Repubblica Congo

“Tortura sistematica nei luoghi di detenzione”, governo smentisce

Denuncia atti di tortura “sistematici” nei centri di detenzione nazionali il rapporto dell’Osservatorio congolese per i diritti umani (Ocdh) pubblicato nei giorni scorsi, al termine di due anni di indagini in sei dei 12 dipartimenti del paese.

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    REP DEM CONGO - La Repubblica Democratica del Congo è aperta agli affari e offre un grande potenziale in termini di commercio e scambi internazionali, nonché terre ricche di risorse e una popolazione giovane: a dirlo è stato il presidente del Paese, Félix Antoine Tshisekedi, durante una sessione del Global business forum Africa, intitolata Unleashing Africa’s Power, a cui hanno preso parte anche Reem al-Hashemy, ministra di Stato per la Cooperazione internazionale degli Emirati Arabi e direttrice Generale dell’Expo di Dubai. Tshisekedi ha spiegato che il governo del suo Paese si è impegnato per per ricostruire e modernizzare il paese africano, espandere le infrastrutture, diversificare l’economia e aumentare il suo appeal sugli investitori stranieri. Gbf Africa “mette in evidenza la ripresa delle economie africane nell’era covid-19, nonché le nuove strutture e politiche che promuovono l’integrazione economica nel continente” ha detto nel suo discorso. La Repubblica Democratica del Congo, secondo il suo presidente, può trarre importanti lezioni dagli Emirati Arabi nella costruzione di nuove capacità e nello sfruttare i partenariati pubblici-privati ​​per guidare una crescita economica sostenibile. [TM]
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    GABON - Sembrano lontane le buone performance della filiera della gomma in Gabon, dopo che un'indagine della Direzione Generale dell'Economia e delle Politiche Fiscali (DGEPF) ha recentemente rivelato che durante i primi sei mesi del 2021, le esportazioni e il fatturato del settore sono registrato rispettivamente crollati del 69,8% e del 42,3%.  Secondo il documento, alla fine dei primi sei mesi del 2021, "l'attività del settore della gomma naturale è in forte contrazione". La DGEPF, che imputa la situazione alla cessazione delle attività dell’azienda Siat Gabon a causa di ripetuti scioperi del suo personale e delle restrizioni sanitarie contro la pandemia di Covid-19, precisa che la produzione nazionale di gomma naturale bagnata ha registrato un calo del 48,5% a 5387 tonnellate, mentre la gomma lavorata è scesa del 72,3% a 1037 tonnellate.  Con l’avvio delle piantagioni di OlamRubber a Bitam, nel dipartimento settentrionale di Ntem, la filiera aveva registrato nel primo trimestre del 2020 un significativo aumento della propria produzione sia per la gomma bagnata (+31%) che per la gomma lavorata (+14%). [CN]
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    CAMERUN - L’agenzia di rating S&P Global Ratings ritiene che il Camerun sia sulla strada giusta in termini di crescita economica post-pandemia. Guardando alle prospettive – precisa la società statunitense – la produzione di gas naturale e i nuovi progetti minerari dovrebbero supportare le industrie estrattive, i servizi dovrebbero continuare ad essere un importante fattore di crescita, sulla scia dello sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e dei servizi finanziari. Il prodotto interno lordo nominale, indicatore che misura la produzione di valore aggiunto senza tenere conto dell’aumento dei prezzi di mercato (inflazione), è previsto nel 2024 a 28% in più rispetto a quello del 2020. “In questa logica, tutti i camerunesi dovrebbero sperimentare una crescita media del reddito di 160.720 Franchi Cfa (245 euro) entro il 2024”, stima Standard & Poor’s. L’agenzia S&P ritiene che lo Stato dovrebbe beneficiare di una migliore gestione delle finanze pubbliche, soprattutto nell’ambito dell’attuazione delle riforme imposte dal nuovo programma triennale con il Fondo monetario internazionale. La buona esecuzione del bilancio sarà supportata dalla riconfigurazione del debito estero. Finanziando quasi l’80% del suo Eurobond iniziale con un nuovo prestito, il Camerun sta aumentando l’interesse totale pagabile sul suo debito estero, dal 3% del PIL a solo l’1%, nel periodo dal 2023 al 2025. Questa leva consentirà di ridurre il suo deficit di bilancio e di dotarsi dei mezzi per ricorrere più facilmente al mercato del debito per il finanziamento di nuovi progetti. Tuttavia, queste buone prospettive nascondono alcuni punti deboli, che secondo S&P dovrebbero guidare il processo decisionale degli investitori. Le esportazioni del Camerun si basano ancora su 5 principali materie prime, tra cui gas e petrolio, che rappresentano il 50% delle entrate in valuta estera. Una situazione sfavorevole dei prezzi di questi due materiali sarebbe suscettibile di sconvolgere l’equilibrio di bilancio del Paese. Inoltre, con la crescita guidata dai servizi, la possibilità di ottenere un miglioramento veramente inclusivo è piuttosto bassa. I servizi in Camerun si basano ancora su un portafoglio di società estere o prodotti importati, che non consentono una redistribuzione dei guadagni all’interno di una grande catena del valore locale, ma beneficiano i paesi in cui i beni e i servizi sono fabbricati o progettati. La principale sfida in Camerun rimane l’incertezza politica e le crisi di sicurezza. Il Paese ha completato l’iter delle istituzioni per la trasmissione del potere con l’esistenza di un Senato, una Corte costituzionale e consigli regionali. Ma le differenze tra i gruppi sociali, sia culturalmente che professionalmente (soprattutto tra i settori pubblico e privato), costituiscono un rischio permanente di tensioni sociali se l’attuale ordine istituzionale si rompe. In termini di sicurezza, la cosiddetta crisi anglofona nelle regioni nord-occidentali e sud-occidentali del Paese e la lotta a Boko Haram nell’Estremo Nord sono fonte di ingenti spese per la sicurezza, che avrebbero potuto essere destinate a beneficio di sviluppo economico e sociale. Anche se ancora in deficit, il governo ha sostenuto la Cameroon Development Corporation (CDC), che è il più grande datore di lavoro del Camerun dopo lo stato. La società prevede di rilanciare tutte le sue attività. Infine  – riportano Ecofin e Invest in Cameroon –  il settore privato continua a riprendersi da una pandemia di covid-19, per la quale ha ricevuto un sostegno marginale dal governo. Deve continuare a correre rischi nelle aree in crisi e allo stesso tempo far fronte a una tassazione rigida, mentre il governo continua con onerose spese fiscali che si sono rivelate inefficaci, secondo la Direzione Generale del fisco. Le proiezioni rimangono stabili a breve termine ma il Camerun continua ad essere visto dagli analisti internazionali come un Paese speculativo, con un livello di reddito abbastanza basso e difficoltà nell’instaurare un sistema economico con una produzione più dinamica e soprattutto più inclusiva. [CC]
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    Approvati fondi per il solare nel Sahel

