Tunisia

Internet, opportunità e controlli al centro di discussioni

Accesso Completo, Africa Nord, Tunisia Esponenti dell'amministrazione pubblica, professionisti, esperti e rappresentanti della società civile sono riuniti da ieri a Tunisi per un Forum nazionale sulla gestione della rete Internet, mentre aumentano le apprensioni sulla limitazione della libertà d'informazione. Il ministro delle Tecnologie dell'Informazione, Mongi Marzouk, ha ricordato che la rete ha giocato un “ruolo fondamentale nella rivoluzione tunisina del 2011” e che le nuove tecnologie e applicazioni sono “necessarie alla creazione di un'economia dinamica generatrice di posti di lavoro a lungo termine per una popolazione giovane, nonché alla costituzione di una società aperta e trasparente”. Il Forum, ha precisato il ministro, mira a facilitare il dialogo tra gli organi che si occupano di politiche pubbliche internazionali relative all'Internet. Altre dichiarazioni di Marzouk hanno suscitato alcune perplessità e timori di un possibile ritorno alla censura: il ministro, alla vigilia del Forum, ha annunciato che il governo sta lavorando alla messa sotto controllo della rete per “motivi di sicurezza”. Il controllo, ha precisato Marzouk, è sottoposto a un quadro giuridico internazionale ed è un meccanismo di protezione– ha aggiunto – al quale ogni paese aderisce. Con circa un milione di abbonati e un tasso di penetrazione del 36%, la Tunisia ha raggiunto un buon livello sul continente africano, con ampi margini di sviluppo. [CC]

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    Precisato piano per impianti di desalinizzazione

    EGITTO - La prima fase del piano dell’Egitto per sviluppare la desalinizzazione dell’acqua su larga scala comprenderà 21 impianti da 3 miliardi di dollari. Lo ha precisato l’amministratore delegato del fondo sovrano del paese, Ayman Soliman, nel corso della conferenza Next di Reuters. Il programma mira a una produzione di 3,3 milioni di metri cubi di acqua dissalata al giorno nella prima fase, per raggiungere quindi gli 8,8 milioni di metri cubi al giorno. Secondo Soliman, ci sono state finora manifestazioni di interesse da parte di oltre 200 operatori di almeno 35 paesi per la prima fase. Soliman ha quindi aggiunto che l’Egitto mira ad avviare la produzione dei suoi progetti di idrogeno verde nel 2025-2026. [SS]
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    LIBIA - La Libia ha bisogno di aumentare la produzione di petrolio per mettere in atto piani di sviluppo radicali e diversificare un’economia fortemente dipendente dalle esportazioni di energia. È quanto sostiene il governatore della Banca centrale libica, Sadiq al-Kabir. La produzione di greggio dovrebbe essere di almeno 1,4 milioni di barili al giorno “se vogliamo dare una svolta all’economia libica”, ha precisato al-Kabir a Bloomberg. Ad oggi il Paese produce circa 1,2 milioni di barili, ritenuti dal governatore non sufficienti a coprire gli aumenti della spesa pubblica qualora i prezzi del greggio dovessero scendere sotto i 70 dollari al barile. Al-Kabir ha quindi sottolineato che la banca sostiene gli sforzi del governo per aumentare la produzione “in solidarietà con la comunità internazionale e per colmare la carenza di forniture energetiche causata dalla guerra Russia-Ucraina”. Tuttavia aumentare la produzione non è facile in Libia, dove si trovano le maggiori riserve di greggio del continente africano, e dove il petrolio è stato spesso al centro del conflitto politico in atto da anni tra il governo di Tripoli e un primo ministro rivale sostenuto dal parlamento presente nell’est del Paese. Campi, oleodotti e porti sono stati spesso bloccati da gruppi armati o manifestanti per avanzare richieste politiche o economiche. Eppure maggiori entrate petrolifere consentirebbero alla Libia di “espandere i progetti di sviluppo e per le infrastrutture, di stimolare il settore privato e di diversificare l’economia e le fonti di reddito”, ha sottolineato il governatore, senza però fornire maggiori dettagli. Tuttavia, dopo anni di conflitto, la Libia necessita di investimenti importanti per la ricostruzione di alloggi, trasporti e reti elettriche. [SS]
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    Ferro e acciaio, previsto raddoppio valore esportazioni

