Somalia

Kismayo, battaglia per il controllo della città

Intensi combattimenti tra i soldati somali appoggiati dai militari inquadrati nella missione UA Amisom e i ribelli appartenenti al gruppo islamico degli Shabaab sono in corso da tre giorni intorno alla città portuale di Kismayo.

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Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • AfricaMauritius Free

    Basi militari nella remota isola di Agaléga e la sfida...

    AFRICA/MAURITIUS - Una base militare nella remota isola di Agaléga, territorio delle Mauritius a 1100 chilometri di distanza dalla madrepatria, per controllare meglio quella porzione di Oceano Indiano a nord del Madagascar, all’altezza del confine tra Tanzania e Mozambico. Secondo un’inchiesta condotta dall’unità investigativa di Al Jazeera, India e Mauritius, di comune accordo starebbero realizzando una base navale e aerea in grado di ospitare navi pattuglia indiane e aerei. Le voci su questo progetto circolano da qualche tempo e i due Paesi coinvolti hanno finora smentito. L’inchiesta di Al Jazeera, forte di immagini satellitari, dati finanziari e prove ottenute sul terreno indicherebbero invece il contrario. In palio non è semplicemente il controllo militare di questa porzione di Oceano Indiano, quanto la vittoria nella sfida marittima con la Cina. Non sarebbe un caso, secondo l’ipotesi di Al Jazeera, che il progetto indiano sia partito nel 2018 ovvero un anno dopo lo stabilimento di una base militare cinese a Gibuti. In questo grande gioco, l’altra sfida non detta è quella di controllare le vie marittime verso l’Africa e le sue crescenti e sempre più appetibili economie. Il continente africano è in forte ascesa demografica, in pochi decenni triplicherà la propria popolazione diventando in questo modo anche un mercato ancor più interessante. Sentito da Al Jazeera, Abhishek Mishra, ricercatore dell’Observer Research Foundation, un centro studi di Nuova Delhi, ha sostenuto che nell’isola di Agaléga è in costruzione una struttura militare che fungerà da base avanzata di intelligence e da base di sorveglianza della zona sud-ovest dell’Oceano Indiano: “Sulla base delle mie informazioni personali e delle mie fonti, la base verrà utilizzata per l’attracco delle nostre navi e la pista sarà utilizzata principalmente per i nostri aerei P-8I”, ha detto Mishra, riferendosi ai velivoli indiani da pattugliamento marittimo che possono essere utilizzati per la sorveglianza, ma anche per azioni di combattimento e operazioni anti-sommergibili. La pista – in sostituzione di quella oggi esistente e lunga 800 metri – sarà in grado di far atterrare qualunque aereo. A sostegno delle sue tesi, Al Jazeera ha poi riferito della presenza nell’isola, di centinaia di lavoratori e ha tracciato l’arrivo di una dozzina di navi che hanno trasportato materiali da costruzione. Sulle sfide poste dalla presenza cinese, lo stesso Mishra non ha dubbi. “Vediamo come la Cina stia esercitando una sempre maggiore influenza e stiamo osservando la nascita di varie piattaforme militari cinesi in diverse aree dell’Oceano indiano”. E’ normale dunque, secondo Mishra, che ci sia una reazione dell’India a questo grande movimento cinese nell’area. E la posizione geografica di Agaléga, quasi a guardia del canale di Mozambico, risulta appetibile per un’operazione del genere. Difficile però che i 300 abitanti dell’isola guardino con favore quanto sta avvenendo: dediti alla pesca e alla coltivazione della noce da cocco, gli abitanti avevano chiesto da tempo la realizzazione di un ospedale e di un aeroporto. Ma, come dicono alcuni di loro ad Al Jazeera, non si aspettavano grandi opere come quelle, esprimendo dubbi su ricadute positive per la comunità locale dalle opere in costruzione.
  • Africa Orientale Free

    EAC: imprenditori chiedono liberalizzazione settore...

    AFRICA ORIENTALE - L'East African Business Council (EABC), un'associazione regionale di imprese, ha esortato gli Stati della Comunità dell'Africa orientale (EAC) a liberalizzare il settore del trasporto aereo per stimolare il commercio intraregionale.

    Lo riferiscono i media locali, ricordando che la EABC è la più grande associazione regionale del settore privato degli stati membri dell'EAC, ovvero Kenya, Uganda, Tanzania, Burundi, Ruanda e Sud Sudan.

    John Bosco Kalisa, amministratore delegato dell'EABC, ha affermato che il settore del trasporto aereo rimane ancora altamente protetto a livello nazionale, con la conseguenza di limitare il numero di rotte e aumentare i costi per i potenziali utenti.

