Algeria

Fiera internazionale dell’agricoltura, Tunisia ospite d’onore

Oltre 250 partecipanti e migliaia di visitatori hanno inaugurato ieri l’VIII Fiera internazionale di agricoltura di Algeri, “Agro Expo Filaha”. Ospite d’onore del salone è la Tunisia, mentre sono rappresentati professionisti di altri paesi del Maghreb e d’Europa.

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Ultimi articoli della sezione Africa Nord

  • Libia Free

    Associazione italo-libica annuncia forum a giugno

    LIBIA - L’Associazione italo-libica di sviluppo commerciali (Ilbda) ha annunciato che il 7 e l’8 giugno si terrà a Tunisi il Primo Forum economico per la Libia. Intitolato “Together We Go Further”, l’evento riunirà “istituzioni, comuni, enti, aziende e imprenditori provenienti da Italia, Libia e Tunisia, alla ricerca di alleanze strategiche commerciali, finanziarie e tecnologiche strategiche”, ha precisato l’associazione che dal 2017 ha un ufficio di rappresentanza a Tripoli.

    “Attraverso incontri e presentazioni, il Primo Forum economico per la Libia si propone come un momento di scambio di idee, opportunità ed esperienze, rafforzando le relazioni tra i partecipanti e creando nuove joint ventures nel processo ricostruzione intrapreso dal Paese – si precisa nella presentazione dell’evento – ogni azienda avrà l’opportunità di incontrare decision makers ed istituzioni, aziende e possibili partner, partecipando a B2B meeting nel proprio settore di appartenenza”.

    Secondo l’associazione all’evento parteciperanno aziende dei settori “energia, energia rinnovabile, aeronautica, nautica, settore sanitario, formazione, design e progettazione, elettronica, meccatronica, componenti elettrici, biotecnologie, chimica, ambiente, costruzioni e materiali da costruzione, legno, grande distribuzione, tipografie, editori, comunicazione, pubblicità, industria agroalimentare, agricoltura, settore automobilistico, meccanica, metallurgia, prodotti manifatturieri, sport, divertimento, cultura, turismo, tessile e abbigliamento, trasporti e logistica”.

    A causa della pandemia di covid, ha aggiunto, “possiamo accettare l’adesione di un limitato numero di partecipanti”.

    Il presidente dell’Ilbda è Sandro Fratini che “vanta decenni di esperienza nel Nord Africa con una vasta rete di contatti in Libia e Tunisia”, secondo quanto precisato sul sito.

    Dopo la visita a Tripoli del presidente del Consiglio Mario Draghi, lo scorso aprile, Fratini ha sottolineato “l’importanza strategica e i profondi legami di amicizia che legano i nostri due Paesi”, precisando che “la nostra presenza in questi anni, malgrado le circostanze che i libici hanno attraversato, non si è mai interrotta e oggi possiamo dire che sono state speranze ben riposte”.

    “Siamo stati i primi nel 2017 ad avere un ufficio di rappresentanza a Tripoli, di pari passo con la riapertura della nostra Ambasciata nel gennaio del 2017. Siamo pronti a sostenere le istituzioni e i privati che intendono avere un ruolo positivo nella ricostruzione”, ha dichiarato nella dichiarazione riportata sul sito.

    Secondo Fratini, già vice Presidente della Camera di Commercio Tuniso Italiana, le aziende italiane possono e devono avere un ruolo centrale nell’accompagnare i libici verso la costruzione di uno Stato moderno ed avanzato: “Ovviamente il cessate il fuoco resta fondamentale per qualsiasi attività che ci accingiamo ad intraprendere, ma ci sono segnali positivi che dobbiamo cogliere a vantaggio della nostra imprenditorialità e impresa”.

