Guinea

Norvegia cancella parte del suo debito

Il governo della Norvegia ha deciso di cancellare a partire da subito una porzione del debito che la Guinea ha con lo Stato scandinavo, pari a 5,8 milioni di euro.

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Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Senegal Free

    Sonko, dopo le proteste inizia una settimana incerta

    SENEGAL - Oggi comincia la mobilitazione di tre giorni indetta in tutto il Senegal dalla piattaforma Aar sunu democratie. Dopo un fine settimana di calma apparente e grande nervosismo, scandito da appelli andati a vuoto al presidente Macky Sall, affinché prendesse la parola, nella tarda serata di ieri è arrivato un segnale distensivo. 

    Il pubblico ministero Serigne Bassirou Guèye ha revocato la custodia per il leader dell’opposizione Ousmane Sonko e le sue guardie del corpo, custodia scattata mercoledì in relazione all’accusa di disturbo dell’ordine pubblico e partecipazione a una manifestazione non autorizzata. Le guardie del corpo sono state rimesse immediatamente in libertà, mentre Sonko deve comparire oggi alle 11 davanti al decano dei giudici. Un suo possibile rilascio dovrebbe dipendere dall’esito di questo confronto.

    Questa revoca, sostengono vari osservatori, dovrebbe essere il preludio per un rilascio su larga scala di buona parte dei manifestanti arrestati.

    Un secondo segnale, non di lettura immediata ma comunque rilevante nella complessa cornice politica e sociale senegalese, è rappresentato dalle comunicazioni arrivate dai capi religiosi. I califfi che guidano le confraternite religiose del Paese, attraverso il portavoce del giorno Serigne Mansour Sy, hanno fatto sapere di avere parlato con il presidente, che questi li avrebbe attentamente ascoltati spiegando le ragioni del suo silenzio. “Una consultazione franca, egualitaria, indulgente e essenziale… Non è mai troppo tardi”, ha detto. Macky Sall non ha parlato ma starebbe lavorando anche lui per una soluzione negoziale.

    Non è scontato che questa modalità obliqua di intervento da parte del presidente riesca a attutire l’onda d’urto innescata dalla protesta che infiamma ormai da giorni il Senegal. L’hashtag #FreeSenegal, lanciato dagli utenti di internet in Senegal dopo l’arresto di Sonko, ha superato il milione di utilizzi: sono stati postati quasi 1,3 milioni di tweet in 2 giorni.

    La tensione resta alta. Le vittime accertate degli scontri sono salite a 5 dopo la notizia del decesso di un adolescente colpito a Diaobé, nel sud del Senegal, sabato. In seguito al contestato intervento del ministero dell’Interno, Antoine Felix Abdoulaye Diome, che venerdì ha promesso di utilizzare “tutti i mezzi necessari per un ritorno all’ordine”, il movimento Aar sunu democratie, ossia movimento per la difesa della democrazia, che riunisce esponenti delle associazioni e dell’opposizione, ha indetto tre giorni di mobilitazione pacifica in tutto il Paese, a partire da oggi.

    Il divieto di circolazione per moto e motorini è stato dunque prolungato fino alle 21 di mercoledì e i ministeri dell’Educazione e quello del Lavoro e della Formazione professionale hanno annunciato la chiusura delle scuole, per ragioni di sicurezza, per l’intera settimana.

    Dakar è blindata. Sono stati visti carri armati confluire verso il Plateau, il quartiere centrale della capitale, dove si trovano il tribunale e gli altri palazzi delle istituzioni. Nei supermercati ieri sono state registrate lunghe file: in una situazione di incertezza, chi ne ha la possibilità ha fatto provviste.

    Ieri è stata diffusa inoltre una comunicazione congiunta delle ambasciate dei Paesi aderenti all’Unione Europea, a cui si sono unite quelle di Canada, Corea del Sud, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera, in cui si esprime apprensione e si auspica una soluzione pacifica, in linea con la storia e la vocazione del Paese. “Facciamo appello alla moderazione, a evitare la violenza, alla protezione delle persone e dei beni, così come a un ripristino pacifico della calma e del dialogo”.

