Libia

Una trentina i sospetti arrestati per gli attentati di Tripoli

Le autorità libiche hanno arrestato 32 presunti membri di una rete fedele a Muammar Gheddafi, accusandoli di stare dietro le esplosioni di tre autobombe che domenica mattina a Tripoli hanno ucciso due ventenni. Gli attentati sono avvenuti alla vigilia del primo anniversario della caduta della capitale per mano dei thuwar (rivoluzionari). Finora non c’è stata alcuna rivendicazione.

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Ultimi articoli della sezione Africa Nord

  • Egitto Free

    Al via progetto su empowerment femminile

    EGITTO - Il governatorato di Qena nell’Alto Egitto ha lanciato un programma del valore di 3 milioni di dollari per un progetto sull’empowerment femminile, riporta Egypt Today. Il programma, promosso dalla Fondazione egiziana per lo sviluppo integrato (Al-Nida), è finanziato dall’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale. Il direttore dell’Ufficio per gli affari democratici dell’Usaid, Jason Taylor, che ha espresso la sua felicità per il lancio del programma, affermando che mira anche a “rafforzare l’approccio basato sulla comunità per affrontare la violenza contro le donne e le ragazze in Egitto”. Il programma sarà attuato in 12 dei villaggi dei governatorati di Qena e Minya per un periodo di tre anni. Saranno organizzate campagne per aumentare la consapevolezza  delle ragazze sulle questioni di genere, oltre a corsi di formazione sul potenziamento delle capacità interpersonali. [TM]
  • Tunisia Free

    Banca mondiale continua a cooperare con Tunisi

    TUNISIA - La Banca mondiale (Bm) è pronta a proseguire l’attuazione di programmi di cooperazione con la Tunisia, in particolare di integrazione sociale ed economica, e programmi di cooperazione a sostegno delle piccole e medie imprese. Lo ha dichiarato ieri pomeriggio il vicepresidente della Bm per il Medio Oriente e il Nord Africa, Ferid Belhaj. Durante una videoconferenza, con il ministro dell’Economia e della Pianificazione, Samir Saied, Belhaj ha aggiunto che anche la Banca mondiale, che segue con interesse l’evoluzione delle condizioni economiche e finanziarie in Tunisia, è pronta a sostenere le riforme previste dal governo per garantire la ripresa economica e superare l’attuale crisi. Il ministro Saied, da parte sua, ha affermato che il nuovo governo, consapevole delle sfide che il Paese deve affrontare, sta attualmente esaminando lo sviluppo di un programma di riforme urgenti e realizzabili, in consultazione con i vari attori sociali. Le priorità di questo programma sono il rilancio dell’attività economica, il miglioramento della situazione delle finanze pubbliche e lo sviluppo del buon governo, ha affermato il ministro. “La Tunisia fa affidamento, in questo processo di riforma, sulle proprie capacità, ma si aspetta anche un maggiore sostegno dai suoi partner”, ha detto il ministro, ritenendosi “soddisfatto” della cooperazione tra Tunisia e Banca mondiale. Samir Saied ha espresso l’auspicio di vedere rafforzata la cooperazione con la Banca Mondiale, in particolare nelle aree con potenziale di crescita, tra cui la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica. A questa videoconferenza, organizzata a margine degli incontri annuali del Gruppo Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale in corso a Washington, hanno partecipato la ministra delle Finanze, Sihem Nemsia, la segretaria di Stato per la Cooperazione Internazionale, Aida Hamdi, il direttore dell’ufficio della Banca mondiale in Tunisia e il direttore dell’ufficio della International Finance Corporation (Ifc, ramo della Banca mondiale). La scorsa settimana, il Fondo monetario internazionale ha detto di essere in attesa di sentire dalle autorità tunisine le priorità inerenti alla politica economica. Kristalina Georgieva, direttrice del Fmi, ha detto che la Tunisia ha bisogno di riforme economicamente mirate e urgenti per stabilizzare l’economia e mettere le finanze pubbliche su un percorso sostenibile.
  • Egitto Free

