Uganda

Virus di Marburg: otto morti, allarme delle autorità

Ha già causato otto morti, secondo il bilancio ufficiale, la febbre di Marburg ricomparsa in alcuni distretti dell’Uganda. Molto simile alla più nota Ebola, la febbre emorragica di Marbug è letale e il virus che ne è responsabile si trasmette attraverso il contatto con i liquidi corporei e il sangue.

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Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • EgittoEtiopiaSudan Free

    Il golpe non cambierà la posizione del Sudan, analisi

    SUDAN - Il colpo di Stato in atto non dovrebbe, allo stato attuale delle cose, cambiare l’atteggiamento del Sudan sul dossier della Grande diga del millennio etiope (Gerd): Khartoum, in linea con le posizioni dell’Egitto, si è sempre opposta alla gestione unilaterale dei flussi del Nilo da parte di Addis Abeba e continuerà a farlo anche in futuro; è quanto afferma Giuseppe Dentice, responsabile del desk Medio Oriente e Africa settentrionale del Cesi (Centro studi internazionali). “Considero la questione del golpe a Khartoum più una sorta di regolamento di conti interno tra militari e civili con logiche e dinamiche tutte nazionali – osserva Dentice -. Non credo che possa avere una ricaduta profonda sulle relazioni internazionali del Paese”. La diga è una grande infrastruttura che l’Etiopia ha realizzato sul Nilo azzurro, il principale affluente del Nilo. Fin dalla posa della prima pietra, Egitto e Sudan non si sono opposti alla costruzione dello sbarramento, ma hanno chiesto che i flussi idrici fossero regolamentati da un trattato internazionale vincolante che prevedesse, tra l’altro, norme per dirimere eventuali controversie tra le tre nazioni. Nonostante numerose sessioni di incontri, i responsabili dei tre Paesi non sono riusciti finora ad arrivare ad alcuna intesa. L’Etiopia, da parte sua, ha forzato la mano iniziando a riempire l’invaso questa estate. Khartoum e, soprattutto, Il Cairo sono preoccupati per la diminuzione dei flussi idrici. Un calo consistente della portata del fiume – denunciano i due Paesi arabi – potrebbe mettere a rischio lo sviluppo e la stessa vita di chi sta a valle. “Questo golpe organizzato dai militari – continua Dentice – non dovrebbe cambiare la posizione del Sudan. Anzi, i militari sudanesi sono, da sempre, vicini alle posizioni egiziane. Quindi, se qualcosa dovesse cambiare, cambierebbe nella direzione di una maggiore rigidità nei confronti dell’Etiopia”. Diversa la situazione se il potere fosse stato assunto completamente dai civili, al potere insieme ai militari dalla caduta del presidente Omar al-Bashir (2019). “In questo caso – osserva Dentice -, i civili sarebbero forse stati più disposti ad accettare le posizioni degli etiopi o, quanto meno, ad ammorbidire l’atteggiamento tenuto finora”. Secondo Dentice, dunque, il colpo di Stato – se l’esito sarà confermato – è più una questione interna. Una sorta di redde rationem tra le due componenti al governo. “Ho il sospetto che questa azione dei militari sposti l’orologio indietro – osserva -. I militari hanno ripreso in mano il potere ricacciando i civili in un angolo e, di fatto, bloccando il fragile processo di transizione che era in atto nel Paese. Le posizioni dei militari nei confronti della Gerd sono sempre state chiare fin dai tempi del presidente al-Bashir. Quindi, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, non credo che a livello internazionale cambierà qualcosa”.  [EC]
  • Tanzania Free

    Una banca dei semi per promuovere l'agricoltura...

    TANZANIA - Avrà il compito di ricercare e produrre semi tradizionali al fine di conservare le varietà di semi per l'agricoltura biologica il Tanzania Agricultural Research Institute, il nuovo dipartimento che sarà istituito in Tanzania. Ad annunciarlo è stato il viceministro dell'agricoltura Hussein Bashe, aprendo i lavori della seconda Conferenza nazionale sull'agricoltura biologica ecologica nella regione di Mtwara. La creazione del dipartimento per l’agricoltura biologica sarà effettuata di pari passo con l'istituzione di una banca dei semi tradizionali per promuovere l'agricoltura indigena, ha aggiunto il viceministro. Secondo Bashe, il dipartimento dell'agricoltura biologica per l’istituzione del quale il ministero dell'Agricoltura stanzierà fondi nell'anno finanziario 2022/2023, avrà il compito di sostenere lo sviluppo dell'agricoltura indigena in Tanzania. [CN]
  • Sudan Free

    Golpe e caos a Khartoum (3), una voce dalla capitale...

