Guinea

Rimpasto di governo, solo civili nell’esecutivo

Con l’intento di formare un governo “interamente civile e di esperti” il presidente della Repubblica, Alpha Condé, ha sostituito i responsabili di dieci dicasteri tra cui gli Esteri, la Sanità, la Sicurezza, i Diritti Umani, l’Urbanizzazione, l’Agricoltura e l’Istruzione.

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Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Costa Avorio Free

    A dicembre la fiera dell’architettura Archibat

    COSTA D'AVORIO - L’ottava edizione della Fiera dell’architettura e dell’edilizia Archibat si svolgerà ad Abidjan, capitale della Costa d’Avorio dall’8 all’11 dicembre al Sofitel Abidjan Hôtel Ivoire. L’annuncio è stato dato ieri durante la conferenza stampa di presentazione dell”iniziativa che si è svolta nella sede dell’Ordine degli Architetti della Costa d’Avorio, a Cocody. Tra i presenti il presidente ad interim del Consiglio nazionale dell’Ordine degli architetti Koupo Gnoléba, il responsabile dell’organizzazione Ismaël Boga-N’Guessan e il presidente del comitato scientifico Roger M’Gbra N’Guessan. La prossima edizione di Archibat ha l’obiettivo di riunire 300 espositori e 25.000 visitatori. Prevista una conferenza e una mostra di alto livello. A margine della mostra, saranno programmate attività tra workshop e conferenze, panel, presentazioni di prodotti, incontri be to be. In più, per la prima volta ad Archibat verrà assegnato un premio nazionale di architettura. Per approfondire visita il sito www.archibat.ci. [GT]
  • Costa Avorio Free

    Grande attesa per il ritorno di Gbagbo

    COSTA D'AVORIO - Nella veranda della casa che ospita il quartier generale del Fronte popolare ivoriano (Fpi) ad Abidjan, si stanno pianificando le attività da svolgere nei vari quartieri della capitale economica e dell’intero Paese per accompagnare il ritorno di Laurent Gbagbo. C’è coda alla porta dell’ufficio di consegna di accrediti per la stampa, dove già circa 200 badge sono stati affidati a cronisti nazionali e internazionali. Nel cortile, nonostante la pioggia che va e viene, si alternano i simpatizzanti venuti ad acquistare i gadget realizzati per l’occasione con l’effigie di colui che considerano tuttora il vero vincitore delle elezioni presidenziali del dicembre 2010, rimosso con la forza dopo mesi di braccio di ferro con l’attuale presidente Alassane Ouattara che fu all’epoca apertamente appoggiato, sia diplomaticamente che militarmente, dalla Francia e dalle Nazioni Unite. Ma per ora, nessun rancore o desiderio di vendetta, bensì la grande gioia di poter accogliere nella dignità il leader politico assolto da ogni accusa di crimini di guerra e contro l’umanità dopo un lungo processo presso la Corte Penale internazionale (Cpi) dov’era imputato assieme all’ex leader dei Giovani Patrioti, Charles Blé Goudé, anche lui assolto. Il volo che riporterà Gbagbo dal Belgio, dove ha vissuto dalla prima assoluzione pronunciata nel 2019 e in attesa del processo in appello voluto dalla procuratrice Fatou Bensouda, è atteso per oggi pomeriggio all’aeroporto Felix Houphouet Boigny di Abidjan dove, secondo le ultime indiscrezioni, Gbagbo avrà accesso al padiglione presidenziale dal quale – resta da confermare – potrebbe pronunciare il suo primo discorso alla nazione ivoriana. La popolarità di Gbagbo è significativa ad Abidjan, e anche tra coloro che non sposano la sua corrente politica, si auspica un ritorno nella pace e nello spirito di riconciliazione. Tra i suoi sostenitori, si attendono con entusiasmo le indicazioni che consentiranno alla folla di poter manifestare la propria gioia. Timori di possibili episodi di tensione sono legati a potenziali infiltrazioni di giovani delinquenti, i “microbes”, come sono chiamati ad Abidjan, ma che in molti considerano bande strumentalizzate dalle autorità per fomentare la paura e impedire alle persone di manifestare. #Gbagbopourlareconciliation è l’hashtag che accompagna le iniziative legate al ritorno del leader 76enne, evento considerato opportunità storica per chiudere la pagina delle divisioni. E anche da questo punto di vista, c’è la netta sensazione che la gente ha capito che i discorsi basati sulle divisioni e le tensioni non sono altro che strategie politiche per la conquista del potere. Gli ivoriani, un popolo orgoglioso delle sue oltre 60 etnie, “si sono divisi a causa della guerra civile (scoppiata il 19 settembre 2002, Ndr), una guerra appoggiata da Ouattara, e proseguita in regolamenti di conti e repressione nei confronti di chi appoggiava Gbagbo, alcuni ex collaboratori di Gbagbo sono tuttora in carcere, dopo anni di detenzione”, sostiene John Trazie, dell’ufficio di comunicazione del Fpi, incontrato da InfoAfrica presso l’attuale sede del partito, nella casa del defunto vicepresidente Abou Dramane Sangaré, colui che ha guidato la formazione mentre Laurent Gbagbo era detenuto. Dalla redazione di Le Temps, un quotidiano filo Gbagbo, il capo redattore Yacouba Gbané è convinto che le divisioni tra gli abitanti della Costa d’Avorio, che esse siano state basate sull’appartenenza geografica, etnica, o religiosa, sono state strumentalizzate. “Io stesso sono del nord – dice Gbané all’inviata di InfoAfrica ad Abidjan – una regione dove il tasso di analfabetismo è molto elevato e dov’è facile manipolare le persone”. Le Temps è fermo da lunedì e fino a oggi, sanzionato dall’Autorità nazionale della stampa (Anp). “Avevamo pubblicato un sondaggio, ripreso da Le Monde Afrique, secondo il quale Gbagbo è più popolare di Ouattara. La sanzione è arrivata perché non abbiamo precisato che il sondaggio era stato realizzato nel 2019”, spiega Gbané. Dagli uffici di Le Temps si prepara anche parte della pubblicazione di  LgInfo, un altro giornale vicino alla linea politica di Gbagbo, edito dalla stessa casa, il gruppo Cyclone. Ieri, Lg titolava a lettere rosse: “Il popolo aspetta il suo capitano”. Oggi, il saluto del ritorno sarà seguito da milioni di ivoriani. [CC]
  • Ghana Free

