Africa

Petrolio, Congresso produttori africani a marzo in Gabon

Le compagnie petrolifere internazionali, le società di servizi e gli specialisti sono invitati a partecipare al V Congresso africano del petrolio (Cape) organizzato dall’Associazione dei produttori di petrolio africani (Appa).

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Clima, al via l'Africa Adaptation Acceleration Program

    AFRICA - Al via l'Africa Adaptation Acceleration Program (Aaap), il programma volto a mobilitare 25 miliardi di dollari per aumentare e accelerare le azioni di adattamento al cambiamento climatico in tutta l'Africa: l'annuncio del lancio, dato dal presidente della Banca africana per lo sviluppo (Afdb), Akinwumi A. Adesina, è arrivato durante il Climate Adaptation Summit (Cas) 2021, ospitato dal governo dei Paesi Bassi e dal Global Center on Adaptation. Lo si apprende da un comunicato ufficiale, in cui si precisa che l'Aaap - un'iniziativa congiunta tra la Banca Africana per lo Sviluppo e il Global Center on Adaptation - mira ad aumentare le azioni innovative e trasformative sull'adattamento al clima in tutta l'Africa, ha detto Adesina. "La nostra ambizione è audace: galvanizzare le azioni di resilienza climatica; sostenere i Paesi per accelerare l'adattamento climatico e la resilienza; e mobilitare finanziamenti su scala per l'adattamento climatico in Africa", ha detto il capo della Banca. Adesina è stato raggiunto dal primo ministro olandese Mark Rutte, dall'ottavo segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, dall'attuale segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, dal primo ministro britannico Boris Johnson, dal cancelliere tedesco Angela Merkel, dal primo ministro canadese Justin Trudeau e dal primo ministro indiano Narendra Modi. Hanno parlato anche il presidente della Banca Mondiale David Malpass e la direttrice generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Kristalina Georgieva. Riconoscendo le "enormi lacune" che rimangono nei finanziamenti per l'adattamento climatico nei Paesi in via di sviluppo, il segretario generale delle Nazioni Unite, Guterres, ha chiesto che il 50% di tutti i finanziamenti per il clima forniti dai Paesi sviluppati e dalle banche multilaterali di sviluppo siano destinati all'adattamento e alla resilienza nei Paesi in via di sviluppo. Diversi oratori hanno inoltre sottolineato la vulnerabilità dell'Africa al cambiamento climatico, così come le risposte innovative degli africani alle sfide. Il presidente ghanese Nana Addo Dankwa Akufo-Addo ha detto che il Paese stava lavorando con il settore privato con l'assistenza del Green Climate Fund, "per stabilire un fondo verde multimilionario per sostenere i nostri interventi di adattamento al clima e i nostri sforzi per passare alle energie rinnovabili". Il Climate Adaptation Summit riporta l’attenzione sulla necessità di rendere il pianeta più resiliente dinanzi agli effetti dei cambiamenti climatici. Intende inoltre garantire nuovi investimenti affinché “milioni di piccoli agricoltori possano adattarsi agli stress climatici sulla produzione alimentare. Gli organizzatori del vertice hanno chiesto nuovi importanti finanziamenti per la ricerca agricola, un maggiore accesso ai servizi di consulenza degli agricoltori, nonché un maggiore accesso alla gestione del rischio e ai servizi finanziari”, si legge in una nota di presentazione ufficiale dell’evento, che è promosso dall’Onu. [VGM]
  • Africa Free

    Covid, un webinar sulla cooperazione sanitaria...

