Mali

“Agire in fretta” per riconquistare il nord, verso intervento regionale

Sembrano prendere forma le grandi linee dell'intervento regionale per aiutare Bamako a riconquistare il nord del paese, caduto in mano a gruppi armati indipendentisti e islamisti a partire dallo scorso 17 gennaio. Nel corso del vertice dei ministri della Difesa e degli Esteri dei 15 paesi della Comunità economica dei paesi dell'Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) tenuto ieri ad Abidjan (Costa d'Avorio) il presidente della commissione della Cedeao, Désiré Kadré Ouedraogo, ha invitato i dirigenti africani a “agire in fretta” contro i “criminali di ogni genere che hanno preso il nord del Mali”. I ministri hanno sentito i pareri dei capi di stato maggiore regionali che si erano riuniti in precedenza. I vertici militari ritengono che il compito per la Cedeao è “immenso ma non impossibile”. L'organismo regionale sta studiando le modalità di dispiegamento di 3300 soldati, in seguito alla richiesta formale di aiuto inviata dal presidente ad interim, Dioncounda Traoré. L'intervento militare della Cedeao non è un'opzione accolta all'unanimità in Mali, a sua volta reduce di un colpo di Stato che ha estromesso a marzo il presidente Amadou Toumani Touré, mentre si stavano preparando le elezioni presidenziali. Touré non si sarebbe ricandidato. La metà nord del Mali, quella che attraversa la fascia del Sahara, ambita perché sulla rotta dei traffici (soprattutto di droga e armi) , è in mano a diversi gruppi armati tra cui il Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad (Mnla), i movimenti islamisti Ansar al Dine e Movimento per l’unità e il Jihad in Africa occidentale (Mujao) e Aqmi (Al Qaeda nel Maghreb islamico), presente nell’area dal 2007. [CC]© Riproduzione riservata

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    Missione Ecowas a Bamako, nessuna dichiarazione

    MALI - La missione di alto livello della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas), giunta ieri a Bamako per negoziare il rilascio di 46 soldati ivoriani detenuti “per aver minato la sicurezza dello Stato”, ha lasciato la capitale maliana senza rilasciare alcuna dichiarazione alla stampa dopo due fasi di incontri a porte chiuse. La delegazione dell’Africa occidentale era composta da due capi di Stato, Nana Akufo-Addo del Ghana, Adama Barrow del Gambia, Robert Dussey, ministro degli Esteri del Togo, e Goodluck Jonathan, mediatore dell’Ecowas per il Mali. Dai media locali si apprende che capi di Stato si sono prima incontrati a porte chiuse con il presidente della transizione, il colonnello Assimi Goita, per alcuni minuti, prima di estendere la sessione di lavoro all’intera delegazione per due ore. Secondo quanto riportato l’incontro non avrebbe portato a conclusioni o decisioni sul caso dei 46 soldati ivoriani incarcerati a Bamako dallo scorso luglio. I presidenti si sono poi incontrati una seconda volta, senza la delegazione, per un’ora. Quando se ne sono andati, non hanno rilasciato alcuna dichiarazione o intervista alla stampa. Tuttavia, il presidente ghanese Nana Akufo Addo ha dichiarato ai media: “Abbiamo ancora buone relazioni, tutto qui”. Il ministro degli Affari Esteri togolese ha dichiarato che “non parlo”. Dopo questa visita di qualche ora a Bamako, la missione è stata accompagnata all’aeroporto internazionale dal presidente della transizione del Mali, il colonnello Assimi Goita. L’Ecowas aveva deciso il 22 settembre a New York, a margine della 77ª Assemblea generale delle Nazioni Unite, di inviare tre capi di Stato a Bamako per fare pressione sulle autorità militari maliane affinché rilasciassero i 46 soldati ivoriani ancora detenuti in Mali. Le autorità maliane avevano arrestato 49 soldati ivoriani il 10 luglio all’aeroporto di Bamako, definendoli “mercenari” e accusandoli di voler minare la “sicurezza” dello Stato. [VGM]
  • Costa Avorio Free