    Il presidente della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat, ha espresso sabato “la propria preoccupazione di fronte agli avvenimenti in Senegal, la perdita di vite umane e i danni materiali”, condannato “gli atti di violenza e saccheggio e ogni inclinazione alla sediziosità”, e ribadito “il suo attaccamento a una soluzione di tutte le crisi e tensioni africane con mezzi pacifici, dialogo, nel rispetto dell’ordine, della pace civile e dello stato di diritto”.

    La Commissione Ecowas, dopo aver condannato le violenze, ha invitato “tutte le parti a esercitare moderazione e mantenere la calma” e le autorità, in particolare, a “allentare le tensioni e garantire la libertà di manifestare pacificamente, in conformità con le leggi in vigore”. [SR]

  • Costa Avorio Free

    Elezioni parlamentari, voto nella calma relativa

    COSTA D'AVORIO - Sette milioni e mezzo di elettori ivoriani sono stati chiamati sabato 6 marzo ad eleggere i loro deputati. Sono 254 i posti da riempire in queste elezioni parlamentari. 

    Dopo un’elezione presidenziale segnata dalla violenza politica e dal boicottaggio dell’opposizione, le elezioni si sono svolte in un’atmosfera tranquilla: lo riferiscono i media locali e internazionali.

    Secondo le prime tendenze comunicate fino ad ora dalla Commissione elettorale indipendente (Cei), il Rassemblement des houphouëtistes pour la démocratie et la paix (Rhdp), la coalizione del presidente Alassane Dramane Ouattara, è in testa in diversi distretti e comuni del Paese. 

    La proclamazione dei risultati definitivi è attesa per oggi a mezzogiorno circa.

    Il partito al potere è quindi ancora in vantaggio sull’opposizione e sui candidati indipendenti. L’attuale presidente dell’Assemblea Nazionale, Amadou Soumahoro, mantiene il suo posto a Séguéla. A Boundiali, il ministro Mariétou Koné del Rhdp è uscito vincitore. 

    Anche i ministri Koné Bruno Koné e Coulibaly Issa del Rhdp sono usciti vincitori. Il ministro Touré Mamadou, il deputato uscente di Daloa, ha nuovamente vinto il ticket per l’emiciclo. Kobénan Kouassi Adjoumani ha vinto a Tanda sempre per conto del Rhdp. L’opposizione ha strappato una vittoria importante con Jean-Louis Billion a Dabakala, come a Méagui dove ha avuto la meglio la lista dell’alleanza tra il Partito democratico di Costa d’Avorio (Pdci) di Henri Konan Bedie, fuoriuscito dall’Rhdp, e la nuova piattaforma Eds (Insieme per la democrazia e lo sviluppo) filo Laurent Gbagbo, l’ex presidente scagionato dalla Corte penale internazionale ma tuttora in Belgio impossibilitato a tornare.

    Tra le principali missioni di osservazione che hanno seguito l’affluenza alle urne, l’iniziativa Indigo ha pubblicato ieri le sue conclusioni sullo svolgimento di queste elezioni legislative. L’ong aveva dispiegato 500 persone in 1429 seggi elettorali. Nel complesso, riferisce, il voto è andato bene, ma sono stati registrati 190 incidenti, che vanno dal furto delle urne ai guasti delle tavolette biometriche nei seggi elettorali. Indigo ha espresso preoccupazione per le dichiarazioni fatte dai candidati e dai partiti politici prima dell’inizio dell’annuncio dei risultati da parte della Commissione elettorale indipendente. [VGM]

