Africa

Premio Mo Ibrahim, nessun vincitore neanche quest’anno

Il comitato per l’assegnazione per Premio Mo Ibrahim (la cui denominazione ufficiale è “Premio per il successo nella leadership in Africa”) ha stabilito che non c’è stato nessun capo di stato o di governo in Africa che potesse ottenere questo riconoscimento nell’anno in corso.

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Banca Mondiale e Rockefeller insieme per spingere...

    AFRICA - L'International Finance Corporation, il braccio del settore privato del Gruppo della Banca Mondiale, e la Rockefeller Foundation hanno annunciato una nuova partnership che mira a impiegare 150 milioni di dollari del capitale della Fondazione  nella finanza mista per mobilitare fino a 2 miliardi di dollari di investimenti del settore privato nelle soluzioni di energia rinnovabile.

    Lo si apprende da una nota della stessa Fondazione Rockefeller nella quale si precisa che la partnership darà priorità ai paesi dell'Africa subsahariana e selezionerà altre regioni, in cui entrambe le organizzazioni hanno identificato opportunità immediate. In definitiva, l'elenco dei paesi in cui verrà implementato questo partenariato sarà ampliato durante l'attuazione.

    “Unendo il finanziamento di investimenti filantropici e privati, la Fondazione Rockefeller e l'IFC ridurranno il rischio di investimenti di capitale in progetti rinnovabili distribuiti nei mercati emergenti e contribuiranno a soddisfare le esigenze di accesso all'energia globale” recita la nota.

    L’accordo prevede una fase iniziale di "dispiegamento rapido" che distribuirà 30 milioni di dollari in finanziamenti agevolati misti e concederà capitali per sfruttare una pipeline attiva di progetti di energia rinnovabile distribuita sviluppati da IFC. Il finanziamento andrà al programma di mini-grid di IFC oltre alla generazione distribuita di energia rinnovabile, allo stoccaggio dell'energia delle batterie e ad altre tecnologie innovative di energia pulita per facilitare l'accesso.

    “La pandemia di COVID-19 - si legge nella nota -  ha interrotto i progressi nel raggiungimento di energia pulita per tutti, con il numero di coloro che non dispongono di elettricità in Africa salito a più di 590 milioni di persone nel 2020, un aumento di 13 milioni di persone, o il 2%, rispetto allo scorso anno, secondo all'analisi nel World Energy Outlook 2020”.

    IFC è il principale finanziatore di energie rinnovabili a basso costo, avendo finanziato progetti con una capacità di generazione di circa 8 GW nell'energia idroelettrica, 6 GW nell'energia solare e 5 GW nell'energia eolica.

  • Africa Free

    Fondo per le rinnovabili (AREF II) raccoglie 130 mln da...

    AFRICA - L’Africa Renewable Energy Fund II (AREF II) ha raccolto 130 milioni di euro da sette investitori internazionali.

    Lo riferiscono fonti giornalistiche internazionali, precisando che il fondo, gestito da Berkeley Energy, finanzierà le energie rinnovabili nell'Africa subsahariana, escluso il Sudafrica.

    Gli investitori nel nuovo Africa Renewable Energy Fund II (AREF II) includono Swedfund, l'istituto finanziario del governo svedese; il gruppo CDC del governo britannico; l’italiana Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e il Fondo per l'energia sostenibile per l'Africa (Sefa) della Banca africana di sviluppo (AfDB). Alla prima mobilitazione finanziaria dell'AREF II ha partecipato anche Proparco, filiale del gruppo dell'Agenzia francese per lo sviluppo (AFD). Il nuovo fondo è sostenuto anche dalla Netherlands Development Finance Company (FMO) e dal Clean Technology Fund (CTF), che fa parte del Climate Investment Fund (CIF).

    Queste istituzioni finanziarie, la maggior parte delle quali molto attive nelle energie rinnovabili in Africa, hanno mobilitato 130 milioni di euro per AREF II. I fondi sono destinati a finanziare l'energia pulita, inclusi progetti eolici, solari, idroelettrici fluviali e di stoccaggio. Secondo il gestore del fondo Berkeley Energy, AREF II mira a raggiungere 300 milioni di euro per aiutare a diffondere le energie rinnovabili in Africa.

    Per Berkeley Energy, AREF II avrà un impatto significativo e misurabile a livello regionale e locale, attraverso la fornitura di energia pulita e conveniente, generando allo stesso tempo un sostanziale sviluppo economico locale e opportunità di occupazione attraverso progetti infrastrutturali.

    Il nuovo fondo fa seguito all'AREF, che ha contribuito allo sviluppo di una serie di progetti in Africa, tra cui geotermico, solare e idroelettrico.

  • Africa Free

    Cooperazione, per VM Sereni "Africa non sia tagliata...

    AFRICA “Per sostenere la pace e la stabilità in Africa, l’Italia è pienamente impegnata, insieme ai governi del continente che condividono tale obiettivo, ad affrontare sfide comuni come la lotta al terrorismo, all’immigrazione illegale e alla criminalità organizzata transnazionale”: lo ha dichiarato all’evento promosso dall’OCSE “Africa’s development dynamics 2021: Digital transformation for quality jobs” la vice-ministra degli Esteri Marina Sereni.

