Africa

Sicurezza nel Sahel, ne parlano Francia e Stati Uniti

La sicurezza nel Sahel è al centro di un incontro, oggi a Parigi, tra dirigenti francesi e statunitensi.

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • AfricaTogo Free

    Lomé, appuntamento continentale sulla cybersicurezza

    AFRICA - Un vertice internazionale  sulla sicurezza informatica in Africa si terrà il 25 e 26 ottobre prossimo Lomé, capitale del Togo. L’evento prevede la presenza di riunisce capi di Stato e di governo, leader del settore privato e leader della società civile per avviare un dialogo ad alto livello al fine di formulare percorsi di cooperazione e coordinamento per far fronte alle sfide e ai problemi urgenti della sicurezza informatica. Co-organizzato dalla Repubblica del Togo e dalla Commissione Economica per l’Africa delle Nazioni Unite (Eca), questo evento vedrà la partecipazione in particolare del Presidente del Togo, Faure Essozimna Gnassingbé, la segretaria esecutivo dell’Eca, Vera Songwe, il presidente della Commissione economica dell’Africa occcidendale (Ecowas), Jean Claude Kassi Brou. Come spiegano gli organizzatori del vertice, per due decenni i Paesi africani hanno subito profondi cambiamenti legati alla rapida adozione delle tecnologie digitali. Questa trasformazione digitale, la cui accelerazione è stata confermata negli ultimi anni – in particolare a seguito della pandemia di covid-19 – sta trasformando le società africane poiché sta rivoluzionando tutti i settori di attività e ridisegnando la vita quotidiana delle popolazioni in tutto il continente. In effetti, l’uso massiccio della tecnologia digitale espone, in modo crescente, i governi, le imprese e i cittadini africani alle minacce informatiche, tutte cose che costituiscono una situazione preoccupante per la fiorente economia digitale in Africa che dovrebbe generare 180 miliardi di dollari da qui al 2025 , ovvero il 5,02% del Pil continentale e raggiungerà i 712 miliardi nel 2050, ovvero l’8,5% del Pil della regione. Le sfide che questa situazione presenta, che vanno dalla protezione dei dati alla resilienza dei sistemi, agli attacchi, attraverso la collaborazione di tutte le parti interessate, sono immense e richiedono la massima mobilitazione a tutti i livelli: locale, nazionale, subregionale, regionale, continentale e globale, si legge nella nota di presentazione del Summit. “Ora che i quadri normativi sono stati in gran parte messi in atto, vogliamo proporre idee innovative in termini di cooperazione operativa, per affrontare le minacce in modo concreto e deciso. Essendo le nostre risorse limitate, non abbiamo altra scelta che lavorare insieme “, ha affermato Cina Lawson, ministra togolese per l’economia digitale e la trasformazione digitale. Il vertice esplorerà e valuterà lo stato della sicurezza informatica in Africa dal punto di vista dei cinque elementi costitutivi: legale, tecnico, organizzativo, sviluppo delle capacità e cooperazione e valuterà lo stato della cooperazione in materia di sicurezza informatica a livello regionale e globale, nonché il impegno nei confronti della Convenzione dell’Unione Africana (UA) (Convenzione di Malabo) sulla sicurezza informatica e la protezione dei dati personali. Si tratta anche di proporre raccomandazioni politiche che dovranno essere esaminate dai capi di Stato e di governo africani, per garantire una sicurezza informatica che soddisfi le esigenze della trasformazione digitale del continente e nel rispetto del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile entro il 2030 e dell’Agenda dell’Ua 2063. [CC]
  • Africa Free

    Ripresa verde passa attraverso decarbonizzazione del...

