Africa

Un evento dedicato alle tendenze del 2021 in Africa

AFRICA – Si terrà venerdì 4 dicembre in modalità virtuale Africa21, iniziativa della piattaforma vadoinafrica.com dedicata a inquadrare le tendenze economiche del continente nel prossimo anno oltre che a fare un bilancio di quello che si sta chiedendo. 

La demografia è “la ragione per cui imprenditori e professionisti italiani devono cambiare sguardo sull’Africa” afferma il fondatore di vadoinafrica.com Martino Ghielmi, convinto che sia essenziale “superare l’idea del continente senza speranza, di guerre, povertà e malattie” per dedicare invece tempo ed energie a capire come costruire interazioni win-win. 

L’evento Africa21, in programma venerdì, si propone di mostrare a imprenditori e professionisti italiani – si legge in una nota – le possibilità di relazione costruttiva con il continente africano creando uno scambio di esperienze e informazioni con chi già lavora in loco.

Questo il programma della giornata: Programma 9:00-9:50 – 2020: un anno di transizione / 9:50-10:40 – L’Africa il prossimo anno / 10:40-11:50 – Dinamiche settoriali e testimonianze pratiche / 11:50-12:20 – Eventi e fiere nel 2021 / 12:20-12:55 – Cosa possiamo fare insieme

 

Per info e iscrizioni:

bit.ly/ViA21

info@vadoinafrica.com 

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • AfricaKenyaRwanda Free

    Startup assicurativa raccoglie fondi per derisking...

    AFRICA - La startup keniana Pula, attiva nel settore delle assicurazioni e delle nuove tecnologie finanziarie, ha concluso un round di finanziamento per attivare uno strumento di derisking delle attività dei piccoli agricoltori nel continente.

    A renderlo noto sono i media specializzati, precisando che Pula ha raccolto oltre sei milioni di dollari che saranno utilizzati per fornire assicurazioni agricole e prodotti digitali per aiutare i piccoli agricoltori a superare i rischi climatici, migliorare le loro pratiche agricole e aumentare i loro redditi.

    In base a quel che viene riportato, la startup ha elaborato un prodotto assicurativo denominato 'Area Yield Index Insurance', che sfruttando l'apprendimento automatico basato su produttività agricola e modelli meteorologici elabora premi tagliati su misura per i piccoli agricoltori.

    La startup collabora direttamente con banche, governi e società di input agricolo: in particolare, le concedono prestiti agli agricoltori e impongono loro l'obbligo di avere un'assicurazione con Pula. Secondo le informazioni rese note, in Kenya e Rwanda sono già 200.000 i piccoli agricoltori assicurati con Pula. [MV]

  • Africa Free

    Allarme per test covid falsi e vaccini contraffatti

    AFRICA - Il ministro della Sanità senegalese, Abdoulaye Diouf Sarr, ha toccato la questione quasi di striscio pochi giorni fa: "Denunciamo la frode dei test che sta dietro ai casi importati - ha affermato parlando alla rete nazionale Rts - Ci sono viaggiatori che atterrano con falsi test rilevati molto rapidamente dai servizi di sicurezza e salute in loco".

    Il problema non riguarda solo tamponi ultrarapidi spacciati per gli affidabili molecolari pcr. C’è proprio un mercato locale di fake-test pronto ad alterare risultati e dati di realtà. In Ghana la conduttrice televisiva Nana Aba Anamoah ha sostenuto apertamente di essere a conoscenza di casi in cui operatori sanitari del Paese hanno preso tangenti per modificare gli esiti dei test del coronavirus. Un tampone positivo può diventare negativo al costo di 500 cedi (70 euro circa). “La voce circolava già da tempo”, ha confermato a InfoAfrica un medico ghanese che preferisce restare anonimo. Addirittura, si parla del coinvolgimento del Nouchi Memorial Institute for Medical Research, prestigioso centro di ricerca universitario. Il direttore dell’istituto, il professor Kwabena Anang, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta interna per verificare la veridicità delle accuse di manipolazione dei risultati dei test, mentre un’altra sarà condotta dal servizio di sicurezza nazionale.

    In Gabon, dove è richiesto un test negativo per usare i mezzi pubblici da una provincia all'altra, una studentessa ha dichiarato a Afp di aver pagato “10.000 franchi Cfa (circa 15 euro) per un test negativo falso”. I controllori dell’autobus hanno fretta, danno solo sguardi veloci e lei ha risolto i suoi problemi di mobilità. In Mozambico di falsi test si parlava già in ottobre. Nei pressi del più importante valico di frontiera col Sudafrica, a Ressano Garcia (Lebombo sul versante sudafricano), ne sono stati intercettati parecchi. Secondo le autorità di Maputo, erano stati fatti in Sudafrica. Tra i Paesi africani il Kenya è stato il primo ad adottare lo strumento digitale Trusted Travel per verificare meglio e più velocemente i risultati del test da Covid.