    Varate linee guide per gestione rifiuti plastica

    COSTA D'AVORIO - La Costa d’Avorio avrà un manuale che stabilisce le principali linee guida per la politica di gestione dei rifiuti di plastica, che pone le basi per un processo normativo e dà la priorità ai metodi di trattamento da utilizzare. A renderlo noto ad Abidjan Gustave Bédi, coordinatore del progetto sulla “Gestione razionale degli inquinanti organici persistenti non intenzionali e degli eteri di bifenile polibromurati per ridurre le emissioni dell’industria settore dei rifiuti”. Questo workshop, che ha riunito diversi esponenti delle istituzioni e delle autorità, ha permesso di analizzare e validare le relative direttive tecniche che saranno contenute nel manuale “futuro”. Questi includono l’uso di apparecchiature industriali che contengono plastica (veicoli, radio, televisori) e lo smistamento dei rifiuti domestici. Ogni anno nel mondo vengono prodotti più di 460 milioni di tonnellate di plastica e oltre 350 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Secondo le stime dell’Unicef in Costa d’Avorio vengono prodotte tra le 40.000 e le 100.000 tonnellate di rifiuti di plastica all’anno, di cui solo il 5-20% viene riciclato, il resto viene gettato nelle strade e discarica illegale o bruciato all’aperto. [GT]
  • Senegal Free

    Finanziamento da Riad per strada costiera

    SENEGAL - Il Fondo saudita per lo Sviluppo (Sfd) finanzierà con 63 milioni di dollari la prima fase del progetto di costruzione della strada costiera Dakar – Tivaouane – Saint-Louis, che collegherà la capitale del Senegal alla seconda città più importante del Paese per una lunghezza di 200 chilometri. E’ quanto riporta l’agenzia di stampa saudita Spa. L’accordo è stato firmato dall’amministratore delegato del Fondo, Khalid bin Abdulaziz Al-Falih, e dal ministro dell’Economia, della Pianificazione e della Cooperazione del Senegal, Olimata Sarr, nel corso di una visita a Dakar di una delegazione saudita guidata dal ministro degli Investimenti Khalid Al-Fakih. L’intesa prevede la realizzazione di un’autostrada a due corsie, larga 25,6 metri e lunga 12 chilometri. [SS]
  • Ghana Free

    Impegno per raggiungere obiettivo emissioni zero entro...

    GHANA - Il vicepresidente ghanese Mahamudu Bawumia ha dichiarato che il Paese è impegnato a raggiungere l'obiettivo di azzerare le proprie emissioni nette di carbonio entro il 2070.

    Bawumia ha manifestato l'impegno del governo di Accra in occasione del suo discorso d'apertura della Conferenza internazionale sul petrolio del Ghana, precisando tuttavia che "riteniamo che un equilibrio debba essere raggiunto e mantenuto nel contesto delle nostre esigenze socioeconomiche e ambientali", ha affermato.

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    "I combustibili fossili, in particolare il gas naturale, continueranno a far parte del mix energetico del Ghana nel breve termine", ha aggiunto.

    Bawumia ha segnalato che la transizione energetica potrebbe comportare sfide, inclusa una minore domanda nel settore petrolifero a valle, esortando pertanto gli attori economici che operano nel settore a concentrarsi sull'innovazione e sulla diversificazione per prosperare e mitigare l'impatto della transizione. [MV]

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    Oim, lanciato progetto con l’Italia e Aics per lavoro...

    MALI - L’Organizzazione internazionale per le migrazioni e l’Ambasciata d’Italia in Mali hanno firmato un accordo per un progetto che verrà realizzato in collaborazione con l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e che consentirà ai giovani delle regioni di Kayes e Segou di accedere a mezzi di sussistenza e sviluppare le proprie competenze come alternativa alla migrazione irregolare. Il progetto “mira a promuovere lo sviluppo delle competenze e le attività imprenditoriali nelle due regioni, permettendo così l’empowerment sociale ed economico dei giovani” ha spiegato la sede Aics di Dakar, competente per il Mali, in un tweet. Il progetto ha come finalità la realizzazione di 300 nuove opportunità di lavoro, 500 iniziative imprenditoriali e il supporto a 1180 giovani attraverso informazioni e consulenze sul lavoro e sulla migrazione sicura. [TM]
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    COSTA D'AVORIO - Una delegazione della nascente Associazione dei dottori commercialisti dell’Africa ha discusso con il direttore generale del Tesoro e della contabilità pubblica della Costa d’Avorio Assahoré Konan Jacques, dei dettagli della riunione preparatoria della nascita dell’associazione. Assahoré ha espresso il suo compiacimento per la scelta della Costa d’Avorio per ospitare i lavori preparatori che porteranno alla costituzione dell’associazione, il cui obiettivo è mettere in comune le competenze per poter meglio gestire le finanze pubbliche africane. Il capo della delegazione, Kenneth Hlasa, ha spiegato che l’associazione dei contabili africani contribuirà al rafforzamento delle capacità dei suoi membri, alla riforma delle finanze pubbliche, alla divulgazione e alla spiegazione dell’uso dei budget nei progetti. La Costa d’Avorio detiene la vicepresidenza di questo organismo in creazione. [GT]