Sudafrica

Riprende l’estrazione nella miniera teatro degli scioperi

Sarebbero meno di un terzo dei circa 28.000 minatori, i lavoratori della miniera di Marikana che si sono recati oggi al lavoro. Ad annunciarlo è la Lonmin, la società proprietaria del sito d’estrazione di platino, che ieri aveva minacciato di licenziare chiunque oggi non si fosse trovato sul proprio posto di lavoro.

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Ultimi articoli della sezione Africa Australe

  • Angola Free

    Migliaia di posti di lavoro e centinaia di imprese con...

    ANGOLA - Non meno di 46.133 posti di lavoro sono già stati creati dall’avvio del Programma governativo angolano di sostegno alla produzione, alla diversificazione delle esportazioni e alla sostituzione delle importazioni (Prodesi) nel 2019, di cui 5000 dall’inizio del 2021. Lo riferiscono fonti di stampa locali citando il segretario di Stato per l’Economia dell’Angola, Mario Caetano Joao, che ha spiegato che molti dei progetti approvati nell’ambito del Prodesi erano responsabili della creazione di posti di lavoro nel paese. “Abbiamo lanciato un portale per il sostegno alla produzione nazionale interna che, al momento, conta 9469 produttori registrati, ma l’obiettivo del ministero è di raggiungere la quota di 500.000 registrazioni”, ha ancora affermato il segretario di Stato, precisando che tra le province che hanno maggiormente utilizzato il portale si trovano Huila (Ovest) con 1556 produttori registrati, seguita dalle province centrali di Bié (1448) e Huambo (1444). Menzionando poi il Programma di riconversione dell’economia informale, Joao ha evidenziato che 603 microimprenditori erano stati formalizzati durante i primi due mesi dell’anno 2021 su un obiettivo pianificato di 750: tuttavia, ha ancora precisato, “il nostro obiettivo è quello di formalizzare oltre 2000 microimprenditori entro il 2022”. Infine, il segretario di Stato per l’Economia ha indicato che sui 83 progetti approvati dall’inizio dell’anno per un valore di oltre 365.000 euro, 22 provengono dalla provincia di Benguela (centro-ovest), altri 22 da quella di Luanda (nord-ovest), 14 da Huila, 13 dal Namibe (Sud-ovest) e 12 da Huambo. “Il governo sta sviluppando strategie che mirano a stimolare la produzione locale, tra cui l’implementazione di programmi tramite la Banca di Sviluppo dell’Angola”. [CN]
  • Sudafrica Free

    Appello al settore privato per aumentare i PPP nelle...

    SUDAFRICA - Aumentare gli investimenti nelle infrastrutture per contribuire a lottare contro la crescente disoccupazione e rilanciare l'economia in difficoltà: questo l’appello del Tesoro Nazionale del Sudafrica al settore privato qualche giorno dopo che il governo si è impegnato durante la presentazione del bilancio nazionale a rilanciare gli investimenti infrastrutturali a medio termine per oltre 43 miliardi di euro. "Se si guarda alla nostra spesa in infrastrutture nell'ultimo decennio, gli investimenti di capitale privato sono stati circa il 12,8% del Prodotto interno lordo mentre gli investimenti di capitale del settore pubblico sono stati circa il 6,7% del Pil", ha detto lo scorso venerdì il direttore generale del Tesoro, Dondo Mogajane, durante il suo intervento all'evento "Beyond the Budget Dialogue" organizzato dall’istituto di credito Absa, evidenziando che gli investimenti di capitale per le infrastrutture devono aumentare sia dal settore privato che da quello pubblico. Affermando che il successo di questa spinta agli investimenti infrastrutturali dipenderà principalmente dall'aumento dei partenariati pubblico-privato (Ppp), Mogajane ha osservato che dei oltre 43 miliardi di euro, i Ppp costituiscono solo 983 milioni mentre le società statali rappresentano solo 16 miliardi di euro in termini di investimenti: "La spesa insufficiente nei dipartimenti governativi dovrebbe appartenere al passato e la collaborazione con le competenze presenti nel settore privato sarà fondamentale per andare avanti", ha ribadito il direttore generale del Tesoro sudafricano. Le infrastrutture sono state poste al centro del rilancio economico e del piano di ripresa del Sudafrica poiché la disoccupazione non accenna a calare. Gli ultimi dati disponibili mostrano che il tasso di disoccupazione è aumentato del 1,7% per raggiungere la quota senza precedenti di 32,5%, con oltre sette milioni di persone, per lo più giovani, senza lavoro. L'anno scorso il governo ha presentato circa 50 progetti in acqua e servizi igienico-sanitari, energia, trasporti e logistica, infrastrutture digitali, agricoltura e agro-trasformazione e insediamenti umani per un totale di quasi 19 miliardi di euro. Il governo ha peraltro stanziato 605 milioni di euro nell’ambito dell'iniziativa presidenziale per l'occupazione giovanile, portando il finanziamento totale per la creazione di posti di lavoro a 5,5 miliardi di euro. "Non solo abbiamo abbastanza con quei 43 miliardi di euro che abbiamo messo da parte, ma vogliamo anche che il settore privato e le istituzioni finanziarie per lo sviluppo collaborino con noi per garantire il raggiungimento di questo obiettivo", ha concluso Mogajane. [CN]
  • Mozambico Free

