Mali

Con Tamat al via progetto ‘Baara Ni Yiriwa, Lavoro e sviluppo’

MALI – Tutto pronto per l’avvio del progetto di cooperazione ‘Baara Ni Yiriwa’ (Lavoro e sviluppo) in Mali. Il direttore generale di Tamt, Piero Sunzini, accompagnato dalla responsabile del progetto Denisa Savulescu, ha tenuto in Mali una serie di incontri propedeutici all’avvio. 

La delegazione ha avuto la possibilità di incontrare il cardinale Jean Zerbo, Arcivescovo di Bamako, con il quale è stato consolidato un proficuo percorso di collaborazione, e i responsabili locali di Caritas Mali e della ong Le Tonus con i quali sono stati definiti aspetti operativi finalizzati alla gestione locale del progetto.

‘Baara Ni Yiriwa’ è un progetto della durata di 36 mesi che che si svolgerà nella regione di Koulikoro, Cercle de Kati, in 4 villaggi dei comuni di Yélékebougou e Kambila e che prosegue lungo il solco del progetto europeo AwartMali coordinato da Tamat e finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione dell’Unione Europea (Amif); il progetto non solo continuerà a sensibilizzare e informare a livello locale sui rischi della migrazione, ma risponderà concretamente ai bisogni di creazione d’opportunità, chiaramente espressi dalle popolazioni locali nel corso della campagna di sensibilizzazione, attraverso formazione e lavoro in campo agricolo e nel settore dell’artigianato.

‘Baara Ni Yiriwa – Lavoro e Sviluppo in Mali’ è un progetto coordinato da Tamat, finanziato dal Ministero dell’Interno italiano (Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione), in collaborazione con Fondazione Ismu, il Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale (Cesi) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Haut Conseil des Maliens des Maliens à l’Extérieur – Italie (H.C.M.E Italie), Le Tonus ong (Mali) e Caritas Mali. [CO]

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    Sicurezza informatica, Ecowas adotta strategia comune

    AFRICA OCCIDENTALE - Far crescere la resilienza informatica,  rafforzare le capacità in materia di sicurezza informatica, a proteggere il proprio cyberspazio e le infrastrutture informatiche critiche, oltre a creare fiducia e sicurezza nell'uso delle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni (Tic) e combattere efficacemente la criminalità informatica: sono questi gli obiettivi del documento di strategia comune contro la cyber-criminalità adottati nel fine settimana dal parlamento della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Ecowas/Cedeao).

    Oltre un anno fa, il Comitato tecnico regionale (Ctr) aveva effettuato una valutazione sulla questione e sottomesso un documento al parlamento dell’istituzione sub-regionale. Per raggiungere gli obiettivi, la strategia implica  il miglioramento del livello dei meccanismi nazionali di cyber sicurezza e di lotta alla criminalità informatica nei singoli Stati membri.

    Il documento strategico indica che di fronte alle minacce e ai rischi indotti dallo sviluppo delle Tic, minacce e rischi che possono sminuire i vantaggi legati  alla digitalizzazione a livello globale, è necessario che ogni Stato membro della comunità abbia una “robusta sicurezza informatica nazionale con un buon e necessario coordinamento tra tutte le parti interessate". In questo senso il programma dovrebbe consentire di stabilire il quadro strategico comunitario di cui gli Stati membri devono tener conto nelle strategie nazionali e nei piani d'azione.

    Un altro punto fondamentale della strategia, adottata settimana durante una seduta plenaria virtuale, è la cooperazione e l'assistenza reciproca tra gli Stati membri dell’Ecowas.

    “La rapida trasformazione digitale in atto in Africa occidentale è di grande importanza per migliorare, tra le altre cose, il funzionamento e l'efficienza delle amministrazioni e delle economie, nonché il benessere delle popolazioni'' sottolinea il documento.

    In Africa, il rapido sviluppo di nuove tecnologie ha anche portato allo sviluppo di nuovi usi, e anche di possibili le possibili deviazioni. Il numero di utenti Internet è cresciuto a dismisura senza un’azione correlata di sensibilizzazione sui rischi.

    La nuova forma di cyber criminalità è molto diffusa in Nigeria, il colosso dell’Africa Occidentale. Il metodo nigeriano consiste nell'inviare e-mail a indirizzi recuperati da mailing list, con il pretesto di vincere una lotteria, oppure un'eredità sbloccata a condizione che l'interlocutore rilasci una certa somma di denaro. I pirati nigeriani sono spesso giovani e non hanno qualifiche. Per quanto riguarda le vittime, sono numerose e si trovano principalmente negli Stati Uniti.