    ALGERIA - Il valore delle esportazioni di ferro e acciaio dell’Algeria raddoppierà quest’anno rispetto al 2021. Secondo le previsioni del ministero dell’Industria il valore delle esportazioni algerine di ferro e acciaio dovrebbe infatti raggiungere gli oltre 1,5 miliardi di dollari entro la fine del 2022. Lo ha dichiarato ad Algeri il capo di gabinetto del ministero, Mokhtar Bourouina. Rappresentando il ministro dell’Industria, Ahmed Zaghdar, alla cerimonia di apertura del Salone Internazionale dell’Industria “Sinaa Expo 2022”, presso il Palais des expositions Pins maritimes, Bourouina ha affermato martedì che questo settore sta vivendo un progressivo sviluppo in termini di produzione ed esportazione, con quasi 500.000 tonnellate di ferro e acciaio (barre per cemento armato, cavi per macchinari e ferro piatto) esportate in Europa, America e Africa nei primi mesi dell’anno 2022. Sottolineando che questi risultati sono “il frutto degli sforzi degli operatori del settore in piena ristrutturazione e riorganizzazione”, il ministro ha sottolineato l’importanza della creazione di cluster industriali e della formazione di gruppi specializzati nei settori dell’industria meccanica, siderurgica, elettrica e dei materiali da costruzione al fine di svilupparli. [VGM]
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    TUNISIA - Il raccolto di agrumi in Tunisia dovrebbe raggiungere le 290.000 tonnellate nella stagione 2022/2023. È quanto indica l’Osservatorio nazionale dell’agricoltura (Onagri). Il dato mostrerebbe un calo del 16% rispetto allo stock di 345.300 tonnellate registrato durante la campagna precedente. Secondo l’ente pubblico, queste prospettive si spiegano principalmente con le condizioni climatiche secche che hanno prevalso durante i periodi di fioritura e allegagione (formazione iniziale del frutto) degli agrumi e con l’aumento delle temperature osservato nei mesi di maggio e giugno scorsi. Inoltre, si è verificata una riduzione delle superfici messe a coltura a causa dell’aumento del tasso di estirpazione degli alberi invecchiati negli ultimi anni e della mancanza di acqua nelle zone di produzione come Menzel Bouzelfa e Beni Khalled a causa della siccità. Nel dettaglio, secondo la medesima fonte, la produzione di arance diminuirà del 30,6%, mentre quella di clementine del 15%. Nel frattempo, il volume dei mandarini dovrebbe diminuire del 18%, mentre quello dei limoni di circa il 23%. In Tunisia, l’agrumicoltura occupa più di 28.000 ettari, pari a circa il 6,5% della superficie arborea del Paese, esclusi gli oliveti. Il raccolto viene effettuato principalmente nel governatorato di Nabeul, che concentra quasi il 68% delle piantagioni. [VGM]
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    EGITTO - Il ministro delle Finanze egiziano Mohamed Maait ha dichiarato che il prestito concordato dal Fondo monetario internazionale Fmi di circa tre miliardi di dollari, sarà ottenuto entro quattro anni, con circa un miliardo di dollari che sarà ricevuto a dicembre, dopo l’approvazione del Comitato esecutivo dei gestori del fondo. I funzionari del Fmi e le autorità egiziane hanno raggiunto un accordo a ottobre su politiche e riforme economiche globali che saranno sostenute da un accordo di 46 mesi di Extended fund facility (Eff) di 3 miliardi di dollari. Secondo la stampa nazionale, il nuovo fondo mira a salvaguardare la stabilità macroeconomica e la sostenibilità del debito, migliorare la resilienza dell’Egitto agli shock esterni, rafforzare la rete di sicurezza sociale e intensificare le riforme che sostengono una maggiore crescita guidata dal settore privato e la creazione di posti di lavoro. Si prevede che l’accordo del Fmi catalizzerà un ampio pacchetto di finanziamenti pluriennali, inclusi circa cinque miliardi di dollari nell’anno fiscale 2022/23, che riflette un ampio sostegno internazionale e regionale per l’Egitto. [GT]
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    Miliardi in aiuti per sostenere progetti verdi

    EGITTO - Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha annunciato che, in linea con i risultati del World climate summit COP27 tenutosi recentemente a Sharm el-Sheikh, il governo ha ottenuto fondi agevolati per lo sviluppo a beneficio della piattaforma nazionale per i progetti verdi “Novi”. Il finanziamento di circa 10,3 miliardi di dollari, è arrivato grazie agli accordi siglati e al perfezionamento di un pacchetto di aiuti per settori governativi da parte di partner multilaterali. L’obiettivo è realizzare una serie di progetti nazionali nell’ambito del programma Novi, e che riguarda settori come acqua, cibo, energia e trasporti. Il presidente Sisi parlando con la stampa ha raccomandato di “sfruttare i fondi mobilitati per lo sviluppo a beneficio del miglioramento degli standard di vita dei cittadini, in particolare nei villaggi, in integrazione con le relative iniziative presidenziali, in particolare nei settori dell’irrigazione e dell’agricoltura. Questo mira a sostenere gli agricoltori, aumentare la produttività delle colture e diversificare le colture agricole, e quindi aumentare il rendimento economico e il reddito”. [GT]