    A darne notizia è stata la Farnesina, precisando che la vice-ministra ha inoltre aggiunto: “Per quanto riguarda invece lo sforzo per contenere gli effetti economico-finanziari accelerati o dalla crisi pandemica, l’Italia rientra tra i principali sponsor dell’Iniziativa di sospensione del debito del G20 a favore dei Paesi più bisognosi di assistenza”.

    “Il nostro Paese - ha proseguito Sereni - è anche uno dei principali sostenitori dell’alleanza internazionale sui vaccini. Siamo impegnati a garantire la fornitura di vaccini in 92 Paesi a basso reddito, principalmente in Africa. Sappiamo che non è abbastanza e che ancora molto è necessario, ma stiamo facendo il possibile”.

    “La pandemia ha messo in luce - ha detto ancora la Vice Ministra - che ‘l’interdipendenza globale’ non è solo uno slogan ma una realtà. L’Europa, per prosperare in un’economia digitalizzata, ha bisogno di vicini e partner commerciali digitalizzati, a cominciare dall’Africa. È dunque di fondamentale importanza prevenire il pericolo, con il rischio che si creino ulteriori disuguaglianze, che questo continente sia tagliato fuori dai processi di sviluppo tecnologico che, specie con l’attuale pandemia, stanno registrando una forte accelerazione. Per questo motivo la Presidenza italiana del G20 ha inserito nell’agenda anche il tema degli investimenti sul rafforzamento delle infrastrutture, digitali e non, a livello globale.

    Connesso al tema della digitalizzazione vi è quello dell’educazione, sulla quale la Cooperazione Italiana mantiene un focus specifico e prioritario, poiché l’istruzione è il principale fattore di sviluppo, permettendo ai giovani di acquisire maggiore consapevolezza e crescenti livelli di conoscenza che possono aprire più facilmente la strada per il loro futuro. Durante la pandemia scuola e istruzione, soprattutto nei Paesi più poveri, hanno sofferto profondamente. Per questo - ha concluso Sereni - la nostra Cooperazione è profondamente impegnata nel realizzare progetti in tanti Paesi africani che abbiano appunto al centro l’educazione, la formazione e la digitalizzazione”.

  • Africa Free

    Conferenza ICE su sostenibilità in Africa: un...

    AFRICA - È stata seguita da una cinquantina di aziende la seconda conferenza organizzata lo scorso 8 giugno dall’Agenzia ICE, in collaborazione con Confindustria Assafrica&Mediterraneo e SACE, e dedicata al business sostenibile in Africa, dopo quella del 18 maggio sulla nuova Area africana continentale di libero commercio (AfCfta).

    In apertura dei lavori dell’evento, Tatiana Marzi dell’Agenzia ICE, ha indicato che quegli incontri rientrano nella scia del percorso formativo dell’Africa Business Lab (Abl), iniziato lo scorso anno e il cui obiettivo è di fornire strumenti, informazioni e competenze alle aziende interessate ad approcciare il mercato sotto esplorato - ma di grandi opportunità - dell’Africa. Durante il saluto introduttivo, l’avv. Ruggero Aricò, vicepresidente di Confindustria Assafrica&Mediterraneo, ha ricordato l’Agenda 2063 adottato dall’Unione Africana in quanto impegno per uno sviluppo sostenibile e una transizione energetica del continente nel rispetto degli sforzi globali volti a mitigare i cambiamenti climatici e attraverso il quale la sostenibilità può diventare un’opportunità di business per le imprese italiane. Moderatore all’incontro, Massimo Zaurrini, direttore del mensile economico Africa e Affari, ha osservato quanto il criterio di sostenibilità fosse sempre più discrimine per l’accesso ai finanziamenti ma anche agli appalti stessi nel continente, evidenziando a riguardo la forte impronta del settore privato locale in materia di innovazione.

    Durante il suo intervento, Andrea Nannicini di SACE ha spiegato come il Decreto legislativo Semplificazione ha fatto dell’istituto l’attuatore del Green New Deal italiano, con l’obiettivo di supportare le aziende a divenire dei campioni della green economy. Tracciando il quadro della situazione energetica e normativa in Sudafrica, la direttrice dell’ufficio ICE a Johannesburg, Antonella Marucci, ha evidenziato l’ampio spazio esistente nel paese africano per gli operatori delle rinnovabili, con il Piano di emergenza varato dal governo (IRP2019) per l’approvvigionamento complessivo di 3000 MW di energia, di cui oltre 14.000 MW dall’eolico e 6000 MW dal fotovoltaico. Fabio Iannone, della Facolty ICE, ha poi menzionato il Clean Energy Package 2019 dell’Unione Europea che presenta ampie opportunità di sviluppo per le imprese italiane per diffondere il proprio know-how, soprattutto in Africa, dove l’assenza di infrastrutture obsolete potrebbe consentire al continente di passare direttamente a modelli di produzione energetica innovativi - come quello delle comunità energetiche rinnovabili.

