Sudan

Darfur: imboscata contro caschi blu nigeriani, quattro morti e 8 feriti

Sono almeno quattro i caschi blu nigeriani della missione congiunta Onu-Unione Africana in Darfur (nota con l’acronimo in inglese Unamid) uccisi martedì in un’imboscata.

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Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • Etiopia Free

    Verso fine parziale del monopolio sulla logistica

    ETIOPIA - La autorità federali di Addis Abeba si accingono a rilasciare fino a un massimo di cinque nuove licenze a operatori privati del settore della logistica per coinvolgerli nella movimentazione delle merci in Etiopia, così come previsto dal provvedimento Free on Board (FoB) che stabilisce la fine del monopolio statale sul settore logistico.

    A darne notizia sono i media locali, ricordando che la decisione è stata approvata dal Consiglio nazionale per la logistica e abrogherà l'antica disposizione nel settore della logistica che obbligava gli importatori a utilizzare l'Impresa statale di servizi di spedizione e logistica etiope (ESLSE).

    Tuttavia, gli esperti del settore hanno sottolineato come il provvedimento non rappresenti una completa liberalizzazione della logistica, bensì un allargamento del numero di operatori in condizione di oligopolio.

    "Consentire fino a cinque operatori incoraggerà la concorrenza e migliorerà l'efficienza", ha affermato Dagmawit Moges, ministro etiope dei Trasporti e della logistica. [MV]

  • Tanzania Free

    Allo studio costruzione università per tecnologie dell...

    TANZANIA - La presidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan ha annunciato un piano per costruire un'università all'avanguardia per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione da utilizzare come catalizzatore per la crescita dell'economia.

    A darne notizia sono i media locali, dai quali si apprende che il governo tanzaniano starebbe ultimando gli ultimi preparativi per avviare il progetto, che si propone di realizzare la più grande strutture d'istruzione secondaria dedicata alle Ict in Africa orientale e meridionale.

    Obiettivo dell'iniziativa è favorire lo sviluppo di competenze tecniche e professionali per consentire ai giovani tanzaniani di partecipare alla quarta rivoluzione industriale in atto a livello globale e contribuire in questo modo alla crescita economica nazionale. [MV]

  • AfricaRwandaSenegalSudafrica Free

    Moderna guarda al continente per una nuova fabbrica di...

    AFRICA - Rwanda, Senegal e Sudafrica figurano nella lista dei potenziali candidati contemplati da Moderna per diventare sedi di un nuovo impianto di fabbricazione di vaccini. Lo ha confermato la scorsa settimana a fonti di stampa il co-fondatore e presidente della casa farmaceutica statunitense, Noubar Afeyan, mentre si intensifica la ricerca di un sito nel continente. “Ciò che conta di più per noi sono le condizioni in cui potremmo operare. Cioè, il sistema sanitario, la presenza di persone addestrate che possono effettivamente aiutarci almeno in alcuni dei test clinici che devono essere eseguiti”, ha affermato Afeyan, senza però fornire ulteriori dettagli sui paesi con cui Moderna ha avviato negoziati, poiché il processo di selezione è in corso. "Conosciamo diversi paesi che hanno già buoni sistemi sanitari e molto interesse a lavorare su questo, quindi troveremo partner", ha tuttavia garantito. Moderna ha dichiarato la scorsa settimana che costruirà uno stabilimento in Africa per produrre fino a 500 milioni di dosi di vaccini all'anno, incluso il vaccino contro il covid-19, mentre cresce la pressione sulle aziende farmaceutiche per produrre farmaci nei paesi a basso reddito. Anche il produttore farmaceutico tedesco Biotech ha dichiarato ad agosto di considerare la costruzione di siti di produzione di vaccini contro la malaria e la tubercolosi in Rwanda e in Senegal. Anche se il nuovo impianto non risponderà all'urgente bisogno del continente di vaccini contro il covid-19 - meno del 5% degli africani è stato completamente vaccinato contro il virus - Afeyan ha affermato che l'obiettivo generale era quello di avere un impianto in grado di produrre più vaccini in modo che "in futuro, se c'è una pandemia, e ci sarà sicuramente, allora possiamo convertirla molto rapidamente e fornire la sicurezza del vaccino nel continente". Il Sudafrica ha una capacità di ricerca medica e un'industria farmaceutica nazionale, mentre l'Istituto Pasteur del Senegal produce vaccini contro la febbre gialla, e il Rwanda ha espresso il proprio interesse per produrre vaccini e farmaci. [CN]
  • AfricaRwanda Free

    GBF Africa a Expo2020, per Kagame AfCfta e pandemia...