    AFRICA - Ridurre le emissioni di carbonio nel settore in rapida crescita dell'edilizia e delle costruzioni è la chiave per realizzare un futuro resiliente al clima, ha affermato il Programma per l'ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) nel suo nuovo rapporto Global Status Report for Buildings and Construction 2021 pubblicato martedì. Secondo il rapporto dell'UNEP, nel 2015 la costruzione e la gestione degli edifici sono state responsabili del 38% o 13,1 gigatonnellate di emissioni globali di anidride carbonica legate all'energia, anche se il documento rileva che gli effetti della pandemia di covid-19 hanno portato a un calo stimato - e di breve durata, secondo ogni probabilità - del 10% delle emissioni di carbonio in gran parte dovuto alla riduzione della domanda di energia negli uffici. Pertanto, il rapporto elogia gli sforzi compiuti da 62 paesi aggiuntivi dal 2015 con l’adozione di codici energetici edilizi mirati a ridurre le emissioni legate agli edifici a livello globale. Tuttavia, il rapporto rileva che la maggior parte degli investimenti nell'efficienza energetica degli edifici - complessivamente passati da 129 miliardi di dollari del 2015 a oltre 180 miliardi di dollari nel 2020 - ha avuto origine dall'Europa, mentre si prevede che con l’innalzamento del tenore di vita e l’aumento della popolazione, gran parte della crescente domanda edile - secondo le previsioni, la superficie del settore edilizio globale raddoppierà entro il 2060,  aggiungendo oltre 230 miliardi di metri quadrati di superficie calpestabile - si verificherà in Asia e in Africa e dovrà andare di pari passo con i cambiamenti climatici. Secondo Global Status Report for Buildings and Construction 2021, nello specifico, nel 2019, il parco immobiliare nel continente africano ha rappresentato il 60% del consumo energetico finale totale della regione e circa il 32% delle sue emissioni totali di CO2 legate all'energia. La bioenergia rappresenta la stragrande maggioranza dell'uso di energia negli edifici africani (circa l'80%), la cui quasi totalità (il 95%) è costituita da biomasse tradizionali, il che spiega la grande differenza tra consumo di energia ed emissioni di CO2. Mentre la domanda di elettricità del parco edilizio africano ha rappresentato un ulteriore 9% del consumo energetico, seguita da petrolio (5%) e gas naturale (4%), il documento dell’UNEP riporta le stime elaborate dall’Agenzia internazionale per l’Energia (IEA), secondo le quali la quota della domanda totale di energia negli edifici potrebbe salire al 32% entro il 2030 nel continente. Infine, per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni delineati nell'Accordo di Parigi, il rapporto preconizza la completa decarbonizzazione del settore dell'edilizia entro il 2050 attraverso l'adozione di energie rinnovabili, tecnologie di riscaldamento a zero emissioni di carbonio e circolarità. [CN]
  • Africa Free

    Oggi a Istanbul il Terzo Forum economico con Africa

    AFRICA - Funzionari e imprenditori turchi e africani si riuniranno domani e venerdì a Istanbul per il terzo Forum economico Turchia-Africa. Il vertice sarà aperto dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, di rientro dal tour africano che lo ha portato in Angola, Togo e Nigeria, e dal ministro del Commercio turco, Mehmet Mus. In un comunicato diffuso oggi, il ministero del Commercio turco ha rivendicato l’approccio “win-win” adottato da Ankara nelle sue relazioni commerciali ed economiche con l’Africa. Relazioni che  hanno visto crescere il volume degli scambi, passato da 5,4 miliardi di dollari nel 2003 a oltre 25 miliardi di dollari nel 2020. Secondo quanto precisato dai media turchi, a Istanbul sono attese le delegazioni ufficiali da 41 Paesi, per circa 250 persone, e saranno circa 2.000 gli imprenditori turchi e africani che dovrebbero partecipare ai lavori. I primi due forum Turchia-Africa si sono tenuti nel 2016 e 2018. Per approfondire, clicca qui. [SS]
  • Africa Free