    Evento ad aprile su industria estrattiva e idrocarburi

    MOZAMBICO - Si svolgerà tra il 21 e il 23 aprile prossimi in modalità ibrida, in presenza a Maputo e a distanza come evento online, la settima edizione della Mozambique Mining, Oil & Gas and Energy Conference and Exhibition (Mmec).

    A renderlo noto sono stati gli organizzatori dell'evento, ricordando che l'iniziativa sarà occasione per approfondire gli ultimi sviluppi dei progetti in corso di realizzazione con la partecipazione prevista di oltre 400 delegati delle maggiori aziende operanti nel settore estrattivo, energetico, petrolifero e del gas naturale nel Paese. 

    Maggiori informazioni sul programma e sulle modalità di partecipazione sono disponibili visitando il sito internet www.mozambiqueoilmining.com.

  • Mozambico Free

    Cabo Delgado, Pretoria monitora sviluppi

    MOZAMBICO - Le forze di sicurezza del Sudafrica monitoreranno gli sviluppi della crisi politico-militare nel Nord del Mozambico per garantire che non vi siano minacce per i Paesi circostanti, incluso lo stesso Sudafrica.

    Lo ha dichiarato il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa in un intervento riportato dai media locali. Dal 2017 nella provincia mozambicana di Cabo Delgado è in atto un’insurrezione guidata da un movimento che si fa chiamare al-Shabab, sostiene di essere affiliato allo Stato islamico, ma non ha alcun rapporto con gli al-Shabaab somali. 

    Il conflitto, inizialmente limitato a pochi attacchi all’arma bianca ai villaggi, si è gradualmente intensificato. Gli assalti, sempre sanguinosi, si sono moltiplicati. I miliziani sono dotati di armi automatiche e mezzi moderni e veloci. Più di mezzo milione di persone sono fuggite dalle loro case e la violenza e la crisi umanitaria peggioreranno senza l’aiuto internazionale. 

    "Se non si interverrà presto, non avremo solo 535.000 sfollati. Non avremo solo 2.000 persone uccise dal conflitto, ma ne avremo decine di migliaia", ha detto Valentin Tapsoba, direttore regionale dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). 

    Gli sfollati si trovavano in una situazione disastrosa, con sovraffollamento, malnutrizione e mancanza di beni di prima necessità, inclusi cibo e acqua, hanno detto i funzionari in una conferenza stampa online. L’insicurezza non ha permesso alle agenzie umanitarie di visitare una vasta fascia della provincia costiera, mentre il numero di persone costrette a fuggire dalle proprie case è aumentato da 18.000 all’inizio del 2020 a oltre mezzo milione alla fine. 

    "La situazione a Cabo Delgado è spaventosa», ha detto Tapsoba.

    Il Sudafrica e le forze regionali si sono offerte di aiutare il Mozambico a risolvere il conflitto settentrionale, ma il ministro degli Esteri sudafricano, Naledi Pandor, ha detto a un evento virtuale di Chatham House che il governo di Maputo doveva ancora accettare l’offerta. 

    "Abbiamo fatto ogni sforzo per raggiungere il governo del Mozambico e sederci a un tavolo con loro per definire un programma di sostegno – ha detto - La nostra incapacità di arrivare a un accordo su quale supporto potremmo fornire rimane un enigma molto preoccupante per noi". 

    Anche a livello regionale si registra uno stallo. Finora il presidente mozambicano Filipe Nyusi ha rifiutato qualsiasi collaborazione, accettando solo l’arrivo di soldati portoghesi che si occuperanno dell’addestramento delle truppe di Maputo.

    Nonostante ciò, l’allarme rimane alto e il presidente Ramaphosa ha detto che il Sudafrica non rimarrà inerte di fronte alla crisi e le sue forze di sicurezza continueranno a monitorare la situazione per evitare che la crisi si espanda ulteriormente. [EC]

  • Angola Free

    Concluso il processo di privatizzazione di 33 aziende...