    Il 9 gennaio 2021, il governo della Repubblica del Kenya ha annunciato il lancio della sua piattaforma Trusted Travel.

    "Il ministero ha collaborato con l'Unione Africana e l'Africa Center for Disease Control and Prevention (Africa Cdc), con il supporto tecnico della società PanaBios, per implementare un sistema online per autenticare e verificare i certificati dei test di laboratorio per i viaggiatori", ha affermato Mutahi Kagwe, segretario di gabinetto del ministero della Salute di Nairobi.

    L'Unione Africana ha lanciato ufficialmente la piattaforma Trusted Travel a ottobre 2020. “Con la riapertura delle nostre economie, scuole e confini, l'Africa necessita di un approccio armonizzato per ridurre il rischio di trasmissione di covid-19. Questo è il motivo per cui abbiamo lanciato questo portale di viaggio come strumento digitale innovativo per aiutare gli Stati membri a caricare e verificare i risultati dei test e ad armonizzare i requisiti di ingresso e uscita per prevenire la trasmissione transfrontaliera nel continente", ha detto ad Africanews Amira Elfadil Mohammed, commissario per gli Affari sociali dell'Unione Africana.

    A spingere verso l’acquisto di test fasulli è spesso anche il fattore economico. Tra i Paesi Ecowas ce ne sono alcuni, come il Ghana o la Nigeria, in cui il tampone può arrivare a costare 150 dollari americani. In altri il prezzo si abbassa sensibilmente, ma in relazione al potere d’acquisto medio rimane mediamente troppo alto. La Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Ecowas/Cedeao) ha deciso quindi di armonizzare il prezzo dei tamponi molecolari pcr, stabilendo che esso dovrà costare in tutta l'area una somma non superiore a 50 dollari Usa.

    A dare la notizia è stato Jean-Claude Kassi Brou, politico ivoriano e presidente della commissione Ecowas, nel corso di una conferenza stampa on line. L'obiettivo principale di questa armonizzazione è "facilitare gli spostamenti" nella regione.

    Il fenomeno non riguarda però solo i test. In Nigeria, dove la campagna vaccinale dovrebbe iniziare a breve, le autorità hanno già messo in in guardia la popolazione rispetto ai falsi vaccini già presenti sul mercato. Nel Paese più popoloso dell'Africa si attendono 100.000 dosi di vaccino Pfizer a gennaio, soprattutto 10 milioni di dosi dovranno essere erogate entro la fine di marzo.

    "Abbiamo ricevuto informazioni che i vaccini falsi sono in circolazione in Nigeria. Chiediamo al pubblico di essere vigile e ricordiamo che nessun vaccino contro il Covid ha ancora ricevuto la convalida dalla Nafdac", ha detto il professor Mojisola Christianah Adeyeye, capo del National Quality Control Agency (Nafdac), durante una conferenza stampa virtuale. [SR]

