R.D. Congo

Nord-Kivu: governo respinge negoziati con M23 e chiede di trattare con Kigali

Accesso Completo, Africa Centrale, R.D. Congo Un “no” secco alla richiesta di negoziato dei ribelli del Movimento 23 marzo (M23) giunti ieri sera alle porte di Goma è stato rivolto oggi dal portavoce del governo congolese, Lambert Mende, che ha nuovamente accusato il Rwanda di fomentare la guerra nel Nord-Kivu. Intervistato dalla stampa internazionale Mende ha detto che l'M23 è una “forza fittizia creata dal Rwanda per nascondere le sue attività criminali nella Repubblica Democratica del Congo. Preferiamo negoziare direttamente con il Rwanda, il vero aggressore in seno alla Conferenza internazionale dei Grandi Laghi”. A Goma, capoluogo provinciale con circa 400.000 abitanti e decine di migliaia di sfollati, il clima è teso e la popolazione terrorizzata. “Siamo in piena guerra, gli indisciplinati dell'M23 hanno ripreso ad attaccare sabato e domenica, ieri non siamo usciti da casa ma oggi non abbiamo più sentito gli spari” scrive una fonte di Infoafrica da Ngangi, dal comune di Karisimbi, alla periferia della capitale provinciale. Il locale Centro giovani Don Bosco, gestito dai salesiani, accoglie numerosi sfollati, alcuni dei quali sono feriti. “Sto curando alcune persone nel dispensario, la situazione è grave e triste, non sappiamo quali siano i reali obiettivi dei ribelli e temiamo che entrino ad occupare la città” riferisce ancora la fonte di Infoafrica. Il movimento 23 marzo, dal canto suo, accusa le forze armate governative di aver attaccato le sue posizioni e il governo di Kinshasa di essere interamente responsabile della situazione per non aver rispettato gli accordi di pace del 2009, siglati con i gruppi armati della regione il particolare il Congresso nazionale per la difesa del popolo del generale dissidente filo-ruandese Laurent Nkunda. L'M23 è l'erede del Cndp, i cui combattenti erano stati integrati nell'esercito e che avevano beneficiato di una condizione di favore, quella di poter rimanere nella ricca provincia mineraria del Nord-Kivu. [CC]

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    Pesano le importazioni di riso e cereali

    CAMERUN - Il Camerun ha importato riso per una cifra pari 5,4% della spesa di importazione del Paese, durante l’anno 2021. Questo dato, rivelato nel rapporto sul “Commercio estero del Camerun”, appena pubblicato dall’Istituto Nazionale di Statistica (Ins), dimostra ancora una volta quanto le massicce importazioni di questo cereale gravino sulla bilancia commerciale del Camerun, commenta il portale economico Invest in Cameroon. Le importazioni di riso non sono sempre state destinate al mercato locale, secondo gli osservatori del portale che parla di rifornimento fraudolento dei Paesi vicini. Oltre al riso, anche il grano e la miscela meslin hanno contribuito ad ampliare il disavanzo della bilancia commerciale del Camerun durante l’anno 2021. Secondo i dati Ins, il paese ha speso 182,7 miliardi di Fcfa nelle importazioni di questi prodotti, ovvero il 4,7% della spesa complessiva per le importazioni del Camerun nel 2021. [CC]
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    Cina principale partner export, Italia quarta

    CAMERUN - Secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica, la Cina rimane il principale cliente del Camerun nel 2021 con il 25,8% di quota di mercato. Ciò rappresenta 2700 tonnellate di merci esportate in questo Paese, “guadagnando così quattro punti percentuali rispetto all’anno precedente” indica l’Istituto. La Cina è seguita da Paesi Bassi (12,4%), India (9,6%), Italia (7,1%), Spagna (6,1%) e Ciad (3,8%).

    I prodotti esportati in Cina sono costituiti principalmente da greggi di petrolio (66%), gas naturale liquefatto (19%), legno grezzo (10%) e legno segato (3%). Questi quattro prodotti da soli rappresentano il 98% delle esportazioni verso la Cina nel 2021.

    L’Istituto nazionale di statistica rileva che il peso del commercio del Camerun con i Paesi africani rimane piuttosto basso nelle statistiche doganali. Perché, nel 2021, le esportazioni verso i Paesi africani rappresentano solo il 9,7% del totale dei proventi da esportazione, di cui il 7,3% verso gli altri Paesi Cemac (Camerun, Repubblica Centrafricana, Congo, Gabon, Guinea Equatoriale e Ciad) e lo 0,8% verso la Nigeria. [GT]

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    Costruzione raffinera, accordo con Malabo