    Anche la Costa d'Avorio ha un numero molto elevato di criminali informatici. Tuttavia, sembra che le loro  rimangano al margine rispetto alla scala dei metodi nigeriani. Si ritiene che la maggior parte dei cyber criminali ivoriani abbia un'età compresa tra i 12 e i 25 anni e provengano in realtà dalla Nigeria da dove sono sfuggiti alla repressione. Operano principalmente da internet point pubblici. [CC]

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    Verso quotazione cacao su borsa merci

    GHANA - La borsa merci del Ghana, Ghana Commodity Exchange (GCX), sta valutando di quotare le fave di cacao sulla propria piattaforma di trading al fine di promuoverne il consumo locale.

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    “Nel periodo a medio termine, stiamo cercando di portare nuove materie prime nel piano di negoziazione della borsa - ha detto il direttore operativo del GCX, Robert Dowuona - Stiamo inoltre valutando la possibilità di scambiare il cacao lavorato qui in Ghana e i contratti del raccolto".

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    Nel 2021, la scuola dovrebbe accogliere circa 300 studenti. Nei prossimi quattro anni, la Scuola prevede di accogliere circa 5.000 studenti.

    Con i massicci investimenti effettuati nel settore ferroviario dal governo Akufo-Addo, si prevede che lo sviluppo della capacità delle risorse umane nel settore registrerà un forte impulso.

    La scuola, che rilascerà titoli e diplomi anche con riconoscimento internazionale, intende fornire una formazione pratica e di qualità nel trasporto ferroviario e nella logistica, per rispondere a un settore previsto in forte crescita nei prossimi anni.

    L'idea di creare un istituto ferroviario per il Ghana risale al 1985 quando le forze armate del Ghana consegnarono le proprie caserme a Takoradi all'allora Autorità portuale e delle ferrovie del Ghana per l'utilizzo da parte del Railway Central Training Institute per la formazione del proprio personale.

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    Cdc investirà un miliardo nel continente

    AFRICA - Il gruppo Cdc, istituto britannico per lo sviluppo, sta pianificando investimenti per un miliardo di dollari in Africa nei settori delle infrastrutture e della finanza. Sta inoltre valutando un'offerta per acquisire una licenza di telecomunicazioni in Etiopia. Cdc ha investito 3,7 miliardi di dollari in Africa negli ultimi tre anni, più della metà del capitale dell'istituzione. L’investimento previsto per il 2021 è pari a quello effettuato nel 2020, ha dichiarato in un'intervista l'amministratore delegato Nick O'Donohoe, e si concentrerà prevalentemente in Egitto, Etiopia, Kenya e Nigeria. “Concentreremo i fondi su iniziative legate al contenimento degli effetti dei cambiamenti climatici e sulla tecnologie - ha affermato il ceo - In aggiunta a ciò, continueremo a investire in infrastrutture”. L’impegno di 1 miliardo di dollari rappresenta un segnale di interesse notevole verso l’Africa, che, secondo le stime, dovrebbe aver subito un calo compreso dal 25 al 40 per cento degli investimenti diretti esteri lo scorso anno, secondo un rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo, a causa della pandemia e dei prezzi più bassi di petrolio e materie prime. Cdc ha creato una partnership con Vodafone Group Plc e Sumitomo Group per presentare un'offerta per una licenza di telefonia mobile in Etiopia nell’ambito del piano di privatizzazione dell'economia del Paese, ha affermato l’amministratore delegato, confermando un rapporto di Bloomberg News a giugno. Il processo è stato ritardato, ma ora sembra andare avanti, ha detto. La nazione del Corno d'Africa prevede di vendere due nuove licenze e una quota di minoranza dell’azienda di Stato Ethio Telecom, sebbene il processo sia stato rallentato da complessità normative e turbolenze politiche, incluso un conflitto nella regione settentrionale del Tigray. [EC]
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    Inaugurata centrale solare galleggiante su diga...

    GHANA - Le autorità ghanesi hanno inaugurato una centrale solare galleggiante realizzata nel serbatoio della diga idroelettrica di Bui, nel nord-est del Ghana.

    L'impianto da 5 Mw è la prima fase di un progetto a supporto dell'impianto idroelettrico con un sistema solare da 250 Mw.

    La seconda fase dell'impianto solare è in costruzione.

    In tempi di siccità, l'impianto solare dovrebbe integrare la produzione della diga, che diminuisce al diminuire del flusso del fiume Volta Noire.

    La diga idroelettrica di Bui ha la capacità di produrre 400 Mw di elettricità. Quando l'ibridazione solare sarà completata, sarà in grado di produrre 650 Mw.

    La Bui Power Authority (Bpa) è l'organismo responsabile della gestione di questa struttura.