  • AfricaMarocco Free

    African Youth Climate Hub seleziona 10 start-up

    AFRICA - Sono aperte le candidature per un programma di incubazione di start-up a favore del clima e la promozione dello sviluppo sostenibile promosso dall’African Youth Climate Hub (Aych). L’Aych è una piattaforma africana dedicata ai giovani e al clima, nata su impulso del Marocco durante il Climate Action Summit del 2019. Il lancio del nuovo programma dedicato alle giovani aziende impegnate a favore di progetti per il clima si è fatto a margine del Climate adaptation summit, un forum globale virtuale promosso dalle Nazioni Unite, tenutosi il 25 e 26 gennaio. Per questa prima edizione del programma d’incubazione delle start-up, l’Aych sosterrà dieci progetti guidati da giovani africani. L’iniziativa offrirà un programma di sei mesi personalizzato durante il quale le imprese beneficeranno di un supporto pratico e adeguato, di workshop tesi a dotarle di strumenti per la realizzazione dei loro progetti e per aiutarle a trasformare le loro idee in prototipi tecnologici operativi. Marketing, diritto e comunicazione saranno argomenti di formazione. “Si tratta di un'iniziativa per i giovani,  voluta da giovani. Vuole essere uno spazio positivo di scambio e di sostegno concreto per i giovani africani in termini di competenze e conoscenze, nonché in termini di imprenditorialità e opportunità di lavoro ‘verde’", precisano gli organizzatori. Ospitato presso il Centro internazionale di formazione ambientale Hassan II a Bouknadel (a 24 km a nord della capitale marocchina, Rabat), braccio accademico della Fondazione Mohammed VI per la protezione dell'ambiente, l'African Youth Climate Hub mette i giovani in rete su una piattaforma digitale e sostiene le loro iniziative. L’hub è frutto di una collaborazione tra la Fondazione Mohammed VI per la protezione dell’ambiente, l’Università politecnica Mohammed VI, il gruppo Ocp e Youngo (Children and Youth Constituency to United Nations Framework Convention on Climate Change). I marocchini vivono in prima linea gli effetti del cambiamento climatico. In alcune regioni settentrionali, la costa sta già perdendo un metro ogni anno a causa dell'erosione. Altre conseguenze visibili sono l'aumento delle temperature, la progressione della sabbia del Sahara, che inghiotte oasi e fragili ecosistemi, attraverso la scarsità di precipitazioni o la crescente carenza d'acqua. Il governo di Rabat, sotto la guida del monarca,  si è impegnato a ridurre le emissioni di gas serra del 42% entro il 2030. È stata intrapresa una strategia energetica basata sullo sviluppo delle energie rinnovabili con l'obiettivo di aumentare la loro quota al 52% entro il 2030 nel mix energetico. L’impegno dimostrato fa del Marocco un pioniere nell’ambito dello sviluppo sostenibile e un modello a livello africano e internazionale. Da oltre mezzo secolo il Marocco opera sia in termini di conservazione delle risorse idriche, attraverso una politica di costruzione di dighe, sia in quella di sviluppo delle risorse naturali, attraverso il lancio del Piano Verde e di altri progetti.  [CC]
  • Africa Free

    Previsioni di crescita in calo, secondo FMI

    AFRICA - Le economie dei Paesi dell'Africa sub-sahariana dovrebbero registrare nel 2021 secondo il Fondo monetario internazionale (Fmi) un tasso di crescita del 3,2%, in calo rispetto alla precedente stima di una ripresa del 5,2% resa nota lo scorso ottobre.

    Le nuove stime sono contenute nell'aggiornamento del World Economic Outlook diffuse ieri dall'Fmi, in cui si sottolinea che nonostante le recenti approvazioni dei vaccini le ondate di diffusione di nuove varianti del virus del covid-19 pongono serie preoccupazioni per le prospettive economiche globali.

    "In soli tre mesi da quando abbiamo pubblicato la nostra ultima previsione in ottobre - si legge nell'Outlook - i decessi registrati per covid-19 sono raddoppiati a oltre 2 milioni, poiché nuove ondate hanno sollevato le infezioni oltre i picchi precedenti in molti Paesi".

    Secondo i dati resi noti, la ripresa dovrebbe proseguire ancora nel 2022 quando le economie dei Paesi dell'area sub-sahariana del continente registreranno un'ulteriore crescita del 3,9%.

    Nel dettaglio, l'Fmi fornisce le stime soltanto per le due maggiori economie africane, Nigeria e Sudafrica, precisando che nel primo le stime prevedono una crescita dell'1,5% per quest'anno e del 2,5% per il prossimo mentre nel secondo si attende una crescita del 2,8% quest'anno e dell'1,4% il prossimo.

    Evidenziando la grande incertezza sulle proprie previsioni, l'Fmi ha notato una notevole differenziazione tra le traiettorie della crescita tra mercati emergenti ed economie sviluppate alla luce del diverso sostegno pubblico agli investimenti e alla liquidità.

    "Gli esportatori di petrolio e le economie basate sul turismo all'interno del gruppo affrontano prospettive particolarmente difficili considerando la prevista lenta normalizzazione dei viaggi transfrontalieri e le prospettive modeste per i prezzi del petrolio". [MV]

