Tunisia

Una fiera internazionale per investimenti nell’agricoltura

Comincia domani a Tunisi la decima edizione del Salone internazionale degli investimenti agricoli e dalla tecnologia (Siat), il cui ospite d’onore è quest’anno la Libia e i suoi progetti per promuovere il settore dell’agricoltura.

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Ultimi articoli della sezione Africa Nord

  • EgittoEtiopiaSudan Free

    Il golpe non cambierà la posizione del Sudan, analisi

    SUDAN - Il colpo di Stato in atto non dovrebbe, allo stato attuale delle cose, cambiare l’atteggiamento del Sudan sul dossier della Grande diga del millennio etiope (Gerd): Khartoum, in linea con le posizioni dell’Egitto, si è sempre opposta alla gestione unilaterale dei flussi del Nilo da parte di Addis Abeba e continuerà a farlo anche in futuro; è quanto afferma Giuseppe Dentice, responsabile del desk Medio Oriente e Africa settentrionale del Cesi (Centro studi internazionali). “Considero la questione del golpe a Khartoum più una sorta di regolamento di conti interno tra militari e civili con logiche e dinamiche tutte nazionali – osserva Dentice -. Non credo che possa avere una ricaduta profonda sulle relazioni internazionali del Paese”. La diga è una grande infrastruttura che l’Etiopia ha realizzato sul Nilo azzurro, il principale affluente del Nilo. Fin dalla posa della prima pietra, Egitto e Sudan non si sono opposti alla costruzione dello sbarramento, ma hanno chiesto che i flussi idrici fossero regolamentati da un trattato internazionale vincolante che prevedesse, tra l’altro, norme per dirimere eventuali controversie tra le tre nazioni. Nonostante numerose sessioni di incontri, i responsabili dei tre Paesi non sono riusciti finora ad arrivare ad alcuna intesa. L’Etiopia, da parte sua, ha forzato la mano iniziando a riempire l’invaso questa estate. Khartoum e, soprattutto, Il Cairo sono preoccupati per la diminuzione dei flussi idrici. Un calo consistente della portata del fiume – denunciano i due Paesi arabi – potrebbe mettere a rischio lo sviluppo e la stessa vita di chi sta a valle. “Questo golpe organizzato dai militari – continua Dentice – non dovrebbe cambiare la posizione del Sudan. Anzi, i militari sudanesi sono, da sempre, vicini alle posizioni egiziane. Quindi, se qualcosa dovesse cambiare, cambierebbe nella direzione di una maggiore rigidità nei confronti dell’Etiopia”. Diversa la situazione se il potere fosse stato assunto completamente dai civili, al potere insieme ai militari dalla caduta del presidente Omar al-Bashir (2019). “In questo caso – osserva Dentice -, i civili sarebbero forse stati più disposti ad accettare le posizioni degli etiopi o, quanto meno, ad ammorbidire l’atteggiamento tenuto finora”. Secondo Dentice, dunque, il colpo di Stato – se l’esito sarà confermato – è più una questione interna. Una sorta di redde rationem tra le due componenti al governo. “Ho il sospetto che questa azione dei militari sposti l’orologio indietro – osserva -. I militari hanno ripreso in mano il potere ricacciando i civili in un angolo e, di fatto, bloccando il fragile processo di transizione che era in atto nel Paese. Le posizioni dei militari nei confronti della Gerd sono sempre state chiare fin dai tempi del presidente al-Bashir. Quindi, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, non credo che a livello internazionale cambierà qualcosa”.  [EC]
  • Egitto Free

    Stoccaggio grano, annunciati nuovi investimenti a Port...

    EGITTO - Nei Paesi che importano le principali materie prime, la logistica portuale è fondamentale per ridurre le perdite: l’Egitto, il più grande acquirente mondiale di grano, da diversi anni investe in questa prospettiva. Nel Paese infatti la Società generale per i silos e lo stoccaggio Gcss ha firmato un accordo con la Rowad Modern Engineering per la costruzione di un silo per cereali ad ovest della città di Port-Said. Con un costo totale di 520 milioni di sterline egiziane (33 milioni di dollari), questa nuova infrastruttura avrà una capacità di stoccaggio di 100.000 tonnellate di grano. Dovrebbe aiutare a migliorare lo stoccaggio portuale dei carichi di grano, il principale alimento di base acquistato dal Paese. In Egitto, l’aumento del fabbisogno di importazione negli ultimi anni ha portato ad un aumento degli investimenti nell’ampliamento degli impianti di stoccaggio e nella ricerca di altri siti per ridurre la pressione sui porti di Damietta e Alessandria, principali punti di ingresso delle merci.  Il Paese ha importato 12 milioni di tonnellate di grano nel 2020/2021. Il governo impegnerà inoltre 3 miliardi di dollari al suo programma di sussidi per il pane nel 2021/2022. [GT]
  • Libia Free

