Tanzania

Presto un nuovo gestore del transito urbano rapido a Dar es Salaam

TANZANIA – Un nuovo fornitore di autobus per il sistema Dar es Salaam Rapid Transit (Dart) inizierà le operazioni prima della fine di maggio, ha detto il governo nel fine settimana.

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Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • Kenya Free

    Inaugurata linea di produzione per quadri industriali

    KENYA - La multinazionale francese Schneider Electric ha inaugurato presso il proprio impianto di Nairobi una nuova linea di produzione di quadri industriali per la distribuzione elettrica.

    A darne notizia sono i media locali, dai quali si apprende che la produzione è destinata ai mercati regionali dell'Africa orientale.

    "L'investimento che abbiamo fatto è stato intenzionalmente fatto per avvantaggiare il Kenya tramite il trasferimento di tecnologia" ha detto Carol Koech, direttrice generale di Schneider Electric per l'Africa orientale.

    Secondo l'azienda, la produzione locale dei quadri dovrebbe abbassarne il costo e ridurre i tempi necessari per la consegna agli utenti finali. [MV]

  • Kenya Free

    Gruppo francese EDF acquisisce nuove partecipazioni 

    KENYA - Il gruppo energetico francese EDF rafforza la propria posizione sul mercato keniano acquisendo quote di partecipazione in due società specializzate nel settore dell'energia solare e dei sistemi off-grid in Kenya.

    A renderlo noto è stata lo stesso gruppo francese, precisando di aver acquisito una quota del 50% in Econet Energy Kenya e del 23% in Bboxx Kenya, senza tuttavia specificare i termini economici delle due transazioni.

    Econet Energy Kenya è una filiale del gruppo sudafricano DPA specializzata in energia solare distribuita per il mercato BtoB.

    Bboxx Kenya viene invece descritto come il principale fornitore off-grid del Kenya per uso domestico con oltre 500.000 utenti.

    "Grazie alla collaborazione con Bboxx Kenya ed Econet Energy Kenya, il gruppo EDF diventa un attore chiave nel mercato keniota delle soluzioni energetiche a basse emissioni - ha detto la vice-presidente esecutiva di EDF, Béatrice Buffon - Queste due partnership ci stanno aiutando a raggiungere uno degli obiettivi principali della nostra PAC Strategia 2030: triplicare le nostre operazioni su scala internazionale rispetto al 2015". [MV]

  • Etiopia Free

    Intesa con Fmi su quadro per revisione contratti di...

    ETIOPIA - Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha concordato con il governo di Addis Abeba un piano per completare la revisione dei programmi di prestito con l'Etiopia, tenendo conto dell'impatto del coronavirus e della “situazione della sicurezza interna” nel Paese.

    A renderlo noto è stata la stessa istituzione finanziaria internazionale, ricordando che il programma di prestito con l'Etiopia era stato stabilito a dicembre 2019 per in valore di 2,9 miliardi di dollari.

    La revisione del programma, il cui calendario non è stato tuttavia ancora delineato, è "incentrate sul bilanciamento della necessità di affrontare le sfide in corso create dalla pandemia e dalla sicurezza interna".

    Nella nota diffusa dal Fmi, si legge inoltre che la situazione della sicurezza "ha creato bisogni umanitari e di ricostruzione che richiedono un aggiustamento delle politiche e il sostegno della comunità internazionale".

    Il Fondo ha poi affermato di aver accolto con favore la richiesta dell'Etiopia di "trattamento del debito nell'ambito del quadro comune del G20".

    Il mese scorso, l'Etiopia ha dichiarato di aver pianificato di ristrutturare il proprio debito sovrano nell'ambito del quadro, progettato per aiutare con le pressioni economiche indotte da COVID-19, e stava esaminando tutte le opzioni.

    Secondo l'Fmi, la crescita economica in Etiopia dovrebbe essere del 2% nel 2020/21, in gran parte a causa degli effetti della pandemia, ma si prevede che possa rimbalzare all'8,7% nel 2021/22 in linea con la ripresa globale. [MV]

  • EgittoEtiopiaSudan Free

    Diga sul Nilo, Khartoum pensa a una mediazione a...

    EGITTO / ETIOPIA / SUDAN - Il governo di Khartoum proporrà all’Unione Africana di formare un gruppo di mediatori, che includa la stessa Unione africana, Unione europea, Stati Uniti e Nazioni Unite, per portare avanti i colloqui, attualmente in fase di stallo, sulla Grande diga del rinascimento (Gerd).

