Africa

Servizi e beni di consumo, Africa nuova frontiera

L’Africa è la nuova frontiera della crescita economica mondiale: a sostenerlo è una ricerca dello studio di consulenza economico-finanziaria Mc Kinsey, che prevede una rapida espansione dei settori legati ai servizi e ai beni di consumo.

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    Covid-19, un terzo dei Paesi del continente con...

    AFRICA - Sono 17 i Paesi e le regioni africane attualmente con le frontiere completamente chiuse per far fronte alla diffusione di covid-19. Lo ha riferito il Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc).  Organi dell’Unione Africana con sede ad Addis Abeba, il Cdc ha inoltre aggiunto che sono invece 33 i Paesi in cui sono al momento chiuse le scuole e le altre istituzioni dedicate all'istruzione.  Secondo i dati del Cdc, finora il continente ha registrato un milione 420 mila casi circa con 34.327 decessi. Nove sono i Paesi che ai posti di frontiera hanno imposto test obbligati; Marocco, Sudafrica ed Etiopia risultano al momento i Pesi con il maggior numero di casi registrati nell’ultima settimana. [MS]
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    L'Astronomia a sostegno della ripresa post-covid

    AFRICA - Venti progetti che riguardano l’Africa riceveranno borse dall’Unione internazionale dell’Astronomia (Uia) per coinvolgere la scienza, e in particolare l’astronomia, in soluzioni in grado di mitigare gli effetti della pandemia di coronavirus.   L’avviso di gara straordinario era stato pubblicato lo scorso maggio, attraverso l’ufficio Astronomia per lo sviluppo. All’assegnazione delle borse, complessivamente circa 40.000 euro per 43 progetti internazionali, sono associate l’African Astronomical Society e l’African Planetarium Association.   Tra i progetti africani selezionati, troviamo ad esempio lezioni online di astrologia per studenti del Ghana, con un tour virtuale del telescopio di Kutunse, ad Accra. Un altro progetto, centrato sulla Nigeria e altri Paesi dell’Africa occidentale, prevede la costruzione di un sito Internet intuitivo e interattivo per insegnare fisica e astronomia a studenti universitari.   Il progetto «reach for the stars», si colloca nella città di Sutherlands, che ospita l’osservatorio astronomico sudafricano, e prevede un sostegno concreto, la distribuzione alimentare, a 200 famiglie nel bisogno. Un progetto che si svilupperà in Uganda riguarda invece la formazione di insegnanti, ovvero la ripresa di un progetto del 2019 ma interrotto a causa della pandemia, con la Network for Astronomy School Education (Nase). [CC]
  • Africa Free

    Formazione e sviluppo (2), Del Re: “Così promuoviamo...

    AFRICA - La spinta demografica dell’Africa come occasione per promuovere la persona e la comunità, attraverso la formazione. Questo in estrema sintesi uno dei messaggi trasmessi ieri dalla vice ministra degli Esteri italiana Emanuela Del Re, in occasione del webinar ‘Formazione e sviluppo’ organizzato dal mensile economico ‘Africa e Affari’.  “E’ certo che alcuni dati quantitativi come l’accelerazione demografica da alcuni vengono letti come una sfida molto importante per il futuro, perché bisogna elaborare delle strategie per far fronte a una simile accelerazione” ha detto la vice ministra. “Io - ha aggiunto - ritengo in realtà che questa accelerazione possa costituire una grandissima opportunità tenendo conto di adeguate misure per poter fare in modo che ci sia parallelamente a questo aumento demografico una capacità di elaborare dei programmi di sviluppo che possano portare a una promozione concreta della persona e allo stesso tempo delle comunità. Ci troviamo di fronte a un capitale umano importantissimo che attraverso la formazione può essere valorizzato al massimo”. Nel suo intervento, la vice ministra ha allo stesso tempo sottolineato come quello della formazione sia uno dei cavalli di battaglia nell’azione della cooperazione italiana e come la formazione risponda alle indicazioni espresse all’interno dell’Agenda 2030 dell’Onu e dell’Agenda 2063 dell’Unione Africana.  “Penso che la formazione professionale sia uno degli elementi più importanti perché si pone all’intersezione tra vari aspetti della cooperazione allo sviluppo - ha ancora detto Del Re - tra la dimensione dello sviluppo umano e la dimensione dello sviluppo economico. Che cosa si può fare concretamente? Si deve puntare su questo capitale umano, si deve fare in modo che le attività economiche da promuovere includano degli schemi di formazione che possano permettere di creare generazioni future consapevoli, capaci e preparate”. [MS]
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    Formazione e sviluppo, fare squadra per migliorare...