    Elezioni, a novembre si aprono le candidature

    LIBIA - A novembre, potranno essere presentate le candidature per le elezioni presidenziali e parlamentari libiche. Lo ha comunicato nel fine settimana il responsabile della commissione elettorale. Il primo turno delle elezioni presidenziali si terrà il 24 dicembre. Un secondo turno, insieme alle elezioni legislative, si terrà in un secondo momento, ha affermato il capo della commissione, Emad al-Sayah. Ha poi aggiunto che il processo di registrazione dovrebbe aprirsi entro la metà di novembre, dopo che i preparativi tecnici e logistici saranno stati completati. Il generale Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica, ha annunciato la sua candidatura alla presidenza dicendo che a breve si dimetterà dai suoi incarichi militari. Tra le possibili canidature anche quella dell’attuale presidente del parlamento, Aguila Saleh, e di Saif al-Islam Gheddafi, figlio del defunto leader Muammar Gheddafi. [EC]
  • BeninTunisia Free

    Cotone, gruppo tunisino annuncia investimenti

    BENIN - Il gruppo tunisino Aigle, specializzato nella lavorazione del cotone, si è insediato nella zona industriale di Glo-Djigbé in Benin, grazie ad un investimento di più di 20 milioni di dollari e che consentirà la creazione di circa duemila posti di lavoro diretti a beneficio dei beninesi. Creato nel 1997 a Sfax, il Gruppo Aigle svolge attività che abbracciano l’intera catena del valore: filatura, lavorazione a maglia e confezione di vestiti. L’azienda ha una capacità produttiva di 30.000 pezzi finiti al mese ed esporta il 97% della sua produzione in Francia, Italia e Turchia. Il Gruppo Aigle ha costituito un’unità tessile industriale che copre un’area di 40 mila metri quadri per trasformare il cotone beninese in prodotti a maglia e tessuti che verranno esportati in Europa, Medio Oriente e Turchia.  Il Gruppo avvierà la produzione entro la fine del 2022. L’unità tessile genererà 60.000 posti di lavoro diretti e indiretti entro il 2027.  [GT]
  • Egitto Free

    Taqa Arabia apre una centrale fotovoltaica

    EGITTO - Taqa Arabia, una consociata del settore energetico di Qalaa Holdings, ha annunciato l’apertura di una centrale solare fotovoltaica da sei megawatt all’interno delle Dina Farms, in Egitto. L’impianto è finanziato dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) come parte di un pacchetto di finanziamenti fino a 10 milioni di dollari per espandere il business delle energie rinnovabili di Taqa Arabia. Alla cerimonia di apertura dell’evento hanno partecipato il vicepresidente della Bers Alain Pilloux il Presidente e fondatore di Qalaa Holdings, Ahmed Heikal, il Ceo di Taqa Arabia, Pakinam Kafafi, e quello di Dina Farms, Raouf Tawfi. [TM]
  • Egitto Free

    Allo studio gasdotto da Israele

    EGITTO - Il governo di Israele stavalutando di costruire un nuovo gasdotto terrestre con l’Egitto al fine di aumentare le esportazioni di gas naturale al suo vicino.

    A rivelarlo è stata l'agenzia Reuters, precisando che la mossa si colloca sulla scia del recente inasprimento delle forniture a livello globale, secondo quanto affermato dal ministero dell’Energia israeliano in una nota. 

    Si stima che il gasdotto, che collegherà la rete di gas naturale israeliana a quella egiziana attraverso il nord della penisola del Sinai, costerà circa 200 milioni di dollari e potrebbe essere operativo entro 24 mesi.

    Il nuovo gasdotto terrestre, insieme ai piani per la costruzione di un secondo gasdotto sottomarino verso l’Egitto da completare entro pochi anni, consoliderà ulteriormente la posizione di Israele come hub energetico chiave nel Mediterraneo orientale, una porzione di mare che ha inasprito le relazioni diplomatiche tra molti Paesi dell’area negli ultimi anni. [MV]