    AFRICA - La nuova Area di libero scambio continentale africana (AfCfta) creerà più scambi internazionali e intra-africani e approfondirà le relazioni tra il continente africano e gli Emirati Arabi. 

    A dirlo è stato il presidente del Rwanda, Paul Kagame, in un videomessaggio registrato mostrato al Global business forum Africa di Dubai.

    Gli Emirati Arabi Uniti e Dubai, “hanno a lungo svolto un ruolo chiave nel collegare l’Africa alla più ampia economia globale” ha detto Kagambe, aggiungendo di volere continuare ad approfondire queste collaborazioni.

    Secondo Kagame, però, l’economia globale, pur riprendendosi non tornerà al suo modello precedente. “La crisi delle spedizioni e dei trasporti internazionali sta già generando nuove idee. La produzione e le catene di approvvigionamento dovranno diventare più resilienti a più locali e più tecnologicamente avanzate”, ha osservato.

    Kagame ha affermato che questo nuovo paradigma economico darà al suo paese molte opportunità, grazie all’avanzamento tecnologico e all’apertura dell’economia ruandese. Secondo Kagame i vaccini e altri prodotti farmaceutici “saranno sempre più prodotti in modo decentralizzato, anche in Ruanda, grazie ai progressi dell’ingegneria e a più partnership con aziende come BioNTech”. [TM]

  • KenyaSomalia Free

    Disputa marittima, botta e risposta tra Kenyatta e...

    KENYA / SOMALIA - Dure prese di posizione di Kenya e Somalia a margine del verdetto della Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite (Icj) sulla disputa marittima tra i due Paesi. Martedì la corte ha assegnato alla Somalia il controllo della maggior parte di un’area dell’Oceano Indiano contesa tra i due Paesi e potenzialmente ricca di petrolio e gas. Il presidente Uhuru Kenyatta, secondo quanto riferisce la stampa keniana, ha affermato che il suo governo farà il necessario per “proteggere, con tutti i mezzi, il territorio”. “Non intendo violare il mio solenne giuramento – ha detto Kenyatta -. Farò tutto il possibile come presidente e comandante in capo per preservare il territorio di questa grande repubblica e lasciare in eredità quanto ricevuto dai miei predecessori”. Il suo discorso, dai toni molto duri, ed è stato visto come un avvertimento alla Somalia. La corte dovrebbe essere il giudice unico nelle controversie tra le nazioni. Ma, sebbene le decisioni del tribunale siano vincolanti, il tribunale non ha poteri esecutivi e i Paesi spesso ignorano i verdetti. Dato che il Kenya ha respinto il verdetto, la Somalia ha però la possibilità di portare la controversia al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il Kenya è in una situazione di difficoltà perché l’Icj ha affermato che il Paese non ha alcun motivo legale per respingere la sentenza perché ha aderito alla sua giurisdizione negli anni sessanta e non può ritirarsi retroattivamente. Uhuru Kenyatta ha però affermato che il Kenya rifiuterà “in toto” la decisione dell’Icj che ha favorito la Somalia. La decisione, ha affermato Uhuru, “solleva una questione fondamentale sul rispetto della sovranità e del consenso degli Stati” ai processi giudiziari internazionali. “Il Kenya dubita che qualsiasi Stato sarebbe apparso in un caso come questo”, ha detto Kenyatta in una dichiarazione rilasciata a New York, dove si era recato per presiedere una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. “Il Kenya, pertanto, chiede alla comunità internazionale di creare un ambiente favorevole per il perseguimento di una soluzione negoziata. Questa decisione è, date le circostanze, un gioco a somma zero, che metterà a dura prova i rapporti tra i due Paesi”, ha aggiunto. Il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed Farmajo, ha chiesto, a sua volta, al Kenya di “rispettare lo stato di diritto internazionale”. “Dovrebbe vedere la decisione del tribunale come un’opportunità per rafforzare le relazioni tra i due Paesi”, ha affermato il capo dello Stato somalo. Farmaajo ha affermato che il Kenya ha fatto diversi tentativi per intimidire la Somalia e costringerla a ritirare il caso. “Solo tre mesi dopo il mio insediamento, la leadership keniana ha iniziato a intervenire direttamente nel processo politico del nostro paese mobilitando gruppi politici in Kenya per creare un’atmosfera di caos e instabilità politica in Somalia che alla fine avrebbe portato al ritiro del caso dal la corte”, ha affermato Farmaajo in un discorso televisivo. E ha aggiunto: “Dopo il fallimento di quelle tattiche di pressione, il governo del Kenya è ricorso a violazioni dirette della nostra sovranità”. Ha detto che il governo keniano ha speso tempo e risorse enormi in una campagna per isolare politicamente la Somalia dipingendo al mondo un’immagine distorta della nazione. Sebbene Farmaajo non abbia specificato, in passato il Kenya aveva cercato di far risolvere la controversia marittima dalle due parti in via extragiudiziale, cosa che la Somalia ha rifiutato. [EC]
  • Somalia Free