    AFRICA - Giovedì 28 gennaio, dalle ore 11:00 alle ore 13:00, si terrà un workshop online dedicato a chi fa, a chi pensa, e a chi finanzia la cooperazione internazionale sanitaria, organizzato da Link 2007 e intitolato "Nessuno lasciato indietro: la cooperazione sanitaria internazionale all'era del covid-19". Impegno e nuove sfide nella lotta al covid-19 sono al centro dell’incontro, ricco di interventi, tra i quali, quello di Ahmed Ogwel Ouma, Vicedirettore del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc), e Joachim Osur, direttore tecnico di Amref Health Africa, che ha la sua casa madre a Nairobi. All’incontro, che sarà moderato dal giornalista Pietro Veronese e durante il quale è stata invitata ad intervenire Sandra Zampa, sottosegretario del ministero della Salute, parteciperanno organizzazioni della società civile impegnate in progetti di sviluppo e cooperazione internazionale in Africa e Medio-oriente, tra cui Amref Health Africa, Link 2007, Intersos, Aidos, Cuamm, Aics e Maeci. Il workshop nasce all’interno delle attività del programma Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’Onu. L’Agenda 2030 prevede un forte impegno politico per la salute pubblica. Partendo da questa premessa, nel corso del webinar sarà approfondito il tema della salute globale con un focus specifico sul continente africano e sul Medio-oriente e gli effetti del covid-19. L’evento, in particolare, servirà per rispondere ad alcuni interrogativi: chi sono le vittime della pandemia? Quali diseguaglianze ha esacerbato? Quali crisi sono state dimenticate o esasperate dal covid? Cosa ci sta insegnando questa pandemia? Quali strategie sono risultate vincenti? Le presentazioni saranno concepite sulla base delle esperienze più rilevanti identificate dalle organizzazioni della società civile con l’intento di coprire l’ambito più vario di analisi: dall’impatto secondario del coronavirus, alla fase di preparedness, potenziamento della resilienza. La partecipazione è gratuita previa registrazione cliccando qui. [VGM]
  • Africa Free

    Investimenti esteri in calo, timori per il 2021

    AFRICA - I flussi di investimenti diretti esteri nel 2020 sono diminuiti in valore del 18% rispetto all'anno precedente, secondo le ultime stime rese note dalla Conferenza delle Nazioni Unite per lo sviluppo e il commercio (Unctad).

    In base ai dati messi a disposizione, il calo percentuale è inferiore rispetto alle precedenti stime rese note dalla stessa Unctad lo scorso ottobre, quando relativamente al flusso di investimenti diretti esteri dei primi sei mesi dell'anno era emersa una riduzione del 28%.

    Guardando al futuro, Unctad prevede che sarà piuttosto difficile recuperare già nel 2021 i livelli pre-covid alla luce degli indicatori tendenziali che indicano tuttora una pressione al ribasso.

    Maggiori informazioni sono disponibili consultando l'ultimo rapporto diffuso da Unctad sulle tendenze degli investimenti disponibile qui.

  • Africa Free

    Faki Mahamat si ricandida a presidenza Commissione Ua

    AFRICA - Il presidente della Commissione dell'Unione Africana (Auc/Cua), il ciadiano Moussa Faki Mahamat, ha annunciato la sua candidatura per un secondo mandato alla guida dell'organizzazione continentale. 

    Faki Mahamat, il cui mandato scade tra due mesi, ha pubblicato domenica la sua visione per un nuovo mandato 2021-2024, in cui ha esposto le sue priorità e il bilancio.

    “Il mandato che mi è stato conferito il 17 gennaio 2017 sta rapidamente volgendo al termine. Darei una valutazione esauriente all'Assemblea al prossimo vertice della nostra Unione previsto per il 6 e 7 febbraio 2021. Nel decidere di candidarmi per un secondo mandato, obbedisco alla tradizione secondo cui ogni candidato porta all’attenzione del pubblico le proprie priorità del mandato per il quale chiede i voti”, ha sottolineato il presidente della Commissione.

    Dalla sua elezione nel 2017, Moussa Faki Mahamat osserva che "il mondo è diventato profondamente complesso e le sue prospettive in gran parte oscurate"; cita "la pandemia di covid-19, la contrazione delle risorse, la moltiplicazione dei pericoli globali, l'egoismo nazionale e il declino del multilateralismo che ha ostacolato il progresso del continente”. 

    L’uomo politico, nato a Biltine nel 1960, ha deplorato "l'allentamento delle catene della solidarietà, l'indebolimento dei valori umanistici di generosità, rispetto per gli altri, il declino della spiritualità e l'importanza di considerazioni materiali e commerciali che hanno aggravato le difficoltà oggettive della vita in Africa, come nel resto del mondo”.

    L'Africa è un continente molto giovane, ha detto, osservando che la sua crescita demografica è sbalorditiva: “i giovani africani rappresentano il 60% della popolazione locale. Ogni iniziativa a favore dell'Africa deve essere ancorata su questo fatto cardinale".

