Africa

Attesa ufficializzazione Romano Prodi inviato Onu per il Sahel

Dovrebbe essere ufficializzata oggi, salvo pareri contrari, la nomina dell’ex presidente del Consiglio italiano Romano Prodi alla carica di inviato speciale per il Sahel per le Nazioni Unite. Il nome di Prodi era stato presentato qualche giorno fa dallo stesso Ban Ki-moon, Segretario generale dell’Onu, al Consiglio di Sicurezza.

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Continente dice no al green pass, prima i vaccini

    AFRICA - L’Africa respinge in generale l’idea di protocollo unico per un green pass continentale da imporre sui viaggi aerei, definendo tale ipotesi come “discriminatoria”: è quanto emerso ieri da una conferenza di alto livello sulla risposta alla pandemia organizzata a Montreal, in Canada, dall’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (Icao). Lo riporta un comunicato stampa di fine conferenza. I paesi dell’Unione Europea impongono la vaccinazione come requisito di viaggio obbligatorio. Paesi come gli Stati Uniti d’America, la Cina, il Burkina Faso, il Ciad, l’Egitto, il Mali, il Marocco, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno seguito la stessa linea ma il resto del continente africano è scettico: Hadi Sirika, ministro dell’Aviazione nigeriano, ha detto di disapprovare le nazioni che impongono misure unilaterali relative alla salute pubblica a livello globale. Sirika, che ha presieduto la conferenza, ha detto che l’evidenza del fatto che in Africa ci sia una forte carenza di forniture di vaccini implica la necessità di concentrarsi su questo aspetto della logistica, lasciando perdere provvedimenti discriminatori che contribuirebbero ad aumentare il gap tra paesi ricchi e paesi in via di sviluppo. [ASB]
  • AfricaRwandaSenegalSudafrica Free

    Moderna guarda al continente per una nuova fabbrica di...

    AFRICA - Rwanda, Senegal e Sudafrica figurano nella lista dei potenziali candidati contemplati da Moderna per diventare sedi di un nuovo impianto di fabbricazione di vaccini. Lo ha confermato la scorsa settimana a fonti di stampa il co-fondatore e presidente della casa farmaceutica statunitense, Noubar Afeyan, mentre si intensifica la ricerca di un sito nel continente. “Ciò che conta di più per noi sono le condizioni in cui potremmo operare. Cioè, il sistema sanitario, la presenza di persone addestrate che possono effettivamente aiutarci almeno in alcuni dei test clinici che devono essere eseguiti”, ha affermato Afeyan, senza però fornire ulteriori dettagli sui paesi con cui Moderna ha avviato negoziati, poiché il processo di selezione è in corso. "Conosciamo diversi paesi che hanno già buoni sistemi sanitari e molto interesse a lavorare su questo, quindi troveremo partner", ha tuttavia garantito. Moderna ha dichiarato la scorsa settimana che costruirà uno stabilimento in Africa per produrre fino a 500 milioni di dosi di vaccini all'anno, incluso il vaccino contro il covid-19, mentre cresce la pressione sulle aziende farmaceutiche per produrre farmaci nei paesi a basso reddito. Anche il produttore farmaceutico tedesco Biotech ha dichiarato ad agosto di considerare la costruzione di siti di produzione di vaccini contro la malaria e la tubercolosi in Rwanda e in Senegal. Anche se il nuovo impianto non risponderà all'urgente bisogno del continente di vaccini contro il covid-19 - meno del 5% degli africani è stato completamente vaccinato contro il virus - Afeyan ha affermato che l'obiettivo generale era quello di avere un impianto in grado di produrre più vaccini in modo che "in futuro, se c'è una pandemia, e ci sarà sicuramente, allora possiamo convertirla molto rapidamente e fornire la sicurezza del vaccino nel continente". Il Sudafrica ha una capacità di ricerca medica e un'industria farmaceutica nazionale, mentre l'Istituto Pasteur del Senegal produce vaccini contro la febbre gialla, e il Rwanda ha espresso il proprio interesse per produrre vaccini e farmaci. [CN]
  • AfricaRwanda Free

    GBF Africa a Expo2020, per Kagame AfCfta e pandemia...