    REP DEM CONGO - La Guinea Equatoriale e la Repubblica Democratica del Congo (Rdc) collaboreranno alla costruzione di una raffineria di petrolio. Un memorandum d’intesa che concretizza questo progetto è stato siglato in occasione della conferenza Angola Oil and Gas 2022, svoltasi la scorsa settimana. L’accordo prevede il finanziamento congiunto del progetto, che sarà costruito nella Rdc. I due Paesi hanno in programma anche la creazione di strutture di stoccaggio per i prodotti petroliferi. Come osservano i media di settore, la realizzazione di questi progetti dovrebbe promuovere il trasferimento di competenze tra la Guinea Equatoriale e la Rdc. Non è però stato rivelato alcun calendario per la loro attuazione. Per Didier Budimbu Ntubuanga, ministro congolese degli Idrocarburi, questo accordo migliorerà la sicurezza energetica della Rdc, promuovendo al contempo la produzione di petrolio e gas del Paese. Questa opzione è in linea con la volontà espressa dal governo nelle ultime settimane di stimolare l’esplorazione e lo sfruttamento degli idrocarburi, considerati insufficienti. “Questo memorandum d’intesa, insieme agli accordi precedentemente firmati con Camerun e Nigeria, sostiene la nostra politica nazionale volta a facilitare la produzione e il commercio di prodotti petroliferi africani e a creare industrie ad alto valore aggiunto”, ha dichiarato il ministro delle Miniere e degli Idrocarburi della Guinea Equatoriale, Gabriel Mbaga Obiang Lima. [VGM]
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    In calo prezzi prodotti esportati dall’area Cemac

    AFRICA CENTRALE - Tra luglio e settembre, i prezzi dei prodotti agricoli esportati dai sei Paesi Cemac sono diminuiti del 4,9%, che corrisponde a un calo più pronunciato rispetto a quello del 3,5% registrato nel corso del trimestre precedente. “Questa tendenza si spiega con le migliori prospettive di ripresa della produzione a seguito della riduzione delle scorte di alcuni prodotti, in questo caso l’olio di palma, accumulate dalla cessazione delle esportazioni dall’Indonesia e dalla Russia”, sottolinea la Banca degli stati dell’Africa centrale Beac nel suo ultimo rapporto sul prezzo delle materie prime.

    Per prodotto, le diminuzioni di prezzo più significative sono state osservate per l’olio di palma (-39,0%), la gomma (-21,3%) e il cotone (-21,0%). D’altra parte, si apprende dalla stessa fonte, “ è stato registrato un aumento del prezzo dello zucchero (+5,6%), e in misura minore del tabacco (0,6%) e del caffè (0,3%)”.

    Il Composite commodity price index, pubblicato trimestralmente dalla Banca centrale dei Paesi Cemac (Beac), si basa sui prezzi di 20 tipologie di merci esportate dagli Stati di quest’area comunitaria, e rappresenta il 90% del valore delle sue esportazioni. Il paniere è suddiviso in cinque categorie principali: prodotti energetici, metalli e minerali, prodotti forestali, prodotti agricoli e prodotti della pesca. [GT]

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    CAMERUN - È triplicata, rispetto all’anno scorso, la produzione di caffè in Camerun. Lo dimostrano i dati presentati dal primo ministro, Joseph Dion Ngute, durante la presentazione all’Assemblea nazionale del programma economico, finanziario, sociale e culturale del governo per l’anno 2023. Durante la stagione del caffè 2021-2022, il Camerun ha registrato una produzione totale di 38.047 tonnellate, di cui 6.386 tonnellate di caffè qualità arabica e 31.661 tonnellate di caffè qualità robusta. Per la stagione 2020-2021 la produzione era stata di 12.157 tonnellate. I numeri annunciati dal primo ministro rimangono tuttavia al di sotto delle aspettative del governo, che, nel suo piano di rilancio per i settori del cacao-caffè (2015-2020), puntava già a raggiungere una produzione di 185.000 tonnellate. [CC]
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    Mais, a Batchenga un complesso per stoccaggio semi

    CAMERUN - Presentando al Parlamento il programma economico, finanziario, sociale e culturale del governo per il 2023, il primo ministro Joseph Dion Ngute, ha annunciato la costruzione di un complesso di stoccaggio per 5.000 tonnellate di sementi di mais a Batchenga, un zona situata a 60 chilometri da Yaoundé. “Sono stati realizzati gli studi tecnico-architettonici per il progetto di realizzazione ed allestimento di un complesso di stoccaggio e confezionamento per 5.000 tonnellate di sementi di mais in località Batchenga” ha dichiarato il ministro. Ma non ha dato maggiori informazioni sul progetto e tanto meno sul suo orizzonte di realizzazione. In uno studio sul posizionamento strategico del settore manifatturiero dei prodotti a base di cereali in Camerun, il Business upgrading office rivela che il Paese esporta in media, ogni anno, un carico di 500.000 tonnellate di mais verso i Paesi della zona Cemac (Camerun, Repubblica Centrafricana, Congo, Gabon, Guinea Equatoriale e Ciad). Queste esportazioni, sottolinea lo studio, rappresentano il 23% della produzione nazionale. [GT]