Egitto

Rifornimento gas naturale a Giordania presto a pieno regime

L'Egitto ricomincerà a pompare a pieno regime i rifornimenti di gas naturale diretti verso la Giordania entro la metà di dicembre. A dirlo è stato il ministro egiziano per il Petrolio, Osama Kamal, specificando che la fornitura di gas naturale diretta verso il regno hashemita era stata ridotta da febbraio 2011 a causa di una serie di attacchi diretti contro i gasdotti presenti nella penisola del Sinai e per la volontà di dare priorità alle necessità interne dell'Egitto. Attualmente il rifornimento di gas naturale dall'Egitto alla Giorndania è pari a circa 70 milioni di piedi cubi al giorno, meno di un terzo dei 240 milioni di piedi cubi previsti in base ad un accordo siglato nel 2004 tra i due paesi. La decisione di riprendere le forniture a pieno regime è stata salutata positivamente in Giordania, dove da giorni sono in corso manifestazioni di protesta per la volontà del governo di cancellare i sussidi agli idrocarburi. L'Egitto produce circa sei miliardi di piedi cubi di gas naturale al giorno, il 55% dei quali viene utilizzato per la produzione di energia elettrica, il 20% viene esportato, mentre il 13% è viretto alle necessità delle industrie nazionali ed il restante due per cento utilizzato per i consumi domestici. [MV]© Riproduzione riservata

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    Svelati i piani per produzione di petrolio

    ALGERIA - Il primo ministro algerino Aimene Benabderrahmane ha rivelato al Parlamento algerino gli obiettivi di produzione di petrolio: il principale obiettivo energetico dell’Algeria è aumentare la produzione primaria del 2% all’anno, con l’obiettivo di raggiungere 205 milioni di tonnellate di petrolio equivalente (Tep) entro il 2025. Secondo Benabderrahmane alla fine del 2022, questa produzione sarà aumentata a 191 milioni di tonnellate, rispetto a 186 milioni di tonnellate nel 2021. Lo riportano i media algerini. Secondo il ministro, “si sono intensificati gli sforzi per la ricerca e lo sfruttamento degli idrocarburi e della loro produzione, in particolare attraverso l’uso delle nuove tecnologie” ed ha citato, in tal senso, la concessione di due licenze esplorative offshore, dopo la firma di quattro accordi tra la compagnia petrolifera algerina Alnaft e compagnie petrolifere straniere. Benabderrahmane ha anche ricordato la costruzione di 22 pozzi “in bacini maturi”, che rappresentano il 47% del programma annuale, e sei pozzi in bacini emergenti e di confine (pari al 36% del programma annuale). Il primo ministro ha sottolineato il completamento dello sviluppo dei giacimenti di gas di Gassi Tawil e Tinhert (nel sud del Paese) e l’inizio dell’estrazione di greggio nei pressi di Bir Rakayez, oltre al completamento della quarta linea di gas liquefatto a Hassi Messaoud (nel sud-est del Paese). Anche il tasso di trasformazione del petrolio sarà aumentato al 50%, contro il 32% attuale, grazie allo sviluppo delle industrie petrolchimiche, di raffinazione e di conversione. L’Algeria, va ricordato, ha importato parte del proprio fabbisogno di carburante (benzina e diesel) a causa dell’insufficiente produzione locale. Lo scorso agosto, il ministro dell’Energia algerino Mohamed Arkab ha annunciato che la produzione di petrolio algerino aumenterà di 2.000 barili al giorno a settembre, raggiungendo 1.057 milioni di barili/giorno. Questo aumento, ha detto Arkab, è conforme alla decisione presa dall’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio e dai suoi alleati (Opec+) nella loro 31esima riunione ministeriale. La produzione petrolifera algerina è scesa, negli ultimi due anni, al di sotto della soglia di 1 milione di barili al giorno. [ASB]
  • Libia Free

    Piovono critiche per accordo di esplorazione con...

    LIBIA - Non si fermano le accuse all’accordo preliminare siglato lunedì tra Libia e Turchia sulla ricerca di idrocarburi sul suolo libico e nella zona economica esclusiva marittima (Zee) del Paese. Il memorandum era stato criticato ieri internamente al Paese dal presidente del parlamento libico Aguila Saleh e da Fathi Bashagha, primo ministro del governo rivale a quello di unità nazionale con sede a Tripoli, guidato da Abdel Hamid Dbeibah. Queste critiche vertevano sul fatto che secondo le istituzioni dell’est del Paese il governo Dbeibah, sostenuto dalle Nazioni Unite ma che ha fallito nel portare la Libia al voto a dicembre 2021, non avesse più la legittimità per firmare questo tipo di accordi internazionali. Saleh ha definito l’accordo “illegale e inaccettabile”, mentre l’ex ministro degli interni Bashagha ha minacciato di ricorrere ai tribunali per annullarlo. Le condanne all’accordo sono arrivate però anche dai partner internazionali, e riguardano in particolar modo l’esplorazione marittima degli idrocarburi. L’Unione Europea ha lanciato l’allarme, sostenendo che l’accordo appena firmato tra Tripoli e Ankara potrebbe “potenzialmente minare la stabilità regionale”. La partnership si basa sul memorandum d’intesa Turchia-Libia del 2019 che definisce le aree di giurisdizione marittima nel Mediterraneo e che era già stato denunciato da Grecia ed Egitto. L’accordo sugli idrocarburi “richiede ulteriori chiarimenti poiché si basa su un memorandum in contrasto con il diritto del mare e che viola i diritti di Stati terzi” ha affermato il portavoce dell’Ue per gli affari esteri, Peter Stano, in un comunicato. Queste azioni “potrebbero minare la stabilità regionale e dovrebbero essere evitate” ha aggiunto. Allo stesso modo, la Grecia, che ha avuto una lunga disputa con la Turchia sui confini marittimi, si è opposta all’accordo. Il ministro degli Esteri greco Nikos Dendias ha detto di aver parlato con il suo omologo in Egitto, Sameh Shoukry, e che “entrambi hanno contestato la legittimità” dell’accordo. Dendias ha detto che visiterà il Cairo domenica per “consultazioni” sulla questione. Ankara sta cercando di “fabbricare una realtà attorno a qualcosa di illegale” e “ignora il contesto internazionale”, ha aggiunto oggi il portavoce del governo greco Giannis Oikonomou parlando con l’emittente statale greca Ert. “Il nostro Paese reagirà come ha diritto in base al diritto internazionale”, ha detto. “Ciò che la Turchia sta cercando di fare viola i diritti sovrani anche di altri Paesi e non sarà certamente approvato dalla comunità internazionale. Non sarà consentito dal nostro Paese, né dai nostri alleati”, ha detto Oikonomou. Le relazioni tra la Grecia e la Turchia sono ai minimi da anni, con la Turchia che lancia velate minacce di invadere le isole greche del Mar Egeo, e i diritti di esplorazione sottomarina di gas e petrolio sono una parte fondamentale della controversia. [TM]
  • Egitto Free

