Africa

Ad Arusha, in Tanzania, conferenza continentale sul turismo sostenibile

Si terrà ad Arusha dal 15 al 18 ottobre la prima conferenza pan-africana sulla gestione del turismo sostenibile nei parchi e nelle aree naturali protette organizzata dall'Organizzazione per il Turismo mondiale delle Nazioni Unite (Unwto). In collaborazione con il ministero del Turismo della Tanzania, l'Unwto attende la partecipazione di delegati provenienti da tutti i paesi del continente per discutere come promuovere un approccio professionale alla gestione turistica delle risorse naturali. Ulteriore obiettivo della conferenza è stimolare nuove collaborazioni e modelli di business per garantire una ristrutturazione dei servizi d'accoglienza, da cui possano trarre beneficio anche e soprattutto le comunità locali. In Tanzania sono presenti già 15 parchi naturali e un sedicesimo è in via d'istituzione, oltre il 30% del suo territorio nazionale è destinato ad area naturalistica protetta. [MV]© Riproduzione riservata

Ultimi articoli della sezione Africa

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    Afreximbank lancia il proprio sistema di pagamento

    AFRICA - L’African Export-Import Bank (Afreximbank) ha lanciato ufficialmente il suo servizio di pagamento commerciale, chiamato AfPay. L’informazione è stata resa pubblica dall’istituzione tramite un comunicato stampa pubblicato sul proprio sito web. Il sistema AfPay mira a consentire alle istituzioni finanziarie africane identificate e ai loro clienti di poter pagare le loro operazioni nel commercio internazionale in conti correnti. Afreximbank spiega di aver sviluppato questo prodotto specificamente per affrontare le sfide bancarie nelle economie africane, a causa del ritiro di molte banche internazionali dal continente. Questa iniziativa di Afreximbank arriva circa cinque mesi dopo l’annuncio della British Standard Chartered Bank di ritirarsi completamente da cinque mercati africani, ovvero Camerun, Gambia, Sierra Leone, Zimbabwe e Angola. La Banca ha inoltre annunciato dismissioni parziali di attività in Costa d’Avorio e Tanzania. [CC]
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    Elettricità, la domanda aumenterà molto entro il 2030

    AFRICA - Un rapporto pubblicato di recente dall’Istituto francese di relazioni internazionali (Ifri) mostra che la domanda di elettricità in Africa aumenterà del 75% entro il 2030 ma anche che le reti elettriche centralizzate non possono soddisfare pienamente i bisogni crescenti delle popolazioni. I sistemi di generazione di energia ibrida e decentralizzata dovrebbero svolgere un ruolo chiave nello sviluppo dell’accesso all’elettricità nell’Africa subsahariana negli prossimi anni e rappresentano un mercato potenziale di 350 miliardi di dollari entro il 2030. La capacità installata nell’Africa subsahariana è aumentata negli ultimi decenni, ma rimane molto insufficiente: passando da 68 gigawatt (Gw) del 2005 a 94 Gw del 2014, nell’anno 2018 si è arrivati a 130 Gw. Escluso il Sud Africa, la capacità installata in tutti i paesi della regione ammontava nel 2018 a circa 80 gigawatt (Gw), ovvero quasi la metà di quella della Francia (130 Gw), nonostante la regione dell’Africa subsahariana conti 18 volte più abitanti. Con frequenti interruzioni del servizio (più di 51 ore di interruzione di corrente in media al mese), la bassa affidabilità della fornitura di energia elettrica rappresenta un importante vincolo per l’attività economica nell’Africa subsahariana: le perdite di affari dovute a interruzioni di corrente ammontano in media all’8,5% del fatturato annuo nella regione. Spinti dal boom del mercato solare e degli accumulatori, stanno emergendo nuove soluzioni innovative per la produzione autonoma di elettricità, come i generatori ibridi. Queste soluzioni combinano un generatore diesel, pannelli solari e un sistema di accumulo, sia per piccole installazioni che per piccole centrali elettriche, fino a 2 megawatt (Mw): questi sistemi ibridi decentralizzati possono fornire elettricità con costi dal 23 al 60% in meno rispetto all’utilizzo di generatori convenzionali. Si tratta di un mercato in forte espansione e con un ottimo potenziale: ai 600 milioni di persone che non hanno accesso all’elettricità in Africa si aggiungono ora i 500 milioni che hanno accesso, ma che devono affrontare una rete inaffidabile o costosa. Il mercato reale di questi sistemi rappresenterebbe quindi 1,1 miliardi di potenziali clienti oggi o 2,1 miliardi tra 30 anni. [ASB]
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    Appelli per occupazione e protezione sociale