  • Mauritania Free

    Nasce una banca per le imprese femminili

    MAURITANIA - Una banca dedicata alle imprese femminili è stata inaugurata la scorsa settimana a Nouakchott, capitale della Mauritania, alla presenza del ministro del Commercio, dell’Industria e del Turismo, Naha Mint Hamdi Ould Mouknass. L’inaugurazione fa parte delle iniziative organizzate dall’Unione Imprese delle Donne in occasione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna. La responsabile del progetto presso il ministero degli Affari sociali, dell’infanzia e della famiglia, Lalla Fatma Mint Sadegh Ould El Arby ha affermato che le questioni di interesse per le donne e la tutela dei loro diritti sono al centro di le preoccupazioni del Presidente della Repubblica, Mohamed Ould Cheikh El Ghazouani. Come riferisce l’agenzia stampa ufficiale Ami, secondo El Arby il Dipartimento per gli affari sociali, l’infanzia e la famiglia sta esaminando l’esecuzione di un ambizioso programma per promuovere le imprese femminili e consentire l’emancipazione economica delle donne, accogliendo favorevolmente gli sforzi compiuti dall’Unione in questa iniziativa che costituirà, ha affermato, un pilastro dell’economia nazionale grazie all’effettiva partecipazione delle donne allo sviluppo. Khatou Cheikh Dah Tolba, presidente dell’Unione delle imprese femminili, ha affermato che il suo sindacato, che riunisce 30.000 donne, mira innanzitutto a consentire alle donne mauritane di contribuire in modo efficace e serio allo sviluppo dell’economia nazionale. [CC]
  • Costa Avorio Free

    Sabato alle urne per le elezioni parlamentari

    COSTA D'AVORIO - Si è conclusa alla mezzanotte di ieri la campagna elettorale per le elezioni parlamentari in programma domani, sabato 6 marzo, in Costa d’Avorio. Fonti di InfoAfrica nella capitale economica, Abidjan, hanno riferito che la campagna elettorale si è svolta a grandi linee nella calma, con alcuni casi isolati di violenze. Tra questi la distruzione di cartelloni promozionali, l’aggressione di un sostenitore di una parte politica, le pressioni su un candidato costretto a fuggire nel dipartimento di Adzope. Se il clima è decisamente meno teso rispetto alle elezioni presidenziali del 30 ottobre scorso, c’è grande vigilanza per il timore che possano scoppiare episodi violenti domani, il giorno del voto, e nei giorni successivi. La grande sfida si gioca tra i candidati del Rassemblement des houphouëtistes pour la démocratie et la paix (Rhdp), la coalizione del presidente Alassane Dramane Ouattara, e quelli dell’alleanza tra il Partito democratico di Costa d’Avorio (Pdci) di Henri Konan Bedie, fuoriuscito dall’Rhdp, e la nuova piattaforma Eds (Insieme per la democrazia e lo sviluppo) filo Laurent Gbagbo, l’ex presidente scagionato dalla Corte penale internazionale ma tuttora in Belgio impossibilitato a tornare. Sebbene Gbagbo non sia potuto rientrare in patria, gli osservatori lo dicono onnipresente in questa campagna elettorale, in cui si dibatte anche molto sul suo eventuale ritorno in tempi rapidi. Altra alleanza in gara, quella che fa capo a Pascal Affi N’Guessan, leader dell’ala del Fronte Patriottico ivoriano (Fpi) dissidente dal resto del partito fondato da Gbagbo. La posta in gioco di queste elezioni parlamentari è altissima. Esattamente un anno fa, il 5 marzo 2020, il presidente Ouattara aveva annunciato che non si sarebbe candidato per un terzo mandato consecutivo alla guida dello Stato “per lasciare i comandi a una nuova generazione”. Decisione poi rovesciata dopo il decesso del suo delfino e candidato alla successione, Amadou Gon Coulibaly. La terza candidatura di Ouattara ha scatenato un’ondata di proteste, episodi di violenza e la ferma condanna da parte dei pesi massimi della politica ivoriana, tra cui Bedie, Gbagbo, N’Guessan e Guillaume Soro. La rielezione di Ouattara, favorita dal boicottaggio e dall’appello alla disobeddienza civile lanciata dagli oppositori, non è stata riconosciuta dagli oppositori, giunti persino a proclamare autonomamente la fine del mandato di Ouattara. Per questo, N’Guessan e altri leader erano finiti in manette. Alle ultime elezioni legislative, nel dicembre 2016, l’Rhdp all’epoca alleato del Pdci aveva conquistato la maggioranza assoluta con 167 seggi. Mantenere una così ampia maggioranza si preannuncia molto difficile, anche se le liste dei candidati filo-Ouattara sono presenti in tutte le circoscrizioni nazionali. C’è in questa campagna un assente di spicco: il primo ministro Hamed Bakayoko, candidato a Seguela, nel nord, in Francia da due settimane per motivi di salute. [CC]
  • Ghana Free

    Glovo offre collaborazione su gestione rifiuti

    GHANA - Glovo, la piattaforma spagnola specializzata in servizi di consegna a richiesta, ha espresso il proprio interesse a collaborare con il governo di Accra per risolvere le sfide legate alla diffusione dei rifiuti di plastica in Ghana.