    "Si prevede che la liberalizzazione dei servizi aerei nella regione aumenterà il volume del traffico, migliorerà la connettività e ridurrà le tariffe del trasporto aereo. Ciò a sua volta aumenterà il commercio, il turismo, gli investimenti esteri e la produttività", ha affermato Kalisa in una nota.

    Secondo l'ultimo documento di orientamento pubblicato dall'EABC, intitolato "Costi e benefici dell'apertura dei cieli nella regione dell'EAC", la liberalizzazione del trasporto aereo dovrebbe ridurre il costo dei voli del 9% e comportare un aumento del 41% della frequenza.

    Questo documento di orientamento raccomandava agli Stati dell'EAC di fornire più sussidi all'industria aeronautica sotto forma di sostegno finanziario diretto, garanzie sui prestiti, obbligazioni societarie e sgravi fiscali.

    "Rimuovendo le restrizioni sugli attori stranieri, gli stati partner dell'EAC saranno in grado di attrarre investimenti del settore privato. Ciò aprirà l'accesso al capitale e consentirà investimenti in aggiornamenti infrastrutturali e "espansione della capacità degli aeroporti regionali", ha aggiunto Kalisa.

  • Etiopia Free

    Telecomunicazioni: al via la vendita della seconda...

    ETIOPIA - Il governo etiopico punta ad accelerare il processo di liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni, aprendo già questo mese all’ingresso di un secondo operatore privato, dopo aver avviato lo scorso giugno la procedura di gara per la vendita a investitori privati del 40% del colosso statale Ethio Telecom. Lo scorso maggio è stato il consorzio Global Partnership for Ethiopia, guidato da Safaricom e composto da Vodacom, Vodafone, dalla Sumitomo Corporation e dall’istituto finanziario britannico CDC Group, ad aggiudicarsi la prima licenza, con un’offerta da 850 milioni di dollari, più bassa rispetto alle aspettative di Addis Abeba. “Abbiamo apportato alcune modifiche che possono aumentarne il valore, ad esempio il servizio finanziario mobile”, ha detto alla Reuters il direttore generale dell’Autorità per le comunicazioni etiopica, Balcha Reba. E sarà l’International Finance Corporation, della Banca mondiale, a fungere da advisor alle transazioni, ha precisato Brook Taye, consulente del ministero delle Finanze. Il governo si aspetta che tra i potenziali offerenti figurino anche le aziende che avevano espresso interesse alla precedente gara e le cui offerte non sono state ritenute adeguate, ha detto Brook. “Ci aspettiamo di avere un forte interesse”, ha aggiunto. E l’offerta da 850 milioni di dollari di Safaricom fungerà da guida per aggiudicare la seconda licenza. “Almeno c’è un punto di riferimento e per far salire questo punto di riferimento stiamo lavorando per modificare la strategia”, ha precisato Brook, indicando proprio l’inclusione automatica del diritto di gestire servizi finanziari mobili, assente nella licenza di Safaricom. I servizi finanziari mobili sono diventati una parte importante delle attività degli operatori africani di telecomunicazioni da quando proprio Safaricom li ha introdotti nel 2007, con M-Pesa, la prima piattaforma di denaro mobile in Africa, offrendo alle persone un’alternativa alle banche. Lo stesso colosso etiopico Ethio Telecom ha lanciato lo scorso maggio un nuovo servizio finanziario mobile, chiamato Telebirr, che ha conquistato 4 milioni di utenti in poche settimane. L’Etiopia, il secondo paese più popoloso del continente africano con oltre 112 milioni di persone, è uno degli ultimi al mondo a liberalizzare il settore delle telecomunicazioni. Un processo avviato nell’ambito dell’agenda di riforme economiche avviate dal governo di Abiy Ahmed con il sostegno dell’International Finance Corporation.
  • Kenya Free

    Qatar Airways lancia la "Qsuite" sulla rotta di Nairobi

    KENYA - La Qsuite sarà a bordo dell’Airbus A350-1000 che effettua la metà dei 14 voli settimanali proposti da Qatar Airways per il collegamento da Doha a Nairobi, in Kenya. Lo ha annunciato martedì il vicepresidente per l'Africa della compagnia aerea, Hendrik Du Preez, precisando che l’aggiunta di questo servizio offrirà ai passeggeri, in particolare a quelli che effettuano viaggi successivi verso gli Stati Uniti, un livello di comfort senza precedenti. "Qsuite offre la migliore esperienza di viaggio personalizzabile che consente ai passeggeri di creare un ambiente adatto alle proprie esigenze, che si tratti di un mini ufficio nel cielo o di una cena privata a lume di candela con una persona cara. Non vediamo l'ora di accogliere i passeggeri di Nairobi a bordo e oltre nella nostra rete in rapida espansione a livello globale", ha affermato il portavoce per la regione africana di Qatar Airways. Brevettato da Qatar Airways, Qsuite offre la possibilità ai passeggeri dei sedili centrali della business class di creare cabine private per un massimo di quattro persone grazie a pannelli regolabili. Qatar Airways ha vinto il doppio premio Best Business Class e Best Catering per il 2021 nell’ambito degli AirlineRatings.com Airline Excellence Awards. [CN]
  • Rwanda Free

    Kigali: successo Eurobond decennale, raccolti oltre 600...