    AFRICA - Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, da New York, ha elogiato il Togo per aver protetto migliaia di suoi cittadini durante la pandemia di Covid-19 attraverso l’implementazione di “soluzioni digitali innovative per estendere la protezione sociale alle popolazioni difficili da raggiungere”. L’esempio togolese è stato presentato durante l’iniziativa Global Accelerator on Jobs and Social Protection for Just Transitions, organizzata a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Guterres ha esortato i governi di tutto il mondo a investire rapidamente nella creazione di posti di lavoro dignitosi e nella fornitura di protezione sociale ai non beneficiari. Lanciata nel 2021 dall’Organizzazione internazionale del lavoro delle Nazioni Unite, l’iniziativa Global Accelerator on Jobs and Social Protection for Just riunisce le Nazioni Unite, i governi, le istituzioni finanziarie internazionali, la società civile e il settore privato. Mira a creare 400 milioni di nuovi posti di lavoro dignitosi nei settori dell’economia verde, dell’assistenza e dell’economia digitale e di estendere la protezione sociale a oltre quattro miliardi di persone che attualmente ne sono prive. Sono intervenuti al panel anche diversi altri leader africani: il presidente della Banca africana di sviluppo, Akinwumi Adesina, il presidente del Malawi, Lazarus Chakwera, il vicepresidente dell’Uganda, Jessica Alupo, e il ministro egiziano della pianificazione e dello sviluppo economico, Hala El-Said. Anche il Sudafrica è stato elogiato per aver lanciato il partenariato per una transizione energetica giusta, che ha segnato una pietra miliare nella lotta ai cambiamenti climatici. Il presidente della Banca africana di sviluppo, Akinwumi Adesina, ha evidenziato la rapida risposta della Banca alla pandemia di Covid-19 attraverso l’istituzione di una struttura da 10 miliardi di dollari che ha contribuito a fornire protezione sociale a oltre 28 milioni di persone. La Banca ha anche lanciato nel 2020 un’obbligazione a impatto sociale di 3 miliardi di dollari sui mercati dei capitali globali, che all’epoca era la più grande obbligazione di questo tipo mai lanciata. “Ma non basta”, ha avvertito Adesina. Dobbiamo ristrutturare le nostre economie per essere produttive attraverso l’istruzione, le infrastrutture, l’energia e assicurarci di avere settori produttivi che possano utilizzare le competenze delle persone e portarle nell’economia”. Ha aggiunto che nella Banca è stato adottato un approccio proattivoHa fatto l’esempio del programma “Jobs for Youth in Africa”, che mira a creare 25 milioni di posti di lavoro entro il 2025. Ad oggi, quasi la metà di questi posti di lavoro è già stata creata, ha affermato. Adesina ha sottolineato che settori come l’agricoltura, dove la Banca sta investendo 25 miliardi di dollari per trasformare le aree rurali e sviluppare l’agrobusiness, possono generare più posti di lavoro. Nel settore energetico, Adesina ha citato l’esempio della regione del Sahel dove la banca sta investendo 20 miliardi di dollari per produrre 10.000 megawatt di elettricità che forniranno energia per scopi produttivi e creeranno milioni di posti di lavoro. Anche l’industria creativa, e in particolare l’industria cinematografica nigeriana, nota come Nollywood, richiede investimenti significativi dato il suo potenziale per generare 20 miliardi di dollari di entrate e creare venti milioni di posti di lavoro, ha affermato Adesina. Il presidente del Malawi, Lazarus Chakwera, ha chiesto il sostegno di partner, donatori, istituzioni finanziarie internazionali e del sistema delle Nazioni Unite per aiutare il suo Paese, che sta affrontando difficoltà finanziarie, ad attuare l’iniziativa. La vicepresidente dell’Uganda Jessica Alupo ha affermato che il governo del suo Paese si sta impegnando per creare più posti di lavoro per gli ugandesi sotto i 30 anni, che costituiscono il 75% della popolazione. [CC]
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    Start-up agroalimentari, crescono i soliti noti