    SAHEL - Il Green Climate Fund (Gcf) delle Nazioni Unite ha approvato un investimento di 150 milioni di dollari nel progetto della Banca africana di sviluppo (Afdb) denominato Desert-to-power, finalizzato a illuminare e alimentare di energia elettrica la regione del Sahel costruendo una capacità di generazione pari a 10 gigawatt attraverso sistemi solari fotovoltaici grazie a diversi progetti pubblici, privati, grid e off-grid, da sviluppare entro il 2030. Lo riporta un comunicato di Afdb. L’obiettivo è aiutare i paesi del G5 Sahel, Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger, ad adottare un percorso di generazione di energia a basse emissioni sfruttando l’abbondante potenziale solare della regione. Desert-to-power mobiliterà 966 milioni di dollari complessivi in un periodo di sette anni e si prevede che l’iniziativa porterà a sostanziali riduzioni delle emissioni di Co2. La struttura Desert-to-power consiste in diversi sottoprogetti tra pubblico e privato, che saranno implementati in tre componenti: investimenti sulla rete in soluzioni di stoccaggio, finanziamenti agevolati e garanzie per nuovi impianti di produzione di energia solare, assistenza tecnica per sostenere la creazione di un ambiente chiaro e prevedibile per gli investimenti solari del settore privato e lo sviluppo di una capacità adeguata delle istituzioni nazionali nei paesi del G5 Sahel. [ASB]