Africa

Mercato delle telecomunicazioni entra in fase di “crescita alta”

Il settore delle telecomunicazioni in Africa è passato dall’essere un mercato ad alto potenziale alla fase di alta crescita, secondo un rapporto diffuso dalla società internazionale di revisione di bilancio, advisory e consulenza legale e fiscale PricewaterhouseCoopers (Pwc).

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Vice-ministra Del Re, stiamo cambiando la narrativa sul...

    AFRICA - Quale sarà l’Africa del 2021, quali i rapporti tra l’Italia e il continente in questo anno di grandi speranze dopo la tragica esperienza della pandemia? Quale il ruolo della cooperazione? Secondo la viceministra degli Esteri Emanuela Del Re, nonostante le difficoltà, l’Italia ha le idee chiare su quello che può essere il suo partenariato con i Paesi africani e c’è una grande consapevolezza che tale partenariato debba essere interpretato alla luce di quella reciprocità e di quella logica di mutuo beneficio che è diventata una norma e che poggia allo stesso tempo sul tentativo di scardinare cliché e imporre una narrativa diversa del continente. In un’intervista rilasciata sul numero di gennaio del mensile economico “Africa e Affari”, Emanuela Del Re ha ripercorso i suoi ultimi viaggi nel continente africano e sottolineato come da questi viaggi sia tornata con la netta sensazione che l’Africa ha sempre più voglia di Italia: “Ci viene chiesto costantemente e questo appello costituisce quasi un imperativo nei nostri confronti perché ritengo l’Africa oramai una prosecuzione naturale dell’Italia e di conseguenza è nostro dovere rispondere a questo appello” ha detto la vice ministra.  Il rapporto che si crea con il continente comporta una reciprocità molto importante su tutti i livelli, ha proseguito Del Re. “Sul piano della cooperazione la nostra presenza va avanti da molti anni e si sta articolando in un progetto di concreto sviluppo sostenibile. Poi, un altro elemento molto importante è l’ambito degli investimenti, dell’imprenditoria: quest’anno più che mai emerge la necessità di avere una visione dell’Africa più dinamica sul piano degli affari. E accostare il concetto di Africa a quello di affari (...) è piuttosto lungimirante, perché l’Africa con tutte le sue grandi difficoltà, con le peculiarità di ogni singolo Paese o regione, porta molti investitori stranieri, non solo italiani, a valutare con una certa perplessità il rischio d’impresa, la possibilità di fare previsioni a lungo termine, l’effettivo ritorno dell’investimento, soprattutto nel caso delle pmi. Ma la situazione sta cambiando perché il continente di per sé è molto cambiato”. Nell’intervista ad “Africa e Affari” la vice ministra ha quindi sottolineato come il tentativo di cambiare la narrativa sul continente stia cominciando a dare i suoi frutti. “Paradossalmente, proprio nel 2020 a causa della pandemia la narrativa sta un po’ cambiando. Mai come oggi si parla di Africa, del suo imponente sviluppo demografico, della sua resilienza… l’Africa può davvero offrire delle opportunità senza nascondere i problemi contestuali. Il 2021 si presenta da subito come anno cruciale e vedrà l’Italia protagonista alla presidenza del G20. Non è un fatto secondario, perché il G20 ci consente un’interlocuzione diversa e più diretta non solo “a 20”: l’idea è di avere un atteggiamento inclusivo, per esempio invitando Paesi africani. E poi abbiamo la copresidenza della Cop26, che sull’ambiente ci vedrà protagonisti e consentirà di evidenziare i nostri progetti in Africa, condotti da piccole e grandi imprese e dalla Cooperazione. Inoltre organizzeremo incontri con l’Africa che saranno la cornice di incontri bilaterali con i Paesi e le organizzazioni del continente, saranno delle occasioni privilegiate per mettere al centro dell’agenda l’Africa in generale su tutti i fronti”. 
  • Africa Free

    Svizzera (2): per la prima volta adottata una ...

    AFRICA - (segue) La nuova strategia per l’Africa sub-sahariana approvata dal governo svizzero prevede di focalizzare la propria attenzione su quattro punti principali: pace e sicurezza, prosperità, sostenibilità e digitalizzazione.

    Di seguito la sintesi ufficiale riportata nella nota del governo.

    Pace, sicurezza e diritti umani: “visti i numerosi conflitti - si legge nella sintesi del documento -  i buoni uffici e la promozione civile e militare della pace rappresentano campi di attività importanti, come anche il rispetto dei diritti umani e il diritto internazionale umanitario. In conformità alla Strategia di cooperazione internazionale (CI) 2021–2024 saranno intensificati gli sforzi per promuovere lo Stato di diritto e il buongoverno, ma anche la lotta contro l’impunità e la partecipazione paritaria delle donne e dei giovani ai processi di pace e di ricostruzione. L’aiuto umanitario imparziale resta un elemento identificativo della Svizzera. Il nostro Paese promuove il rispetto dei principi umanitari, l’accesso alle persone che si trovano in stato di bisogno, la protezione in loco e soluzioni sostenibili negli Stati di prima accoglienza. Rafforza inoltre la cooperazione con gli Stati africani nel quadro di accordi e partenariati in materia di migrazione”.

