Sudan

Ancora un incidente aereo, morti 15 militari

Sono almeno 15 i militari morti nell’incidente aereo che ieri ha coinvolto un Antonov 12 delle forze armate sudanesi schiantatosi a terra a Omdurman city, la città gemella della capitale Khartum. L’ultimo bilancio è stato fornito nella notte dall’agenzia di stampa ufficiale sudanese SUNA, la quale ha precisato che ai 13 militari morti sul colpo si sono uniti due dei nove feriti ufficiali, deceduti in ospedale per le gravi lesioni riportate. Citato dalla SUNA, il portavoce dell’esercito ha fatto sapere che le forze armate hanno creato una commissione per indagare sui ripetuti incidenti che recentemente hanno coinvolti aerei Antonov. L’aereo caduto trasportava 16 militari, di cui non si conoscono grado e compiti, e 6 uomini di equipaggio. Il velivolo era diretto da Khartum a El Fasher, capoluogo del Darfur settentrionale, uno dei tre Stati che compongono l’omonima regione nell’ovest del Sudan, teatro, dal 2003, di un conflitto interno. Secondo le informazioni ufficiali, l’incidente è avvenuto per un guasto tecnico. Prima dello schianto il pilota avrebbe fatto in tempo ad informare del guasto di entrambi i motori e a tentare un atterraggio d’emergenza non riuscito. Negli ultimi mesi si sono verificati numerosi incidenti aerei in Sudan, l’ultimo solo qualche giorno fa proprio a El Fasher. Il più grave però risale ad agosto, quando un aereo dell’aviazione civile si è schiantato nello stato del Kordofan del Sud uccidendo tutti i 31 passeggeri a bordo che facevano parte di una delegazione ministeriale e tra i quali si trovava anche un ministro e importanti funzionari statali.© Riproduzione riservata

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    GIBUTI - È stato inaugurato la scorsa settimana il primo training camp del Centro d’eccellenza per l’innovazione marittima a Gibuti, programma sostenuto e finanziato da aziende cinesi: circa 30 tirocinanti provenienti da Gibuti, Etiopia, Kenya e Uganda sono stati selezionati per partecipare al programma di formazione di otto giorni, che si conclude sabato prossimo. Questi giovani impareranno il funzionamento di un’azienda attraverso lezioni, conferenze tematiche e seminari di esperti cinesi e africani, che potranno visitare il porto multiuso di Doraleh e la zona di libero scambio internazionale di Gibuti, realizzata da imprese cinesi. Il presidente del Gibuti, Ismail Omar Guelleh, in un messaggio letto in apertura dei lavori, ha parlato molto bene dell’importanza dell’istruzione e della formazione nella cooperazione tra Gibuti e la Cina. L’istituzione del centro “è senza dubbio un nuovo passo” nella cooperazione Gibuti-Cina, ha affermato il presidente in un videomessaggio. Il ministro dell’Istruzione superiore di Gibuti, Mohamed Ahmed Nabil, ha detto che il progetto offre ai giovani l’opportunità di padroneggiare strumenti innovativi per l’e-commerce, ragion per cui il training camp ha come tema l'”Innovazione digitale e l’e-commerce transfrontaliero”. L’ambasciatore cinese a Gibuti, Hu Bin, ha detto che la Cina sostiene con forza la promozione dell’imprenditoria giovanile africana e lo sviluppo delle piccole e medie imprese, considerati “obiettivi prioritari”. In questo senso, ha precisato Hu, il centro fa parte di importanti misure per realizzare gli obiettivi di rafforzamento delle capacità e scambio umano previste nei nove programmi annunciati durante l’ottava Conferenza ministeriale del forum sulla cooperazione Cina-Africa, svoltasi a Dakar, capitale del Senegal, lo scorso novembre. Il Centro di Gibuti è un progetto di rafforzamento delle capacità dei giovani imprenditori, senza scopo di lucro da parte delle società finanziatrici e volto a rafforzare la leadership e l’imprenditorialità dei giovani di Gibuti e dell’Africa orientale, contribuendo inoltre alla “Djibouti Vision 2035” del governo locale, per promuovere le innovazioni del settore privato e il lavoro autonomo. Finanziata dalla China merchants foundation e gestita dalla Djibouti chinese enterprise association, il Centro dovrebbe diventare una piattaforma per fornire servizi come formazione, tutoraggio e networking. [ASB]
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    Lanciato programma Instagram innovativo per un turismo...

