Africa

Prima donna presidente Unione Africana illustra sue idee

Nkosazana Dlamini Zuma, nominata a luglio nuovo presidente della Commissione dell’Unione Africana e finora ministro degli Interni del Sudafrica, ha illustrato ieri nel corso di una cena organizzata a Pretoria in suo onore il proprio progetto per il futuro dell’organizzazione continentale, condividendo il suo ottimismo e positività per lo sviluppo dell’Africa.

(304 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Release G20, proposta per una conversione del debito

    AFRICA - Release G20, la proposta elaborata da Link2007 per una conversione flessibile, totale o parziale, del debito dei Paesi a basso reddito e di quelli i cui problemi di indebitamento sono aggravati dalle conseguenze economiche e sociali della pandemia, sarà presentata il prossimo 23 giugno alle ore 10 in un webinar che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del ministro degli Esteri Luigi Di Maio e della viceministra per la cooperazione allo sviluppo Marina Sereni. Lo si apprende da un comunicato stampa di Link2007. La proposta Release G20 sarà presentata dal presidente di Link2007 Roberto Ridolfi. Nel corso del webinar, che vedrà anche la partecipazione di ministri e sottosegretari di alcuni paesi africani, del corpo diplomatico africano, degli sherpa della presidenza italiana al G20, si svolgerà anche una tavola rotonda partecipata da diverse ambasciate africane. La proposta infatti si concentra in particolare sui paesi del continente africano e suggerisce di sostituire il rimborso del debito destinando in valuta locale i relativi importi ad investimenti finalizzati alla creazione di nuovi posti di lavoro e al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. La Conferenza, promossa dalla rete di Ong LINK 2007 in collaborazione con il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, sarà aperta dal Ministro Luigi Di Maio, pochi giorni prima della Conferenza ministeriale Sviluppo del G20 a Matera il 29 Giugno, e conclusa dalla Viceministra per la cooperazione allo sviluppo Marina Sereni. Per potere seguire i lavori e ricevere il programma occorre iscriversi QUI Link2007 è un’organizzazione consortile che riunisce le principali ong italiane che operano nell’ambito della cooperazione allo sviluppo.
  • Africa Free

