Libia

Un nuovo inizio in Germania per profughi fuggiti dalla guerra

Sono arrivati ieri in serata all’aeroporto di Hannover, accolti dal sottosegretario federale agli Interni Ole Schröder e dal ministro degli Interni del Land della Bassa Sassonia Uwe Schünemann, i primi 195 profughi fuggiti dalla Libia dopo l’inizio della ribellione contro il regime di Muammar Gheddafi, cui la Germania ha deciso di assegnare lo status di rifugiati politici dopo un accordo raggiunto con l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim).

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Ultimi articoli della sezione Africa Nord

  • Marocco Free

    Gas, intesa con Chariot su progetto Anchois

    MAROCCO - La Chariot Oil & Gas ha firmato un memorandum d’intesa con il partner marocchino Onhym e con il ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Economia Digitale per il suo progetto Anchois Gas Development. Secondo il comunicato dell’azienda con sede a Londra, il documento afferma che il ministero sosterrà l’Anchois Gas Development per migliorare la creazione di posti di lavoro, l’integrazione regionale attraverso lo sviluppo di infrastrutture strategiche e la promozione di ambienti puliti e competitivi al fine di fornire energia per il settore industriale marocchino. Chariot, attraverso la sua controllata al 100%, Chariot Oil & Gas Holdings Limited, detiene una quota del 75% sulla licenza Lixus in collaborazione con l’Onhym che detiene una partecipazione del 25%. La licenza Lixus, che si trova sulla costa atlantica del Marocco, appena a sud della Spagna, ospita la significativa scoperta di gas di Anchois. [CC]
  • Algeria Free

    Cipa, il 40% delle aziende rischia la chiusura

    ALGERIA - Più del 40% delle aziende algerine, incluse quelle del comparto delle costruzioni, sono a rischio di chiusura, mentre si può ritenere che in questo momento, le imprese operano solo al 20% delle proprie capacità: a lanciare l’allarme è Abdelouahab Ziani, presidente della Confederazione degli industriali e dei produttori algerini (Cipa), nelle pagine del quotidiano Liberté. “Se perdiamo queste società, create 10 o 20 anni fa, “sarà difficile sostituirle dall’oggi al domani”, osserva Ziani, che collega la drammatica situazione in parte all’impatto economico della pandemia di covid-19, ma anche “alla concorrenza sleale imposta dagli operatori stranieri sul mercato interno”. La Cipa ha da poco preso provvedimenti con le banche pubbliche per trovare soluzioni ai problemi finanziari delle piccole e medie imprese (Pmi). Secondo Ziani il Crédit populaire d’Algérie (Cpa), la Banca Extérieure (Bea) e la Banca per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale (Badr) hanno confermato la loro disponibilità a discutere con i manager di queste società per trovare la formula migliore che permetterà loro di rilanciarsi. “Non è il caso delle banche private, soprattutto europee, che non hanno ritenuto opportuno aiutare queste aziende durante questa crisi sanitaria ed economica – denuncia il presidente della Cipa che insiste: – c’erano istruzioni per sostenere le aziende in difficoltà, ma non ne hanno tenuto conto”.  [CC]
  • EgittoEtiopiaSudan Free

    Diga sul Nilo, previsto incontro tra Egitto e Sudan

    EGITTO / ETIOPIA / SUDAN - Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi guiderà sabato prossimo una delegazione di alto livello a Khartoum, in Sudan, dove incontrerà il presidente del Consiglio sovrano di transizione, il generale Abdel Al-Fattah Al-Burhan, per discutere dei rapporti bilaterali e di questi regionali e internazionali di comune interesse. 

    Lo ha annunciato la ministra degli Esteri sudanese, Mariam Al-Saddiq Al-Mahdi, durante una visita al Cairo per un vertice della Lega araba, nel corso della quale è stata ricevuta da al Sisi e ha incontrato l’omologo egiziano Sameh Shoukry.

    Tema centrale degli incontri la controversa diga Grand Ethiopian Renaissance Dam (Gerd) in costruzione sul Nilo Azzurro, al confine dell’Etiopia con il Sudan. Secondo quanto riportato dai media egiziani, Sisi ha ribadito “la posizione ferma dell’Egitto sull’inevitabilità di un accordo legalmente vincolante” tra i tre paesi riguardo alle regole di riempimento del bacino e di funzionamento della Gerd, in modo da tutelare in particolare i diritti idrici dei due paesi a valle, ossia Egitto e Sudan.

    Il Cairo e Khartoum vorrebbero arrivare all’accordo prima di luglio, quando ci sarà il secondo riempimento del bacino della diga. Nella conferenza stampa tenuta con Shoukry, la ministra sudanese ha rinnovato l’appello all’Etiopia per una ripresa dei negoziati, affermando che il secondo riempimento del bacino “mette a rischio la vita di 20 milioni di cittadini sudanesi”. Da parte sua, Shoukry ha chiesto ad Addis Abeba di dare prova di buona volontà, sottolineando che non si possono sostenere negoziati “senza fine”.

    Egitto e Sudan stanno cercando di dare vita a un meccanismo negoziale sostenuto dall’Unione africana (Ua) che porti alla creazione di un quartetto internazionale, guidato dall’attuale presidente di turno dell’Ua, la Repubblica democratica del Congo, composto da Ua, Unione europea, Stati Uniti e Nazioni Unite.

