Africa

Gruppo farmaceutico giordano guarda all’Africa

Prevede di accrescere la sua presenza in Africa la compagnia farmaceutica giordana Hikma Pharmaceutical Plc, specializzata nella produzione e nella commercializzazione di farmaci generici. Secondo l’agenzia Reuters, la Hikma prevede un investimento di 300 milioni di dollari sul continente nero entro i prossimi tre anni, attraverso l’acquisizione di una società o la costruzione di un impianto industriale.

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    AFRICA - Non si terrà quest’anno, a causa della pandemia di covid-19, il vertice Unione Europea-Africa che era in programma dal 28 al 29 ottobre prossimo. L’appuntamento, secondo fonti di Infoafrica, sarà verosimilmente rimandato al 2021. Il VI Vertice UE-Africa si sarebbe dovuto svolgere a Bruxelles. L’ipotesi di organizzare un vertice virtuale, che era stata sostenuta dal presidente di turno dell’UA, il sudafricano Cyril Ramaphosa, è stata accantonata. [CC]
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    AFRICA - La Banca mondiale ha pubblicato un piano intitolato ‘Next Generation Africa Climate Business Plan (NG-ACBP)’ per aiutare i Paesi del continente a sviluppare economie resilienti ai cambiamenti climatici e capaci di ridurre le emissioni inquinanti.

    Il piano, che invita i Paesi africani a raddoppiare gli sforzi per aumentare l'accesso all'energia adottando approcci sostenibili, rappresenterà lo standard di riferimento per i futuri finanziamenti verso il continente dell’istituto finanziario multilaterale.

    Nei prossimi sei anni (2021-26), infatti, la Banca mondiale intende concentrare le proprie attività in Africa su cinque aree chiave: sicurezza alimentare, energia pulita, città verdi e resilienti, stabilità ambientale e shock climatici enfatizzando l'interrelazione dei rischi e delle opportunità legate ai fenomeni climatici.

    Il Piano stabilisce obiettivi ambiziosi, come la formazione di 10 milioni di agricoltori sulle nuove tecnologie, la gestione integrata del paesaggio di oltre 60 milioni di ettari in 20 Paesi nella regione sub-sahariana del continente, l’aumento della capacità di generazione di energia da fonti rinnovabili pulite dagli attuali 28 GW a 38 GW e la realizzazione di almeno 30 progetti di pianificazione urbanistica nelle principali metropoli del continente per ridurre le emissioni inquinanti.

    “La sfida principale dell'Africa è adattarsi ai cambiamenti climatici investendo in sistemi agricoli e alimentari più resilienti, costruendo infrastrutture che resistano a eventi meteorologici estremi, proteggendo le sue città costiere e migliorando i sistemi di preparazione alle catastrofi”, ha detto il vice-direttore della Banca mondiale responsabile per l’Africa orientale e meridionale Hafez Ghanem.

    La versione integrale del piano è disponibile qui. [MV]

  • Africa Free

    Commercio intra-africano destinato a crescere, l...

    AFRICA - Più del 70% degli amministratori delegati delle principali aziende africane ritiene che il commercio intra-africano sia destinato ad aumentare nei prossimi dodici mesi e che l’accordo per il libero commercio nel continente, l’African Continental Free Trade Area (AfCFTA), potrebbe giocare un ruolo chiave come catalizzatore in grado di stimolare gli scambi interni africani nel momento giusto. Sono i risultati principali di un sondaggio effettuato ai primi di settembre dal Comitato panafricano per il commercio e gli investimenti del settore privato (Paftrac) e dalla Afreximbank, che ha interpellato i ceo delle maggiori aziende del continente. La pandemia da covid-19, se da un lato ha indubbiamente contribuito a creare un clima di paura e incertezza economica, dall’altro lato, soprattutto in Africa, sembra aver dato a molti Paesi e soggetti (tanto pubblici quanto privati) la spinta che mancava per guardare con sufficiente interesse ai mercati locali, regionali e continentali. Per dirla ancora più direttamente, covid ha bloccato, interrotto, rallentato le normali catene di commercio internazionale sulle quali facevano riferimento molte aziende africane e non. I prezzi in caduta libera di molte materie prime (dai metalli agli idrocarburi) anche a causa della produzione calata a livello globale, hanno posto un’altra ipoteca sul “business as usual” di tantissimi in Africa e fuori. Parallelamente, in Africa, ci si è resi conto che tutta una serie di beni e servizi che fino a qualche mese fa si acquistava dall’estero, era divenuta di difficile reperimento. Ma il mercato restava lì. La domanda andava soddisfatta. Ecco che, improvvisamente, la visione su cui Unione Africana (Ua) e Banca africana di sviluppo (Afdb) lavoravano da anni, quella cioè di un mercato africano unico e unito a beneficio prima di tutto degli stessi africani, è passata dall’essere un’idea, quasi un sogno, all’essere un obiettivo da raggiungere quanto prima, anche per bilanciare gli effetti della pandemia sull’economia internazionale. Il tessuto imprenditoriale africano ha quindi cominciato a guardare a quello che sembrava uno slogan politico con la praticità di chi fa business. Non appare casuale che nel sondaggio svolto nelle scorse settimane, i ceo africani denuncino e chiedano al mondo politico continentale di affrontare urgentemente quelli che definiscono «vincoli chiave» per le imprese per sviluppare il commercio interno: dalle barriere tariffarie e non tariffarie alla mancanza di accesso alla valuta estera, alle infrastrutture logistiche e di trasporto inadeguate. Proprio la logistica – come si è potuto ben vedere nei mesi di covid con l’esplosione della vendita online, anche nel continente africano – gioca un ruolo fondamentale per sbloccare il potenziale dell’ultimo mercato “vergine” rimasto al mondo. Un mercato che già cresceva prima, che crescerà sempre di più nei prossimi decenni (grazie ai mega-trend di crescita economica, demografica e urbana) e che ha pertanto bisogno di un sistema di distribuzione interno da affiancare a quello esterno o “perimetrale” costruito negli anni del colonialismo per portare beni e merci verso l’esterno del continente. E l’Italia sarà in grado di intercettare questi trend, di essere un partner affidabile? O, in Africa, perderà anche questo treno? Se fosse vero che nel Patto per l’export con cui il nostro Paese intende rilanciare la sua economia fosse assente l’Africa, non sarebbe un bel segnale. Certo le priorità per il nostro export sono probabilmente altre, ma il futuro è in Africa e non mettere neanche una puntina su quel mercato non è un segnale di grande lungimiranza.  [MZ]
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    Connect2Recover, nuova iniziativa dell'Uit