    Servizi internet, investimenti pubblici per 2 miliardi

    EGITTO - L’Egitto ha iniziato a lavorare alla terza fase del suo piano per migliorare l’efficienza dei servizi Internet nel paese con un investimento fino a 2 miliardi di dollari. Lo ha annunciato ad Asharq Amr Talaat, ministro delle Comunicazioni e dell’informatica. Il progetto prevede la consegna di cavi in ​​fibra ottica a circa 4.500 villaggi nei prossimi tre anni: Talaat ha detto che una volta completato il progetto andrà a beneficio di 58 milioni di egiziani con servizi Internet ad alta velocità. Nell’ambito dell’iniziativa “Decent Life” del Paese nel 2021 sono state costruite più di 1.500 stazioni mobili in diversi villaggi e nel prossimo anno il numero di torri di comunicazione sarà raddoppiato in diverse parti del Paese. L’anno scorso sono stati assegnati nuovi spettri di frequenza con investimenti per 1,17 miliardi di dollari, che presto diventeranno operativi. Il ministro egiziano ha dichiarato che l’Egitto stava lavorando alla costruzione di una città tecnologica nella sua nuova capitale amministrativa. Talaat ha affermato che, nell’ambito dell’iniziativa “Digital Egypt”, verranno lanciati diversi progetti nel 2022 per garantire una trasformazione digitale fluida del Paese. Ha affermato che il governo cerca di migliorare il contributo del settore Ict al prodotto interno lordo per raggiungere l’8% entro il 2024. Citando un recente rapporto del settore, ha affermato che nei prossimi giorni l’Egitto presenterà il 25% delle opportunità di crescita totali in Medio Oriente. Talaat ha affermato che l’Egitto è un paese leader in termini di capacità di fornire servizi di outsourcing. Ci sono più di 85.000 persone in Egitto che forniscono questi servizi a più di 100 paesi in 20 lingue diverse. L’Egitto detiene una quota di mercato di circa il 17% del settore dell’outsourcing mondiale, ha affermato il ministro egiziano. [ASB]
  • Algeria Free

    Tosyali costruirà una nuova acciaieria

    ALGERIA - Il colosso turco dell’acciaio Tosyali inizierà la costruzione di un nuovo progetto di acciaieria di prodotti piani, con una capacità annua di 2 milioni di tonnellate, entro il prossimo mese di novembre. Il cantiere, secondo Alp Tobcioglu, membro del consiglio di amministrazione di Tosyali Algeria, è previsto presso il complesso siderurgico del gruppo, situato a Bethioua nella prefettura di Oran. Lo riportano le agenzie stampa algerine. “Sono state finalizzate quasi tutte le pratiche amministrative, compresa la predisposizione del terreno per il futuro stabilimento, situato in prossimità delle altre unità del complesso siderurgico” ha dichiarato Alp Tobcioglu, citato dall’agenzia Aps. L’impianto, da completare in 30 mesi, prevede la creazione di circa 2.000 nuovi posti di lavoro, diretti e indiretti. Attualmente Tosyali, che si è trasferita in Algeria nel 2007 e ha iniziato la produzione nel 2013, impiega 4.000 lavoratori. Si tratta di un progetto importante per la politica industriale dell’Algeria, che coltiva il sogno di avere un’industria automobilistica, con una produzione locale di diversi componenti. L’acciaio piatto viene utilizzato nella produzione di strutture per auto e pezzi di ricambio per veicoli, nonché apparecchiature elettroniche domestiche. Secondo l’agenzia stampa turca Anadolu la produzione complessiva di Tosyali nell’anno in corso ha raggiunto i 3 milioni di tonnellate di prodotti vari, commercializzati, oltre all’esportazione. L’azienda prevede di raddoppiare la sua produzione entro il 2025 e raggiungere i 6 milioni di tonnellate, dopo il completamento del suo nuovo impianto algerino.
  • Egitto Free