    RWANDA - In una prima mondiale, i visitatori del Parco nazionale dei vulcani del Rwanda possono contribuire agli sforzi di conservazione: il Rwanda Development Board (RDB), attraverso Visit Rwanda, ha lanciato un nuovo uso innovativo della tecnologia per proteggere e conservare i gorilla di montagna e promuovere un turismo faunistico sostenibile e responsabile. Soprannominato Gorilla Gram, i visitatori del Parco Nazionale dei Vulcani potranno utilizzare i social Instagram e Facebook per contribuire a svolgere un ruolo attivo nella conservazione dei gorilla condividendo le proprie esperienze e foto attraverso le piattaforme. “Siamo entusiasti di lanciare oggi Gorilla Gram, un approccio davvero innovativo al turismo e alla conservazione mentre il settore si sta riprendendo a livello globale. Attraverso Gorilla Gram, stiamo consentendo al viaggiatore esperto di digitale di oggi di far parte del nostro approccio di scienza dei cittadini alla conservazione dei gorilla di montagna utilizzando Instagram per condividere contenuti molto utili per il nostro monitoraggio quotidiano dei primati in via di estinzione. Ogni visitatore ha ora l'opportunità di svolgere un ruolo importante nel garantire che la specie continui a essere protetta e prospererà e prospererà nel Parco Nazionale dei Vulcani", ha dichiarato al lancio del programma a Kigali, Michaella Rugwizangoga, Chief Tourism Officer di RDB. Utilizzando foto e video di Instagram, i visitatori del Parco Nazionale dei Vulcani possono ora diventare cittadini scienziati durante le loro visite aggiungendo tag opzionali forniti che aiutano i ranger, i ricercatori e i team di monitoraggio a tenere traccia dei gruppi e degli individui tramite sistemi di aggregazione che memorizzano le foto in gallerie intelligenti, ampliando notevolmente la base di conoscenze e le capacità di monitoraggio degli scienziati del parco. Il Rwanda ospita oltre un terzo delle restanti popolazioni di gorilla di montagna nel mondo e negli ultimi decenni, la popolazione è cresciuta fino a superare i 1.063 individui, rispetto ai soli 480 del 2010.  Per maggiori informazioni: clicca qui 
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    KENYA - Il nuovo presidente del Kenya, William Ruto, ha reso nota la lista dei nomi che faranno parte della sua nuova squadra di governo. Dell’esecutivo, composto di 22 membri, farà parte il leader del partito di maggioranza Jubilee, Aden Duale, che ricoprirà l’incarico di ministro della Difesa, mentre il governatore uscente della contea di Machakos ed ex portavoce del governo Alfred Mutua sarà il nuovo ministro degli Esteri. Il quotidiano keniota Daily Nation ha descritto il nuovo gabinetto del presidente Ruto come “fortemente politico”, mentre il sito web del quotidiano Standard ha affermato che il gabinetto è “fortemente popolato da politici premiati per la loro fedeltà”. Come fa notare Bbc, il presidente aveva promesso il 50% di nomine femminili, ma dei 22 ministri solo sette sono donne, mentre ha nominato altre due donne come consiglieri e una segretaria di gabinetto. Ruto ha prestato giuramento come quinto presidente del Kenya lo scorso 13 settembre dopo aver vinto le elezioni del 9 agosto sconfiggendo l’ex premier Raila Odinga, appoggiato dal suo predecessore Uhuru Kenyatta. La vittoria di Ruto è stata convalidata dalla Corte suprema del Kenya che ha respinto i ricorsi dell’opposizione che denunciavano dei brogli nel processo elettorale. [VGM]
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    Khartoum si offre per mediare nel conflitto in Tigray

    ETIOPIA - Il Sudan si è reso disponibile a mediare per porre fine al conflitto armato nel nord dell’Etiopia tra il governo federale e il Fronte di liberazione del popolo del Tigray (Tplf). Lo afferma una dichiarazione a margine dell’incontro tra il membro del Consiglio di sovranità del Sudan, il tenente generale Shams al-Din Kabbashi e l’inviata speciale dell’Unione europea per il Corno d’Africa, Annette Weber. Nella nota, il Consiglio guidato dai militari invita le parti in guerra a unirsi al tavolo dei negoziati per raggiungere una soluzione politica per il conflitto, rendendosi disponibile a contribuire positivamente alla risoluzione del conflitto nell’interesse della stabilità regionale. La guerra nella regione di confine del Tigray tra l’esercito federale e il Tplf è ripresa lo scorso agosto dopo cinque mesi di tregua umanitaria. [TM]
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