    AFRICA – Sarà centrata in un primo tempo sull’Africa l’iniziativa Connect2Recover, promossa dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Uit) per rafforzare le infrastrutture digitali, diventate vitali nella risposta alla pandemia di covid-19. L’Africa, spiega l’Uit, è il continente meno ben connesso ed è quello che subirà l’impatto socio-economico più pesante della pandemia. «Connect2Recover pone l’accento sugli sforzi già in atto da molto tempo per accelerare la trasformazione digitale in Africa» recita un comunicato. Nuovi partner internazionali contribuiscono a questa iniziativa. Il comunicato dell’Uit cita in particolare il ministero degli Interni e delle Comunicazioni del Giappone e il l King Salman Humanitarian Aid and Relief Center (KSRelief) dell’Arabia Saudita. L’Uit ricorda quanto sono diventate importanti le applicazioni dirette delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni in ambito sanitario, nel telelavoro, l’e-commerce e la scuola a distanza. [CC]
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    La formazione nel continente: una conferenza il 23...

    AFRICA - Migliorare l’accesso ma anche la qualità dell’istruzione e della formazione professionale in Africa: una questione più che essenziale, proprio nel momento in cui gli stessi Paesi industrializzati guardano con nutrita ansia alla ripresa delle rispettive macchine educative nazionali, dopo il lungo fermo imposto dall’emergenza covid.

    La pandemia, che ha fatto risaltare le faglie di catene di valore troppo decentralizzate, deve ora fornire lo slancio necessario al continente africano per rispondere alla crescente domanda interna in formazione tecnica e partecipare appieno allo sviluppo del suo immenso capitale umano, intensificando la propria competitività, alla pari dell’omologo asiatico.

    Questo sarà il tema dei lavori di una web-conference gratuita che il mensile economico Africa e Affari terrà il prossimo 23 settembre sulla piattaforma Zoom alle ore 10.30, e durante la quale verranno affrontati con alcuni dei protagonisti del settore (Istituzioni, Settore Privato, Università) i molti aspetti che ruotano intorno alle necessità legate al mondo della formazione, dell’istruzione, del lavoro e dei giovani in Africa.

    L’expertise italiana in materia di formazione - e più in generale il settore privato del nostro Paese - è chiamata a svolgere un ruolo attivo nel colmare il divario di competenze esistente nel continente, raccogliendo al contempo benefici dallo sviluppo economico e sociale delle singole nazioni africane.

    Per iscriversi: https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_3kBfE326QHW7WF9Lg-NXKw. L’incontro è gratuito. Seguirà il programma dell’incontro.

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    Atlante 2020 per la Cooperazione Internazionale a tutte...

    Mercoledì 16 settembre 2020 a partire dalle ore 18 si terrà il webinar "Atlante 2020 per la Cooperazione Internazionale a tutte le latitudini", un evento on-line gratuito per condividere un momento di riflessione sul mondo della cooperazione internazionale allo sviluppo.

    La riflessione partirà dall'Atlante 2020 realizzato dall’ong Tamat, un magazine in lettura aumentata di 40 pagine (disponibile qua) con itinerari, temi, soggetti e testimonianze che colgono il rapporto tra cooperazione e solidarietà a tutte le latitudini.

    All’evento sono previsti gli interventi del direttore generale di Tamat Piero Sunzini, del presidente di Marche Solidali Attilio Ascani, della presidente di Umbriamico Manuela Vena e del direttore editoriale di Africa e Affari e di InfoAfrica Gianfranco Belgrano. Modera l’incontro Enrico Flamini di Tamat.

    Per partecipare al webinar è possibile registrarsi qui.