    Società kuwaitiana investe 60 mln per centro logistico

    EGITTO - La società di logistica kuwaitiana Agility Public Warehousing ha stanziato 60 milioni di dollari per costruire un centro doganale e logistico nella zona economica del Canale di Suez, in Egitto. Agility lavorerà con SCZone “per implementare la sua visione strategica nel servizio, nella logistica e nel supporto istituendo un braccio tecnico e logistico che automatizzerà i processi e le operazioni doganali”, secondo una dichiarazione dell’azienda. L’attuazione del progetto è prevista per la seconda metà del 2023 e la dichiarazione ha aggiunto che il ritorno sull’investimento “non può essere valutato in questo momento”. [TM]
  • Egitto Free

    Sostegno di Banca mondiale per decarbonizzare logistica...

    EGITTO - E' pari a 400 milioni di dollari il finanziamento approvato dalla Banca mondiale a favore dell'Egitto per far avanzare e decarbonizzare i settori della logistica e dei trasporti nel Paese nordafricano.

    A renderlo noto è stata la stessa istituzione finanziaria internazionale, precisando che il finanziamento "sosterrà il passaggio verso il trasporto a basse emissioni di carbonio" lungo il corridoio ferroviario egiziano tra Alessandria, Città del 6 ottobre e l'area metropolitana di Greater Cairo.

    Secondo quanto reso noto da Banca mondiale, quasi il 19 per cento delle emissioni di gas serra dell'Egitto proviene dai trasporti, rendendo il settore il maggior contributore secondo solo all'energia.

    I fondi approvati consentiranno tra l'altro alla creazione di una tangenziale ferroviaria merci verso la congestionata area metropolitana di Greater Cairo attraverso un progetto chiamato Alexandria Trade Logistics Development Project. La tangenziale mira a far circolare 15 treni container al giorno entro il 2030 tra il porto di Alessandria e l'interporto di nuova costruzione a Città del 6 ottobre. [MV]

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    Firmati due accordi con Turchia su gas e idrocarburi

    LIBIA - Il governo libico di unità nazionale ha firmato due memorandum d’intesa la Turchia su idrocarburi e gas in una cerimonia che si è tenuta a Tripoli alla presenza di funzionari di alto profilo turchi e libici. La firma è avvenuta dopo l’arrivo di una delegazione turca che comprendeva i ministri degli Affari Esteri, della Difesa, del Commercio e dell’Energia oltre ad altri funzionari, riportano i media libici.
    Gli accordi firmati riguardano investimenti e perforazioni petrolifere, nonché operazioni di esplorazione tra i due Paesi. Alla domanda se Grecia e Francia potrebbero opporsi ai nuovi accordi, Cavusoglu ha affermato che i paesi terzi non hanno il diritto di interferire con gli accordi firmati tra due Stati sovrani. Sulle elezioni in Libia, la ministra degli Esteri libica Najla Al-Mangoush ha ribadito che il governo di unità nazionale ha concordato con la Turchia un piano per lo svolgimento delle elezioni dopo aver raggiunto il consenso sulla base costituzionale, aggiungendo che la Camera dei rappresentanti avrà il compito di emanare una legge per lo svolgimento delle elezioni. [TM]
  • Egitto Free

    Prima metà 2023 pronto sistema bus rapido Ring Road

    EGITTO - Fonti del ministero dei Trasporti in Egitto hanno reso noto che il sistema Bus rapid Transist sulla Ring Road sarà inaugurato durante la prima metà del 2023. Il primo ministro egiziano Mostafa Madbouly ha visitato la stazione di al-Salam, che verrà implementata nell’ambito delle direttive del governo per espandere l’implementazione di reti di trasporto verdi, sostenibili e rispettose dell’ambiente. Inoltre il ministro è stato informato sullo stato di avanzamento dei lavori nella seconda fase del progetto di sviluppo della Ring Road, che sarà appunto completato nella prima metà del 2023. [GT]