    Omm, in Africa aumento variabilità climatica

    AFRICA - L’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) prevede che entro il 2030 fino a 118 milioni di persone saranno “esposte alla siccità, alle inondazioni e al caldo estremo in Africa se non verranno prese misure adeguate”. L’allarme è stato lanciato dall’Omm in occasione della pubblicazione del suo rapporto 2020 sullo stato del clima in Africa. Il rapporto dell’Omm è stato pubblicato ieri, in occasione della sessione straordinaria del World meteorological congress e nella prospettiva dei negoziati delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici che si svolgeranno nell’ambito della Cop26. Si aggiunge alle prove scientifiche che dimostrano l’urgente necessità di ridurre le emissioni globali di gas serra, rafforzare le ambizioni climatiche e stanziare più fondi per l’adattamento. “L’Africa sta vivendo un forte aumento della variabilità meteorologica e climatica, che porta a disastri ecologici e sociali. Entro il 2030, si stima che fino a 118 milioni di persone già estremamente povere saranno esposte alla siccità, alle inondazioni e al caldo estremo in Africa se non verranno prese misure adeguate”, ha affermato Josefa Leonel Correia Sacko, commissario per l’economia rurale e l’agricoltura dell’Unione africana. Secondo il Segretario Generale dell’Omm, Petteri Taalas, nel corso dell’anno 2020 gli indicatori climatici in Africa sono stati caratterizzati da “un continuo aumento delle temperature, un’accelerazione dell’innalzamento del livello del mare, fenomeni meteorologici e climatici estremi, come inondazioni, frane e siccità e gli impatti devastanti associati”. Taalas ha inoltre aggiunto che “il rapido scioglimento degli ultimi ghiacciai dell’Africa orientale, che dovrebbe essere completo nel prossimo futuro, ci avverte di un cambiamento imminente e irreversibile nel sistema Terra”. L’Organizzazione meteorologica mondiale è un’agenzia specializzata delle Nazioni unite che si occupa di tutte le questioni relative allo stato e al comportamento dell’atmosfera terrestre, alla sua interazione con gli oceani, al clima che ne deriva e alla distribuzione delle sue risorse. [ASB]
  • Africa Free

    Banche di sviluppo parte della soluzione contro la fame

    AFRICA - Le banche pubbliche di sviluppo sono “parte della soluzione” nella lotta contro la fame e per la trasformazione dei sistemi agroalimentari, poiché hanno la forza e la capacità di ridurre i deficit di finanziamento e consolidare i ponti tra le parti interessate. È quanto ha dichiarato il Direttore Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao), Qu Dongyu. Temi, quelli sollevati da Qu, che riportano alla sicurezza alimentare e alle sfide che si trovano soprattutto di fronte allo sviluppo del continente africano. Secondo Qu, grazie alla combinazione unica  di una prospettiva di lungo termine, un mandato per lo sviluppo e la capacità di finanziare il settore sia pubblico che privato, queste istituzioni possono non soltanto iniettare ulteriori risorse nei settori agroalimentari, ma anche fornire stanziamenti migliori per promuovere un’agricoltura sostenibile a livello internazionale. Il Direttore Generale è intervenuto in occasione del secondo vertice “Finanza in comune” organizzato a Roma da Cassa Depositi e Prestiti (Cdp). All’evento di due giorni partecipano rappresentanti di oltre 500 banche pubbliche di sviluppo e altri attori chiave, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento e la coesione di tali istituzioni nel processo di trasformazione dei loro modelli di investimento e delle loro attività al fine di concorrere al conseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Oss) e dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. La trasformazione dei sistemi agroalimentari – si legge in una nota della Fao – è uno dei principali propulsori degli Oss e della risposta alla crisi climatica. Secondo Qu, essa offre occasioni straordinarie per migliorare i mezzi di sussistenza delle fasce più povere e vulnerabili della popolazione, creare occupazione, migliorare la partecipazione delle donne e preservare la biodiversità. Ha poi aggiunto che essa gioca un ruolo decisivo con i cinque presupposti dei sistemi agroalimentari: cibo, mangimi, fibre, carburante e ambiente amico. Al tempo stesso, “il fabbisogno economico di base di molti operatori del settore agroalimentare è ancora lungi dall’essere soddisfatto,” ha aggiunto il Direttore Generale, osservando che al momento “l’80 per cento della domanda di finanziamento dei piccoli agricoltori rimane disattesa nei Paesi in via di sviluppo.” Lo stesso ha poi precisato che “nella sola Africa subsahariana, il deficit di finanziamento annuo ammonta a circa 65 miliardi di dollari”. A margine del vertice, Qu e Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cdp, hanno sottoscritto una Lettera d’intenti che prepara il terreno a una più stretta collaborazione tra le due istituzioni. L’accordo riconosce l’obiettivo comune della trasformazione dei sistemi agroalimentari, dello sviluppo rurale e della conservazione delle risorse naturali, e insiste in particolare sul garantire un maggior volume di investimenti di più alta qualità laddove questi sono più necessari. Intravede altresì la possibilità di intensificare gli investimenti e un’innovazione a più alto impatto grazie alle sinergie esistenti tra Cassa Depositi e Prestiti, con il suo ampio ventaglio di strumenti finanziari e la sua vasta rete di istituti finanziari, e la Fao, con il suo bagaglio di conoscenze, competenze e strumenti di assistenza tecnica e strategica presso gli uffici decentrati e la sede centrale. La collaborazione mira soprattutto a promuovere gli stanziamenti in favore dei piccoli agricoltori e delle piccole e medie imprese del settore agroalimentare, tramite finanziamenti misti volti a sostenere investimenti privati più cospicui in sistemi agroalimentari sostenibili, e ad accrescere le prospettive di elaborare e realizzare progetti comuni finanziati dal Fondo verde per il clima. Tra gli altri ambiti promettenti, il comunicato della Fao menziona la Food Coalition, un progetto promosso dal governo italiano e gestito dalla stessa Fao, e l’Iniziativa “Mano nella mano” della Fao, che opera prevalentemente in Medio Oriente e Africa settentrionale, nel continente africano in generale, in America latina e nei Balcani. [MS]
  • Africa Free