    Banche di sviluppo Paesi G7 insieme per l'Africa

    AFRICA - Nei prossimi cinque anni le Development Finance Institutions (Dfi) dei Paesi del G7 insieme alle istituzioni finanziarie multilaterali si impegnano a investire oltre 80 miliardi di dollari in Africa nel settore privato Le Development Finance Institutions (Dfi) dei Paesi del G7, la International Finance Corporation (Ifc), la African Development Bank, la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (Bers) e la Banca Europea per gli Investimenti (Bei) hanno annunciato ieri l’impegno a investire 80 miliardi di dollari nel settore privato nei prossimi cinque anni, per supportare la ripresa e la crescita economica sostenibili dell’Africa. L’annuncio darà un importante impulso agli obiettivi di sviluppo di lungo termine delle economie africane duramente colpite dalla crisi generata dalla pandemia, si legge in una nota di Cassa depositi e prestiti (Cdp). È la prima volta che le Dfi del G7 uniscono le forze in un impegno collettivo a favore del continente africano. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), l’Africa sub-sahariana avrebbe bisogno di circa 425 miliardi di dollari di finanziamenti aggiuntivi entro il 2025, per rafforzare la risposta alla crisi pandemica e ridurre la povertà nella regione. “La Bei apprezza l’impegno dei leader del G7 nel promuovere investimenti ad alto impatto in tutta l’Africa, durante e dopo la pandemia” ha detto Werner Hoyer, presidente della Banca Europea per gli Investimenti. L’anno scorso, ha aggiunto Hoyer, l’impegno della Bei in Africa nell’ambito dell’iniziativa Team Europe ha rappresentato la più importante azione di sempre per il clima e per gli Stati più fragili, nei 55 anni di presenza della Bei nel continente: “Siamo pronti a proseguire la cooperazione con istituzioni africane e multilaterali per contrastare la pandemia e accelerare la transizione ecologica in Africa”. Assicurare una ripresa inclusiva e sostenibile per le persone, le imprese e le economie di tutto il continente africano è stato il punto sottolineato da Makhtar Diop, direttore generale di Ifc. “Sappiamo che il settore privato giocherà un ruolo fondamentale in futuro nel finanziare lo sviluppo dell’Africa, attraverso la creazione di milioni di posti di lavoro che sono essenziali per assicurare crescita economica sostenuta e riduzione della povertà” ha detto Diop accogliendo pertanto con favore questa partnership “per contribuire a creare le condizioni più propizie affinché siano incrementati gli investimenti privati in Africa”. “Una più stretta collaborazione tra le Development Finance Institutions e le istituzioni finanziarie multilaterali è un fattore essenziale per promuovere la ripresa e la crescita economica sostenibili dell’Africa” ha detto a sua volta Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti. Cdp, ha aggiunto Scannapieco, “intende contribuire a questa partnership strategica, supportando il continente africano nello sviluppo del proprio settore privato, sia imprenditoriale sia finanziario, con l’obiettivo di sbloccare il suo straordinario potenziale”. Per Nick O’Donohoe, amministratore delegato del Gruppo Cdc, le economie africane hanno urgente bisogno del capitale messo a disposizione dalle Dfi, “per iniziare al più presto la ricostruzione dopo l’impatto della pandemia”. Le Dfi dei Paesi appartenenti al G7 sono Cdc (Regno Unito), CDP (Italia), DEG (Germania), DFC (USA), FinDev Canada (Canada), JICA e JBIC (Giappone) e Proparco (Francia). Questo impegno è supportato anche da IFC, African Development Bank, Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo e Banca Europea per gli Investimenti. Dal 2016, Cdp in Italia ha assunto il ruolo di Istituzione Finanziaria per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo, con l’obiettivo di promuovere la crescita sostenibile su scala globale. In questa veste, Cdp svolge attività di finanziamento in Africa su diversi settori e temi, al fine di promuovere una crescita “verde”, sostenibile e inclusiva nel continente. Inoltre, nell’ambito dell’External Investment Plan della Commissione Europea, Cdp gestisce – in partnership con altre istituzioni finanziarie – tre programmi d’investimento dedicati all’Africa, per favorire l’inclusione finanziaria delle microimprese (“InclusiFI”), l’accesso ai mercati dei capitali per le piccole e medie imprese più dinamiche (“Archipelagos”) e lo sviluppo di progetti nel campo delle energie rinnovabili (“EGRE”). [MS]
  • Africa Free

    Disponibili su piattaforma Train2Markets di ICE Agenzia...

    AFRICA - Un percorso formativo gratuito di 12 ore: questo è l’Africa Business Lab, un’iniziativa ormai disponibile online e sviluppata da ICE, l’agenzia governativa dedicata alla promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, in collaborazione con la società assicurativo-finanziaria di sostegno all’export SACE e l'associazione Confindustria Assafrica & Mediterraneo.

    Il percorso, rivolto alle Piccole e Medie Imprese italiane interessate a operare sui mercati dell’Africa Subsahariana con una strategia di internazionalizzazione più strutturata, propone materiali video e informativi per guardare all’Africa di oggi come a un continente di opportunità.

    Il corso si articola intorno a quattro unità, ognuna delle quali presenta analisi delle realtà regionali con approfondimenti sui fattori di rischio e di opportunità in vari settori per un gran numero di paesi del continente. Per ogni unità, è disponibile la registrazione del webinar relativo del 2020, con l’intervento di numerosi esperti. Sin dalla prima unità, che vuole essere un approccio globale all’intero continente, è possibile scaricare l’Africa Business Lab Digital Kit, nonché altri quattro kit specialistici rispettivamente dedicati alle aree dell’agribusiness, delle infrastrutture, dell’energia e del tessile e moda. La seconda unità, dedicata all’Africa Orientale, si concentra nello specifico su quattro paesi fortemente caratterizzati da una vasta diversificazione dell’economia e dinamicità dei mercati: il Kenya, l’Etiopia, la Tanzania e l’Uganda. L’Africa Occidentale, una regione a forte vocazione per l’oil&gas, viene analizzata dal punto di vista della Nigeria, del Ghana e del Senegal, che, per la dimensione dei propri mercati, presentano validi interessi per le imprese italiane. Infine, oggetto della quarta unità, le opportunità dell’Africa Australe, tangibili soprattutto per gli operatori del settore delle rinnovabili, vengono illustrate attraverso i contesti in Angola, in Mozambico e in Sudafrica. Per ogni unità è disponibile un test di verifica che consente all’azienda iscritta al corso una valutazione sul proprio percorso circa l’acquisizione degli strumenti a disposizione per approcciare i relativi mercati.

