Senegal

Arricchimento illecito, indagati ex ministri

Cinque ex ministri, tra cui Karim Wade, figlio dell’ex presidente Abdoulaye, e due ex direttori pubblici sono al centro di un’indagine della Corte per la repressione degli atti di arricchimento illecito e sono convocati per interrogatori presso la gendarmeria nazionale.

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  • Burkina Faso Free

    Stanziati fondi per migliorare mobilità a Ouagadougou

    BURKINA FASO - Il governo burkinabé ha approvato uno stanziamento del valore pari a 79 milioni di euro da destinare a due contratti per creare una moderna rete di trasporto pubblico a Ouagadougou.

    A riportarlo sono i media locali, precisando che i due contratti rientrano nella seconda fase di implementazione del progetto per la mobilità urbana di Grand Ouaga (PMUGO).

    In particolare, il governo ha approvato la firma da parte della Società del trasporto pubblico SOTRACO di un contratto per la fornitura di 330 nuovi autobus con la sussidiaria locale del gruppo svedese Scania e di un altro contratto con l'Ente autonomo dei trasporti parigini RATP per lo sviluppo delle infrastrutture stradali e la costruzione di una stazione di scambio multimodale.

    L'area metropolitana di Grand Ouagasi estende su una superficie di oltre 3300 chilometri quadrati, che comprende il comune di Ouagadougou e sette comuni rurali periferici (Komki-Ipala, Komsilga, Koubri, Loumbila, Pabré, Saaba e Tanghin-Dassouri).

    Secondo un precedente studio di fattibilità, presentato a febbraio dello scorso anno, per consentire la piena attuazione del PMUGO portato avanti da Banca mondiale e Cooperazione svedese sarebbero messi fondi per un valore complessivo pari a 200 milioni di euro. La realizzazione del progetto è ritenuta tanto più urgente alla luce delle stime demografiche che prevedono entro il 2030 il raddoppio della popolazione che vive nella capitale burkinabé: finora meno dell'1% degli abitanti utilizza i mezzi pubblici, favorendo motociclette e ciclomotori la cui flotta è stimata a 2 milioni di veicoli. [MV]

  • Costa Avorio Free

    Attesa per il risultato delle legislative, intanto un...

    COSTA D'AVORIO - Mentre le elezioni politiche ivoriane sembrano volgere a una vittoria annunciata – che premia il partito al governo, quel Rassemblement des houphouëtistes pour la démocratie et la paix (Rhdp) che risponde al capo di Stato Alassane Dramane Ouattara, c’è un avvicendamento ai vertici che sta creando apprensione nel Paese: la nomina di un primo ministro a interim e di un responsabile della Difesa, che prenderanno il posto di Hamed Bakayoko, che sembrerebbe essere gravemente ammalato. Ma andiamo con ordine. Sette milioni e mezzo erano gli elettori chiamati alle urne lo scorso sabato 6 marzo e 254 i posti in palio in Parlamento. Dopo un’elezione presidenziale segnata dalla violenza politica e dal boicottaggio dell’opposizione, le legislative si sono svolte in un’atmosfera relativamente tranquilla sicuramente diversa da quella della precedente consultazione. Una sensazione confermata dalle missioni di osservazione secondo le quali il voto si è svolto in maniera regolare. L’ong Indigo aveva dispiegato in particolare 500 osservatori e nel complesso ha riferito di un voto con pochi significativi incidenti. Non sono comunque mancate le voci contro. Il Partito democratico della Costa d’Avorio (Pdci), all’opposizione, ha riferito prima ancora dell’esito del voto, di pesanti irregolarità. Al di là del voto, come si diceva, la giornata di ieri è stata segnata dalla nomina di un nuovo primo ministro e un nuovo ministro della Difesa. Nomine legate alle gravi condizioni di salute in cui verserebbe quello che fino a poche ore fa era il premier e ministro della Difesa Hamed Bakayoko. Ricoverato a Parigi dagli inizi di febbraio, Bakayoko è stato trasferito in un centro specializzato di Berlino in Germania a causa di un peggioramento delle sue condizioni. Il trasferimento, di cui dà notizia Jeune Afrique, risale allo scorso 6 marzo. Sulle condizioni di salute del premier da giorni si rincorrevano voci alimentate dall’assenza di notizie ufficiali. Secondo la ricostruzione di Jeune Afrique il premier – che già a gennaio aveva fatto dei controlli nella capitale francese per poi tornarvi il 18 febbraio – avrebbe contratto il covid e allo stesso tempo avrebbe avuto una febbre malarica. Hamed Bakayoko, detto “Hambak”, 55 anni di età, era succeduto nel luglio 2020 ad Amadou Gon Coulibaly, deceduto pochi giorni dopo il suo ritorno da un ricovero in ospedale in Francia per problemi cardiaci. Coulibaly era il delfino del presidente Ouattara per le elezioni presidenziali, alle quali poi lo stesso presidente uscente si è candidato per un terzo mandato, suscitando le aspre contestazioni dell’opposizione ma aggiudicandosi la contesa. Al posto di Bakayoko, benché ad interim, Ouattara ha nominato come primo ministro Patrick Achi e come ministro della Difesa Téné Birahima, attuale ministro degli Affari presidenziali. [MS]
  • AfricaNiger Free