    La proposta, secondo quel che viene riportato dai media sudanesi, sarà presentata alla delegazione dell’Ua in visita oggi a Khartoum, guidata dal congolese Alphonse Ntumba Luaba. La Repubblica democratica del Congo ha recentemente assunto la presidenza dell’Unione Africana.

    “Il governo sudanese spera che il presidente della Rd Congo, Felix Tshisekedi, persuaderà Etiopia ed Egitto ad accettare la mediazione di un quartetto che includa Unione africana, Unione europea e Stati Uniti oltre alle Nazioni Unite”, ha detto un alto funzionario del governo sudanese al Sudan Tribune.

    Il funzionario che ha preferito l’anonimato ha inoltre affermato che l’Unione africana, sotto la presidenza del Sudafrica, non è riuscita a compiere progressi tangibili nei colloqui e non è riuscita a portare l’Etiopia a coordinarsi con il Sudan nella prima fase di riempimento della diga nel luglio 2020.

    Il Sudan chiede una mediazione che possa aiutare a progredire e rompere il processo in stallo. Il governo sudanese, secondo il Sudan Tribune, afferma che dovrebbero essere compiuti rapidi progressi nei colloqui prima dell’inizio della seconda fase di riempimento con 13,5 miliardi di metri cubi di acqua, prevista per il prossimo luglio.

    Prima di arrivare a Khartoum, Luaba ha avuto colloqui sulla Gerd al Cairo con la delegazione del governo egiziano guidata dal ministro degli Esteri, Sameh Soukry. Parlando ai giornalisti dopo l’incontro, il portavoce del ministero degli Esteri egiziano, Ahmed Hafez, ha detto che il ministro Shukri ha espresso il suo sostegno alla proposta sudanese della mediazione quadripartita.  [EC]

  • Kenya Free

    Dopo l'Europa, Kenya Airways ridimensiona anche i voli...

    KENYA - Una domanda troppo bassa: questo il motivo invocato dalla compagnia aerea nazionale Kenya Airways, che ha dovuto rivedere al ribasso la frequenza dei suoi voli per New York City, negli Stati Uniti, ridotti da due a uno solo a settimana. Lo ha annunciato l'amministratore delegato di Kenya Airways, Allan Kilavuka, che ha affermato che la compagnia aerea è stata costretta a ridurre la frequenza dei due voli settimanali pianificati a destinazione della Grande Mela, in quanto la domanda non è cresciuta dalla ripresa dei voli diretti da e per New York nel novembre 2020, dopo che il presidente Uhuru Kenyatta ha revocato il divieto sui voli passeggeri internazionali. “Come Kenya Airways, abbiamo risposto a questo problema riducendo lo sviluppo di capacità in alcuni mercati chiave come il Regno Unito e gli Stati Uniti. Abbiamo ridotto le nostre operazioni a JFK dalle pianificate due volte alla settimana a una volta alla settimana e continuiamo a monitorare la situazione", ha indicato Kilavuka, attribuendo la bassa domanda nel settore del trasporto aereo ai rigidi protocolli covid-19 in vigore nei porti di ingresso, ulteriormente intensificati in alcuni paesi in risposta alla seconda ondata del virus. Negli Stati Uniti, ad esempio, i viaggiatori internazionali sono tenuti a presentare un test per il coronavirus negativo effettuato entro tre giorni dal viaggio. La compagnia aerea, che ha lanciato voli diretti da e per gli Stati Uniti nell'ottobre 2018, operava cinque voli a settimana per New York prima dello scoppio della pandemia covid-19. Nel gennaio di quest'anno, Kenya Airways è già stata costretta a sospendere i suoi servizi per l'aeroporto Charles de Gaulle, in Francia, e l'aeroporto Schipol, nei Paesi Bassi, citando la bassa domanda su entrambe le rotte. Tuttavia, la compagnia aerea prevede di riprendere i servizi regolari il prossimo 3 marzo per la Francia e il 7 marzo per i Paesi Bassi. Nell'ambito degli sforzi attuati per limitare le perdite economiche durante la pandemia covid-19, Kenya Airways ha recentemente riassegnato il Boeing 787 Dreamliner ai trasporti cargo. [CN]
  • Tanzania Free

    Verso un nuovo capitolo nelle relazioni tra governo e...