    Prosperità: “la Svizzera promuove una crescita economica sostenibile, anche attraverso approcci innovativi all’istruzione di base e alla formazione professionale e migliorando le condizioni quadro economiche locali. Questo va a beneficio sia dell’economia locale sia delle imprese svizzere. La Svizzera promuove le relazioni economiche attraverso la diplomazia commerciale e gli accordi bilaterali. Rafforza inoltre lo sviluppo e l’attuazione degli standard globali per combattere i flussi finanziari illeciti, ambito in cui rientra anche la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita (asset recovery)”.

    Sostenibilità: “nel quadro dell’Agenda 2030, la Svizzera si impegna a favore di uno sviluppo sostenibile che tenga conto dell’ambiente, dell’economia e della società. Sostiene la lotta contro i cambiamenti climatici e le loro conseguenze, promuove sistemi sanitari efficienti e l’accesso all’acqua potabile. Nel contesto della rapida urbanizzazione lavora sempre più spesso nei settori dell’energia, di altri servizi di base e della pianificazione urbanistica. Con la sua azione punta a gestire meglio i casi di sfollamento forzato e migrazione dovuti a catastrofi naturali e ai cambiamenti climatici”.

    Digitalizzazione: “in linea con la Strategia di politica estera digitale 2021–2024, la Svizzera sostiene i Paesi nella loro trasformazione digitale affinché le nuove tecnologie possano essere utilizzate a vantaggio dell’economia, della società e dell’amministrazione. L’intera popolazione deve poter beneficiare delle opportunità della digitalizzazione grazie alla possibilità di connettersi a Internet a prezzi accessibili”.

    Qui il link per il documento ufficiale completo.
  • Africa Free

    Svizzera: per la prima volta adottata una ‘Strategia...

    AFRICA - Il Consiglio Federale della Svizzera ha adottato la scorsa settimana, per la prima volta, una Strategia per l’Africa subsahariana.

    Lo si apprende da una nota dello stesso Consiglio nella quale si precisa che i Paesi nordafricani sono già presi in considerazione nella Strategia MENA, adottata dal Consiglio federale alla fine del 2020.

    “La nuova strategia riconosce la grande diversità del continente, con le sue sfide e le sue opportunità, e fissa gli obiettivi e le misure della Svizzera per il periodo 2021-2024” recita la nota.

    Data la forte eterogeneità dei Paesi, la strategia per l’Africa subsahariana (qui il link al documento completo) definisce priorità diverse per le singole regioni. Oltre alle tre regioni del Sahel, del Grande Corno d’Africa e dei Grandi Laghi, si focalizza sui cosiddetti «Leoni d’Africa» (gli Stati economicamente più forti), e sulle organizzazioni regionali, tenendo così conto della crescente importanza dei forum multilaterali nel continente. Per ognuna di queste aree il Consiglio federale definisce una serie di obiettivi e le misure necessarie per raggiungerli. La migrazione è un tema trasversale: l’attuazione delle quattro priorità tematiche della strategia dovrebbe consentire di ridurre la pressione migratoria.

    Il documento strategico svizzero evidenzia l’importanza di “concentrarsi sulle opportunità dell’Africa”.

    Nonostante le grandi sfide che deve affrontare, “l’Africa subsahariana - si legge nelle conclusioni - sta acquisendo sempre più peso geopolitico ed economico. Con la sua strategia per l’Africa subsahariana il Consiglio federale si concentra sul potenziale della regione e intende mettere a frutto la sua lunga tradizione di partenariato con l’Africa subsahariana: l’impegno della Svizzera gode di grande considerazione e, su questa base, le relazioni saranno diversificate”.

    Dopo la Strategia MENA, la Strategia Africa subsahariana è la seconda strategia geografica subordinata alla Strategia di politica estera 2020–2023. (continua)

    Qui il link per il documento completo (in francese)
  • Africa Free

    Nuovo partneriato tra Afdb e Banca Europea Investimenti...

    AFRICA - Verrà siglato e reso pubblico nei prossimi giorni un nuovo piano di partenariato congiunto tra la Banca africana di sviluppo (Afdb) e la Banca europea per gli investimenti (Bei) per delineare la loro cooperazione rafforzata per sostenere gli investimenti che rifletta le priorità di sviluppo delle due istituzioni e gli obiettivi di soddisfare le esigenze di investimento pubblico e privato in Africa.

    Lo riferisce la stessa Afdb in una nota nella quale si precisa che l'evento si svolgerà praticamente il 20 gennaio 2021.

    Il piano d'azione congiunto sarà firmato dal vicepresidente facente funzione della Banca africana di sviluppo, Bajabulile Swazi Tshabalala, e dal vicepresidente della Banca europea per gli investimenti Thomas Östros.