    A riportarlo sono i media locali, citando la direttrice generale di Glovo in Ghana, Pearlyn Budu, la quale ha riconosciuto che l'industria alimentare è uno dei maggiori contributori ai rifiuti di plastica.

    "Ci piacerebbe avere opportunità dal governo e aiutare a costruire e sostenere le piccole imprese", ha detto Budu, precisando che la società porta già avanti diversi progetti a impatto sociale incentrati sulla gestione dei rifiuti.

    L'obiettivo, secondo quel che viene riportato, è di estendere l'attività anche allo smaltimento dei rifiuti in plastica.

    Glovo è presente in Africa dal 2018 ed è attualmente operativo in cinque Paesi: oltre al Ghana, anche in Marocco, Kenya, Uganda e Costa d'Avorio. [MV]

  • Guinea Free

    Forum su impatto dell’estrazione mineraria

    GUINEA - Si è svolta a Conakry la terza edizione del Forum nazionale sui diritti delle comunità confinanti con le aree minerarie della Guinea, meglio noto con l’acronimo Focomines, riunendo per due giorni delegazioni di comunità locali, del ministero delle Miniere, del ministero dell’Ambiente, attori della società civile e rappresentanti delle società minerarie. Organizzato dall’ong Action Mines Guinée in collaborazione con Osiwa, il Focomines ha lo scopo di aiutare la Guinea a tradurre il suo potenziale minerario in ricchezza per la propria gente. Sono attese le raccomandazioni volte a migliorare le riforme in corso in Guinea, per azioni concrete e una pianificazione molto più precisa. Come ricorda la testata Guinée Matin, in Guinea, l’estrazione mineraria provoca gravi danni ambientali e inquinamento idrico. Sono enormi i nelle aree minerarie, in particolare a Boké, nel nordovest, dove la copertura vegetale viene decimata a un ritmo frenetico. La bauxite è la principale risorsa mineraria della Guinea, e Boké ospita una decina di società estrattive. Il  livello di sviluppo socio economico e umano nella regione è tuttavia molto basso. Presente al forum, Mamadouba Tawel Camara, sindaco del comune urbano di Boké, ha chiesto un “risarcimento” delle popolazioni da parte delle compagnie minerarie. “Abbiamo anche problemi con la distruzione delle nostre strade – ha detto –  e conseguenze sull’agricoltura: a causa della la polvere sulle piante al momento della fotosintesi o al momento della fioritura, la nostra produzione a Boké e in tutte le aree minerarie è diminuita”. Aboubacar Kourouma, Direttore Generale dell’Ufficio Strategia di Sviluppo presso il Ministero delle Miniere, ha invece presentato progressi compiuti negli ultimi anni nel settore minerario sostenendo che vanno a beneficio dei guineani. Lo scorso dicembre, InfoAfrica riferiva di un rapporto intitolato “Dalla banana alla bauxite” pubblicato dall’Iniziativa Lieferkettengesetz, associazione tedesca di organizzazioni della società civile e per la difesa dei diritti umani, secondo la quale la banca tedesca Ing DiBa, avendo partecipato al finanziamento dell’espansione di una miniera di bauxite nella regione di Boké, è co-responsabile di espropriazione e reinsediamento forzato di popolazioni, foreste distrutte, corsi d’acqua contaminati, terre inquinate e danni alla salute. Parte dei numerosi finanziatori del progetto di espansione della miniera nella regione di Boké, includono tra gli altri l’International Finance Corporation della Banca Mondiale o varie banche commerciali come Société Générale, Bnp Paribas, Crédit Agricole o Natixis. In Guinea è anche in corso lo sviluppo del mega progetto di Simandou, nel sud-est, in base a un recente accordo tra il governo di Conakry e un consorzio internazionale. Simandou è considerato il più grande deposito noto di ferro, con oltre 2 miliardi tonnellate di minerale di alta qualità. [CC]