    Per approfondire visitare il sito internet www.ilbda.it. [SS]

  • Egitto Free

    In costruzione la più grande impresa tessile del mondo

    EGITTO - Nel 2022, l’Egitto inaugurerà a el-Mahalla el-Kubra, nella regione del delta del Nilo, la più grande fabbrica tessile del mondo. I lavori per lo stabilimento, che si estenderà su oltre 62.000 mq e avrà una capacità produttiva giornaliera di 30 tonnellate di tessuto, sono iniziati nel 2019 e proseguono velocemente. Secondo quanto riportano i media locali, il primo ministro Mostafa Madbouli ha recentemente tenuto una riunione con i ministri del Commercio e delle Imprese pubbliche nella quale ha chiesto di concedere agli agricoltori incentivi per coltivare cotone di alta qualità in misura tale da soddisfare le esigenze della fabbrica. Questo stabilimento farà parte di un complesso tessile in fase di realizzazione nel governatorato di Minyache, a regime, darà lavoro a 17.000 persone. I prodotti saranno destinati all’export. [EC]
  • EgittoEtiopiaSudan Free

    Diga sul Nilo, Il Cairo e Addis Abeba cercano alleati...

    EGITTO / ETIOPIA / SUDAN - Il governo di Addis Abeba ha invitato i membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a sollecitare Egitto e Sudan a tornare ai negoziati tripartiti sotto la mediazione dell’Ua sulla Grande diga del millennio.

    In una lettera indirizzata all’attuale presidente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il vice primo ministro e ministro degli Esteri dell’Etiopia, Demeke Mekonnen, ha affermato che Egitto e Sudan hanno scelto di “internazionalizzare” la questione per esercitare una pressione “indebita” sul suo Paese.

    La lettera menziona il rifiuto di Egitto e Sudan di un’iniziativa etiope sullo scambio di dati prima dell’inizio del secondo riempimento della diga, secondo una dichiarazione rilasciata lunedì dal ministero degli Esteri etiope.

    Il Cairo ha affermato che la proposta includeva “diversi errori e affermazioni” che non riflettono il percorso dei colloqui negli anni passati, affermando, insieme a Khartoum, che lo scambio di dati dovrebbe avvenire solo dopo che è stato raggiunto un accordo, non prima.

    Sameh Shoukry, ministro degli Esteri egiziano, ha iniziato a sua volta un tour per contattare i leader del continente e parlare con loro del dossier della Grande diga del rinascimento etiope (Gerd).

    Il primo presidente incontrato è stato Uhuru Kenyatta al quale il ministro ha consegnato un messaggio del presidente Abdel-Fattah al-Sisi. Il Kenya è membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e riveste quindi un ruolo fondamentale nella possibile mediazione tra le parti interessate al riempimento del bacino della diga. Shoukry ha consegnato un altro messaggio simile al presidente delle Comore, Azali Assoumani, il cui Paese è membro dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana (Ua).

    Durante entrambi gli incontri, Shoukry ha spiegato i risultati degli ultimi incontri ospitati nella capitale congolese all’inizio di questo mese. Un ciclo di colloqui di due giorni si è tenuto a Kinshasa il 4-5 aprile sotto l’egida della Repubblica democratica del Congo, attuale presidente dell’Ua, con l’obiettivo di rilanciare i negoziati in stallo.

    Egitto e Sudan stanno negoziando con l’Etiopia da anni per raggiungere un accordo legalmente vincolante sulle regole per il riempimento e il funzionamento della Gerd quasi completo. Finora però non sono stati compiuti progressi.

    Shoukry ha detto ai presidenti di Kenya e Comore che l’Egitto ha partecipato agli incontri con una volontà politica “sincera” di rilanciare i negoziati in stallo. Ha anche espresso l’intenzione dell’Egitto di lavorare con gli Stati e le parti interessate a questa crisi per sbloccare l’attuale situazione di stallo e raggiungere un accordo vincolante che protegga i diritti sull’acqua di Egitto, Sudan ed Etiopia.