    Il direttore di Umbria Export, Enzo Faloci, ha da parte sua sottolineato la necessità di fare coincidere la creazione di modelli di sviluppo inclusivo locali con l’esigenza di fatturato dell’azienda. In  collegamento da Kigali, Claudia Beretta, del Global Green Growth Institute, ha illustrato il caso del Rwanda, dove gli sforzi del governo si concentrano su mobilità sostenibile con veicoli elettrici, incluse nelle zone rurali per il trasporto delle merci agricole, solare e clean cooking con gas naturale, green building, agricoltura sostenibile, agroalimentare, aeroporto, tessile e turismo, nonché packaging. Infine, Massimo Medugno, direttore generale di Assocarta, ha posto l’accento sulla sfida della sostenibilità che non potrà essere vinta senza l’impegno dell’industria, la tematica ambientale essendo la nuova chiave delle relazioni mondiali.

    I kit formativi elaborati da SACE nell’ambito dell’Africa Business Lab sono disponibili qui.

  • Africa Free

    Verso incontri annuali Banca africana di sviluppo

    AFRICA - Si terranno dal 23 al 25 giugno prossimi i consueti incontri annuali della Banca africana di sviluppo (AfDB), che si svolgeranno quest'anno sotto il tema "Building Resilient Economies in Post Covid-19 Africa".

    A comunicarlo è stata la stessa AfDB, ricordando che gli incontri annuali sono il più importante appuntamento dell'istituto finanziario panafricano che vede l'intervento di migliaia tra delegati e partecipanti.

    L'evento, che si svolge in modalità virtuale a distanza, si propone come momento di approfondimento per il punto sui progressi dell'AfDB con i propri azionisti e forniscono un forum unico a rappresentanti di governi, imprese, società civile, gruppi di riflessione, università e media, per discutere questioni chiave riguardanti lo sviluppo in corso dell'Africa.

    Per approfondire il programma e registrarsi per partecipare alle sessioni degli incontri aperte al pubblico, cliccare qui. [MV]

  • Africa Free

    Fatou Bensouda lascia la Cpi

    AFRICA - Fine della corsa per Fatou Bensouda. Dopo un mandato di nove anni, la procuratrice della Corte penale internazionale (Cpi), ha passato il testimone al britannico Karim Khan; la giudice gambiana era stata eletta, tra le altre cose, per riconciliare l’Africa con la Corte, ma il bilancio di questi anni racconta più fallimenti che successi e un crescente sospetto da parte del continente. Del mandato di Bensouda, la storia ricorderà senza dubbio il fallimento del suo ufficio sui fascicoli che prendevano di mira i più importanti funzionari africani. In particolare, spiccano le assoluzioni dell’ex vicepresidente della Repubblica Democratica del Congo, Jean-Pierre Bemba, e di Laurent Gbagbo, l’ex presidente della Costa d’Avorio. C’è stato anche il fallimento di casi relativi alle violenze seguite alle elezioni del 2007 in Kenya. Per il presidente keniano, Uhuru Kenyatta, la Corte ha lasciato cadere le accuse. Tra i successi è da menzionare la condanna del signore della guerra congolese, Bosco Ntaganda, processato nel 2019. Soprannominato Terminator, l’ex ribelle è la prima persona ad essere condannata dalla Cpi per il reato di schiavitù sessuale. Bensouda si è recata a inizio giugno nel Darfur, in Sudan, per chiedere la collaborazione delle autorità per eseguire il mandato di cattura per genocidio emesso più di dieci anni fa contro l’ex presidente Omar al-Bashir, deposto nel 2019, per i crimini commessi contro i civili nella regione. Le autorità sudanesi avevano promesso a febbraio dello scorso anno di consegnare al-Bashir alla Corte perché fosse processato. Conclusi con una condanna, falliti o ancora in corso, questi diversi casi, intentati nei confronti di politici di spicco, hanno suscitato la sfiducia degli Stati africani. In molti hanno sospettato che la Corte fosse diventata il braccio giudiziario delle politiche occidentali nel continente. Accuse che Bensouda ha sempre e anche recentemente negato. Per contrastare questi attacchi, la procuratrice ha aperto nuove indagini lontano dall’Africa, di cui almeno tre molto pesanti. La Corte sta ora indagando sui presunti crimini commessi da Israele nei Territori palestinesi occupati, oltre a quelli americani in Afghanistan e quelli russi in Georgia. I tre potenti Stati coinvolti hanno sempre rifiutato la sua giurisdizione. Sebbene queste indagini diano alla Corte una portata globale, nessun mandato di arresto emesso fino ad oggi ha preso di mira sospetti al di fuori del continente africano. Ironia della sorte, proprio mentre Bensouda lascia il suo posto quasi un decennio dopo essere stata eletta, l’ex presidente ivoriano Laurent Gbagbo tornerà domani in patria dopo dieci anni, essendo stato assolto a marzo dalle accuse che gli erano state mosse dall’Icc e nel Paese c’è grande fermento. [TM]