    Presidente del Niger Issoufou nominato leader dell...

    Mahamadou Issoufou, dimissionario presidente del Niger, ha vinto il primo premio africano per la leadership della Mo Ibrahim Foundation.

    Lo riferiscono tutti i media continentali, precisando che Issoufou ha ricevuto il Premio Mo Ibrahim 2020 per aver affrontato “sfide apparentemente insormontabili”, che vanno dalla povertà profonda al jihadismo e alla desertificazione.

    Nonostante questi problemi persistenti, “Issoufou ha guidato il suo popolo su un sentiero di progresso”, ha affermato nella motivazione il presidente della commissione per i premi Festus Mogae, che è anche un ex presidente del Botswana.

    “Oggi, il numero di nigerini che vivono al di sotto della soglia di povertà è sceso al 40 per cento, dal 48 per cento di dieci anni fa”, afferma il comunicato.

    “Nonostante le sfide ancora aperte, Issoufou ha mantenuto le sue promesse al popolo nigerino e ha aperto la strada a un futuro migliore”.

    Issoufou, 68 anni, si dimetterà il mese prossimo dopo 10 anni in carica. La sua decisione di dimettersi dopo due mandati ha consentito al Niger di avere la prima transizione democratica tra leader eletti da quando il Paese è diventato indipendente dalla Francia più di 60 anni fa.

    Il successore di Issoufou, nonché suo braccio destro, Mohamed Bazoum, ha vinto il ballottaggio il mese scorso, sebbene i risultati siano stati contestati dall’opposizione. Il Premio Ibrahim per il successo nella leadership africana si basa sui principi di un governo sano, rispetto dei limiti di mandato e elezioni democratiche.

    Il premio viene dato dal 2007 dalla Fondazione Mo Ibrahim, creata dal magnate delle telecomunicazioni britannico-sudanese Mo Ibrahim.

    Issoufou è il sesto destinatario – il premio non veniva infatti assegnato da alcuni anni a causa della mancanza di un vincitore adatto. I vincitori del passato includono l’ex presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf e il combattente dell’apartheid ed ex presidente sudafricano Nelson Mandela, entrambi premi Nobel per la pace.

    I vincitori ricevono 5 milioni di dollari distribuiti in 10 anni e poi una dotazione a vita di 200.000 dollari.

    In una dichiarazione su Twitter, Issoufou ha ringraziato la Mo Ibrahim Foundation e ha affermato di considerare il premio un “incoraggiamento a continuare a pensare e ad agire per promuovere i valori democratici e il buon governo, non solo in Niger ma anche in Africa e nel mondo”.

    Il Niger è la nazione più povera del mondo, secondo il parametro di sviluppo umano delle Nazioni Unite, e sta lottando con una crescita della popolazione in forte aumento. Sta anche combattendo due insurrezioni jihadiste che hanno costretto centinaia di migliaia di persone a fuggire dalle loro case.

  • Senegal Free

    Sonko, dopo le proteste inizia una settimana incerta

    SENEGAL - Oggi comincia la mobilitazione di tre giorni indetta in tutto il Senegal dalla piattaforma Aar sunu democratie. Dopo un fine settimana di calma apparente e grande nervosismo, scandito da appelli andati a vuoto al presidente Macky Sall, affinché prendesse la parola, nella tarda serata di ieri è arrivato un segnale distensivo. 