    Mahamat ha anche parlato di cambiamenti positivi durante il mandato, sia in termini di sviluppo economico e sociale dei singoli Stati, che a livello globale.

    Le principali istituzioni dell'Unione Africana sono l'Assemblea dei capi di Stato e di governo (l'organo supremo dell'Organizzazione), la Commissione dell'Unione Africana, il Consiglio esecutivo e il Consiglio di pace e sicurezza (dal 2004), il Parlamento panafricano (inaugurato nel 2004) e il Consiglio economico sociale e culturale (Ecosocc). Il presidente della Commissione è il più alto funzionario, il rappresentante legale dell'Ua e il Direttore del bilancio della Commissione. È direttamente responsabile nei confronti del Consiglio direttivo nell'esercizio delle sue funzioni. Il Presidente è eletto dalla Conferenza per un mandato di quattro anni, rinnovabile una volta. L'elezione avviene a scrutinio segreto e a maggioranza dei due terzi degli Stati membri aventi diritto di voto. Più volte ministro in Ciad (ha occupato tra l’altro la poltrona del dicastero degli Esteri), dove appartiene al partito del presidente Idriss Deby Itno, Mahamat parla correntemente arabo, francese e inglese. [CC]

  • Africa Free

    Africa 2021, le tendenze dell’anno nel continente in...

    AFRICA - La webconference del mensile economico Africa e Affari sulle principali tendenze economiche, politiche e sociali che caratterizzeranno il 2021 in Africa si terrà questo pomeriggio a partire dalle ore 15.00.  Quale sarà l’entità dell’entrata in vigore dell’Area di libero scambio continentale (AfCFTA)? Che ne sarà del debito dei paesi africani in tempi di covid? Quale ruole per il continente nelle catene di valore globali? Tutti temi che verranno affrontati dai vari ospiti all’incontro per fare il punto sulle sfide e le opportunità che attendono oggi il continente. Tra i relatori, Africa e Affari ospiterà Giuseppe Mistretta, Direttore per l’Africa subsahariana presso la Direzione Generale della Mondializzazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Marco di Liddo, del Centro Studi Internazionali (Ce.S.I), di Xavier Michon, Vice Segretario Esecutivo dello United Nations Capital Development Fund (UNCDF), Galileo Pozzoli, dello studio legale internazionale Squire Patton Boggs, Jean-Léonard Touadi, presidente del Centro Relazioni con l’Africa (Cra) della Società Geografica Italiana, e Alessandro Gerbino, direttore dell’Ufficio Ice di Accra. Per iscriversi: cliccare qui
  • Africa Free

    Wef 2021, a Davos anche il business dei dati

    Sette grandi temi e cinque giorni di dibattito, fino al 29 gennaio: si è aperto ieri a Davos il World Economic Forum, l’appuntamento annuale ospitato in Svizzera e che è dedicato all’analisi delle grandi sfide del mondo attraverso le parole e gli osservatori privilegiati di governanti, economisti, rappresentanti del mondo imprenditoriale e della società civile.

    Quest’anno Davos si articolerà in sette temi: come salvare il pianeta; economie più giuste; tech for good; società e futuro del lavoro; better business; healthy futures; oltre la geopolitica. L’Africa sarà presente, secondo diversi osservatori, perché i grandi numeri in grado di modificare la rotta del mondo dimorano nel continente, primo tra tutti quello relativo alla crescita demografica che in Africa è già un elemento visibile e ben presente a chi governa; ma anche quello dei cambiamenti climatici, fenomeno che già diversi Paesi africani stanno subendo.

    Temi globali come quello dei cambiamenti climatici alimentano questioni ma anche opportunità, si sostiene tra i documenti dell’agenda di Davos. Una di queste opportunità è rappresentata dai dati e dalla loro gestione che per l’Africa. 

    A Davos si parlerà infatti di Digital Earth Africa, un programma lanciato nel febbraio del 2019 che usa Open Data Cube e Amazon Web Services per rendere le immagini satellitari globali più accessibili e dimostrare come i dati possano colmare le principali disuguaglianze sociali ed economiche nel ventunesimo secolo. Un’opportunità, quella di Digital Earth Africa, quantificata in un business da 2 miliardi di dollari suddivisi tra sistemi di monitoraggio satellitari, miglioramenti nella produzione agricola e prevenzione dello sfruttamento minerario illegale. [MS]