    Usaid sostiene uso della bicicletta in zone rurali

    AFRICA - L’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (Usaid) ha annunciato l’istituzione di due premi, per un totale di 3,5 milioni di dollari, nell’ambito dell’iniziativa Bicycles for growth, un programma che intende favorire l’accesso sostenibile alle biciclette a prezzi accessibili in Africa subsahariana. Lo riporta un comunicato stampa di Usaid. Con il supporto di Usaid, Je austin associates e World bicycle relief lavoreranno insieme per aumentare la mobilità ciclabile nelle aree rurali dell’Africa sub-sahariana sviluppando e dimostrando politiche e mezzi per aumentare rapidamente l’utilizzo della bicicletta per le persone che non possono permettersi o non hanno accesso ad altri mezzi di trasporto, facilitando l’opportunità di redditi più elevati e migliori risultati in materia di salute e istruzione. I premi sosterranno la ricerca sull’offerta, la domanda e i sistemi di supporto per l’accesso alle biciclette in Ghana, Malawi, Ruanda, Uganda e Zambia. Sulla base dei risultati della fase di valutazione si implementeranno progetti pilota in quattro o sei località in due di questi paesi, con l’obiettivo di ridurre le barriere per un aumento dell’offerta e della diffusione di biciclette a basso costo, durevoli e regolabili. L’iniziativa Bicycle for growth rappresenta un approccio semplice ma efficace per affrontare una sfida di sviluppo comune. Molte comunità in tutta l’Africa subsahariana faticano ad accedere ai servizi sanitari, all’istruzione, alle opportunità economiche e ai servizi sociali di base a causa delle lunghe distanze e delle limitate opzioni di trasporto. Per le comunità rurali, queste sfide sono particolarmente acute. Camminare è il principale mezzo di trasporto in molte parti dell’Africa subsahariana. Le biciclette possono fornire un’alternativa economica, accessibile, affidabile ed efficiente al camminare, offrendo una maggiore capacità di carico e un accesso più facile alle destinazioni necessarie. Oltre il 70% dei residenti rurali dell’Africa subsahariana deve percorrere lunghe distanze senza accesso a strade o mezzi di trasporto per recarsi al lavoro, trasportare merci al mercato, recarsi a scuola o ottenere assistenza medica. [ASB]