    AFRICA - La nuova Area di libero scambio continentale africana (AfCfta) creerà più scambi internazionali e intra-africani e approfondirà le relazioni tra il continente africano e gli Emirati Arabi. 

    A dirlo è stato il presidente del Rwanda, Paul Kagame, in un videomessaggio registrato mostrato al Global business forum Africa di Dubai.

    Gli Emirati Arabi Uniti e Dubai, “hanno a lungo svolto un ruolo chiave nel collegare l’Africa alla più ampia economia globale” ha detto Kagambe, aggiungendo di volere continuare ad approfondire queste collaborazioni.

    Secondo Kagame, però, l’economia globale, pur riprendendosi non tornerà al suo modello precedente. “La crisi delle spedizioni e dei trasporti internazionali sta già generando nuove idee. La produzione e le catene di approvvigionamento dovranno diventare più resilienti a più locali e più tecnologicamente avanzate”, ha osservato.

    Kagame ha affermato che questo nuovo paradigma economico darà al suo paese molte opportunità, grazie all’avanzamento tecnologico e all’apertura dell’economia ruandese. Secondo Kagame i vaccini e altri prodotti farmaceutici “saranno sempre più prodotti in modo decentralizzato, anche in Ruanda, grazie ai progressi dell’ingegneria e a più partnership con aziende come BioNTech”. [TM]

  • Africa Free

    Svezia e Undp per lo sviluppo nelle aree di confine

    AFRICA - Il governo di Stoccolma, rappresentato dall’Agenzia svedese per la cooperazione allo sviluppo internazionale (Sida), e il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), hanno firmato ieri un accordo da 5 milioni di corone svedesi – 500mila euro –  per promuovere lo sviluppo socio-economico e la costruzione della pace nelle regioni di confine dell’Africa,  nel Liptako- Gourma (Niger, Burkina Faso e Mali) in Africa occidentale e in Karamoja in Africa orientale. Il programma sarà attuato in collaborazione con la Commissione dell’Unione Africana (Auc) e l’Istituto per la Vita e la Pace (Lpi). La cerimonia della firma si è tenuta presso l’Ambasciata di Svezia ad Addis Abeba con la rappresentanza di Ulla Andrén, responsabile della cooperazione allo sviluppo regionale per la Svezia, e Stan Nkwain, direttore ad interim del Centro servizi Regionale per l’Africa dell’Undp. Con una stima di 270 milioni di abitanti, le terre di confine in Africa sono “una fonte unica di ingegnosità, opportunità non sfruttate e grande resilienza”, recita il comunicato dell’Undp. In molte di queste comunità, tuttavia, l’insicurezza e la povertà, aggravate dalle emergenze del cambiamento climatico, dai conflitti e, più recentemente, dalla pandemia di covid-19, “rimangono un ostacolo critico al progresso socio-economico”. Molte regioni di confine “sperimentano problemi di sicurezza impegnativi e dobbiamo sostenere iniziative che promuovano tutti gli aspetti positivi delle aree di confine dinamiche”, si legge ancora. Ulla Andren ha dichiarato che la Svezia è lieta di poter sostenere progetti innovativi come questo, “per un’Africa pacifica e sicura. Siamo particolarmente impazienti di seguire come questa partnership migliorerà il coinvolgimento delle donne e dei giovani”. Il partenariato di un anno, abbraccerà le opportunità nelle terre di confine dell’Africa con un’attenzione particolare al coinvolgimento e all’emancipazione di donne e giovani. Le tre zone prese di mira dalla partnership sono il Liptako-Gourma, attraverso la promozione dell’innovazione nel commercio transfrontaliero informale e l’accesso ai mercati in Niger, Mali e Burkina Faso; il Karamoja dell’Uganda e del Kenya, supportando i governi del Kenya e dell’Uganda nello sviluppo di un programma transfrontaliero, in generale, le zone di confine nell’Africa orientale e nel Corno d’Africa con l’intento di migliorare i mezzi di sussistenza per le comunità di confine. [CC]
  • Africa Free