    Somaliland, rapporti sempre più stretti con Taiwan

    SOMALIA - Taiwan e Somaliland sono alleati strategici: lo ha affermato ieri il nuovo ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale del Somaliland, Essa Kayd Mohamud Raagsale, secondo il quale Taipei è un partner importante per Hargheisa e che le relazioni tra il paese dell’Africa orientale (che si è autodichiarato indipendente, ma non è riconosciuto a livello internazionale) con Formosa non saranno influenzate da pressioni esterne. La dichiarazione, secondo quanto riporta la stampa locale, è stata fatta durante un incontro online con il ministro degli Esteri Joseph Wu e il viceministro Alexander Tah-Ray Yui. Durante la conferenza virtuale, Wu si è congratulato con il Somaliland per aver organizzato con successo le elezioni parlamentari nel maggio di quest’anno, diventando un brillante esempio di democrazia nella regione. Wu ha anche detto che non vede l’ora di continuare la cooperazione tra i due Paesi in futuro. Ha aggiunto che Taiwan continuerà a sostenere lo sviluppo democratico del Somaliland e lavorerà con la nazione dell’Africa orientale per combattere la pandemia di coronavirus. Wu ha affermato che Taiwan aiuterà anche a promuovere la cooperazione bilaterale nei settori dell’energia, dell’informazione e delle comunicazioni, dell’agricoltura e delle cure mediche. Raagsale ha ringraziato Taiwan per la sua assistenza al Somaliland durante la pandemia e ha affermato che Taipei è un partner importante per Hargheisa. I due Paesi, a suo avviso, condividono i valori di democrazia, libertà e diritti umani. La determinazione del Somaliland di continuare a rafforzare e approfondire le relazioni tra le due nazioni “non sarà scossa da pressioni esterne”. Con l’istituzione dei reciproci uffici di rappresentanza tra i due paesi nel 2020, i legami bilaterali sono diventati sempre più stretti. Oltre ad avviare successivamente molteplici progetti di cooperazione, le due nazioni hanno anche firmato un accordo di cooperazione medica nel giugno di quest’anno. Taiwan invierà squadre mediche in Somaliland per evidenziare lo spirito cooperativo del modello Taiwan che avvantaggia i mezzi di sussistenza delle persone. Taiwan attribuisce grande importanza al Somaliland. La missione non è solo quella di sviluppare relazioni bilaterali con una popolazione povera ma democratica de facto che ha un disperato bisogno di assistenza allo sviluppo. È anche usare Hargheisa come base per aiutare Taipei a raggiungere i Paesi vicini del Corno d’Africa (Etiopia, Gibuti ed Eritrea) e dell’Africa orientale (Kenya, Tanzania, Uganda, Sud Sudan, Ruanda e Burundi). Attualmente, oltre al Somaliland, Taiwan mantiene rapporti diplomatici ufficiali sono con e-Swatini (Swaziland) anche se ha rapporti commerciali con diversi Paesi africani.