    AFRICA - Le start-up che stanno rivoluzionando l’agricoltura e l’agroalimentare nel continente africano attirano sempre più investitori, ma la raccolta fondi rimane concentrata in un numero ristretto di Paesi: lo rivela un rapporto pubblicato da AgFunder, fondo di venture capital, in collaborazione con le istituzioni di finanziamento allo sviluppo britanniche e olandesi. La raccolta fondi per le start-up operanti nel campo dell’agrifoodtech in Africa è stata di 482,3 milioni di dollari nel 2021 in forte aumento rispetto ai 185 milioni del 2020, una crescita del 250% da un anno all’altro. Il rapporto specifica che il record registrato nell’ultimo anno porta il totale delle raccolte fondi realizzate dalle start-up che dal 2017 hanno rivoluzionato l’agricoltura e l’industria agroalimentare del continente a 1,1 miliardi di dollari. Il numero annuale di raccolte fondi lanciate dalle start-up africane agroalimentari ha continuato a crescere negli anni, passando da 51 nel 2017, a 99 nel 2020, per poi arrivare a 150 nel 2021. Un totale di 119 agritech e foodtech hanno raccolto fondi nell’ultimo anno ma solo tre Paesi del continente hanno catturato l’87,6% di queste operazioni: lEgitto è il primo Paese africano in questo senso, con 186,1 milioni di dollari distribuiti su 36 deal, ovvero il 38,6% della raccolta totale effettuata. La Nigeria occupa il secondo gradino del podio, con 147,8 milioni di dollari distribuiti su 38 deal (30,6% del finanziamento totale) e poi arriva il Kenya, con una raccolta fondi totale di 88,5 milioni di dollari da 32 accordi (18,4% della raccolta fondi). La più grande raccolta fondi (68 milioni di dollari) è stata realizzata dalla start-up nigeriana TradeDepot, che collega i produttori alimentari con i rivenditori informali. Nel primo semestre del 2022 si è confermato il trend al rialzo della raccolta fondi da parte delle start-up africane operanti nel campo dell’agrifoodtech: 47 start-up hanno raccolto complessivamente oltre 400 milioni di dollari, distribuiti in oltre 50 campagne dal 1 gennaio al 30 giugno di quest’anno. La più grande raccolta fondi del 2022 è stata realizzata per ora da Wasoko, una start-up keniota che offre soluzioni di digitalizzazione ai piccoli distributori agroalimentari e che ha raccolto 125 milioni di dollari da un pool di fondi di venture capital, tra cui Tiger Global e Avenir Growth Capital. [ASB]
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    A ottobre a Londra, appuntamento su investimenti nel...