    AFRICA - Fare squadra anche nel campo della formazione può servire a spingere ulteriormente in alto l’asticella della cooperazione tra Italia e continente africano. E’ questo uno dei punti emersi ieri in occasione del webinar ‘Formazione e sviluppo’ organizzato dal mensile economico ‘Africa e Affari’.  Un tema cruciale quello della formazione, come sottolineato in apertura attraverso un intervento video dalla vice ministra degli Esteri Emanuela Del Re, in un continente dove la crescita demografica impone di guardare alle nuove generazioni e alle esigenze dei giovani.  Di fatto, come anche sottolineato da Alberto Piatti (Eni) e Carlo Cecchetti (Res4Africa), la formazione è lo strumento attraverso il quale si possono pianificare azioni sul lungo periodo e di largo respiro.  Rispetto a una sfida di per sé enorme, decisiva può essere quindi un’azione coordinata che veda insieme settore privato, pubblico, ong e altri attori della cooperazione, ha detto a sua volta Roberto Colaminè, vice direttore generale per la cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri. Quel che manca hanno sottolineato a loro volta Marta Sachy (Fondazione Aurora) e Nino Sergi (Intersos) sono azioni di sistema che consentano di mettere in rete gli sforzi attualmente in corso.  Un concetto, quello ‘del fare squadra’, su cui si sono soffermati anche i rappresentanti di De Lorenzo, azienda italiana che dal 1951 contribuisce alla formazione ingegneristica e professionale in tutto il mondo, grazie a materiale didattico appositamente concepito. “L’istruzione e la formazione delle competenze  legate alla produttività - hanno detto Filippo Prosperi e Roland Ruhumuriza di De Lorenzo - sono vitali per lo sviluppo socioeconomico di ogni Paese. L’istruzione e la formazione tecnica e professionale sono considerate da tempo come uno strumento essenziale per rafforzare la produttività, nonché colonna portante dell’industrializzazione”. [MS]
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    Formazione professionale: se ne parla domani in una...

    AFRICA - Formazione: una parola di peso per un Continente in costante crescita e che di manodopera ne ha anche da rivendere, rispetto a Stati più industrializzati ma ormai esposti al rischio di una futura penuria di competenze con un rinnovo della forza lavoro interna insufficiente per garantire la continuità dei propri fabbisogni. I megatrend di sviluppo in Africa – ovvero la crescita demografica, la crescita economica e l’urbanizzazione – evidenziano tutti la necessità di garantire un lavoro a decine di milioni di giovani africani (si stima siano 30 milioni) che ogni anno si affacciano sul mercato, nonché di rafforzare la produttività e il processo di industrializzazione dei singoli Stati del continente per competere al livello globale.

    La formazione tecnica e professionale e il suo ruolo per la trasformazione strutturale delle economie africane saranno al centro domani di una conferenza organizzata dal mensile ‘Africa e Affari’, che vedrà l’intervento, fra gli altri, del Vice Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri italiano, Roberto Colaminé, e un videomessaggio della  Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re. La conferenza sarà seguita da una tavola rotonda alla quale parteciperanno i principali protagonisti del settore.

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  • Africa Free

    Cambiamenti climatici, perdite economiche tra 7 e 15...

    AFRICA - Gli effetti dei cambiamenti climatici in Africa causeranno, a partire da quest’anno, conseguenze dirette sulle economie dei Paesi del continente stimate per un valore pari tra 7 e 15 miliardi di dollari ogni anno.

    A dirlo è stato il presidente della Banca africana di sviluppo (AfDB), Akinwumi Adesina, in occasione dell’inaugurazione ad Abidjan della nuova sede regionale per l’Africa del Centro globale per l’adattamento (GCA), un’organismo internazionale creato dalle Nazioni Unite in occasione della conferenza sul clima del 2017.

    “Solo quattro anni fa, il fenomeno meteorologico El Niño ha devastato le regioni orientali e meridionali dell'Africa con gravi ondate di siccità; lo scorso anno i cicloni tropicali Idai e Kenneth hanno causato perdite per 2 miliardi di dollari alle economie di Mozambico, Malawi e Zimbabwe uccidendo 800 persone - ha ricordato Adesina - A partire da questo 2020 le stime mostrano che l'Africa perderà tra i 7 e i 15 miliardi di dollari all’anno per causa dei cambiamenti climatici”.

    Di fronte a questa emergenza, ha proseguito Adesina, è fondamentale mobilitare fondi per il clima ed è per questo motivo che l'AfDB ha incluso tra le sue priorità per i prossimi anni, il sostegno alla crescita verde e la mobilitazione di finanziamenti per l’adattamento climatico, impegnandosi a stanziare almeno 25 miliardi di dollari a tale scopo entro il 2025. [MV]