    Egitto e Sudan hanno inviato lettere al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite spiegando gli ultimi sviluppi della crisi e chiedendo di persuadere l’Etiopia a non intraprendere alcuna azione unilaterale prima che venga raggiunto un accordo legalmente vincolante. Kenya e Tunisia sono attualmente gli unici due Paesi africani che hanno un’adesione non permanente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il presidente tunisino Kais Saeid ha affermato la scorsa settimana che il suo Paese non accetterebbe mai che la sicurezza idrica dell’Egitto venga compromessa, sottolineando che la posizione dell’Egitto è la posizione della Tunisia in qualsiasi arena internazionale. [EC]

  • Marocco Free

    Sistema sanitario apre a competenze straniere

    MAROCCO - Il governo di Rabat ha deciso di aprire il settore sanitario alle competenze straniere e agli investimenti stranieri. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il ministro dell’Economia, delle finanze e della riforma amministrativa, Mohamed Benchaaboun, durante il suo discorso al re Mohammed VI sul lancio della generalizzazione del sistema di previdenza sociale. L’apertura del settore sanitario a competenze e investimenti stranieri nasce dalla necessità di rafforzare le capacità mediche nazionali. Secondo fonti locali di stampa, il Marocco, che conta 36 milioni di abitanti, ha bisogno di 35.000 medici e 57.000 infermieri, ovvero quasi 100.000 competenze aggiuntive. Il Marocco avrebbe solo sette medici ogni cento abitanti, ben meno dei 20 consigliati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). [CC]
  • Libia Free

    Rendite petrolifere accantonate in attesa di nomine...

    LIBIA - I proventi delle vendite del petrolio libico saranno trasferiti sul conto della National Oil Corporation (Noc) presso la Libyan Foreign Bank fino a quando non saranno nominati nuovi funzionari dei fondi sovrani. Lo ha dichiarato il ministro libico del Petrolio, Muhammad Aoun che ha specificato che il conto della Noc presso la Libyan Foreign Bank è supervisionato da un comitato congiunto libico-internazionale. Il presidente della Noc, Mustafa Sanallah, ha detto che la Libia sta attualmente producendo 1,3 barili al giorno, ma la società prevede di aumentare la produzione a 1,45 milioni entro la fine del 2021 per portarla a 2,1 milioni entro il 2023. Nei giorni scorsi, il Comitato parlamentare incaricato di analizzare i fascicoli dei candidati alle cariche nei fondi sovrani ha tenuto la sua seconda riunione. Il Comitato ha annunciato l’apertura della registrazione dei candidati. La lista dei candidati sarà presentata all’esame del Parlamento libico. [EC]
  • EgittoEtiopiaSudan Free

    Diga sul Nilo, Khartoum chiede sostegno africano 

    EGITTO / ETIOPIA / SUDAN - Il governo di Khartoum ha invitato i Paesi africani a sostenere la sua richiesta di un accordo vincolante sulla Grande diga del rinascimento prima del secondo riempimento programmato nei prossimi mesi dall’Etiopia. 

    Ieri i ministri sudanesi degli Esteri e dell’Irrigazione hanno tenuto una videoconferenza con gli ambasciatori africani a Khartoum sul fallimento della riunione di Kinshasa e sulla proposta del Sudan di una mediazione a quadripartita guidata dall’Unione africana.

    Secondo quanto riporta la stampa locale, il ministro degli Esteri di Khartum, Mariam al-Mahdi “ha spiegato la ferma posizione del Sudan sulla necessità di raggiungere un accordo vincolante prima di procedere con il secondo riempimento della diga”. “Attendiamo con impazienza – ha detto il ministro – il sostegno dei Paesi africani per raggiungere soluzioni globali che siano soddisfacenti per tutte le parti”.

    Al-Mahdi ha detto che l’Etiopia “ha infranto le regole di vicinato” quando ha effettuato il primo riempimento nel luglio 2020 senza un accordo e senza avvisare al riguardo. “Oggi – ha aggiunto – minacciano 20 milioni di sudanesi e la sicurezza nazionale del Sudan quando dicono che effettueranno il secondo riempimento (senza un accordo legalmente vincolante)”.

    Il primo ministro sudanese Abdallah Hamdok ha chiesto un incontro a porte chiuse con i suoi omologhi egiziani ed etiopi il 23 aprile. Ma non è chiaro se questo incontro virtuale avrà luogo e quando.

    Sempre ieri, il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che il secondo riempimento del bacino nei “mesi di forti piogge di luglio/agosto” ridurrà le inondazioni in Sudan. “L’Etiopia non ha alcuna intenzione di causare danni ai Paesi a valle”, ha ulteriormente sottolineato. [EC]