    Lanciata roadmap finanziamento per progetti SDG

    GHANA - Il presidente Nana Addo Dankwa Akufo Addo ha lanciato una Roadmap sul finanziamento del Ghana per la realizzazione entro il 2030 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG)  delle Nazioni Unite.

    A segnalarlo sono i media locali, precisando che la tabella di marcia è frutto di una collaborazione con il Sustainable Development Investment Partnership (SDIP) del World Economic Forum e si propone di creare un impegno pubblico-privato più efficace per il finanziamento sostenibile delle iniziative previste per la corretta attuazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

    Il presidente Akufo-Addo ha indicato che la tabella di marcia sul finanziamento del Ghana, stimata in circa 520 miliardi di dollari nel prossimo decennio fino al 2030, offre al settore privato una chiara opportunità di dare un contributo significativo all'agenda nazionale per il raggiungimento degli SDG.

    La tabella di marcia delinea una strategia specifica per il Paese, valutando il suo stato attuale e offrendo azioni concrete per mobilitare nuove risorse al fine di soddisfare le priorità nazionali di sviluppo sostenibile e il finanziamento nei prossimi 10 anni. Per approfondire è possibile consultare la roadmap cliccando qui. [MV]

  • Sierra Leone Free

    Al via progetto per sostenere coltivatori di riso

    SIERRA LEONE - Il presidente sierraleonese Julius Maada Bio ha lanciato il progetto della catena del valore del riso regionale della Sierra Leone a Torma Bum, nel distretto di Bonthe. Il progetto impiega 44 milioni di dollari e si rivolge a oltre 7000 beneficiari. L’obiettivo generale del progetto della filiera del riso è sostenere i piccoli agricoltori e farli organizzare in entità produttive per aumentare il loro reddito, ridurre la povertà, affrontare l’insicurezza alimentare e migliorare i mezzi di sussistenza delle popolazioni rurali. Il progetto aiuterà anche a ridurre l’elevata importazione di riso nel paese. [SR]
  • Niger Free

    Siglato accordo per adesione a programma Scaling Solar

    NIGER - La Società finanziaria internazionale (Ifc) del gruppo della Banca mondiale ha annunciato l'adesione del Niger al programma Scaling Solar. Grazie alla partnership appena siglata il Niger svilupperà fino a 50 megawatt di energia solare, circa il 20% dell’attuale capacità elettrica installata del paese.  “L’ambizione del Niger è di aumentare la sua capacità elettrica installata per sostenere la sua crescita economica e facilitare l’accesso delle popolazioni all’elettricità. In questa prospettiva sarà decisivo il ricorso all’energia solare”, ha dichiarato Mahamane Sani Mahamadou, ministro dell’Energia del Niger. Il governo nigerino si è impegnato a produrre il 30% della sua energia da fonti sostenibili entro il 2035. [TM]
  • Senegal Free

    Conflitto in Casamance, a un passo dalla fine?

