Mali

Il cotone non conosce la crisi

La produzione di cotone potrebbe non soffrire della crisi politico-militare in atto in Mali. Lo sostiene la Compagnia maliana per le fibre tessili (Cmdt), che vanta una “buona campagna” con 545 000 ettari di terra seminati e la speranza di raggiungere l’obiettivo di 500 000 tonnellate di cotone prodotte per il periodo 2012/2013.

(152 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Gambia Free

    Cercasi consulenti per gestire al meglio la produzione...

    GAMBIA - La compagnia nazionale del Gambia per l’acqua e l’elettricità, National Water and Electricity (Nawec), è in cerca di consulenti per eseguire audit dettagliati dei suoi sistemi di approvvigionamento, distribuzione e trattamento di acqua ed energia. I consulenti dovranno valutare e consigliare circa le opportunità per migliorare l'efficienza energetica e la gestione della capacità energetica.  "I consulenti identificheranno i periodi di punta della domanda elettrica di Nawec e valuteranno l’opportunità di spostare le operazioni di pompaggio durante gli altri periodi", ha affermato la compagnia in una nota.  I consulenti valuteranno anche la possibilità di implementare installazioni di energia rinnovabile, quali il solare galleggiante, i tetti solari e le pompe solari, destinate ad alcune delle operazioni del settore idrico, per consentire al Gambia di ridurre la quantità di energia mobilitata dalla rete elettrica per tali operazioni.  I risultati di questi studi consentiranno al Gambia di proseguire i suoi sforzi per modernizzare e accrescere la capacità della propria rete energetica  ma anche di gestire meglio le risorse disponibili al fine di fornire elettricità a una popolazione in continua crescita. Enclave all’interno del territorio del Senegal, il Gambia mira a raggiungere l'accesso universale all'energia entro il 2025. [CN]
  • Costa Avorio Free

    Annunciata ristrutturazione quartieri precari Abidjan 

    COSTA D'AVORIO - La ristrutturazione di cinque quartieri precari di Abidjan, la più grande città di Costa d’Avorio nonché sua capitale economica, è stata annunciata dal ministro dell'Edilizia e dell'urbanistica, Bruno Kone Nabagne. 

    L’iniziativa, nella fase pilota, coinvolgerà i quartieri Pk 18 Agbeto nel comune di Abobo, Grand Campement, Akromiabla, Divo 1 e 2 a Koumassi e Gesco Restructuré. 

    Secondo il ministro, l'operazione sarà caratterizzata dalla costruzione di infrastrutture di base per migliorare l'ambiente vitale degli abitanti. L’operazione prevede anche lo sfratto degli abitanti di insediamenti illegali sorti su terreni pubblici, edifici pericolanti o in altre zone potenzialmente pericolose.

    Un anno fa, le autorità avevano sfrattato decine di migliaia di persone che vivevano vicino all’aeroporto di Abidjan in risposta alla morte di un ragazzo nel carrello di un aereo. Il ragazzo  si era probabilmente  intrufolato nell’aeroporto attraverso la baraccopoli lungo il perimetro dello scalo prima di saltare una recinzione. Il suo corpo era stato trovato quando un volo della compagnia Air France era atterrato a Parigi.

    Lo sfratto degli abitanti degli slum di Abidjan riguarda anche la fattibilità dei grandi lavori di infrastrutture che mirano a rendere la megalopoli più agevole. È stato il caso dei residenti di Boribana, uno slum di circa 70.000 abitanti situato ai margini della laguna di Ebrié, nel cuore della capitale commerciale. Il quartiere si trova sul tracciato del quarto ponte della città che attraverserà la laguna, i cui lavori sono iniziati nel 2018. Una volta ultimato, il ponte sbloccherà l'unico asse che oggi collega la zona del Plateau, quartiere degli affari, al comune di Yopougon, dove vivono più di un milione di abitanti. Sarebbero circa 13.000 gli abitanti costretti a spostarsi. Il governo aveva promesso una compensazione, in natura o in denaro, ma sulla reale applicazione di questo scambio sono sorte controversie. Secondo testimonianze, in molti sono dovuti andare via senza ricevere nulla.

