Africa Orientale

Burundi organizza Fiera commerciale regionale

Una Fiera commerciale dei paesi della Comunità dell'Africa orientale (Eac) si terrà dal 2 al 9 dicembre a Bujumbura allo scopo di favorire gli scambi tra i cinque paesi della regione, Kenya, Rwanda, Uganda, Tanzania e Burundi. La fiera burundese sarà, secondo il ministero del Commercio e dell'Industria, una vetrina dei prodotti e servizi artigianali e commerciali della regione. Tutti i paesi membri dell'Eac godono di facilità fiscali per il commercio transfrontaliero. [CC]© Riproduzione riservata

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  • GhanaKenya Free

    Al via export di batterie in Ghana grazie ad Area...

    KENYA - Il Kenya ha ufficialmente iniziato il commercio nell’area di libero scambio continentale dell’Africa (Afcfta), con l’arrivo in questi giorni nel porto di Tema, in Ghana, di un carico di batterie prodotte in Kenya. Il Kenya (insieme a Ghana, Tunisia, Camerun, Egitto e Mauritius) è una delle sei nazioni scelte per partecipare alla fase pilota dell’Iniziativa Afcfta e testare il commercio nella zona di libero scambio continentale per l’Africa. Nonostante si trovi in blocchi economici diversi rispetto a nazioni come Ghana e Tunisia, il Kenya potrà ora accedere ai mercati dell’Africa centrale e dell’Africa occidentale a prezzi preferenziali. Le preferenze Afcfta vengono utilizzate nell’ambito dell’iniziativa per avviare il commercio tra gli Stati partner che hanno espresso il desiderio di avviare relazioni commerciali dirette. [ES]
  • Rwanda Free

    Crisi alloggi, autorizzato l'uso di mattoni Adobe con...

    RWANDA - Dal 20 settembre 2022, un proprietario terriero che sceglie di costruire una casa con mattoni di adobe può ottenere ufficialmente il permesso di costruzione, sia nelle città che nelle aree rurali. La disposizione è stata approvata dalla Rwanda Housing Authority (RHA). che ha tuttavia aggiunto alla nuova regolamentazione determinate condizioni. I mattoni sono ammessi solo per le abitazioni residenziali a un piano non superiori a 200 mq, e senza interrato secondo il piano regolatore dei distretti e della città di Kigali. Gli edifici di uso pubblico come chiese, moschee ed edifici commerciali non sono ammessi in questa categoria. Oltre al permesso di costruire, gli edifici dovranno disporre di una fondazione di pietre e cemento. Tutte le case che saranno costruite in mattoni di adobe saranno registrate in un database per il follow-up. Nel frattempo, la Rwanda Housing Authority organizzerà corsi di formazione per muratori che desiderano intraprendere la costruzione di case di mattoni che dovranno essere certificate. Saranno inoltre incoraggiati a formare cooperative. In passato, la città di Kigali ha lottato per affrontare l'edilizia illegale che utilizzava prevalentemente mattoni di adobe come materiale da costruzione principale. La nuova regolamentazione intende principalmente colmare il divario delle case residenziali. Solo a Kigali, nel periodo 2017-2032 circa 373.000 famiglie in più dovranno essere ospitate in almeno 310.000 case. [CN]
  • Etiopia Free

    Ethio Telecom lancerà servizi ad alto valore aggiunto

    ETIOPIA - Ethio Telecom investirà in servizi a maggiore valore aggiunto basati sui contenuti. È quanto risulta dalla strategia da giugno 2022 a giugno 2025 presentata ieri da  Frehiwot Tamiru, amministratore delegato della società di telecomunicazioni. Frehiwot ha sottolineato che i servizi faciliteranno il lavoro dei clienti e accelereranno la trasformazione digitale. I servizi, sfruttando il cloud, sosterranno l’agricoltura, l’istruzione, la costruzione di siti Web. L’amministratore delegato ha affermato che l’instabilità, le frodi nelle telecomunicazioni, gli attacchi informatici e le questioni normative sono le sfide per la strategia. Si prevede che Ethio Telecom dovrà affrontare la concorrenza di mercato di Safaricom, una società di telecomunicazioni keniana che sta lanciando i propri servizi in Etiopia. [EC]
  • Africa Orientale Free

    Corno d’Africa, la Cina dice no a interventi...

    AFR ORIENTALE - Un chiaro no a interventi stranieri nel Corno d’Africa, ma proseguire nella via cinese alla pace che passa per il sostegno allo sviluppo economico regionale. Questo in estrema sintesi il messaggio che l’inviato speciale cinese per il Corno d’Africa, Xue Bing, ha lanciato al termine della sua seconda visita (dalla sua nomina lo scorso luglio) nella regione. Da metà settembre Xue ha visitato Eritrea, Gibuti e Sudan. Come evidenzia, in un lungo articolo dedicato al viaggio nel Corno d’Africa, il South China Morning Post incontrando il presidente eritreo Isaias Afewerki, Xue ha sottolineato la disponibilità della Cina a contribuire agli sforzi regionali di risoluzione dei conflitti e al perseguimento di pace e partenariati sostenibili. Eritrea e Cina hanno convenuto che la cooperazione allo sviluppo deve essere perseguita nel quadro dei collegamenti regionali. “L’Eritrea, una piccola nazione che è stata tagliata fuori dal resto del mondo per anni, si trova in un punto strategico negli sforzi di espansione commerciale della Belt and Road Initiative cinese a causa della sua vicinanza al Mar Rosso, al Canale di Suez e all’Europa” sottolinea il quotidiano cinese. Alla fine dell’anno scorso, Eritrea e Guinea-Bissau sono diventate le ultime nazioni africane ad aderire all’iniziativa multimiliardaria, che ha contribuito a costruire infrastrutture tra cui porti, autostrade, dighe idroelettriche e ferrovie in tutto il mondo. Xue ha anche visitato Gibuti, sede della prima base militare d’oltremare della Cina vicino allo stretto di Bab el-Mandeb tra il Golfo di Aden e il Mar Rosso. Pechino ha investito molto nei porti e nelle zone di libero scambio del Paese. L’inviato cinese ha poi visitato il Sudan, dove Pechino ha vasti interessi nell’industria petrolifera del paese. Xue ha affermato che il Corno d’Africa è importante per la sua posizione strategica, evidenziando che proprio questa sua importanza lo rende soggetto a interventi stranieri. Ha sottolineato il rifiuto della Cina di ogni forma di intervento straniero nella regione e il suo sostegno all’integrazione economica e alla risoluzione delle differenze attraverso il dialogo. [ES]
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    Sud Sudan costruirà porto per esportare petrolio