    ANGOLA - Oltre 460 milioni di euro: questo l’importo raccolto nel 2020 dallo Stato con la conclusione di 33 processi di privatizzazione nell’ambito del Programma governativo di privatizzazione (Propriv), avviato nel 2019. Lo ha dichiarato qualche giorno fa il presidente dell’Istituto di gestione dei beni e partecipazioni statali (Igape), Patricio Vilar, dopo la prima  riunione della commissione interministeriale nazionale del Propriv. “Speriamo che le società privatizzate contribuiranno a dare nuove opportunità di lavoro ai giovani”, si è augurato Vilar, annunciando inoltre che si è concluso anche il processo di privatizzazione della seconda fase della Zona Economica Speciale (Zee) di Luanda-Bengo con la privatizzazione di tutte le società che hanno partecipato alla gara: “A marzo, Igape ha in programma di iniziare con la terza fase di privatizzazione della Zee. Privatizzeremo piccole unità”, ha ancora specificato Vilar, che è anche vice coordinatore del Propriv. Secondo il funzionario, quest’anno il governo prevede anche di fare entrare in borsa due società del settore delle telecomunicazioni: Tv Cabo Angola e Multitel, di cui lo Stato detiene rispettivamente il 50 e il 90%. Sulle 33 società privatizzate, cinque aziende agricole - tra cui Quizenga, Cuimba e Longa -, tre birrifici (Cuca, N’Gola ed Eka), nonché i tre impianti tessili di Textang II, a Luanda, Africa Textil, a Benguela, e la fabbrica tessile Satec, a Dondo, nella provincia di Kwanza-Norte. “Quest’anno, abbiamo in programma di privatizzare alcune società del settore finanziario, vale a dire Bci, Ensa, Bai e Banca Caixa Geral Angola”, ha continuato il presidente dell’Igap, mentre 2742 posti di lavoro sono stati creati con la conclusione dei trasferimenti di proprietà al settore privato. Entro il 2022, Propriv prevede di privatizzare 195 società pubbliche, 32 delle quali classificate come società di riferimento nazionali, ovvero nei settori delle risorse minerarie e petrolifere, delle telecomunicazioni e delle tecnologie dell’informazione, dei trasporti, delle finanze, del turismo, dell’agricoltura e dell’industria. Tra le società che lo Stato intende vendere: la compagnia petrolifera Sonangol, il vettore aereo nazionel Taag, il servizio postale Correios de Angola, Angola Telecom, la compagnia di assicurazioni Ensa - Seguros de Angola, la compagnia nazionale di diamanti Endiama, e le partecipazioni presso Unitel, Banco de Comércio e Indústria (Bci), Banco Economico, la società di cemento Nova Cimangola, l’Angola Stock Exchange and Derivatives (Bodiva). [CN]
  • Lesotho Free

    Vodacom nel mirino dell’Autorità nazionale per le...

    LESOTHO - Una multa di 8,1 milioni di dollari è stata inflitta a Vodacom, principale operatore delle telecomunicazioni in Lesotho (Lca), dall’Autorità nazionale di regolamentazione delle comunicazioni. Lo riferiscono fonti di stampa locali, precisando che la multa, che la compagnia sudafricana si è finora rifiutata di pagare, sarebbe dovuta a un presunto conflitto di interessi derivato da legami familiari tra il presidente di Vodacom Lesotho, Matjato Moteane, e membri della società di audit dell’operatore. “È sempre possibile negoziare con le autorità di regolamentazione per ridurre la multa. Ma non siamo mai stati contattati da Vodacom. Invece, ora c'è un procedimento legale che non sono sicura darà a Vodacom il risultato che si aspetta”, ha dichiarato in un’intervista ai media sudafricani Mamarame Matela, a capo dell'Lca, spiegando che “la multa è ancora in sospeso. Ci sono discussioni extragiudiziali in corso con Vodacom su come risolvere la questione. L'Lca è favorevole a tali discussioni e alla ricerca di soluzioni sulla conformità dell'azienda agli standard di governance”. Matela ha tuttavia sottolineato le preoccupazioni dell’Lca, in quanto il ramo locale della compagnia sudafricana detiene l’85% della quota del mercato mobile in Lesotho e il suo principale concorrente nel paese, Econet, operatore del gruppo Liquidi Telecom con sede in Zimbabwe, non potrebbe supportare la capacità di Vodacom. “In un certo senso, Vodacom ci sta quasi tenendo in ostaggio”, ha confidato la direttrice dell’Lca, evidenziando quanto “questa disputa mostra il problema con il dominio del mercato di Vodacom. Una revoca della licenza presenta un rischio per la sicurezza nazionale, dato che l’intero governo dipende da Vodacom per i servizi di comunicazione”. “Ci auguriamo che saremo in grado di raggiungere un accordo di transazione con Vodacom e salvare la loro licenza di esercizio,” ha concluso Matela. [CN]