Sud SudanSudan

Punti di vista contrastanti sull’accordo raggiunto ad Addis Abeba

L'accordo parziale raggiunto ieri ad Addis Abeba tra Sudan e Sud Sudan su alcuni aspetti ancora aperti dopo l'indipendenza raggiunta da Juba a luglio dell'anno scorso ha suscitato numerosi, e contrastanti, commenti nell'ambito della comunità internazionale e degli esponenti politici nazionali. Numerosi capi di Stato e di governo, nonché esponenti delle organizzazioni internazionali, hanno salutato l'accordo sul petrolio e su alcuni aspetti della sicurezza come un grande successo che avrebbe risolto le tensioni tra i due paesi. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, per esempio, ha definito l'accordo "una pietra miliare che dà il via ad una stagione di pace". Simili anche i commenti giunti dal segretario degli Affari esteri britannico William Hague e della responsabile della politica estera dell'Unione Europea Catherine Ashton. Dopo una maratona negoziale praticamente ininterrotta cominciata domenica sera, i presidenti del Sudan, Omar Hassan el Beshir, e del Sud Sudan, Salva Kiir, hanno siglato ad Addis Abeba un accordo che assicura la ripresa del trasporto del petrolio sud-sudanese attraverso gli oleodotti sudanesi e il pagamento da parte del Sud Sudan di un indenizzo del valore di circa 2,3 miliardi di euro per le perdite subite dal Sudan a causa dell'interruzione della produzione di greggio in Sud Sudan a settembre 2011. Le due parti hanno inoltre siglato un trattato per la creazione di una zona demilitarizzata di 10 chilometri lungo tutta l'estensione del confine, al fine di fermare il sostegno ai gruppi ribelli che combattono nelle regioni sudanesi del Sud Kordofan e del Nilo Blu e che Khartum accusa di essere appoggiate da Juba, così come il Sud Sudan accusa il Sudan di armare milizie nel suo territorio. Un ulteriore accordo raggiunto riguarda la possibilità per i cittadini di entrambi i paesi di circolare liberamente nei due Stati, garantendo loro anche la libertà di scegliere dove stabilire la propria residenza e dove lavorare. In un'approfondita analisi pubblicata dall'agenzia di stampa cinese Xinhua, tuttavia viene sottolineato come l'accordo raggiunto non riguardi però alcuni aspetti cruciali che hanno separato i due paesi già prima dell'indipendenza di Juba. Tra questi, lo status della regione di Abyei, dove si concentrano importanti giacimenti di idrocarburi e la definizione della linea di confine che si estende per 1800 chilometri tra i due paesi. Numerosi esponenti politici sudanesi, appartenenti sia al partito di governo di Beshir, National Congress Party (Ncp), sia all'opposizione, hanno evidenziato come il mancato raggiungimento di una soluzione su questioni chiave come Abyei e il confine siano indice della difficoltà e delle diffidenze che persistono ancora tra i due paesi. Mohamed Abul-Qasim, un analista politico sudanese, ha detto che "l'accordo è senz'altro un passo avanti che potrebbe distendere le relazioni tra i due paesi, tuttavia bisogna vedere se le parti implementeranno quanto hanno siglato ad Addis Abeba: già altre volte si era arrivati alla firma di accordi e poi nella pratica non è cambiato nulla". Il settimanale inglese 'The Economist', pur sostenendo che l'accordo potrebbe anche essere considerato come avvenuto nella comunità internazionale un "gigantesco passo in avanti", aggiunge che difficilmente aiuterà a ricostruire la fiducia reciproca tra i due paesi, dopo oltre dieci anni di negoziati falliti, conflitti, tradimenti e nuovi conflitti. La situazione politica interna in Sudan, inoltre, è estramamente tesa e volatile, con voci che si susseguono da mesi di un Beshir sempre più debole ed isolato all'interno del suo stesso partito. A complicare il contesto si aggiunge anche la crisi economica che vive Khartum, cominciata con la fine dei proventi derivanti dal petrolio e aggravata dall'insicurezza che ha portato numerosi investitori stranieri a ritirarsi dal paese, mentre il debito estero raggiungerà l'anno prossimo il livello record di 36 miliardi di euro, in aumento del 27% rispetto a sei anni fa. [MV]© Riproduzione riservata

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