    SENEGAL - L’esercito senegalese ha annunciato di aver preso il controllo di cinque residue basi ribelli appartenenti al Movimento delle forze democratiche della Casamance (Mfdc) nel sud-ovest del Paese, lungo il confine con la Guinea-Bissau, segnando un nuovo passo avanti nella risoluzione del conflitto in Casamance. “Le operazioni in corso hanno permesso la conquista delle basi dell’Mfdc al confine sud-occidentale, principalmente ad Ahinga, Badem, Bagam, Bouniack e Djileor”, ha annunciato il colonnello Souleymane Kandé, comandante nell’area di intervento. “L’obiettivo principale di questa operazione era creare le condizioni perché la popolazione potesse tornare in sicurezza nel proprio territorio d’origine”, ha aggiunto un funzionario dell’esercito senegalese. Le sue parole sono state riportate da diversi siti di informazione senegalesi. L’operazione ha lasciato feriti due soldati, un ufficiale che ha calpestato una mina antiuomo e un soldato colpito da arma da fuoco. Kandé ha detto che nelle ultime settimane erano state intensificate le operazioni per controllare meglio il confine con la Guinea Bissau, in particolare la foresta Bayottes, utilizzata dai ribelli come base. “Diversi abusi sono stati commessi contro la popolazione in questa zona. Le bande armate, con atti di estorsione, cercano semplicemente di garantire il diritto esclusivo di sfruttare le risorse forestali”, ha aggiunto. Le azioni sistematiche e mirate contro i ribelli, da parte dell’esercito senegalese, si sono intensificate a partire da fine gennaio. A febbraio sono state prese quattro basi storiche del movimento indipendentista. Obiettivi dichiarati da Dakar: neutralizzare gli elementi armati che si stanno rifugiando nell’area, consentire il ritorno degli sfollati per insicurezza e combattere le attività illegali delle bande armate. La neutralizzazione delle bande armate procede in parallelo con le operazioni di sminamento. Il conflitto in Casamance si trascina dal 1982 tra il governo di Dakar e il Mfdc, che rivendica l’indipendenza di quella regione, separata dal resto del Paese dal vicino Gambia, e che storicamente si dichiara abbandonata dall’esecutivo centrale. A differenza del più arido nord, il sud del Senegal ha terre fertili ed è molto ricco di risorse forestali: non a caso il traffico illegale di legname, negli ultimi anni, è stato la principale fonte di reddito per i ribelli, come documentato tra l’altro da un recente rapporto dell’organizzazione inglese Environmental Investigation Agency (Eia). La Casamance è anche ricca di attrattive turistiche, grazie alle sue spiagge e foreste, e sebbene la ribellione indipendentista abbia limitato questo potenziale economico, è riuscita nei momenti di relativa calma, a trarre profitto da questa vocazione. La crisi in Casamance ha causato negli anni centinaia di morti e costretto decine di migliaia di persone a trasferirsi o a cercare rifugio nei Paesi confinanti, Guinea Bissau e Gambia. In passato il Gambia ha alimentato il conflitto, sostenendo le forze indipendentiste. Con la caduta di Yahya Jammeh e l’elezione di Adama Barrow, le dinamiche sono cambiate e Dakar ha potuto contare sull’appoggio concreto di Banjul. Un cambiamento simile si è prodotto anche in Guinea Bissau, in virtù delle buone relazioni tra il presidente Macky Sall e l’omologo guineano Umaro Sissoco Embaló. Ufficialmente Macky Sall avrebbe provato a rilanciare in varie occasioni, da quando è salito al potere nel 2012, i colloqui di pace con l’Mfdc. Ma le divisioni interne al movimento e il suo indebolimento hanno spostato a favore di Dakar gli equilibri di potere, rendendo alla fine superflua ogni trattativa. [SR]