    A Roma e Dakar un Vertice delle Pmi europee e africane

    AFRICA - Oltre 2000 partecipanti, 20 speaker e rappresentanti di 86 paesi diversi: sono questi i numeri del Vertice delle Piccole e Medie Imprese di Europa e Africa che si terrà il 21 e 22 ottobre prossimi in contemporanea a Roma (Italia) e a Dakar (Senegal). L’EU-African SME Summit edizione 2021, che si svolgerà con una formula ibrida in presenza e online, è organizzato dall’associazione piccole e medie imprese europee, European Entrepreneurs, da quella italiana, Confapi, e quella tedesca BvMW e dalla Camera di Commercio e dell’Industria Panafricana (Pacci) e vedrà la partecipazione di importanti figure istituzionali: dal presidente del Senegal Macky Sall a quello del Parlamento Europeo David Sassoli, passando per i ministri italiani di Cultura ed Economia Dario Franceschini e Giancarlo Giorgetti. L’incontro “ha lo scopo – spiegano gli organizzatori – di evidenziare preziose opportunità per gli imprenditori e di definire, insieme a decisori ed esperti, la strada verso una cooperazione economica di successo per aziende dinamiche e orientate al futuro sia in Africa che in Europa”. La due giorni prevede una decina di sessioni dedicate a temi sociali, economici e finanziari: dal futuro di Africa ed Europa dopo il Covid, alle nuove figure imprenditoriali africane, dal lancio dell’Alleanza tra Pmi italiane ed africane ai nuovi strumenti finanziari per la crescita sostenibile delle Pmi in Africa. L’’EU-African SME Summit’ prevede anche uno spazio di incontri tra aziende attraverso una piattaforma dedicata (Matchmaking Platform) disponibile sul sito per i partecipanti. “All’inizio degli anni venti del secondo millennio, l’Africa è determinata ad aumentare significativamente il commercio intra-africano, ad attuare l’Africa Continental Free Trade Area (AfCFTA), e a stimolare il suo spirito imprenditoriale al fine di promuovere la creazione di posti di lavoro, in particolare a favore dei giovani africani, promuovendo così anche crescita inclusiva e la stabilità sociale e politica” si legge in una nota di presentazione dell’iniziativa. “Le piccole e medie imprese – aggiungono gli organizzatori – sono la spina dorsale di molte economie in Europa, in particolare in Germania e Italia, oltre che in Africa. Il nostro incontro si concentrerà su imprenditorialità, formazione professionale e investimenti, tre elementi chiave che possono contribuire a rafforzare le Pmi”. Obiettivo  dichiarato del vertice è quello far incontrare imprenditori europei e africani, “incoraggiandoli a cooperare e coinvestire, aiutandoli a costruire alleanze, joint venture e partnership” attraverso adeguate strutture di supporto e monitoraggio “oltre che attraverso specifici meccanismi volti a verificare l’efficacia e la coerenza delle loro iniziative”. Per approfondire, cliccare qui.
  • Africa Free

    GBF Africa a Expo2020, investimenti digitali e fintech...

    AFRICA - La sanità e la digitalizzazione dell’economia sono le due maggiori aree in cui saranno diretti gli investimenti nell’era post-covid-19: l’ha sostenuto ieri Risana Zith, presidente del consiglio di amministrazione e responsabile dell’investment banking in Africa di Renaissance capital Sudafrica, durante una sessione del Global business forum Africa chiamata The final investing frontier che si è svolta a Dubai. “Solo quest’anno sono stati investiti oltre 2 miliardi di dollari in oltre 500 società fintech africane e sette società sono diventate unicorni” ha detto. Hisham Abdulla Al Shirawi, Ceo di Oasis Enterprises, ha identificato fintech, telemedicina, piattaforme digitali per agricoltori, logistica, e-commerce e vendita al dettaglio come settori chiave che offrono un enorme potenziale di investimento. D’accordo con questa previsione è stata anche Patricia Obo-Nai, Ceo di Vodafone Ghana, che ha affermato che “le aziende che incorporano la tecnologia nei loro processi vedranno arrivare la maggior parte degli investimenti”. [TM]