche africane sono rilevanti. Il Sudafrica, che nel 2019 ha occupato il primo posto in termini di entrate turistiche internazionali - contabilizzando, nel settore, incassi per circa 8,38 miliardi di dollari - prevede un calo del 75% nel 2020. Nel Paese, secondo il Tourism Business Council, 1,2 milioni di posti di lavoro legati al turismo sono già stati influenzati negativamente. Uno studio del National Tourism Confederation (CNT) ha stimato che il Marocco vedrà un calo del 39% dei turisti e perderà oltre 13,85 miliardi di dollari in entrate tra il 2020 e il 2021. Il Paese nordafricano, nel 2019, si era classificato al primo posto tra le nazioni africane con il maggior numero di arrivi turistici internazionali, con 12,93 milioni di arrivi nel 2019 e un totale di entrate turistiche internazionali che ammontavano a circa 8,18 miliardi di dollari. Le perdite nel settore turistico sono strettamente connesse al comparto dell’aviazione civile. L'International Air Transport Association (IATA) ha avvertito che i danni arrecati all'industria aeronautica africana dalla chiusura del traffico aereo a causa della pandemia di Covid-19 sono notevoli. Secondo i dati pubblicati dall'Air Transport Action Group (ATAG), di cui IATA è membro, il Pil legato al trasporto di persone e merci nella regione diminuirà fino a 37 miliardi di dollari. Inoltre, informa ATAG, andranno persi 5 milioni di posti di lavoro africani nelle compagnie aeree e nell’industria aeronautica nel 2020. Si tratta di oltre la metà dei 7,7 milioni di posti di lavoro della regione nel comparto. A parte il massiccio calo del traffico immediato, che al culmine della quarantena è sceso del 94% rispetto nello stesso periodo del 2019, ATAG prevede che il blocco dovuto al Covid-19 avrà impatti significativi e a lungo termine sul trasporto aereo e l'economia africani in generale. [VGM]