    Secondo il ministro Nabagne, gli studi tecnici per la ristrutturazione dei cinque quartieri precari sono stati completati. Una speciale commissione toponomastica è stata creata ed è operativa. È in corso il reclutamento del personale.

    Abidjan è una megalopoli tentacolare circondata dall’acqua. Sovrappopolata, conta circa sei milioni di abitanti. La densità di popolazione ha subito un’impennata negli ultimi anni, nella scia di un forte sviluppo macroeconomico, ma anche di tensioni legate alla guerra civile e alle tensioni, politico-etniche che periodicamente si manifestano all’interno del Paese. [CC]

  • Nigeria Free

    Buhari annuncia cambio ai vertici militari

    NIGERIA - Con una mossa considerata da molti osservatori a sorpresa, martedì sera il presidente federale Muhammadu Buhari ha annunciato attraverso il suo account twitter martedì sera il cambio dei vertici delle forze armate del Paese che aveva nominato quando era entrato in carica per la prima volta nel 2015 e reso noto allo stesso tempo il nome dei sostituti.

    Anche se formalmente non è stato un licenziamento ma un assenso di fronte a una presentazione congiunta di dimissioni, la notizia del cambio ai vertici militari della Nigeria è stato accolto molto positivamente dal Parlamento che in precedenza ne aveva già chiesto con due documenti distinti la rimozione.

    Poche ore dopo l'annuncio di Buhari, il suo consulente per la comunicazione, Femi Adesina, ha diffuso ieri una comunicazione formale in cui si diceva che il presidente aveva accettato "le dimissioni immediate dei capi servizio e il loro ritiro dal servizio". Sulle ragioni di questo nuovo corso Buhari non ha detto nulla, Adesina quasi nulla. È opinione diffusa tra gli osservatori, tuttavia, che a determinarlo abbia molto contribuito il timore per una perdita di consenso legata alla questione sicurezza.

    I quattro dimissionari (o dimissionati) sono il generale Gabriel Olonisakin, capo di stato maggiore della difesa; il tenente generale Tukur Buratai capo di stato maggiore dell'esercito; il maresciallo Abubakar Sadique, capo di stato maggiore dell'aeronautca, e il vice ammiraglio Ibok Ibas, capo di stato maggiore della marina. In base alla loro anzianità di servizio avrebbero dovuto essere tutti in pensione da più di due anni. Il presidente, però, li aveva tenuti in carica adducendo meriti e necessità strategiche e facendo diventare il loro mandato - iniziato a luglio del 2015 - il più lungo nella storia della Nigeria indipendente.

    Anche per questo, dicono gli osservatori, il presidente ha voluto presentare il ricambio come se fosse un'idea loro e ha speso parole di elogio per i militari uscenti. Li ha ringraziati per i "risultati travolgenti nei nostri sforzi per portare una pace duratura nel nostro caro Paese". Risultati che l’opinione pubblica e il Parlamento continuava a non vedere. Almeno in tre diverse occasioni, l'Assemblea nazionale aveva chiesto infatti un cambio ai vertici in ragione del peggioramento della situazione della sicurezza. In ogni occasione, il presidente ha ignorato la richiesta.

    Inizialmente Olonisakin Buratai, Sadique e Ibas avevano raccolto consensi per il modo in cui avevano affrontato Boko Haram e la sua fazione Iswap. Tuttavia, come ha ricordato Ishaq Khalid per la Bbc, “la situazione della sicurezza in tutto il Paese è peggiorata, con i banditi che hanno scatenato il caos negli Stati nord-occidentali e centro-settentrionali, Boko Haram che ha effettuato attacchi nel nord-est e i rapimenti che sono diventati la norma in diversi Stati in tutta la Nigeria”. L’escalation di rapimenti ha rappresentato il principale capo d’accusa per i generali.

    “I nigeriani, che attendevano questa mossa da tempo, sperano che i nuovi capi della sicurezza lavoreranno per rendere il Paese più sicuro”, ha osservato Khalid. “Gli analisti dicono però che occorre fare di più per fornire ai militari le giuste attrezzature e finanziamenti, oltre a prendersi cura del benessere di truppe, prima che si vedano cambiamenti tangibili”. Il cambio ai vertici è stato in ogni caso accolto con favore dal mondo politico e dagli esponenti di organizzazioni e sindacati.