    SUDAN - “In questi ultimi giorni eravamo tutti in attesa di questo momento, i segnali erano stati chiari, c’era movimento di gruppi legati al Jem di Minni Minnawi e agli islamisti, i quali avevano organizzato corriere per portare dimostranti davanti alla sede del Palazzo presidenziale, di fatto senza trovare ostacoli da parte dell’esercito che è sostenuto da questi stessi gruppi”: questo il racconto a caldo di una fonte di InfoAfrica di quanto sta avvenendo in queste ore a Khartoum. La capitale del Sudan si è risvegliata oggi con i militari che hanno arrestato il premier Abdallah Hamdok e altri esponenti di governo. “La situazione non è ancora chiara – prosegue la stessa fonte anonima per motivi di sicurezza – pare che Hamdok sia stato condotto via dalla sua residenza, ci aspettiamo a breve una dichiarazione ufficiale da parte dell’esercito. Intanto le strade del centro sono vuote perché gli accessi alla città sono stati chiusi. E interrotte sono anche le comunicazioni telefoniche e quelle internet”. Da giorni, prosegue la fonte di InfoAfrica, oltre alle manifestazioni c’erano personalità varie che si esprimevano a favore dei dimostranti e dell’esercito: “Con il senno del poi appare evidente che stavano preparando il terreno per quanto avvenuto oggi. Era anche aumentata la criminalità nelle zone periferiche, era stata insomma creata quella sensazione che ci voleva per favorire una presa di posizione dei militari”. L’interruzione di internet e delle linee telefoniche, secondo questa fonte serve innanzitutto a rendere più difficile una possibile reazione degli attivisti pro-democrazia, reazione che potrebbe prendere la forma di manifestazioni di piazza. [MS]
  • Sudan Free

    Golpe e caos a Khartoum (2), militari circondano casa...

    SUDAN - La casa del premier sudanese Abdalla Hamdok a Khartoum è circondata da militari, ma non è chiaro se i soldati siano lì per proteggere Hamdok o se il primo ministro sia agli arresti domiciliari. A riportarlo l’agenzia Reuters che ha rilanciato notizie di media locali. Sempre secondo i media, alti funzionari del governo sarebbero stati arrestati e portati in prigione da uomini che indossano uniformi della polizia militare. Tra gli arrestati ci sarebbero ministri del governo e membri del Consiglio sovrano del Sudan. Anche i voli dall’aeroporto internazionale di Khartoum sono stati sospesi, ha detto all’emittente statunitense una fonte dell’Autorità per l’aviazione civile. Il servizio globale di monitoraggio dei voli Flightradar24 non mostra voli in partenza dall’aeroporto. Un volo in avvicinamento non è chiaro se potrà atterrare. Il sito di monitoraggio Internet NetBlocks ha riferito che la connettività Internet è stata “gravemente interrotta” oggi. Testimoni hanno detto che questa mattina, numerosi manifestanti si stavano radunando nelle strade della capitale per protestare contro gli arresti, accendere falò e istituire posti di blocco. Le manifestazioni sono seguite a un appello della Sudan Professionals’ Association, un gruppo politico sudanese filo-democratico che ha invitato le persone a scendere in piazza per resistere “al golpe militare”. Dopo la caduta del presidente Omar al-Bashir nel 2019, militari e civili hanno condiviso il potere nell’ambito del Consiglio sovrano. A seguito di un fallito tentativo di colpo di Stato a settembre attribuito alle forze fedeli ad al-Bashir, i leader militari hanno chiesto riforme e la sostituzione del governo. I leader civili, tuttavia, li hanno accusati di mirare a una presa di potere – e il Sudan è ora alle prese con la più grande crisi politica nella sua transizione di due anni. [EC]
  • Sudan Free

    Golpe e caos a Khartoum, premier agli arresti

    SUDAN - Dopo le proteste di segno opposto della scorsa settimana, questa mattina Khartoum si è risvegliata con i militari che avrebbero posto agli arresti il primo ministro sudanese Abdalla Hamdok e diversi esponenti del governo. Prime ricostruzioni riferite dalla tv araba Al-Hadath riferiscono, sulla base di fonti anonime, l’arresto oltre che di Hamdok, del ministro dell’Industria Ibrahim al-Sheikh, del ministro dell’Informazione Hamza Baloul, del consulente media del premier, Faisal Mohammed Saleh, del portavoce del Consiglio sovrano, Mohammed al-Fiky Suliman e del governatore di Khartoum, Ayman Khalid. Benché le comunicazioni Internet siano state interrotte, dalla capitale sudanese giungono notizie anche di dimostranti scesi per le strade per protestare, ma la situazione appare ancora incerta. Nelle prossime ore, secondo Al-Hadath Tv, il capo del Consiglio sovrano, Abdel Fattah al-Burhan dovrebbe fare delle dichiarazioni. Il Consiglio sovrano del Sudan è un organo collettivo con funzione di capo dello Stato che da agosto 2019 guida il Paese. Al suo interno comprende una componente civile e una componente militare. Burhan, che presiede il consiglio, è espressione dei militari e in questi mesi ha di fatto guidato il Paese insieme al primo ministro Hamdok, che è invece espressione della componente civile che aveva partecipato alle proteste contro l’ex presidente Omar al-Bashir. [MS]
  • AfricaSomalia Free

    Emergenza climatica aggrava crisi umanitarie, focus Msf...