    AFRICA - Oltre 150 investitori africani di primo piano sono già stati confermati per intervenire all'AFSIC 2022, considerato il principale evento incentrato sulla promozione degli investimenti in Africa a svolgersi al di fuori del continente, che si terrà il 10-11 ottobre 2022 a Londra. Durante l’incontro, i relatori illustreranno il crescente slancio degli investimenti globali nei settori pubblici e privati africani, in continua crescita, e metteranno in luce nuove opportunità di crescita in tutto il continente, in particolare nei settori di edilizia, innovazione Fintech, crescita sostenibile, agricoltura ed energia. L’evento si articolerà tra conferenze, panel e sessioni strutturate di networking. Inoltre, ospiterà una serie di vertici di investimento specifici per Paese per presentare le opportunità esistenti alle aziende partecipanti.  L'AFSIC è sponsorizzato dai governi degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Germania, della Francia e dei Paesi Bassi, nonché da molte aziende e banche d'investimento leader del continente, diventando uno dei più importanti canali di investimento in Africa. Per maggiori informazioni, clicca qui
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    Sar, nasce la prima agenzia di rating africana

    AFRICA - Si chiama Sovereign Africa Ratings (Sar) ed è la prima agenzia di rating totalmente africana mai creata. Nata per iniziativa di un gruppo di imprenditori sudafricani, l’agenzia ha pubblicato il suo primo rapporto sulla valutazione del credito sul Sudafrica , classificandolo il paese “BBB” con outlook stabile a lungo termine e “B+” con outlook stabile a breve termine. Il rating di Standard & Poor’s per il Sud Africa è pari a ‘BB-‘ con outlook positivo. Il rating di Fitch è stato riportato l’ultima volta a ‘BB-‘ con un outlook stabile. Moody’s Investor Service ha un rating “Ba2” con outlook negativo sul Sudafrica . Nella sua valutazione, Sar pone l’accento sulla capacità e comprovata esperienza del governo sudafricano di onorare i propri obblighi di debito.  Il modello di rating del credito di Sar comprende 82 variabili, che si traducono anche in determinanti del rischio, inclusi aspetti fiscali, economici, ambientali , di governance, cambiamenti climatici e ricchezza generata dalle risorse naturali . David Mosaka , chief rating officer di Sar, ha evidenziato che nelle sue valutazioni l’agenzia considera le proiezioni, le passività potenziali, la performance storica degli indicatori e le prospettive della spesa pubblica come alcuni dei suoi fattori di differenziazione rispetto ad altre realtà analoghe.  Un altro fattore di differenziazione dell’agenzia è il peso significativo che attribuisce alla ricchezza mineraria come indicatore di performance, in particolare per l’ Africa e le sue ricche risorse minerarie . La presidente della Sar Portia Ravhuhali afferma che l’industria dei rating non vede nuovi entranti nel mercato da più di un secolo. Le tre gigantesche agenzie di rating di Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch esistono rispettivamente dal 1860, 1909 e 1913 e hanno conquistato il 95% del mercato dei rating creditizi. Ravuhali dice che la Sar sarà un catalizzatore del cambiamento nell’economia africana e aiuterà a far ripartire le sue prospettive economiche. Ravhuhali crede che la Sar avrà senza dubbio un impatto sul sistema finanziario africano . “La nostra credibilità è la nostra unica vera valuta. Sar si impegna a procedure di controllo della qualità, metodologie ben studiate e pratiche commerciali etiche “. “La Sar ha un punto di osservazione unico per valutare le economie emergenti, soprattutto perché l’attività informale sul campo non viene spesso presa in considerazione nelle cifre del prodotto interno lordo reale”, spiega, aggiungendo che la Sar darà il dovuto spazio a tutti i tipi di attività economiche che possano avere un significato per i rating del credito e la performance economica, senza pregiudizi di lunga data e prospettive coloniali. Elementi spesso prevalenti con altre agenzie di rating. I vertici di Sar sottolineano come le tre gigantesche agenzie di rating abbiano un controllo eccessivo sulla percezione mondiale della governance dei paesi e che questo di per sé rappresenti un rischio per il mercato finanziario e possa istigare la volatilità del mercato. I fondatori di Sar ribadiscono che la nuova struttura inaugurerà “alcune delle riforme di cui l’industria dei rating moderna ha un disperato bisogno”. [ES]