    Dopo la fallita mediazione della precedente amministrazione di Donald Trump, la scorsa settimana Washington ha fatto sapere di aver avviato una revisione della propria politica sulla Gerd. “Sappiamo che la Gerd è una questione importante per le tre parti – ha detto il portavoce del dipartimento di Stato, Ned Price – stiamo rivedendo la nostra politica sulla Gerd e valutando il ruolo che possiamo svolgere per facilitare una soluzione tra le parti”.

    Una volta completata la Gerd sarà la diga più grande del continente africano, con una potenza complessiva di 6.000 MW, su cui Addis Abeba punta per sostenere la crescita economica e sociale del Paese. La diga permetterà anche di fornire energia ai paesi vicini. L’Etiopia ha fatto sapere di recente di aver completato circa il 78% dei lavori, ribadendo che non è sua intenzione nuocere a Sudan ed Egitto.  [SS]

  • Egitto Free

    Emissione di buoni del Tesoro dalla Banca centrale

    EGITTO - L'Egitto, tramite la sua Banca centrale, ha emesso buoni del Tesoro per un valore di 13 miliardi di lire egiziane (circa 830 milioni di dollari) nel tentativo di finanziare il deficit di bilancio del Paese. 

    Lo ha reso noto la Banca centrale egiziana, ripresa dalla stampa. Il valore della prima offerta ammontava a 5 miliardi di lire (320 milioni di dollari) per un periodo di tre anni. La seconda offerta è di 7 miliardi di sterline (450 milioni di dollari) per un periodo di sette anni e la terza di circa 1 miliardo di lire (65 milioni di dollari) per un periodo di 15 anni.

    Il ministero delle Finanze egiziano ha recentemente annunciato la possibilità di ridurre le quantità accettabili di offerte per cambiali e obbligazioni sul tesoro pubblico, emesse in valuta locale, fino alla fine del corrente anno fiscale.

    Secondo i dati resi pubblici a gennaio il deficit dell'Egitto è salito a 2,8 miliardi di dollari nel trimestre luglio-settembre, da 1,4 miliardi nello stesso trimestre del 2019, a causa dell'impatto economico della pandemia di coronavirus. Uno scenario in cui i ricavi del turismo sono diminuiti di quasi il 70% lo scorso anno, mentre gli investimenti diretti esteri netti sono diminuiti del 31% su base annua a 1,6 miliardi di dollari. 

    A maggio 2020 il Fondo Monetario Internazionale ha approvato la richiesta dell'Egitto di assistenza finanziaria di emergenza di 2,772 miliardi di dollari per combattere l'impatto della pandemia. [EC]

  • MaroccoNigeria Free

    Accordi con Rabat su import fosfati per fertilizzanti

    NIGERIA - I governi di Abuja e Rabat hanno firmato cinque diversi memorandum d'intesa per consentire alla Nigeria di avviare l'importazione dal Marocco di fosfati da utilizzare nella produzione di fertilizzanti.

    A darne notizia sono i media nigeriani, dai quali si apprende che i fosfati importati dal Marocco saranno impiegati nella produzione di fertilizzanti miscelati e ammoniaca per il mercato locale e per l'esportazione.

    Nell'ambito del progetto, il governo nigeriano prevede di realizzare nello stato di Akwa Ibom un impianto per la produzione ammoniaca, impiant in cui avranno un ruolo anche la compagnia petrolifera statale Nigerian National Petroleum Corporation (NNPC) e il Consiglio nigeriano per lo sviluppo e il monitoraggio dei contenuti (NCDMB). [MV]

  • AfricaEtiopiaMaroccoTunisia Free

    Italia finanzia tre progetti in Africa con Unido

    AFRICA - L’Italia finanzia tre nuove iniziative di sviluppo che riguardano l’Africa: lo hanno annunciato il Rappresentante permanente italiano presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna, ambasciatore Alessandro Cortese, e il  Direttore Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (Unido), il cinese Li Yong. Lo si apprende da un comunicato della stessa Unido. Il progetto, “Operatività e sostenibilità dei parchi agroindustriali integrati (Iaip) in Etiopia”, contribuirà allo sviluppo del settore agroindustriale del Paese e alla creazione di posti di lavoro dignitosi e opportunità economiche nelle zone rurali. Il programma continentale “Opportunità per l’occupazione giovanile in Africa” ​​sviluppato congiuntamente dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) e Unido, secondo i promotori accelererà gli sforzi nell’area della creazione di posti di lavoro per i giovani africani, in particolare attraverso l’agribusiness e lo sviluppo dell’imprenditorialità. Il terzo progetto, “Politiche industriali per un’economia circolare”, fornirà un programma di formazione dedicato ai responsabili politici di Libano, Marocco e Tunisia per promuovere pratiche di economia circolare. Sarà realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Ferrara e l’Università degli Studi Roma Tre. Alla firma, l’ambasciatore Cortese ha dichiarato: “La crisi senza precedenti causata dalla pandemia covid-19 sta allontanando il mondo dal percorso previsto dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile . L’Italia resta impegnata a collaborare con Unido al fine di ricostruire e garantire un futuro più equo, inclusivo, sostenibile, resiliente e più verde, anche attraverso la nostra Presidenza del G20 e la co-Presidenza della COP26 “. Li Yong ha osservato che i tre progetti sono la prova che la cooperazione internazionale è fondamentale per affrontare le crisi globali e per accelerare i progressi verso il raggiungimento dell’Agenda 2030, aggiungendo: “Con la continua assistenza del governo italiano, uno dei principali donatori di Unido, l’organizzazione è stata in grado di mantenere il suo mandato e di promuovere uno sviluppo industriale inclusivo e sostenibile, in particolare in questo momento con il progresso dello sviluppo frenato dalla pandemia di covid-19”. [CC]