    RWANDA - Il Ruanda ha raccolto 620 milioni di dollari attraverso l'emissione di un Eurobond decennale.

    Lo ha detto il  ministero delle Finanze e della Programmazione economica ruandese in un comunicato diffuso lunedì scorso nel quale si precisa che l'obbligazione è stata sottoscritta in eccesso con ordini arrivati per 1,6 miliardi di dollari.

    "Il Ruanda ha una solida esperienza di politiche e riforme economiche che hanno portato a una crescita economica sostenuta, un clima favorevole agli investimenti, una gestione prudente del debito e forti prospettive di ripresa nonostante l'impatto della pandemia di COVID-19” ha detto, commentando il successo dell’operazione, Uzziel Ndagijimana, ministro della finanza e pianificazione economica.

    "I fondi raccolti accelereranno i progetti strategici nei settori produttivi che stimoleranno ulteriormente gli sforzi di trasformazione economica del Paese", ha affermato John Rwangombwa, governatore della National Bank of Rwanda.

    I proventi dell'obbligazione saranno utilizzati in parte per rifinanziare l'Eurobond esistente, in scadenza a maggio 2023, e il resto finanzierà progetti prioritari che sostengono la ripresa dalla crisi economica innescata dalla pandemia di COVID-19 e contribuiscono a stimolare la crescita delle esportazioni.

    Altre priorità del governo nelle azioni da finanziare con i soldi raccolti, si legge ancora nella dichiarazione, includono la salvaguardia della protezione ambientale e la mitigazione degli effetti negativi dei cambiamenti climatici.

    La crescita economica del Rwanda è stata in media del 7,8% negli ultimi due decenni e si prevede che l'economia crescerà del 5,1% quest'anno, con prospettive di tornare alla forte crescita pre-COVID-19 entro il 2023, secondo i dati e le stime del ministero delle Finanze.

  • RwandaTanzania Free

    Accordi economici tra Rwanda e Tanzania, slancio per...

    RWANDA/TANZANIA - Accordi di cooperazione su importanti progetti infrastrutturali regionali in Africa Orientale sono stati firmati dai capi di Stato di Rwanda e Tanzania.

    Lo riferiscono i media locali, citando le parole pronunciate dallo stesso presidente ruandese Paul Kagame di fronte ai giornalisti ai quali ha detto che gli accordi di cooperazione firmati tra il suo Paese e la Tanzania daranno nuovo impulso all'attuazione di progetti congiunti come la ferrovia a scartamento normale.

    I quattro accordi di cooperazione firmati sono relativi ai settori delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, dell'immigrazione, dell'istruzione e della regolamentazione dei prodotti medici.

    La firma degli accordi dà nuovo slancio a infrastrutture chiave e progetti di investimento di reciproco vantaggio, in particolare la linea ferroviaria a scartamento normale, la produzione di latte e una migliore logistica portuale, ha affermato Kagame.

    "Il Ruanda e la Tanzania condividono più di un semplice confine. I nostri forti legami storici e la comune aspirazione a fornire prosperità al nostro popolo sono sempre stati al centro della nostra cooperazione", ha detto Kagame in un briefing con la stampa congiunto con la sua controparte tanzaniana Samia Suluhu Hassan in visita nella capitale città di Kigali.

    Ruanda e Tanzania nel 2018 hanno concordato la costruzione congiunta di una ferrovia a scartamento normale da Isaka, nel nord-ovest della Tanzania, a Kigali per facilitare il movimento logistico tra i due paesi.

    Il ministro ruandese delle Infrastrutture Claver Gatete a luglio ha presentato al parlamento un disegno di legge che fornisce un quadro per l'attuazione, la gestione e la manutenzione del progetto ferroviario a scartamento normale del paese, affermando che il paese prevede di iniziare la costruzione non appena la linea ferroviaria raggiungerà Isaka.

    Il governo ha ripreso le discussioni con i partner sul finanziamento della prevista ferrovia, che dovrebbe costare al Rwanda circa 1,3 miliardi di dollari USA.