  • Africa Free

    Clima, al via l'Africa Adaptation Acceleration Program

    AFRICA - Al via l'Africa Adaptation Acceleration Program (Aaap), il programma volto a mobilitare 25 miliardi di dollari per aumentare e accelerare le azioni di adattamento al cambiamento climatico in tutta l'Africa: l'annuncio del lancio, dato dal presidente della Banca africana per lo sviluppo (Afdb), Akinwumi A. Adesina, è arrivato durante il Climate Adaptation Summit (Cas) 2021, ospitato dal governo dei Paesi Bassi e dal Global Center on Adaptation. Lo si apprende da un comunicato ufficiale, in cui si precisa che l'Aaap - un'iniziativa congiunta tra la Banca Africana per lo Sviluppo e il Global Center on Adaptation - mira ad aumentare le azioni innovative e trasformative sull'adattamento al clima in tutta l'Africa, ha detto Adesina. "La nostra ambizione è audace: galvanizzare le azioni di resilienza climatica; sostenere i Paesi per accelerare l'adattamento climatico e la resilienza; e mobilitare finanziamenti su scala per l'adattamento climatico in Africa", ha detto il capo della Banca. Adesina è stato raggiunto dal primo ministro olandese Mark Rutte, dall'ottavo segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, dall'attuale segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, dal primo ministro britannico Boris Johnson, dal cancelliere tedesco Angela Merkel, dal primo ministro canadese Justin Trudeau e dal primo ministro indiano Narendra Modi. Hanno parlato anche il presidente della Banca Mondiale David Malpass e la direttrice generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Kristalina Georgieva. Riconoscendo le "enormi lacune" che rimangono nei finanziamenti per l'adattamento climatico nei Paesi in via di sviluppo, il segretario generale delle Nazioni Unite, Guterres, ha chiesto che il 50% di tutti i finanziamenti per il clima forniti dai Paesi sviluppati e dalle banche multilaterali di sviluppo siano destinati all'adattamento e alla resilienza nei Paesi in via di sviluppo. Diversi oratori hanno inoltre sottolineato la vulnerabilità dell'Africa al cambiamento climatico, così come le risposte innovative degli africani alle sfide. Il presidente ghanese Nana Addo Dankwa Akufo-Addo ha detto che il Paese stava lavorando con il settore privato con l'assistenza del Green Climate Fund, "per stabilire un fondo verde multimilionario per sostenere i nostri interventi di adattamento al clima e i nostri sforzi per passare alle energie rinnovabili". Il Climate Adaptation Summit riporta l’attenzione sulla necessità di rendere il pianeta più resiliente dinanzi agli effetti dei cambiamenti climatici. Intende inoltre garantire nuovi investimenti affinché “milioni di piccoli agricoltori possano adattarsi agli stress climatici sulla produzione alimentare. Gli organizzatori del vertice hanno chiesto nuovi importanti finanziamenti per la ricerca agricola, un maggiore accesso ai servizi di consulenza degli agricoltori, nonché un maggiore accesso alla gestione del rischio e ai servizi finanziari”, si legge in una nota di presentazione ufficiale dell’evento, che è promosso dall’Onu. [VGM]
  • Africa Free

    Covid, un webinar sulla cooperazione sanitaria...

    AFRICA - Giovedì 28 gennaio, dalle ore 11:00 alle ore 13:00, si terrà un workshop online dedicato a chi fa, a chi pensa, e a chi finanzia la cooperazione internazionale sanitaria, organizzato da Link 2007 e intitolato "Nessuno lasciato indietro: la cooperazione sanitaria internazionale all'era del covid-19". Impegno e nuove sfide nella lotta al covid-19 sono al centro dell’incontro, ricco di interventi, tra i quali, quello di Ahmed Ogwel Ouma, Vicedirettore del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc), e Joachim Osur, direttore tecnico di Amref Health Africa, che ha la sua casa madre a Nairobi. All’incontro, che sarà moderato dal giornalista Pietro Veronese e durante il quale è stata invitata ad intervenire Sandra Zampa, sottosegretario del ministero della Salute, parteciperanno organizzazioni della società civile impegnate in progetti di sviluppo e cooperazione internazionale in Africa e Medio-oriente, tra cui Amref Health Africa, Link 2007, Intersos, Aidos, Cuamm, Aics e Maeci. Il workshop nasce all’interno delle attività del programma Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’Onu. L’Agenda 2030 prevede un forte impegno politico per la salute pubblica. Partendo da questa premessa, nel corso del webinar sarà approfondito il tema della salute globale con un focus specifico sul continente africano e sul Medio-oriente e gli effetti del covid-19. L’evento, in particolare, servirà per rispondere ad alcuni interrogativi: chi sono le vittime della pandemia? Quali diseguaglianze ha esacerbato? Quali crisi sono state dimenticate o esasperate dal covid? Cosa ci sta insegnando questa pandemia? Quali strategie sono risultate vincenti? Le presentazioni saranno concepite sulla base delle esperienze più rilevanti identificate dalle organizzazioni della società civile con l’intento di coprire l’ambito più vario di analisi: dall’impatto secondario del coronavirus, alla fase di preparedness, potenziamento della resilienza. La partecipazione è gratuita previa registrazione cliccando qui. [VGM]