R.D. Congo

Nord-Kivu: ribelli M23, “vogliamo far cadere presidente Kabila”

“Ora che il presidente Joseph Kabila ha dimostrato i suoi limiti e la sua incapacità a governare, non può essere la persona giusta per guidare la Repubblica democratica del Congo”: chiarisce gli obiettivi del Movimento 23 marzo (M23) il portavoce dell’M23 in Europa, Jean-Paul Epenge, precisando che il movimento, ora ai comandi a Goma, intende operare per rovesciare del capo dello Stato congolese.

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  • Gabon Free

    Internet: oltre due milioni di abbonati, quasi tutta la...

    GABON – Il Gabon ha ufficialmente superato la soglia di due milioni di abbonati a Internet.   Lo si apprende dall’indagine condotta da TBE (Tableau de bord de l’économie), che ha registrato per l’anno 2019 2.057.427 utenti abbonati alla rete nel Paese dell’Africa centrale.   Secondo il rapporto, la performance va attribuita a diversi fattori, come la connessione dei principali centri urbani alla tecnologia 3G e 4G da parte di operatori che hanno lanciato interessanti offerte promozionali.   Anche l’installazione della fibra ottica, le promozioni sui modem e box di collegamento, hanno favorito la penetrazione di Internet, giunta ad un tasso del 95%. Il Gabon conta infatti poco più di 2,1 milioni di abitanti. [CC]
  • R.D. Congo Free

    Il business indisturbato...Gli intermediari (2)

    RD CONGO - Il Rwanda, infatti, secondo gli autori del rapporto, è diventato il principale centro di transito dell’oro congolese, dopo che il Burundi ha perso terreno dal 2015, sia a causa delle tensioni interne che dell’uccisione del generale Adolphe Nshimirimana, che secondo il gruppo d’esperti delle Nazioni Unite era considerato il protettore di alcuni fra i più grandi contrabbandieri del Paese. Il Rwanda si vanta ormai di essere tra i più importanti esportatori regionali dell’oro e nel 2019 ha aperto la prima raffineria Aldango, in grado di raffinare 22 chili al giorno, sei tonnellate al mese. Numeri contraddittori mettono in evidenza un commercio opaco: secondo il gruppo d’esperti delle Nazioni Unite, il Rwanda ha ufficialmente esportato 2.163 chili d’oro nel 2018; eppure, 12.539 chili d’oro importati dagli Emirati Arabi Uniti sono stati dichiarati d’origine ruandese. Quale sia la reale provenienza degli altri 10.000 chili resta quindi di fatto un mistero.   È per definizione impossibile stabilire con precisione il volume d’oro esportato clandestinamente dalla Repubblica Democratica del Congo. Un’idea di massima della produzione si trova in un’analisi dell’istituto tedesco per le scienze geologiche e le risorse naturali (Bgr), e sarebbe compresa tra 15 e 22 tonnellate all’anno. Una stima del volume ufficialmente esportato si può dedurre invece attraverso l’ammontare delle tasse percepite; secondo valutazioni prudenti effettuate dallo stesso Bgr, 15 tonnellate vendute in un anno rappresenterebbero un valore di 543 milioni di dollari di fatturato, che tassati al 2% come da legge, farebbero entrare nelle casse dello Stato 10,86 milioni. Guardando poi ai pochi numeri del ministero delle miniere a disposizione, nel 2018 sono stati esportati solo 56,18 chili di metallo prezioso, che rappresenterebbero solo poco più di 44.000 dollari di introito fiscale sulla vendita.   La malagestione del commercio dell’oro può essere declinata nelle tante altre risorse di cui è ricchissimo il sottosuolo congolese: rame, cobalto, coltan, cassiterite, diamanti, per citare i principali. Di recente Global Witness è tornata sul caso del milionario Dan Gertler, protagonista del settore minerario congolese, molto vicino a Joseph Kabila, che nel 2017 ha visto i suoi conti negli USA congelati per reati di appropriazione indebita, evasione e corruzione. Il businessman avrebbe aggirato la questione continuerebbe a fare affari illeciti grazie alla potente rete di traffico internazionale che lo appoggia.   Nonostante i riflettori si siano accesi da tempo sulla questione, è ancora, ahimè,  molto attuale la storica «maledizione delle risorse» del gigante africano. [con Africa Rivista]
  • R.D. Congo Free

    Il business indisturbato del traffico di oro (1)