    Il gruppo Banca africana di sviluppo (AfDB) e la Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno una lunga storia di cooperazione, incorniciata dal loro rapporto come banche multilaterali di sviluppo e da un memorandum d'intesa su un partenariato strategico rafforzato, firmato nel 2005, tra la BEI, l'AfDB e la Commissione Europea. Entrambe le istituzioni hanno anche firmato un quadro procedurale per progetti cofinanziati del settore pubblico.

    Negli ultimi 5 anni, il portafoglio condiviso delle due istituzioni è cresciuto fino a 3,3 miliardi di euro, facendo leva su investimenti per un totale di 10,7 miliardi di euro per 28 progetti in tutto il continente.

    L'epidemia globale di COVID-19 ha aumentato il livello di urgenza per fornire risposte alle crisi a breve termine di emergenza, nonché misure appropriate per affrontare gli impatti economici a lungo termine in Africa. Inoltre, entrambe le istituzioni stanno cercando di rafforzare la loro collaborazione su iniziative specifiche per regione a sostegno della crescita economica sostenibile e della sicurezza in regioni che affrontano sfide particolari, come il Sahel e il Corno d’Africa.

  • Africa Free

    Sostegno all'export, via libera UE a risorse per Fondo...

    L'Italia ha ottenuto dalla Commissione Europea l’autorizzazione ad impiegare 1,12 miliardi di euro a fondo perduto a sostegno delle imprese e dell’export.

    A comunicarlo è stata la Farnesina in una nota inviata alla stampa, in cui conferma il suo impegno per l'internazionalizzazione del Sistema Italia.

    "Si tratta di ingenti risorse - si legge - che il Governo ha deciso di mettere a disposizione delle aziende italiane, in particolare delle piccole e medie imprese, duramente colpite dalla pandemia".

    Le risorse saranno utilizzate per rispondere alle richieste di finanziamenti agevolati a valere sul Fondo rotativo 394/81, strumento centrale del Patto per l’Export.

    La Farnesina assicura il proprio impegno a fare in modo che il Fondo stesso sia ulteriormente rifinanziato nel corso del 2021, in modo da contribuire a riattivare le procedure di accoglimento di nuove domande e portare sempre più il Made in Italy nel mondo.

  • Africa Free

    Moody’s: “debito alto e crescita bassa, le minacce...

    AFRICA - Crescita economica e redditi inferiori, livelli di debito più elevati e una minore accessibilità al credito: sono questi i ‘nuvoloni’ che si stanno addensando sui cieli dell’Africa sub-sahariana per il 2021, secondo l’agenzia di rating statunitense Moody's.

    Nel rapporto sulle prospettive economiche per il 2021, Moody’s ha sottolineato che la regione “sarà messa alla prova” dalle conseguenze del Covid-19 sulla crescita e sui ricavi.

    "Le nostre prospettive per l'affidabilità creditizia dell'Africa subsahariana (SSA) nel 2021 sono negative ... Ci aspettiamo che i paesi sovrani SSA affronteranno gravi sfide per affrontare le conseguenze dello shock del coronavirus a causa di una bassa crescita economica complessiva, entrate inferiori, una maggiore spesa,  deficit fiscali crescenti e debito più elevato", si legge nel rapporto.

    Sebbene la crescita macroeconomica nella regione subirà riduzioni minori rispetto ad altre regioni del mondo nel 2020, Moody's ha avvertito che l'impatto della contrazione economica - la prima in tre decenni - sulla vita reale sarà maggiore.

    La ripresa economica a lungo termine della regione è stata anche descritta come "precaria" poiché la maggior parte dei paesi sovrani SSA dispone di uno spazio fiscale limitato per contrastare gli impatti negativi della pandemia.

    La regione subirà un aumento degli oneri del debito, compresi i maggiori costi per il servizio del debito. "I persistenti disavanzi fiscali in mezzo alle difficili prospettive di crescita manterranno elevati gli oneri del debito per i titoli sovrani SSA anche nel medio termine", si legge nel rapporto.

    "L'onere medio del debito nella regione si aggirerà intorno al 64% del PIL nel breve e medio termine rispetto alla media del 47% nel 2015-19. Non prevediamo che gli oneri del debito diminuiranno nel prossimo futuro poiché la capacità di generazione di entrate rimane debole."

    L'agenzia di rating nota anche che mentre i costi di finanziamento sono diminuiti in tutto il mondo, date le azioni politiche delle banche centrali, per la maggior parte dei paesi in Africa sub-sahariana essi saranno ancora più alti rispetto a prima della pandemia.

    Moody's ha osservato anche che le passività potenziali delle imprese statali, particolarmente colpite dalla crisi come le compagnie aeree nazionali o le compagnie petrolifere, rappresenteranno rischi ulteriori per gli oneri del debito sovrano.

    Il rapporto suggerisce anche che i paesi a sud del Sahara aumenteranno la loro dipendenza da fonti di finanziamento agevolate come quelle di Banca mondiale, Fmi e altre banche multilaterali di sviluppo nel 2021.