    Il pubblico ministero Serigne Bassirou Guèye ha revocato la custodia per il leader dell’opposizione Ousmane Sonko e le sue guardie del corpo, custodia scattata mercoledì in relazione all’accusa di disturbo dell’ordine pubblico e partecipazione a una manifestazione non autorizzata. Le guardie del corpo sono state rimesse immediatamente in libertà, mentre Sonko deve comparire oggi alle 11 davanti al decano dei giudici. Un suo possibile rilascio dovrebbe dipendere dall’esito di questo confronto.

    Questa revoca, sostengono vari osservatori, dovrebbe essere il preludio per un rilascio su larga scala di buona parte dei manifestanti arrestati.

    Un secondo segnale, non di lettura immediata ma comunque rilevante nella complessa cornice politica e sociale senegalese, è rappresentato dalle comunicazioni arrivate dai capi religiosi. I califfi che guidano le confraternite religiose del Paese, attraverso il portavoce del giorno Serigne Mansour Sy, hanno fatto sapere di avere parlato con il presidente, che questi li avrebbe attentamente ascoltati spiegando le ragioni del suo silenzio. “Una consultazione franca, egualitaria, indulgente e essenziale… Non è mai troppo tardi”, ha detto. Macky Sall non ha parlato ma starebbe lavorando anche lui per una soluzione negoziale.

    Non è scontato che questa modalità obliqua di intervento da parte del presidente riesca a attutire l’onda d’urto innescata dalla protesta che infiamma ormai da giorni il Senegal. L’hashtag #FreeSenegal, lanciato dagli utenti di internet in Senegal dopo l’arresto di Sonko, ha superato il milione di utilizzi: sono stati postati quasi 1,3 milioni di tweet in 2 giorni.

    La tensione resta alta. Le vittime accertate degli scontri sono salite a 5 dopo la notizia del decesso di un adolescente colpito a Diaobé, nel sud del Senegal, sabato. In seguito al contestato intervento del ministero dell’Interno, Antoine Felix Abdoulaye Diome, che venerdì ha promesso di utilizzare “tutti i mezzi necessari per un ritorno all’ordine”, il movimento Aar sunu democratie, ossia movimento per la difesa della democrazia, che riunisce esponenti delle associazioni e dell’opposizione, ha indetto tre giorni di mobilitazione pacifica in tutto il Paese, a partire da oggi.

    Il divieto di circolazione per moto e motorini è stato dunque prolungato fino alle 21 di mercoledì e i ministeri dell’Educazione e quello del Lavoro e della Formazione professionale hanno annunciato la chiusura delle scuole, per ragioni di sicurezza, per l’intera settimana.

    Dakar è blindata. Sono stati visti carri armati confluire verso il Plateau, il quartiere centrale della capitale, dove si trovano il tribunale e gli altri palazzi delle istituzioni. Nei supermercati ieri sono state registrate lunghe file: in una situazione di incertezza, chi ne ha la possibilità ha fatto provviste.

    Ieri è stata diffusa inoltre una comunicazione congiunta delle ambasciate dei Paesi aderenti all’Unione Europea, a cui si sono unite quelle di Canada, Corea del Sud, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera, in cui si esprime apprensione e si auspica una soluzione pacifica, in linea con la storia e la vocazione del Paese. “Facciamo appello alla moderazione, a evitare la violenza, alla protezione delle persone e dei beni, così come a un ripristino pacifico della calma e del dialogo”.

    Il presidente della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat, ha espresso sabato “la propria preoccupazione di fronte agli avvenimenti in Senegal, la perdita di vite umane e i danni materiali”, condannato “gli atti di violenza e saccheggio e ogni inclinazione alla sediziosità”, e ribadito “il suo attaccamento a una soluzione di tutte le crisi e tensioni africane con mezzi pacifici, dialogo, nel rispetto dell’ordine, della pace civile e dello stato di diritto”.

    La Commissione Ecowas, dopo aver condannato le violenze, ha invitato “tutte le parti a esercitare moderazione e mantenere la calma” e le autorità, in particolare, a “allentare le tensioni e garantire la libertà di manifestare pacificamente, in conformità con le leggi in vigore”. [SR]

  • Costa Avorio Free

    Elezioni parlamentari, voto nella calma relativa

    COSTA D'AVORIO - Sette milioni e mezzo di elettori ivoriani sono stati chiamati sabato 6 marzo ad eleggere i loro deputati. Sono 254 i posti da riempire in queste elezioni parlamentari. 