    RD CONGO - Non si ferma, anzi, sarebbe addirittura in espansione il commercio illecito dell’oro estratto dalle miniere artigianali della Repubblica Democratica del Congo. La spoliazione delle risorse naturali del gigantesco territorio, sebbene denunciata ormai infinite volte, da decenni, continua indisturbata. Torna in questi giorni sull’argomento l’organizzazione Impact, con sede in Canada, nel rapporto Les intermédiaires, in italiano Gli intermediari. Come indicato nel titolo, il documento dedica particolare attenzione alla catena che collega i minatori agli acquirenti. Una catena che di fatto rende nulli, o quasi, gli sforzi compiuti per mettere ordine e legalità nella filiera. «Il governo congolese è intervenuto integrando il meccanismo di certificazione regionale (…) ed esige dagli operatori privati l’applicazione delle linee guida dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) sulla cosiddetta due-diligence, la dovuta diligenza tra cui l’identificazione e la comunicazione dei rischi che circondano la catena di approvvigionamento, come violazioni dei diritti umani, corruzione o appropriazione indebita. I siti minerari devono essere ispezionati e se idonei, essere certificati come non ‘insanguinati’. Gli esportatori sono tenuti a dimostrare che l’oro prodotto è stato commercializzato in maniera responsabile. Ma negozianti e esportatori interessati a lavorare nei limiti legali si scontrano con difficoltà» denuncia il rapporto di Impact. In primo luogo, la procedura di certificazione è laboriosa. Nel 2019, soltanto 122 dei 2.763 siti auriferi artigianali sono stati ispezionati, e tra questi, 106 hanno ottenuto la certificazione. C’è anche una moltiplicazione di tasse, che oltre a quelle centrali prevedono imposte provinciali e altri dazi per l’esportazione, che possono arrivare fino al 15% del valore, solo nel processo di commercializzazione.  Il passo verso la legalizzazione è costoso, complesso, e poco vantaggioso per gli attori di questo commercio lucrativo. L’oro delle miniere artigianali, inoltre, è molto vulnerabile ai gruppi armati, che terrorizzano i minatori, impongono pagamenti, rubano e gettano un’ombra cupa su tutta la filiera. «Aziende e persone si sono approfittate della non applicazione delle leggi anti-contrabbando e continuano a farlo, in tutta impunità» denuncia ancora il rapporto, sollevando un altro tassello di questa rete, ovvero la complicità, e/o negligenza, delle autorità. Soffermandosi sulle province nordorientali del Nord-Kivu, Sud-Kivu e dell’Ituri, le principali aree d’estrazione aurifere, Les Intermediaires dettaglia casi specifici di soggetti presumibilmente coinvolti nel traffico illecito, come ad esempio l’ufficio di compravendita Namykaya, di Evariste Shamamba, a Bukavu, o le società fantasma Congo Golden Mining Ltd. e Omega Gold Mining Ltd. reperibili solo in documenti di transito ruandese. [Segue]
  • Camerun Free

    Sostegno IFAD a piccoli agricoltori per sicurezza...

    CAMERUN - Il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo delle Nazioni Unite (IFAD) ha annunciato la concessione di 60 milioni di dollari per estendere per altri sei anni un progetto di valorizzazione delle filiere agricole in Camerun.

    A comunicarlo è stato lo stesso IFAD, precisando che l'accordo di finanziamento riguarda la seconda fase del Progetto di sostegno allo sviluppo della catena del valore delle materie prime agricole (PADFA II).

    Secondo quel che viene reso noto, beneficiari del progetto sono circa 32.000 piccoli agricoltori ai quali saranno forniti mezzi e strumenti per incrementare la produzione di riso e cipolle, rafforzandone in questo modo i mezzi di sussistenza rurali per aumentare il reddito, migliorare la sicurezza alimentare e integrare approcci per mitigare l'impatto dei cambiamenti climatici.

    Il progetto introdurrà misure per garantire la disponibilità di sementi di qualità resistenti al clima e altri input, e una gestione più efficiente del suolo e dell'acqua, inclusa la modernizzazione delle infrastrutture di irrigazione per ridurre la dipendenza dei produttori dall'agricoltura pluviale, oltre a offrire adeguate strutture di stoccaggio e lavorazione allo scopo di ridurre al minimo le perdite post-raccolto. [MV]

  • R. Centrafricana Free

    Presidente Touadera candidato a secondo mandato

    REP CENTRAFRICANA - Il presidente in carica Faustin-Archange Touadera sarà candidato, come ampiamente previsto, alla propria successione alle elezioni in programma il 27 dicembre prossimo in Repubblica Centrafricana.

    Lo ha ufficializzato lo stesso capo di Stato, sabato, a Bangui, durante il congresso del suo partito, il Movimento cuori uniti (Mcu), davanti a una folla di circa seimila partecipanti.

    Eletto nel 2016, Touadera intende proseguire l’opera realizzata finora per risollevare il Paese da numerose problematiche tra cui la crisi umanitaria, la povertà, la violenza dei gruppi armati, l’assenza di sviluppo. Difficoltà che si fanno sentire anche nell’organizzazione delle elezioni e alimentano un dibattito su un possibile rinvio del voto.

    Non è ancora definitiva la lista di tutti gli aspiranti candidati, tra cui spiccano l’ex presidente François Bozize, l’ex presidente donna ad interim  Catherine Samba-Panza, e gli ex capi di governo Anicet Georges Dologuele e Martin Ziguele. Sono ad oggi più di una decina le candidature in attesa di essere convalidate. [Africa Rivista]

  • Repubblica Congo Free

    Pagamenti elettronici, arriva un hub di gestione...

    REP CONGO - Il governo di Brazzaville sta lavorando alla creazione di un hub di pagamenti elettronici per gestire la tassa sulle transazioni digitali introdotta nel 2019. L’attuazione di questo sistema di gestione e di monitoraggio è stata affidata all’Agenzia di regolazione delle poste e delle telecomunicazioni elettroniche (Arpce), che questa settimana ha firmato un accordo in merito con l’Agenzia di controllo dei trasferimenti fondi e con l’Associazione degli istituti di credito. L’intesa definisce le condizioni di hosting e di gestione tecnica del hub di pagamento digitale all’interno delle banche e istituti di credito. Con questo sistema, saranno interconnesse le istituzioni finanziarie della Repubblica del Congo, in modo da poter seguire i flussi di transazioni elettroniche effettuate nel Paese. La colletta della commissione dell’1% al fisco sarà automatizzata. [CC]