    GIBUTI - Esponenti sudsudanesi hanno confermato questo mese di aver acquistato un terreno sulla costa di Gibuti per costruire un porto. Il Sud Sudan afferma che il porto sarà fondamentale per l’esportazione del greggio, che attualmente viene indirizzato verso il Sudan, e per l’importazione di merci, la maggior parte delle quali oggi arriva dal porto keniano di Mombasa. Puot Kang Chol, ministro del Petrolio del Sud Sudan, ha dichiarato: “Vorrei annunciare a tutti voi che abbiamo spinto per assicurarci di aprire tutte le nostre strade perché, come tutti sappiamo, il Sud Sudan è un Paese senza sbocco sul mare e quindi è necessario che facciamo del nostro meglio per avere accesso al mercato”. Altri due paesi dei Grandi Laghi, Uganda e Repubblica Democratica del Congo, hanno recentemente dichiarato che sposteranno le loro operazioni portuali in Tanzania, lasciando solo il Ruanda e il Burundi ancora completamente dipendenti dal porto di Mombasa. Duncan Otieno, un economista con sede a Nairobi citato da Voice of America, ha affermato che la mossa lascia il Kenya in una situazione difficile poiché risente della concorrenza del porto regionale di Dar es Salaam e ora di Gibuti. L’economista sud sudanese Abraham Mamer ha affermato che il porto di Gibuti fornirà una rotta più economica per le esportazioni e le importazioni del Sud Sudan. “In termini di economie di scala, è meglio che costruire un’altra ferrovia per collegarci al Sudan – ha affermato -. Stiamo risparmiando per importare o esportare direttamente il nostro petrolio dalla parte orientale del Sud Sudan attraverso Gibuti. Quindi, non stiamo perdendo, stiamo guadagnando, il Sud Sudan non è senza sbocco sul mare, è legato alla terraferma, quindi va bene”. Tuttavia, Otieno ha affermato che il tentativo di Juba di ridurre la dipendenza da Mombasa potrebbe avere ramificazioni all’interno del blocco della Comunità dell’Africa orientale, come l’indebolimento del progetto Lapset, una rete regionale di trasporto merci che inizia dal porto keniota di Lamu. “Ogni paese è guidato dal suo interesse nazionale, che cambia di volta in volta – ha detto -. Ma questo deve anche essere esaminato all’interno della geopolitica dell’ente regionale. C’è bisogno di considerare questo perché rischia di incidere sull’economia di questa regione”. Mamer, d’altra parte, ha affermato che l’acquisizione da parte del Sud Sudan di un terreno per un porto a Gibuti non avrà alcun impatto su Lapset. Ha detto che il Sud Sudan non può permettersi di perdere quel progetto, che collegherà il Paese con il Ruanda e l’Uganda. Il Sud Sudan ha giacimenti di petrolio stimati in 3,5 miliardi di barili. Ciò significa che se il paese potesse mai trovare un modo per porre fine al suo stato cronico di conflitto e aumentare la produzione di petrolio, l’impatto economico potrebbe essere enorme, indipendentemente dal porto che il paese utilizza per le sue esportazioni. [EC]
  • Somalia Free

    Somaliland, elezioni presidenziali rinviate

    SOMALIA - In Somaliland saranno rinviate le elezioni presidenziali programmate per il prossimo anno. Lo ha dichiarato la Commissione elettorale nazionale del Somaliland. Ad agosto, nella regione erano scoppiate proteste con manifestanti che chiedevano che le elezioni si svolgessero a novembre tra i sospetti che il presidente Muse Bihi Abdi volesse ritardare lo scrutinio e prolungare il suo mandato. I seggi, secondo l’ultimo annuncio, apriranno a nove mesi da ottobre perché la data attualmente prevista per il 13 novembre “non è praticabile a causa di vincoli di tempo, tecnici e finanziari”, ha twittato sabato la Commissione elettorale. Il Somaliland si è staccato dalla Somalia nel 1991 rivendicando la propria indipendenza, ma non ha ottenuto riconoscimento internazionale. La regione è stata per lo più pacifica mentre la Somalia è alle prese con tre decenni di guerra civile. Negli scontri di agosto tra forze di sicurezza e manifestanti dell’opposizione almeno cinque persone sono state uccise e 100 ferite. Wadani, uno dei partiti di opposizione che aveva sostenuto le proteste di agosto, ha accolto con favore la nuova data. “Accogliamo con favore la decisione, ci congratuliamo con loro per aver posto fine alla controversia sulle elezioni presidenziali”, ha detto in conferenza stampa Mohamud Aden Jama, portavoce della formazione. [EC]