    Dopo un’elezione presidenziale segnata dalla violenza politica e dal boicottaggio dell’opposizione, le elezioni si sono svolte in un’atmosfera tranquilla: lo riferiscono i media locali e internazionali.

    Secondo le prime tendenze comunicate fino ad ora dalla Commissione elettorale indipendente (Cei), il Rassemblement des houphouëtistes pour la démocratie et la paix (Rhdp), la coalizione del presidente Alassane Dramane Ouattara, è in testa in diversi distretti e comuni del Paese. 

    La proclamazione dei risultati definitivi è attesa per oggi a mezzogiorno circa.

    Il partito al potere è quindi ancora in vantaggio sull’opposizione e sui candidati indipendenti. L’attuale presidente dell’Assemblea Nazionale, Amadou Soumahoro, mantiene il suo posto a Séguéla. A Boundiali, il ministro Mariétou Koné del Rhdp è uscito vincitore. 

    Anche i ministri Koné Bruno Koné e Coulibaly Issa del Rhdp sono usciti vincitori. Il ministro Touré Mamadou, il deputato uscente di Daloa, ha nuovamente vinto il ticket per l’emiciclo. Kobénan Kouassi Adjoumani ha vinto a Tanda sempre per conto del Rhdp. L’opposizione ha strappato una vittoria importante con Jean-Louis Billion a Dabakala, come a Méagui dove ha avuto la meglio la lista dell’alleanza tra il Partito democratico di Costa d’Avorio (Pdci) di Henri Konan Bedie, fuoriuscito dall’Rhdp, e la nuova piattaforma Eds (Insieme per la democrazia e lo sviluppo) filo Laurent Gbagbo, l’ex presidente scagionato dalla Corte penale internazionale ma tuttora in Belgio impossibilitato a tornare.

    Tra le principali missioni di osservazione che hanno seguito l’affluenza alle urne, l’iniziativa Indigo ha pubblicato ieri le sue conclusioni sullo svolgimento di queste elezioni legislative. L’ong aveva dispiegato 500 persone in 1429 seggi elettorali. Nel complesso, riferisce, il voto è andato bene, ma sono stati registrati 190 incidenti, che vanno dal furto delle urne ai guasti delle tavolette biometriche nei seggi elettorali. Indigo ha espresso preoccupazione per le dichiarazioni fatte dai candidati e dai partiti politici prima dell’inizio dell’annuncio dei risultati da parte della Commissione elettorale indipendente. [VGM]

  • Mauritania Free

    Nasce una banca per le imprese femminili

    MAURITANIA - Una banca dedicata alle imprese femminili è stata inaugurata la scorsa settimana a Nouakchott, capitale della Mauritania, alla presenza del ministro del Commercio, dell’Industria e del Turismo, Naha Mint Hamdi Ould Mouknass. L’inaugurazione fa parte delle iniziative organizzate dall’Unione Imprese delle Donne in occasione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna. La responsabile del progetto presso il ministero degli Affari sociali, dell’infanzia e della famiglia, Lalla Fatma Mint Sadegh Ould El Arby ha affermato che le questioni di interesse per le donne e la tutela dei loro diritti sono al centro di le preoccupazioni del Presidente della Repubblica, Mohamed Ould Cheikh El Ghazouani. Come riferisce l’agenzia stampa ufficiale Ami, secondo El Arby il Dipartimento per gli affari sociali, l’infanzia e la famiglia sta esaminando l’esecuzione di un ambizioso programma per promuovere le imprese femminili e consentire l’emancipazione economica delle donne, accogliendo favorevolmente gli sforzi compiuti dall’Unione in questa iniziativa che costituirà, ha affermato, un pilastro dell’economia nazionale grazie all’effettiva partecipazione delle donne allo sviluppo. Khatou Cheikh Dah Tolba, presidente dell’Unione delle imprese femminili, ha affermato che il suo sindacato, che riunisce 30.000 donne, mira innanzitutto a consentire alle donne mauritane di contribuire in modo efficace e serio allo sviluppo dell’economia nazionale. [CC]