    Dopo il successo della prima edizione dell’E-Africa Business Lab, l’ICE e i suoi partner hanno organizzato due nuovi incontri on line dedicati alla nuova Area continentale di libero scambio (Afcfta) e al concetto di sostenibilità nel business in Africa, rispettivamente svolti il 18 maggio e l’8 giugno. Gli incontri saranno resi disponibili a breve e andranno ad arricchire il percorso Africa della piattaforma Train2Markets.

    Per maggiori informazioni sui percorsi proposti nell’ambito dell’Africa Business Lab, cliccare qui.

  • Africa Free

    AfBD lancia Kangaroo Bond in dollari australiani

    AFRICA - L’African Development Bank ha lanciato un’obbligazione Kangaroo a 5,5 anni da 600 milioni di dollari australiani (463,9 milioni di dollari), segnando il suo ritorno sul mercato obbligazionario in dollari australiani. La transazione è stata guidata da Nomura e Rbc Capital Markets. È il primo Kangaroo di riferimento dell’istituto dall’inizio del 2018 e il primo nella metà della curva dal 2015. È anche il più grande scambio di dollari australiani mai emesso dalla banca.Più di 30 investitori hanno partecipato all’operazione, viene specificato nel comunicato rilasciato da AfDB, con un portafoglio di ordini totale di oltre 775 milioni di dollari australiani. Il tesoriere della Banca africana di sviluppo, Hassatou N’sele, ha affermato che la pandemia  ha portato a un aumento delle emissioni globali di obbligazioni sociali. “A seguito dell’innovativo Social Bond a 3 anni Fight covid-19 da 3,1 miliardi di dollari che abbiamo emesso nel 2020, siamo lieti di vedere che i mercati nazionali pubblici, come il mercato dei Kangaroo bond, stanno ora assistendo a uno sviluppo simile in termini di interesse da parte di investitori Esg dedicati, che ha fornito ulteriore slancio consentendoci di stampare il più grande trade che abbiamo mai fatto in dollari australiani”, ha detto. Il dollaro australiano è la quinta valuta in cui la Banca africana di sviluppo ha emesso obbligazioni sociali da quando ha istituito il programma nel 2017, dopo accordi in euro, dollari statunitensi, corone norvegesi e corone svedesi. I legami sociali della Banca africana di sviluppo utilizzano i proventi assegnati a progetti che alleviano o mitigano problemi sociali come il miglioramento dell’accesso a elettricità, acqua e servizi igienico-sanitari e il miglioramento dei mezzi di sussistenza attraverso la riduzione del rischio di alluvioni e l’accesso a trasporti puliti e creazione di posti di lavoro. Keith Werner, direttore dei mercati dei capitali e delle operazioni finanziarie, ha affermato che il 38% degli investitori nell’accordo ha adottato un approccio di investimento socialmente responsabile e che la Banca africana di sviluppo intende emettere più obbligazioni sociali in dollari australiani. “Oltre all’importante contributo che gli investitori socialmente responsabili hanno avuto al successo di questo commercio, è anche gratificante vedere che una parte così ampia degli investitori (41%) erano domestici. Non vediamo l’ora di sfruttare questo slancio e continuare a valutare le opportunità future in questo mercato”, ha affermato Werner. Un’obbligazione Kangaroo è un’obbligazione estera emessa nel mercato australiano da società non australiane ed è denominata in valuta australiana. L’obbligazione è soggetta ai regolamenti sui titoli dell’Australia. [SR]
  • AfricaGambia Free