    TANZANIA - Il governo farà tutto il necessario per creare un ambiente imprenditoriale favorevole per gli investitori nel settore minerario: lo ha dichiarato qualche giorno fa il ministro delle Risorse Minerarie della Tanzania, Doto Biteko, all’apertura di una conferenza internazionale di tre giorni sugli investimenti minerari che ha riunito i rappresentanti di 49 società da 24 paesi al Julius Nyerere International Conference Center, a Dar es Salaam. “Il desiderio del governo è di vedere il settore minerario, il cui tasso di crescita è stato del 17,7% l'anno scorso, crescere ulteriormente”, ha ribadito il ministro, promettendo un nuovo capitolo nel rapporto con il settore privato, che gestisce al 90% la filiera mineraria della Tanzania, per giungere a una situazione vantaggiosa per tutti. Ricordando però che sono stati segnalati circa 102 episodi di contrabbando di minerali, Biteko ha avvertito che i minatori “senza scrupoli” si espongono al rischio di perdere la propria miniera o di essere puniti con la legge: “Utilizziamo appieno i mercati minerari di cui dispone la Tanzania. Il contrabbando è all'antica”, ha puntualizzato il ministro. Ospite d’onore all’evento, la vicepresidente Samia Suluhu Hassan ha confermato la volontà politica del governo di lavorare con gli investitori e di sostenere il settore privato: "Ci impegniamo a creare un ambiente lavorativo favorevole non solo ai minatori su larga scala, ma anche ai minatori su piccola scala affinché possano passare alla media e, infine, alla grande scala", ha assicurato la Hassan, spiegando che l’obiettivo degli emendamenti al Mining Act del 2017 era di “creare un ambiente in cui tutti gli attori del settore possano trarre vantaggio dal settore, garantendo il buon andamento delle attività di estrazione e lavorazione dei minerali”. Il governo della Tanzania ha rivisto le leggi relative all'estrazione mineraria per assicurarsi una più grande quota dalle sue vaste risorse minerali che includono tanzanite, grafite, diamanti e altri minerali rare. "Abbiamo ancora un enorme potenziale non sfruttato che richiede investimenti", ha concluso la vicepresidente, invitando gli investitori a operare in Tanzania sotto forma di partnership con il governo. Soddisfazione per il clima favorevole agli investimenti instaurato in Tanzania è stata espressa dal presidente e Ceo di Barrick Gold Corporation, Mark Bristow, che ha elogiato la formazione della Twiga Minerals Corporation, partnership tra il governo e la compagnia canadese, costituita per gestire le miniere d’oro di Bulyanhulu, North Mara e Buzwagi, nel Nord-ovest del paese, con lo scopo di risolvere tutte le controversie legate alle miniere precedentemente gestite dalla società Acacia, con sede a Londra. "Quando abbiamo rilevato Acacia, le miniere erano in cattive condizioni, ma da allora stanno producendo risultati incoraggianti", ha affermato Bristow, ribadendo che “una partnership di successo è la chiave per plasmare l'industria mineraria”. Quanto al presidente della Federazione delle associazioni di minatori della Tanzania (Femata), John Bina, egli ha invitato il governo a creare un ambiente che consenta ai minatori di accedere ai prestiti delle banche. “È sorprendente vedere alcuni minatori su larga scala in cerca di prestiti dall'estero. Il governo deve intervenire, se vogliamo portare il settore minerario a un livello più alto", ha osservato Bina. Gli ha fatto eco Godfrey Mitti, presidente dell'Associazione dei piccoli minatori nel distretto di Chato, nel Nord-ovest della Tanzania,  che funge anche da presidente del comitato dell'oro della Femata. Mitti, che è anche consigliere del distretto nord-occidentale di Buseresere, ha attribuito la mancanza di accesso ai prestiti alla penuria di personale formato in questioni minerali in seno alle istituzioni finanziarie. Sulla questione, il presidente della Tanzania Bankers Association, Abdulmajid Nsekela, che funge anche da amministratore delegato della Banca CRDB, ha precisato che con le nuove iniziative del governo per formalizzare il settore minerario, il problema dell'accesso dei minatori ai prestiti sarà presto un ricordo del passato, ricordando che negli ultimi tre anni, la sua banca ha erogato oltre 47 milioni di dollari agli operatori del settore. [CN]