    I nuovi capi dell’esercito sono il maggiore generale Lucky Irabor è il nuovo capo di stato maggiore della Difesa, il generale Ibrahim Attahiru è il nuovo capo di stato maggiore dell'Esercito; il contrammiraglio Awwal Gambo è il nuovo capo di stato della Marina; il vice maresciallo dell'Air Isiaka Amao è il nuovo capo di stato maggiore dell'Aeronautica. [SR]

  • Ghana Free

    Eni aumenta la sua produzione del 34% al primo semestre...

    GHANA - Oltre 2 milioni di barili in più: questa l’entità dell’aumento della produzione lorda di petrolio registrato in Ghana nella prima metà del 2020 dalla compagnia italiana Eni nel giacimento di Sankofa Gye Nyamme (Sgn) rispetto alla produzione del primo semestre del 2019, per un incremento del 34%. Eni ha prodotto 9,5 milioni di barili durante i primi sei mesi del 2020 contro i 7 milioni di barili censiti per il primo semestre dell’anno precedente, secondo i dati del Public Interest Accountability Committee (Piac), organismo indipendente incaricato di promuovere la trasparenza e la responsabilità nella gestione delle entrate petrolifere in Ghana. Di conseguenza, la produzione media giornaliera è aumentata fino a 52.543 barili di petrolio, rispetto ai 39.534 barili prodotti ogni giorno durante lo stesso periodo nel 2019, riferisce il Piac, che attribuisce l’aumento “a operazioni di produzione stabili, derivanti dall'ottimo tempo di attività dell'impianto dell’unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico John Agyekum Kufuor (Jak) di circa il 99,95% e dall'entrata in funzione dei pozzi di produzione Op-9 e Op-10”. Con una quota del 44,44%, Eni gestisce il giacimento offshore di Cape Three Points (Octp), che contiene il campo Sgn. I suoi partner nel progetto sono l'olandese Vitol, con il 35,56% e la Ghana National Petroleum Corporation ( 20%).
  • CamerunCosta AvorioGhana Free

    Fondi europei per produzione sostenibile di cacao

    CAMERUN / COSTA D'AVORIO / GHANA - Sono pari a 25 milioni di euro i fondi annunciati dall'Unione europea per migliorare la sostenibilità economica, sociale e ambientale della produzione di cacao in Costa d'Avorio, Ghana e Camerun.

    Ad annunciarlo è stata ieri la stessa Unione Europea attraverso una nota, ricordando chei tre Paesi sono rispettivamente il primo, il secondo e il quinto più grande produttore di cacao, generando quasi il 70% del produzione mondiale.

    Secondo quel che viene reso noto, i fondi saranno utilizzati in particolare per finanziare appuntamenti di dialogo tra produttori e istituzioni pubbliche per garantire entrate dignitose agli agricoltori locali,  coinvolgendo i governi, le aziende del settore privato e la società civile.

    L'Unione Europea è il più grande importatore mondiale di cacao, rappresentando il 60% delle importazioni mondiali. La Costa d'Avorio, il Ghana e il Camerun sono i principali fornitori di cacao nel mercato dell'UE, con i primi due che godono dell'accesso esente da dazi e quote ai sensi dei rispettivi accordi di partenariato economico. [MV]

  • Liberia Free

    Verso accordo con ArcelorMittal per nuovi investimenti

    LIBERIA - Il governo di Monrovia sta negoziando con la multinazionale siderurgica e mineraria ArcelorMittal un accordo per nuovi investimenti del valore di 800 milioni di dollari nel Paese dell'Africa occidentale.

    A dirlo è stato il presidente liberiano George Weah, precisando che i colloqui con la società siderurgica hanno fatto "significativi progressi" sulla modifica di un accordo per lo sviluppo delle risorse minerarie, che dovrebbero aprire  la strada alla costruzione di un impianto di trasformazione del minerale di ferro.

    Il piano si pone come obiettivo di triplicare il volume di esportazioni di minerali di ferro dalla Liberia ad almeno 15 milioni di tonnellate all'anno. Tra i progetti previsti la costruzione di un concentratore presso il sito estrattivo di Yekepa e un nuovo terminal dedicato al porto di Buchanan. [MV]