    Annunciato progetto per un milione di case

    GAMBIA - La società immobiliare gambiana Taf Africa Global prevede di costruire un milione di case in Africa da qui al 2040 e di espandersi in Sierra Leone, Guinea Conakry e Nigeria. Lo ha detto l’amministratore delegato della società gambiana Mustapha Njie, in un intervento sull’emittente West Coast Radio, riportato dai media locali. Njie ha detto che una sua ambizione è trasformare la capitale del Gambia, Banjul, in una sorta di Dubai dell’Africa Occidentale. Taf Africa Global al momento è il primo sviluppatore immobiliare privato in Gambia, con filiali in sette Pesi africani. [SR]
  • Africa Free

    Giornata del sangue, donazioni in calo secondo Oms

    AFRICA - Nella Giornata mondiale del sangue, intitolata quest’anno “Dona il sangue e fai battere il mondo”, l’Organizzazione Mondiale della sanità afferma che le scorte di sangue nella regione africana sono diminuite nell’ultimo anno poiché meno persone hanno donato sangue durante la pandemia di covid-19. La direttrice regionale per l’Africa Matshidiso Moeti ha affermato che ciò è dovuto alle restrizioni di viaggio e alle preoccupazioni per l’infezione che hanno impedito alle persone di frequentare i centri di donazione. “Ci sono circa sette milioni di pazienti che hanno bisogno di questo prodotto salvavita nei paesi africani ogni anno”, ha affermato Moeti, ricordando quindi come la disponibilità di sangue e le trasfusioni siano aspetti chiave nel fornire cure di qualità per salvare le madri che hanno emorragie durante il parto e le persone con lesioni gravi. “Il sangue è necessario per le procedure chirurgiche, nonché per trattare l’anemia grave, le malattie ereditarie del sangue e altre condizioni.Il sangue può essere conservato solo per un tempo limitato e quindi una fornitura costante di donazioni è importante per assicurarsi che siano sempre disponibili emoderivati ​​adeguati”, ha affermato. Moeti ha affermato inoltre che come parte della risposta al covid-19, 10 paesi africani stanno studiando la somministrazione del plasma da persone guarite dal covid. Tra questi ci sono Etiopia, Guinea e Mauritius. Studi di controllo randomizzati sono in corso in Sudafrica e Uganda. Moeti ha affermato che la giornata è stata anche un’opportunità per ringraziare e apprezzare i donatori di sangue volontari e non retribuiti per questo dono salvavita. Nell’ultimo anno le scorte di sangue sono diminuite nella regione africana poiché le restrizioni ai movimenti e i timori di infezione hanno impedito alle persone di accedere ai siti di donazione. Moeti ha affermato che il tasso di donazione di sangue è diminuito del 17% mentre la frequenza delle donazioni di sangue è diminuita del 25%. La domanda di sangue è diminuita del 13% con la sospensione degli interventi chirurgici di routine in alcuni paesi e un minor numero di persone che cercano assistenza nelle strutture sanitarie. “Tuttavia, anche durante la pandemia, i donatori di sangue in molti Paesi hanno compiuto sforzi straordinari per continuare a donare il sangue”, ha detto. “Le campagne di sensibilizzazione sostenute dalla collaborazione di associazioni di donatori, organizzazioni della società civile e forze armate e di sicurezza, hanno portato a buoni livelli di reclutamento volontario di donatori in otto paesi africani”. L’Oms, riferisce Moeti, sta lavorando con una serie di parti interessate per migliorare l’accesso a forniture di sangue di qualità. In particolare, l’organizzazione sta collaborando con la Coalition of Blood for Africa (CoBA), lanciata nel novembre 2020, per guidare l’agenda, incluso il coinvolgimento dell’Organizzazione delle First Ladies africane per lo sviluppo (Oaflad) e del settore privato. L’organizzazione sta collaborando inoltre con il programma BloodSafe finanziato dal National Institutes of Health degli Stati Uniti d’America sostiene la ricerca per migliorare la disponibilità di sangue sicuro nei paesi africani e sta avviando altre partnership, anche con FaceBook. “Stiamo incoraggiando più giovani a donare il sangue per salvare vite umane e per ispirare anche i loro coetanei e le loro famiglie”, ha affermato Moeti. La stessa Oms detto che in alcuni paesi, in linea con le linee guida nazionali, le persone di 16 e 17 anni possono donare il sangue con il consenso dei loro genitori o tutori, e in tutti i paesi chiunque abbia più di 18 anni può salvare la vita di qualcuno donando il sangue. [SR]