    Elettricità, storico accordo con Grecia e Cipro

    EGITTO - Annunciato nei giorni scorsi, ieri ad Atene l’Egitto ha firmato con Grecia e Cipro un accordo sull’elettricità che potrebbe includere l’energia solare egiziana e potenzialmente fornire energia ad altri paesi europei. Il protocollo è stato firmato durante un incontro tra il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e i presidenti di Egitto, Abdel Fattah Al Sisi, e di Cipro, Nicos Anastasiades e riguarda “l’interconnessione” dei vicini e il trasferimento di elettricità alle rispettive reti. “Man mano che le fonti energetiche si diversificano, l’Egitto può diventare un fornitore di energia elettrica, che sarà prodotta principalmente dal sole, e la Grecia diventerà una stazione di distribuzione per l’Europa” ha dichiarato alla stampa locale Mitsotakis. Al-Sisi ha affermato alla stampa egiziana che l’accordo mira a “rafforzare la cooperazione energetica” con l’Europa meridionale. Già il 14 ottobre Egitto e Grecia avevano firmato l’accordo preliminare per costruire un’infrastruttura di interconnessione elettrica tra i due paesi. In una dichiarazione congiunta i firmatari hanno affermato: “Questa interconnessione rafforza la cooperazione e la sicurezza energetica, non solo tra questi tre paesi ma anche con l’Europa. Sarà un modo per trasferire importanti quantità di elettricità da e verso il Mediterraneo orientale”. I tre paesi hanno anche espresso l’intenzione di esplorare e trasferire il gas naturale nella regione. [ASB]
  • MaroccoSahara Occidentale Free

    Idrocarburi, israeliani in Sahara Occidentale

    MAROCCO - L’Ufficio marocchino degli idrocarburi (Onhym) e la compagnia israeliana Ratio Petroleum Energy hanno firmato un accordo attraverso il quale l’azienda ha ottenuto una licenza di esplorazione di petrolio e gas nel blocco atlantico di Dakhla, nel Sahara Occidentale. Per ora, secondo i media marocchini, Ratio Gibraltar, filiale della società israeliana Ratio Petroleum Energy, ha siglato un accordo che gli garantisce i diritti esclusivi di esplorazione di petrolio e gas offshore. Il lavoro di ricerca riguarda un’area totale di 109.000 km2 nella regione di Dakhla. Se la ricerca sarà conclusiva, potrebbe portare alla fase di sfruttamento dei giacimenti offshore. La Ratio Petroleum Energy indica di aver firmato un accordo con l’Onhym alla fine di settembre, prima che l’informazione fosse confermata a metà ottobre. In base a questo accordo, Ratio Gibraltar ha il diritto esclusivo di sondare, fino a una profondità di 3.000 metri, la presenza di petrolio e gas sulla costa atlantica del Marocco. Sulla base dei risultati dell’esplorazione, si prevede la firma di un accordo di esplorazione e di produzione di petrolio e di gas. Se la scoperta avvenisse, il Marocco potrebbe ricevere una royalty del 7% sul petrolio scoperto a più di 200 metri sott’acqua con una produzione di oltre 500.000 tonnellate. Tale aliquota sarebbe del 3,5% per il gas naturale per una produzione superiore a 500.000 m3. L’area della prospezione è oggetto di controversia e le autorità della Repubblica araba democratica sahrawi (Rasd) hanno già reagito criticando l’accordo israelo-marocchino, poiché ritengono che si tratti in un territorio illegalmente occupato dal Marocco.  “L’accordo è un nuovo passo nella serie di crimini economici perpetrati dal Marocco nei territori sahrawi occupati”, ha affermato in una nota l’autorità petrolifera e mineraria sahrawi. L’autorità ricorda lo status giuridico del Sahara occidentale come territorio in attesa di un processo di decolonizzazione. “L’accordo non ha valore legale perché il Marocco non ha sovranità sul Sahara occidentale, come affermato dalla Corte internazionale di giustizia nel suo parere consultivo nel 1975 e ribadito dalla Corte di giustizia dell’Unione europea (Cgce) nel 2016 e nel 2018 e recentemente dalla Corte dell’Unione europea il 29 settembre 2021”, si legge in una dichiarazione pubblicata dall’agenzia Sps. L’area totale del blocco atlantico di Dakhla è di oltre 129.000 chilometri quadrati. Si trova nella parte meridionale del Sahara occidentale e si estende fino al confine con la Mauritania. [CC]