    AFRICA / SOMALIA - L’emergenza climatica sta aggravando numerose crisi umanitarie in atto, con un forte impatto sulla salute delle persone più vulnerabili, molte delle quali vivono in Africa. Questo l’avvertimento di Medici senza frontiere (Msf) che si legge nell’edizione 2021 del rapporto annuale di The Lancet sullo stato del rapporto tra clima e salute. Cambiamenti del clima, eventi climatici estremi e degrado ambientale contribuiscono ad aumentare la trasmissione di malattie infettive come la malaria, la febbre dengue e il colera, sottolinea Msf aggiungendo che questi fenomeni partecipano anche alla crescita dei casi di malnutrizione, dovuti alla scarsità d’acqua e all’insicurezza alimentare, e di disidratazione acuta, per via delle ondate di caldo anomale. Gli eventi climatici estremi, inoltre, hanno un forte impatto sulla salute mentale delle persone colpite. “Le équipe di Msf sono composte da operatori umanitari, non da esperti del clima, ma da anni siamo testimoni di come il cambiamento climatico stia aggravando le crisi sanitarie e umanitarie in numerosi contesti in cui operiamo. È il momento di denunciare cosa vediamo”, ha detto Carol Devine, responsabile dell’azione umanitaria sul clima e l’ambiente di Msf. Tra le situazioni più drammatiche quella in Somalia dove, dopo vent’anni di conflitto, l’instabilità politica e le condizioni climatiche estreme hanno portato a una crisi alimentare che si protrae senza sosta. Msf precisa che in Somalia la combinazione di alluvioni, siccità e sciami di locuste hanno minato la sicurezza alimentare e ridotto i mezzi di sussistenza. Questo ha aumentato la sfida all’approvvigionamento delle poche risorse disponibili, aggravando le tensioni esistenti e colpendo le persone più marginalizzate. L’impatto più significativo del cambiamento climatico in Somalia è quello sulla malnutrizione tra i bambini, precisa l’organizzazione medica avvertendo che se il cambiamento climatico continuerà come previsto, la produzione alimentare ridotta e la diminuzione della qualità nutrizionale di alcuni cereali potranno aumentare il rischio di malnutrizione, che colpirà principalmente i bambini. “Molte persone si stanno spostando in cerca di cibo e acqua, anche se rimane alto il rischio del covid-19 e un’epidemia di morbillo continua a imperversare senza sosta a Dhobley e Kismayu. Le comunità pastorizie sono anche colpite dalla perdita del bestiame, poiché gli animali muoiono di sete a causa della mancanza di acqua”, ha detto Mohamed Ahmed, capo progetto di Msf a Jubaland. In risposta a questo, Msf gestisce un programma nutrizionale nella Somalia meridionale, che si propone di prevenire e affrontare la malnutrizione acuta in determinati periodi dell’anno attraverso sorveglianza attiva, screening e trattamenti ambulatoriali. Nelle regioni di Gedo e di Basso Giuba, Msf ha avviato tre risposte emergenziali per trattare i bambini affetti da malnutrizione acuta e per affrontare la mancanza d’acqua. Msf nel rapporto di The Lancet avverte che in generale l’emergenza climatica sta aggravando numerose crisi umanitarie in atto anche in altre parti dell’Africa e non solo, con un forte impatto sulla salute delle persone più vulnerabili, molte delle quali vivono in Africa. Questo l’avvertimento di Medici senza frontiere (Msf) che si legge nell’edizione 2021 del rapporto annuale di The Lancet sullo stato del rapporto tra clima e salute. Cambiamenti del clima, eventi climatici estremi e degrado ambientale contribuiscono ad aumentare la trasmissione di malattie infettive come la malaria, la febbre dengue e il colera, sottolinea Msf aggiungendo che questi fenomeni partecipano anche alla crescita dei casi di malnutrizione, dovuti alla scarsità d’acqua e all’insicurezza alimentare, e di disidratazione acuta, per via delle ondate di caldo anomale. Gli eventi climatici estremi, inoltre, hanno un forte impatto sulla salute mentale delle persone colpite. [VGM]